Pretendere rispetto e far play in
una società che si sta imbarbarendo diventa sempre più anacronistico, e fa
molto discutere tutto quello che è successo a margine della partita di Firenze
in merito alle vergognose scritte su Heysel e su Scirea. Tutto vero e
sottoscrivo sulla responsabilità della cultura che dovrebbe animare il tifo da
stadio. Ma sarebbe anche bello non fare gli ipocriti. Le scritte su Heysel
Superga e, tutto quanto c’è di più luttuoso nel calcio, campeggiano da decenni
negli stadi e mai nessuno ha avuto il coraggio di prendere provvedimenti
eclatanti. Le curve sono off limits su cori e striscioni, sarebbe veramente
bello, e lo dico da tifoso del calcio, che al minimo accenno di cori e offese
così vergognose l’arbitro sospendesse la partita e al secondo episodio ci fosse
la partita persa a tavolino. Forse probabilmente educheremmo meglio il tifoso e
tutte le persone che dovrebbero godere di uno spettacolo pulito e non solo dell’aspetto
sportivo. E mi piacerebbe, ma qui mi sa che sono utopista che quando una
squadra vince i suoi tifosi non debbano infierire ogni 3 x 2 urlando ai propri
avversari “dovete rosika”. Ma perché non si godono il successo dei propri
beniamini è così difficile. No la contrapposizione piace di più e il guaio è
che questo linguaggio ormai è trasposto anche in politica, dove non si guarda ormai
più al bene collettivo ma a sfottere gli avversari. Manca veramente una cultura
generale Partire dagli stadi potrebbe essere un’idea, ma poi, dovremmo tutti
cercare di crescere, culturalmente si intende
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