Gli ottavi di finale tra Atletico e Juve saranno ricordati
dai più come la partita dei gesti, tutti e due poco eleganti verrebbe da dire.
Uno il campione planetario che risponde ai tifosi dei colchoneros con la Manita
ricordando, probabilmente le cinque Champions (tra la malcelata invidia di Chiellini
ancora al palo) e le mani sul pacco di Simeone chiaro e significativo gesto per
ricordare che la squadra ha gli attributi. Insomma cinquemila anni di
evoluzione e non abbiamo ancora imparato a esprimerci ?? parrebbe di si. Certo lo
stadio non viene frequentato dagli accademici della Crusca però la
considerazione che sovviene è che gli attori protagonisti sul campo dovrebbero
evitare di fomentare i propri hincia (tifosi in spagnolo) con gesti da
trogloditi anche perché poi dobbiamo sorbirci commenti e prese di posizione che
sono altrettanto ridicole così come fotografie e fermi immagine da tramandare.
Tutti schiavi dell’immagine quindi e in un mondo civilizzato un rutto ci
seppellirà !!! Sic.
giovedì 21 febbraio 2019
domenica 27 gennaio 2019
Heydrich vita di un criminale di guerra
A volte un film per chi non ha vissuto la storia può rappresentare
un modo per tornare sul luogo di una tragedia e provare sentimenti e compartecipazione,
quello sulla vita di Heydrich ha un taglio biografico potente e ne fa
intravedere l’ascesa e la fine di un uomo assolutamente mediocre ma che nel
posto sbagliato al momento sbagliato possa diventare un truce alfiere di un
male difficile da estirpare. Episodi che a volte possono modificare il corso
non solo della vita personale ma anche del tuo posto all’interno della
comunità. Heydrich era solo un allievo ufficiale con una brillante carriera in
un mondo esclusivo, quello della marina militare. Una relazione non portata a
termine con la figlia di alto ufficiale lo porta alla radiazione del corpo e a
incontrare un'altra donna Lina Von Osten che lo induce sulla strada del
nazionalsocialismo. L’incontro con le persone sbagliate Himmler lo porta ad
alti incarichi e a pianificare delitti ricatti e violenze. L’ascesa è irresistibile,
Hitler è un pretesto ma riesce a insinuarsi negli alti comandi. Non ha mai rimorsi
è glaciale e diventa di fatto un uomo potentissimo, tanto potente da sovrastimarsi.
Si fa nemici tra gli ufficiali della Wermacht, ma è intoccabile e la sua
ferocia gli vale il soprannome di Boia Biondo e altri epiteti. A Praga trova la
sua morte, per un gerarca del suo peso, senza scorta, diventa un bersaglio
privilegiato per la resistenza ceca che lo uccide il 27 maggio 1942 (all’apogeo
della potenza tedesca). Non prima però di aver condotto una conferenza che
pianifica la soluzione finale. L’uso del gas era diventata una necessità perché
i soldati non se la sentivano più di uccidere centinaia di migliaia di
oppositori con il solo fucile. Wannsee diventa così l’archetipo della burocrazia
finalizzata allo sterminio. Una brutta pagina della storia macchiata del sangue
di milioni di persone
domenica 13 gennaio 2019
Libertà significa la supremazia dei diritti umani ovunque
Le parole e la politica, i bei discorsi suscitano emozioni,
la scelta delle parole è quanto mai importante, lo diceva anche Nanni Moretti
nel suo film Palombella Rossa. Saper emozionare e al tempo stesso, senza
fronzoli, cercare di catturare l’attenzione è quanto di mai difficile e a volta
testi che sono pronunciati a distanza di decine di anni diventano quanto mai
attuali. Il discorso di Lincoln a Gettysburg è una delle pietre miliari in tal
senso quello della capacità di fronte a un lutto, i morti in
battaglia, di trovare un futuro condiviso. Oppure come non pensare ai famosi
punti di Wilson che diedero il via alla società delle Nazioni, in nuce l’Onu. O
il carattere motivazionale delle frasi di Churchill nel periodo più buio dell’Inghilterra
nella seconda guerra mondiale (we shall never surrender). Il 6 gennaio 1941 un
certo Roosvelt (il presidente) tenne un discorso molto partecipato al Congresso
degli Stati Uniti, quello delle quattro libertà – economiche, di parola, di
religione e di libertà dalla paura. In tempi bui un buon ripasso anche di questi
temi dovrebbe farci capire che poi la storia si ripete, e allora per evitare
certi errori meglio impararla fino alla fine
“ Nei giorni futuri,
che cerchiamo di rendere sicuri, attendiamo con impazienza un mondo fondato su
quattro libertà umane essenziali.
