Germania, 15 d.C. Sono trascorsi sei anni dalla disfatta di Teutoburgo, dove l’esercito di Varo era stato annientato da Arminio. Tre legioni, la XVII, la XVIII e la XIX, erano state distrutte e le loro aquile erano cadute nelle mani dei Germani.
Germanico è tornato oltre il Reno e conduce una nuova offensiva. Durante l’avanzata divide le proprie forze e affida a Lucio Stertinio una expedita manus, un reparto leggero e mobile, inviandolo contro i Bructeri.
Stertinio li raggiunge mentre stanno incendiando il proprio territorio per non lasciare risorse ai Romani, li attacca e li disperde. È durante questa operazione che i suoi uomini recuperano una delle insegne perdute sei anni prima.
È l’aquila della Legio XIX.
Tacito registra l’avvenimento in poche righe, ma il valore militare e simbolico del recupero è evidente: una delle tre aquile catturate durante la disfatta di Varo torna nelle mani romane.
Poco dopo Germanico prosegue verso Teutoburgo. L’esercito raggiunge il luogo della battaglia del 9 d.C., dove sono ancora visibili i resti dei legionari caduti. Germanico ordina di seppellire i morti. La sequenza è significativa: prima viene recuperata l’aquila della XIX, poi i Romani tornano sul campo dove quella legione era stata annientata.
Stertinio continua a comparire nelle campagne di Germanico. Gli viene affidato anche il compito di gestire la resa di Segimero, fratello di Segeste, segno che il suo ruolo non era limitato alle operazioni militari.
Nel 16 d.C. lo ritroviamo nuovamente in azione. Mentre Germanico prepara lo scontro con Arminio, gli Angrivari si ribellano alle spalle dell’esercito romano. Germanico reagisce inviando Stertinio con cavalleria e truppe leggere, che intervengono nel loro territorio.
Dopo le successive vittorie romane, Germanico manda ancora Stertinio contro gli Angrivari. Questa volta non è necessario combattere: la popolazione si sottomette e accetta le condizioni imposte dai Romani.
Le fonti non consentono di definirlo propriamente il comandante della cavalleria di Germanico. Il quadro che emerge da Tacito è però abbastanza chiaro: Stertinio era uno degli ufficiali ai quali Germanico affidava reparti mobili e missioni autonome, soprattutto quando erano necessarie rapidità d’azione e capacità di operare lontano dal grosso delle legioni.
Combatte i Bructeri, recupera l’aquila della Legio XIX perduta a Teutoburgo, interviene contro gli Angrivari e partecipa alle operazioni che conducono alla loro sottomissione.
Poche notizie sono rimaste su Lucio Stertinio, ma quelle conservate da Tacito bastano a collocarlo tra gli ufficiali di fiducia di Germanico durante le grandi campagne romane oltre il Reno del 15 e 16 d.C.

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