Sono sincero non mi sono mai
piaciuti i coccodrilli, ma alle volte senti il bisogno di raccontare la qualità
di persone conosciute e che sono passate attraverso il percorso lavorativo, e
non solo, della tua vita. Oggi scopro leggendo i giornali on line della
scomparsa di una persona che ha fatto parte della storia della Biellese calcio.
Uno sportivo che difendeva la porta della Biellese ma che ho avuto modo di
apprezzare come dirigente e primo tifoso della squadra laniera: Enzo Albertini.
Un uomo con un aplomb e un rispetto desueti in un mondo in cui è facile trovare
urlatori e pressappochisti. La sua Presidenza era un orpello di vera classe e
di charme in tribuna e di un amore incondizionato per i colori bianconeri
(questi sono ammessi) Ammetto anche di averla seguita sui campi di serie C2,
arrivando persino a una trasferta al Natale Palli di Casale, una partita
sfortunata ma che ho avuto la fortuna di affrontarla con mio padre. Già l’Adriano
che avevo spinto a frequentare il parquet del basket si era avvicinato alla
Biellese e ne aveva seguito le gesta per diversi campionati, gioie e delizie ma
anche delusioni, ma quando segui sport tutto questo lo metti nel conto.
Tornando alla partita di Casale nel doppio confronto abbiamo perso e la squadra
è stata retrocessa, ma il buon Enzo Albertini chiese e ottenne il ripescaggio, perché
il calcio del quadrilatero non poteva perdere tra le sue protagoniste: la
Biellese. Ora quelle gesta sembrano lontanissime ma nella ciclicità delle
storie di provincia sono sicuro che qualcuno raccoglierà il testimone di
bellezza sportiva che il buon Enzo rappresentava.
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