Il primo è la
libertà di parola e di espressione, ovunque nel mondo.
Il secondo è la
libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo - ovunque nel mondo.
Il terzo è la
libertà dal bisogno - che, tradotto in termini mondiali, significa comprensioni
economiche che garantiranno ad ogni nazione una vita di pace in pace per i suoi
abitanti, ovunque nel mondo.
Il quarto è la
libertà dalla paura - che, tradotto in termini mondiali, significa una
riduzione a livello mondiale degli armamenti a tal punto e in modo così
completo che nessuna nazione sarà in grado di compiere un atto di aggressione
fisica contro qualsiasi vicino, in qualsiasi parte del mondo.
Questa non è la
visione di un lontano millennio. È una base definita per un tipo di mondo
raggiungibile nel nostro tempo e nella nostra generazione. Quel tipo di
mondo è l'antitesi del cosiddetto nuovo ordine di tirannia che i dittatori cercano
di creare con lo schianto di una bomba.A quel nuovo ordine ci opponiamo alla
più grande concezione: l'ordine morale. Una buona società è in grado di
affrontare schemi di dominio mondiale e rivoluzioni straniere allo stesso modo
senza paura. Sin dall'inizio della nostra storia americana, siamo stati
impegnati in una rivoluzione perpetua e pacifica - una rivoluzione che procede
stabilmente, adattandosi tranquillamente alle mutevoli condizioni - senza il
campo di concentramento o la calce nel fosso . L'ordine mondiale che
cerchiamo è la cooperazione di paesi liberi, che lavorano insieme in una
società amichevole e civile.Questa nazione ha posto il suo destino nelle mani e
nelle teste e nei cuori dei suoi milioni di uomini e donne liberi; e la
sua fede nella libertà sotto la guida di Dio. La libertà significa la
supremazia dei diritti umani ovunque. Il nostro sostegno va a coloro che
lottano per ottenere quei diritti e per mantenerli. La nostra forza è la
nostra unità di intenti
giovedì 27 dicembre 2018
Diciamo basta ?
I fatti di
cronaca fuori da San Siro con una persona che ci lascia la pelle e un’altra
miriade di persone che si azzuffano e si accoltellano mi riporta indietro nel
tempo anno di grazia 1987, era dicembre si giocava Milan Roma partita difficile
e scorbutica, era il Milan di Gullit, era in secondo anello blu a tifare con la
consueta passione, campionato di vertice nella ripresa con gli attacchi del
Milan viene buttato un petardo che stordisce Tancredi, un botto violentissimo.
Il portiere viene portato fuori dal campo ed esordisce il giovane Peruzzi. La partita
viene vinta su rigore dal Milan ma la mannaia del giudice sportivo decreta la
vittoria a tavolino della Roma. Giusto così. Il colpevole, non c’era ancora il
sistema di telecamere attuali venne trovato quasi subito e ghettizzato dalla
curva anche se stazionava al primo anello, ricordo di averlo visto sul treno
per Barcellona, finale Champions, guardato a vista con sospetto da tutti, probabilmente
per paura che lo stesso commettesse altre stupidaggini. Perdere punti fa male e
credo che in quel periodo vennero poi bandite di fatto botti e controbotti che avrebbero
portato a un serie di penalizzazioni. Oggi si potrebbe fare lo stesso la cosiddetta
responsabilità oggettiva andrebbe applicata con rigore, risse, insulti, razzismo,
ecc. se conclamati, penalizzazione. Vuoi vedere che i tifosi di Inter, Milan,
Napoli e Juve se alla fine della stagione hanno venti punti in meno per via di
sanzioni reali la smettono di farsi del male e si conterranno ?? il dubbio c’è
vogliamo provarci ?
