Se cerchi la partita perfetta, probabilmente non la trovi in un 3-2 pieno di ribaltamenti, ma in uno 0-0 fatto come si deve. Lo diceva Fabio Capello, e non era una provocazione: era una visione. La perfezione nel calcio non è il caos, è il controllo. PSG–Bayern è stata una partita bellissima, piena di ritmo, occasioni, strappi continui. Emozioni vere, su questo non si discute. Ma proprio per questo difficilmente può essere definita perfetta. Le partite altalenanti sono quelle che accendono il pubblico, che fanno spettacolo, che generano entusiasmo immediato.
Ma spesso sono anche figlie di errori, di squilibri, di difese che si aprono, di squadre che per tratti smettono di essere tali. La perfezione invece è un’altra cosa: è equilibrio, è organizzazione, è capacità di non concedere nulla o quasi. È una partita in cui ogni movimento ha un senso, ogni reparto è collegato, ogni scelta è coerente. Anche – e soprattutto – quando il risultato resta fermo.
Lo 0-0, quando è vero, è la forma più alta di controllo. Non quello piatto e svogliato, ma quello costruito, in cui due squadre si annullano perché sanno esattamente cosa fare. Lì non c’è spettacolo immediato, non ci sono highlight da social, ma c’è calcio allo stato puro.
E allora viene da pensare anche alla semifinale di Champions della scorsa stagione tra Inter e Barcellona: una partita esaltante, piena di colpi di scena, di ribaltamenti, di episodi che ti tengono incollato fino all’ultimo secondo. Una di quelle che restano, che racconti, che rivedi. Ma anche lì, più che la perfezione, c’era l’eccezione, il fuori controllo, il momento in cui il talento e l’errore si inseguono. Oggi però si celebra soprattutto quello: il disordine spettacolare. E partono i peana, spesso da chi non fa davvero il giornalista sportivo ma ammicca al racconto facile, alla superficie, all’adrenalina. Perché è più semplice esaltare una partita piena di gol che spiegare uno 0-0 costruito su dettagli, posizioni, letture. PSG–Bayern di ieri sera è stata una grande partita. Inter–Barcellona della passata stagione una partita memorabile. Ma la perfezione è un’altra cosa. E quasi sempre non fa rumore.




