Come al solito la differenza la
fanno i contenuti e per un Foglio (inteso come testata giornalistica) che ci
allieta con Essere e diventare Jurgen Klopp una sorta di retrospettiva sulla
filosofia che sta alla base dell’allenatore vincitore dell’ultima Champions League,
il giornalismo nostrano è diventato sempre più una sorta di vetrina dedicata al
body shaming, dal posteriore di un ministro della repubblica all’adipe
incipiente di un allenatore di serie A, c’è di che esserne fieri ma è tutta
colpa di chi scrive o di chi legge. Una suddivisione della colpa è forse più
corretta c’è l’offerta, assolutamente discutibile e c’è la domanda e la
richiesta altrettanto orripilante da parte di chi legge da chi ascolta ecc.
Ormai farsi gli affari degli altri, pratica sdoganata dai social, è un vero e
proprio must così come guardare a volte censurando a volte commentando i
comportamenti delle persone che stanno intorno a noi. E’ un mondo in cui il
commento da bar è diventato licenza poetica e supremo giudizio. L’arena in cui
i gladiatori esperti in rutti avanzano a pontificare e dare giudizi di merito.
Flaiano bollerebbe questa situazione come grave ma non seria, occorre una sterzata
e di brutto per tornare a comportamenti più consoni, ci riusciremo ?? la
speranza è l’ultima a morire o per meglio dire una volta arrivati sul fondo si
riuscirà a invertire la tendenza ??
martedì 14 luglio 2020
Le chiacchiere da bar tra adipe incipiente e deretani vai
domenica 12 luglio 2020
Via del Sale, un tesoro per gli appassionati del turismo outdoor
L’outdoor è una delle perle turistiche insieme alla storia di
cui gode il nostro paese e saperle vendere e valorizzare deve essere la chiave
futura della nostra economia. Abbiamo paesaggi mozzafiato che la natura dipinge
come fosse un quadro di Gillis von Coningxloo, uno dei più grandi pittori
fiamminghi. Percorsi sportivi per tutte le categorie da quelli più impegnativi per
arrivare a quelli alla portata di tutti. Se a tutto ciò condisci la compagnia e
l’enogastronomia ecco che hai fatto letteralmente bingo e ti porti a casa un’esperienza
unica. Di cosa sto parlando? Ma della Via del Sale, ormai un appuntamento fisso
annuale che sa regalarmi ogni anno emozioni diverse anche se il percorso dallo
Chalet le Marmotte a Limone fino ad arrivare al Rifugio Don Barbera è sempre
quello. Istagram dovrebbe creare una categoria apposita tanti sono gli scatti
che si possono realizzare, dalla struttura del forte a poche centinaia di metri
dalla partenza, all’intersezione con le strutture sciistiche che fanno da cornice,
alla splendida definizione dei percorsi che si stagliano in tutta la loro
bellezza e si arrampicano sulla cima di queste montagne. “Zabrinskie point” è
una meta obbligata una tappa e una sosta per godersi la maestosità di un luogo
unico. La successiva discesa al Don Barbera, e sono chilometri, ti proietta in
una natura incontaminata rotta solo dal suono delle forcelle delle e-bike e dai
motori delle moto che attraversano quasi silenti e con molto rispetto questo
spettacolo. L’Atl del Cuneese con Conitours, con la loro consueta maestria fungono
da regia occulta, ma testano sempre sul campo di persona la bontà delle loro proposte e questa volta si fanno accompagnare dal testimonial d’eccellenza,
quella Marta Bassino, che proprio pochi chilometri a valle ha avuto i suoi
natali a Borgo san Dalmazzo. L’atleta abituata a gareggiare sul filo dei centesimi
qui si perde a provare e riprovare la sua bike in queste stradine, si ripide e
scoscese, ma che garantiscono spettacolarità e bellezza e allora usiamo il suo
pay off: “venite a provare le montagne del cuneese non ve ne pentirete”.
Ofelè fa il to mesté
Non sono uso comprare quotidiani sportivi ma sabato per la
Gazzetta ho fatto un’eccezione, l’occasione era ghiotta per assaporare la lunga
intervista in cui Zlatan svelava retroscena del mondo del calcio e del Milan.
Lo svedesone è sicuramente un asso del marketing e ha costruito sulla celebrità
di un personaggio e sui suoi atteggiamenti una vera e propria macchina di
comunicazione. Chapeaux veramente perché a fronte di un atleta integerrimo sul
campo ha creato il mito. Beninteso non si discute l’uomo e i risultati più
personali che di squadra sono li a testimoniarlo. Prodezze e reti incredibili
ma di trofei ben pochi a parte scudetti (mancano coppe e trofei continentali)
emblematico il caso nel 2009 quando va al Barcellona al posto di E’too e l’inter
si porta a casa il triplete dopo aver salutato Zlatan. Ma non è questo l’argomento
di cui voglio parlare ma l’intervista venduta come l’ultima verità sulla prima
squadra di Milano. Ebbene fior di banalità, scherzi, è un vero burlone, e mezze
frasi su un futuro che è già scritto, soffiate di qualche dirigente, magari ex,
pronto a gettare un po’ di veleno sul progetto futuro. E così nella settimana
che ha visto la vittoria roboante sui resti di quella era la squadra che aveva
dominato il nono campionato di fila, siamo riusciti nell’impresa di gettare
ulteriore benzina sul fuoco di un cambiamento che sarà definito sulla squadra
(meno bandiere e più finanza) perché questo è il futuro di un gruppo, anche nel
mondo pedatorio. Risultati e stabilità economica, con questi, costruisci storie
che sono destinate a durare nel tempo e come dicono, sempre a Milano, “ofelè fa
il to mesté”. A buon intenditor.