giovedì 6 dicembre 2018
Pallone d'oro
La querelle del pallone d’oro tra Messi, Ronaldo Modric
ha assunto i contorni di una farsa che nemmeno i bambini dell’asilo sono in
grado più di supportare. Che si tratta di tre campioni nessuno lo mette in
dubbio, che siano di un altro pianeta, calcisticamente parlando anche, quello che
fa specie sono i litigi, l’utilizzo dei parenti, le zuffe mediatiche che li
fanno assomigliare sempre più a comari prezzolate e piangenti. In teoria
dovrebbero essere fior di professionisti e in alcuni casi il numero dei premi
detenuti pronti ad ammuffire su mensole precostituite non dovrebbero fare il
campione. E su questa stucchevole querelle si consumano poi gli zebedei di fior
di tifosi pronti a sostenere a spada tratta il proprio beniamino e i suoi
capricci ultramilionari. In questi casi provo un po’ di nostalgia per i tempi
andati quando il trofeo non era un orpello di marketing ma un vero premio a un
impresa sportiva e poi variava di anno in anno
lunedì 3 dicembre 2018
Per chi ama il futsal una due giorni imperdibile al Palasanquirico
Saranno due giorni speciali al Palasanquirico la Nazionale di
Futsal arriva per una due giorni in cui allieterà il palato degli amanti
astigiani di questo gioco spettacolare e al tempo stesso molto intenso. Un omaggio
a una terra che crede in questo sport e che grazie a Orange Avis Isola ma anche
Città di Asti Calcio a 5 hanno dato tanto al movimento. Prima di rituffarsi in
campionato l’emozione di una doppia sfida Le due partite si disputeranno
alle 20.30 al Palasanquirico. Il 12 dicembre a Nyon il sorteggio per le
qualificazioni Mondiali Dopo le due
amichevoli disputate a fine ottobre in Bielorussia con i padroni di casa
terminate con un pareggio (2-2) e una vittoria (4-2), la Nazionale di Futsal
torna in campo per affrontare la Francia in una doppia amichevole in programma
martedì 4 e mercoledì 5 dicembre al Palasanquirico di Asti (ingresso gratuito –
calcio d’inizio delle due gare alle 20.30). Per gli ultimi test del 2018 il Ct
Roberto Menichelli ha convocato 15 giocatori, che si raduneranno ad Asti nella
serata di domenica 2 dicembre. Prosegue quindi la preparazione degli Azzurri,
che mercoledì 12 dicembre a Nyon conosceranno le avversarie del girone di
qualificazione al Mondiale che si svolgerà nel 2020 in Lituania. Saranno
sorteggiati otto gruppi formati da quattro squadre, con le prime due
classificate che guadagneranno l’accesso all’élite round.
L’elenco dei
convocati
Portieri:
Michele Miarelli (Italservice C5), Francesco Molitierno (Napoli C5),
Stefano Mammarella (AcquaeSapone C5);
Giocatori di
movimento: Cristiano Fusari (Came Dosson C5), Paolo Cesaroni (Napoli C5),
Massimo De Luca (Napoli C5), Nunzio Frosolone (Feldi Eboli), Sergio Romano
(Feldi Eboli), Giacomo Azzoni (Meta C5), Carmelo Musumeci (Meta C5), Giuliano
Fortini (Italservice C5), Carlo Houenou (Real Futsal Arzignano C5), Julio De
Oliveira (AcquaeSapone C5), Marco Ercolessi (AcquaeSapone C5), Gabriel Lima
(AcquaeSapone C5).
Staff –
Commissario tecnico: Roberto Menichelli; segretario: Fabrizio Del Principe;
assistente allenatore: Carmine Tarantino; preparatore atletico: Valerio Viero;
preparatore dei portieri: Mauro Ceteroni; medico: Nicola Pucci; fisioterapista:
Vittorio Lo Senno
domenica 2 dicembre 2018
La cultura dello Stadio
Pretendere rispetto e far play in
una società che si sta imbarbarendo diventa sempre più anacronistico, e fa
molto discutere tutto quello che è successo a margine della partita di Firenze
in merito alle vergognose scritte su Heysel e su Scirea. Tutto vero e
sottoscrivo sulla responsabilità della cultura che dovrebbe animare il tifo da
stadio. Ma sarebbe anche bello non fare gli ipocriti. Le scritte su Heysel
Superga e, tutto quanto c’è di più luttuoso nel calcio, campeggiano da decenni
negli stadi e mai nessuno ha avuto il coraggio di prendere provvedimenti
eclatanti. Le curve sono off limits su cori e striscioni, sarebbe veramente
bello, e lo dico da tifoso del calcio, che al minimo accenno di cori e offese
così vergognose l’arbitro sospendesse la partita e al secondo episodio ci fosse
la partita persa a tavolino. Forse probabilmente educheremmo meglio il tifoso e
tutte le persone che dovrebbero godere di uno spettacolo pulito e non solo dell’aspetto
sportivo. E mi piacerebbe, ma qui mi sa che sono utopista che quando una
squadra vince i suoi tifosi non debbano infierire ogni 3 x 2 urlando ai propri
avversari “dovete rosika”. Ma perché non si godono il successo dei propri
beniamini è così difficile. No la contrapposizione piace di più e il guaio è
che questo linguaggio ormai è trasposto anche in politica, dove non si guarda ormai
più al bene collettivo ma a sfottere gli avversari. Manca veramente una cultura
generale Partire dagli stadi potrebbe essere un’idea, ma poi, dovremmo tutti
cercare di crescere, culturalmente si intende
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