sabato 9 maggio 2026

Costruire per restare lucidi. duecento mattoni


 

Si racconta che Winston Churchill, quando la testa gli si riempiva di rumore, uscisse e si mettesse a posare mattoni, uno dopo l’altro, sempre uguali, sempre nello stesso gesto, duecento al giorno dicono, una cifra perfetta, troppo perfetta per essere vera, perché la realtà raramente è così precisa, i muri a Chartwell li costruiva davvero, con le mani sporche e la giacca impolverata, ma nessuno teneva il conto e in fondo non serviva, perché il punto non è la quantità ma quello che succede mentre lo fai, è la scelta di tirarti fuori, anche solo per un momento, dal vortice che ti gira in testa, di abbassare il volume del caos per tornare a pensare con ordine, perché quando la mente si blocca non ti presenta i problemi uno alla volta, te li rovescia addosso tutti insieme, senza gerarchie, senza appigli, e allora non ti serve un’idea brillante, ti serve spazio, distanza, un gesto semplice che ti permetta di rallentare e rimettere a fuoco, il mattone in questo senso è perfetto, pesa, sta nelle mani, si appoggia, si sistema, ti obbliga a stare lì, a fare una cosa alla volta, e in quel fare apparentemente inutile succede qualcosa di molto concreto, ti estranei abbastanza da non essere più travolto, ma non così tanto da scappare, ti metti in una zona intermedia dove puoi ricominciare a ragionare, e piano piano il caos si scompone, non perché è sparito, ma perché hai trovato il modo di guardarlo senza subirlo, ed è lì che cambia tutto, perché non è costruire il muro il vero obiettivo, è ricostruire un margine di lucidità, è tornare a governare il pensiero invece di esserne schiacciato, e allora magari quei duecento mattoni non sono mai esistiti, ma l’idea sì, ed è quella che conta, la capacità di fermarti senza fermarti davvero, di prenderti una distanza operativa per rientrare con più chiarezza, perché alla fine non si esce dai momenti difficili con uno scatto improvviso, ma con un ritorno lento alla calma, un mattone alla volta, mentre dentro, finalmente, smette di urlare tutto insieme e ricomincia a parlarti in modo comprensibile.







Nessun commento:

Posta un commento

Il bordocampista, quando il calcio si prende meno sul serio

C'è una figura che negli ultimi anni ha trovato una dimensione tutta sua nel racconto televisivo del calcio: il bordocampista. Nato per...