Nel calcio come nella vita la
tipica filosofia dei vari team è quella del potevamo vincere ma l’hanno
impedito, c’è sempre un disegno oscuro alle spalle pronto a sovvertire i tuoi
desiderata, pronto a colmare il mare delle illusioni perdute con certezze
assolute. Hai preso un rigore che non c’ea, colpa della dietrologia, hai
segnato ma l’arbitro non ha visto, c’è un disegno ideale per farti perdere.
Nello sport come nella vita noi italiani abbiamo sempre l’alibi in tutti i
settori, sportivo, filosofico, lavorativo, economico. Nessuno che pensi che le
fortune / sfortune debbano unicamente essere imputate al valore del proprio lavoro.
Il Milan andò in B sul campo perché all’ultima giornata ci fu la combine tra
Castellini e Faccenda per salvare il Genoa o perché probabilmente avevamo perso
troppe partite prima. Perdemmo lo scudetto a Verona all’ultima giornata perché
non eravamo riposati o perché nelle tre partite precedenti abbandonammo qualche
punto. Con il goal di Muntari abbiamo perso lo scudetto 2012 o forse lo abbiamo
perso contro la Fiorentina di Amauri in casa. La Juve non è passata in
Champions quest’anno per colpa della neve di Istanbul ? La Roma ha sempre perso
a Torino perché gli arbitri non glielo hanno impedito ?. Potremmo andare avanti
per ore citando episodi da bar sport, che hanno fatto le fortune di Biscardi di
giornalisti depressi per anni. Si vince e si perde sul campo e il rettangolo di
gioco fa sempre giustizia. Cito un episodio che rimarrà indelebile nella mia
vita di tifoso milanista, la semifinale del 2005 in Champions contro il PSV, se
vi era una squadra che meritava la finale era quella Olandese a cui
l’arbitraggio negò anche qualcosa tra andata e ritorno. Noi ricordiamo invece
solo il rocambolesco 3 a 3 in finale, che forse aveva fatto giustizia
dell’ingiustizia in semifinale.. La fortuna da e prende, il lavoro paga la
dietrologia no, quello è l’alibi degli scarsi
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