23 marzo 1848 – 23 marzo 1849. 365
giorni dal 1848 al 1849 l’età delle illusioni risorgimentali dalla primavera
tesa con le cinque giornate lombarde in cui fioriva lo spirito italico in tutte
le regioni italiane alla Battaglia della Bicocca a Novara che vide la fine
delle gloriose speranze sabaude di mettere la museruola all’esercito austriaco
e la susseguente abdicazione di Carlo Alberto a favore di Vittorio Emanuele. E’
incredibile come in un lasso di tempo così esiguo si siano consumate vite,
sogni e aspettative in modo così veloce. Un 1848 che era stato la primavera
risorgimentale europea con moti che scoppiavano in tutte le piazze continentali
e una restaurazione successive dolorosa soprattutto per le italiche speranze.
Milano e i suoi Martinitt, Cattaneo, Goito, Curtatone e Montanara tutte
gloriose pagine di un furore patriottico destinato a scemare in breve tempo.
Custoza e Novara avevano segnato la gloria più sabauda che italiana e proprio
in quel periodo era maturata quella classe dirigente che nei successivi dieci
anni avrebbe condotto all’unità. Questo significa solo una cosa, quando si
cerca un obiettivo non importa se si parte da lontano ma basta avere idee ben
salde e imparare a ragionare su schemi diversi, allora tutto diventa possibile.
Lo fu nel 1849/1859 lo deve essere sempre. Prendiamo esempio dai nostri padri,
da Cavour, da Vittorio Emanuele e nulla sarà più precluso. E anche se vieni da
una cocente sconfitta, trova in essa i prodromi del riscatto
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