Nel cuore dell’Atene del V secolo a.C., Pericle pronunciò uno dei discorsi più celebri della storia, un’orazione funebre in onore dei caduti della guerra del Peloponneso. Quel discorso, tramandato da Tucidide, è diventato il manifesto ideale della democrazia ateniese, un modello politico e morale che ancora oggi ispira le società moderne.
“Qui ad Atene noi facciamo così”: con questa frase simbolica, Pericle non celebra solo una città, ma un modo di vivere fondato sulla libertà, sull’uguaglianza e sulla partecipazione di tutti i cittadini. La democrazia, per lui, non è soltanto un sistema di governo, ma una forma di educazione civile, un costume collettivo.
Uno dei punti centrali del discorso è la centralità del cittadino. Ogni ateniese, indipendentemente dalla ricchezza o dal ceto, ha il diritto e il dovere di partecipare alla vita pubblica. La libertà individuale non è mai disgiunta dalla responsabilità verso la comunità. In questo equilibrio tra libertà personale e bene comune risiede la forza di Atene.
Pericle esalta anche la meritocrazia: nella democrazia ateniese, le cariche vengono assegnate non per nascita o privilegio, ma per capacità e valore. È un messaggio rivoluzionario per l’epoca, in cui il potere era spesso ereditario o legato alla ricchezza.
Un altro aspetto fondamentale è il rispetto delle leggi. La democrazia, ricorda Pericle, non può sopravvivere senza l’obbedienza volontaria alle regole condivise. Il rispetto dell’ordine civile garantisce la libertà di tutti.
Infine, l’orazione celebra la grandezza morale e culturale di Atene: la città è un modello di apertura, tolleranza e creatività. Gli Ateniesi non temono di accogliere idee nuove, di confrontarsi, di imparare dagli altri.
Così, nelle parole di Pericle, la democrazia si rivela non come un privilegio, ma come un impegno continuo verso la giustizia, la partecipazione e la dignità dell’uomo. E il suo messaggio, pur antico di oltre duemila anni, continua a ricordarci che la vera libertà nasce solo dove ogni cittadino si sente parte viva della comunità.

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