sabato 10 gennaio 2026

Per chi ama la storia: Antonio Celentano e i 100 eventi che hanno fatto la nostra storia


 

Ho conosciuto Antonio Celentano sul campo da calcetto. Era un atleta serio, ponderato, riflessivo. Uno di quelli che non sprecano energie inutili, che osservano, studiano gli avversari, sanno leggere i momenti. Anche allora, senza saperlo, stava già facendo storia: la sua, e quella delle squadre in cui giocava.

Per me la parola “storia”, legata a Celentano, è stata a lungo associata a due istanti precisi: otto secondi dalla fine, una sua rete che vale la promozione in Serie A con il Città di Asti, e una finale di Coppa Italia vissuta con l’intensità di chi sa che certi momenti non tornano. In quei frangenti la storia era lì, concentrata in un gesto, in un risultato, in una memoria che resta.

Poi ho scoperto che quella stessa attenzione, quella stessa capacità di leggere il contesto, Antonio la portava anche fuori dal campo. La sua vera passione era la storia vera, quella che non si limita alle date ma prova a spiegare perché certi eventi cambiano il destino di un Paese.

In questo libro lo fa con una scelta chiara: 100 eventi, dalla fondazione di Roma all’intelligenza artificiale. Non un manuale accademico, ma un percorso ragionato che ha plasmato l’Italia e, spesso, di conseguenza anche il mondo che ci circonda. Ho ritrovato lo stesso approccio visto sul parquet: studio, rispetto per la complessità, capacità di capire quando un evento è davvero decisivo. Perché la storia, come lo sport, non è fatta solo di grandi nomi, ma di momenti chiave, di scelte, di attimi che cambiano tutto. Questo libro è il punto di incontro tra quelle due dimensioni: il campo e il tempo lungo. Ed è la prova che chi sa leggere una partita, spesso, sa leggere anche la storia.

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