lunedì 6 luglio 2020
Marta Bassino una campionessa per l'Atl del Cuneese
Sono passati cinque anni da quando una giovanissima Marta
Bassino varcava la porta dell’ATL del Cuneese per portare il suo sostegno al
turismo del cuneese. Era una giovane promessa timida che in punta di piedi
cercava di dare il suo contributo alla Provincia Granda, ricordo la passione
con cui il Presidente, buonanima, Vercellotti apponeva sul casco della giovane
il logo dell’Atl, una scommessa certo, ma ora a distanza di tempo possiamo dire
vinta. La capacità di un territorio di allevare i suoi figli migliori, di
guardare sempre al futuro con speranza e determinazione per vincere le sfide di
un domani che si chiama turismo e passione. Ed è con la stessa freschezza, che
oggi Marta, con il suo inconfondibile sorriso ha saputo rinnovare quella promessa
di promuovere il suo territorio. E lo fa dopo vittorie e podi in giro per il
mondo con la stessa freschezza e naturalezza con cui si era avvicinata anni fa con
grande rispetto e passione. Una campionessa lontano dallo show biz che spesso
caratterizza il circo bianco. L’Italia e il Piemonte hanno bisogno di esempi
come quelli di Marta Bassino, storie di passione, di provincia e di sport. Il connubio
è destinato a dare ampia soddisfazione con un’ambasciatrice di questo stile e
siamo sicuri che nei prossimi appuntamenti televisivi farà capolino anche un
pezzetto di Granda stimolando il grande pubblico a conoscere meglio e bene
questo angolo di paradiso che ha dato i natali a una campionessa umile e determinata.
Gran colpo Presidente Bernardi ci vediamo al prossimo podio.
Ma quanto riso si può coltivare: le disposizioni, gli editti e le leggi
domenica 5 luglio 2020
Sei scarso !!!!
Le partite a porte chiuse sortiscono un effetto quanto mai burlesco nel gioco del calcio, parolacce quando non bestemmie sono la colonna sonora del gioco, certo quando 60.00 tifosi urlano non si sente nulla e il compito del bordocampista (citazione doverosa dell’articolo di Nosotti sul Foglio di sabato) diventa difficile oltre che intrigante, mentre invece senza pubblico tutto così scontato come in un campo di Promozione. E quindi può capitare che il referee (arbitro ndr) se in giornata non di grazia possa imbufalirsi per un commento sulle sue qualità di giudizio, snocciolando il cartellino rosso sotto il naso del giocatore scontento. Forse occorrerebbe una maggiore comprensione e da parte di chi giudica anche nel fare spallucce di critiche provenienti dal campo in fin dei conti quando a insultarli provvedono gli spettatori mica squalificano il campo ? o no ?
Occhio al Titolo
Il caldo gioca sicuramente brutti scherzi e chi lavora in
questo periodo rovente, dopo un lockdown lungo e pesante condito da cifre su
contagiati e guariti può darsi che possa sbroccare ma mai come il titolista
della stampa di oggi: Capalbio una tromba rovina il week end alla sinistra
radical chic???????
Ma cosa è successo: articolo postato con un titolo a effetto
per racimolare click oppure articolo buttato in rete senza gli opportuni
controlli con un titolo che sembra fuoriuscito da una battuta da bar ? il
dilemma esiste anche perché la testata di scivoloni del genere ne ha fatti pochi
e lo storico giornale è da sempre insieme al corriere sinonimo di
professionalità e soprattutto di commenti poco oltre le righe. Se però il
futuro del giornalismo è questo c’è poco da stare allegri, se per farsi leggere
bisogna fare i tifosi o peggio i sensazionalisti. Si chiede più moderazione a
tutti, ci si lamenta che la rete è diventata una cloaca e poi i primi da bacchettare
sono proprio gli alfieri della comunicazione??. Verranno tempi migliori ma
trasformare l’informazione a questa stregua è assolutamente da condannare,
sarebbe bello che i lettori, cioè chi paga l’informazione, e anche gli
inserzionisti pubblicitari valutassero di sospendere l’adesione a queste
testate, forse torneremmo a scrivere in modo più composto e a leggere articoli
più interessanti e non commenti da osteria. Questa si che sarebbe una vera e
propria rivoluzione culturale. Ah per inciso vale anche per la tv. Più cultura
e meno reality
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