Satira o film che fa riflettere?
Obiettivamente ci ho pensato e devo dire che ero preparato a un film molto più legato
all’ironia, invece, grazie anche alla bravura del regista, si parte da una
presa per i fondelli della hitlerjugend per un’esplorazione nell’animo umano del
comune sentimento del popolo tedesco alla fine della guerra. Certo ci sono
esagerazioni storiche (americani e russi che liberano la citta nello stesso
momento; oppure le perquisizioni della Gestapo in modo così irriverente) ma a parte
questi cameo della storia, la poesia che ne emerge attraverso la mente di un
bambino di dieci anni che si affranca dai falsi miti e che è costretto a
crescere dalla morte della madre, impiccata sulla pubblica piazza, fino alla
fine del mito di Hitler. Non sarà come detto un icona storiografica ma per
avvicinare il grande pubblico a un tema così importate questo film fa del bene,
aiuta a pensare e fa riflettere, può essere propedeutico magari ad avvicinarsi
al tema e ad approfondire. Se il regista si trova a suo agio nell’hitler
sbruffone (da citazione quando sbeffeggia von Stauffenberg, chiamandolo
amichevolmente Stauffy) la vera sorpresa è Scarlett Johansson perfetta nel
ruolo della madre apprensiva e complice del figlio, ma al tempo stesso anima di
una resistenza alle follie del Nazismo. Per la cronaca lo si è visto in inglese
con sottotitoli italiani anche in questo caso estremamente soddisfatto
giovedì 23 gennaio 2020
lunedì 20 gennaio 2020
l'Ammonizione
Eccesso di esultanza, il lungo e pallido Castillejo al
termine di una partita per cuori forti si è visto sventolare sotto il naso dopo
una vittoria conquistata con le unghie un cartellino giallo per eccesso di
esultanza. In un mondo dove la passione è un elemento insostituibile e la
vittoria il passaporto per un futuro felice dopo un periodo travagliato. La
punizione è fin troppo eccessiva. Si sono viste esultanze di ogni colore e
sapore e quando non sono irriverenti dell’avversario possono essere
magistralmente tollerate. E invece la famiglia Pairetto di Torino ha
sbeffeggiato il povero ispanico. Certo non è un’espulsione ma il cumulo dei
cartellini potrebbe diventare in futuro un’incognita per giocare magari le
partite più importanti. Certo anche gli arbitri possono sbagliare ma alle volte
si fa fatica a comprendere di certi comportamenti, come la seconda ammonizione
a Balotelli (why always me ?) francamente un paio di vaffa, neppure così
plateali, potevano passare in cavalleria. Non potete immaginare quali e quanti
ne pronunciano i giocatori di ogni categoria e grado. Se ogni vaffa fosse
punibile con l’ammonizione state pur certi che ogni partita sarebbe sospesa per
mancanza di giocatori, o per andare sul calcio a 5, un sorriso malizioso di un
giocatore interpretato dall’arbitro di turno come presa per i fondelli e
passibile quindi di cartellino. Rimpiango sinceramente i Collina e gli Agnolin
a cui forse i giocatori non risparmiavano le critiche ma che con la loro
presenza e prestanza si facevano rispettare senza aver bisogno di sventolare
quel pezzo giallo. O tempora o mores
Bogia Nen: l'editto nummario che conia le gallin-e
il 15 febbraio 1755 un editto istituisce le “galline” Carlo Emanuele III di Savoia emette un’ordinanza che definisce la vita dei pollai o delle contrade agricole?? Niente di tutto ciò si tratta di un editto nummario che riguarda l’emissione di monete piemontesi.
Una delle caratteristiche dei regni è sempre stato quello di coniare e di mettere in circolazione monete in grado di favorire il pagamento dei servizi e di favorire la circolazione di merci. Ogni stato aveva le sue e in alcuni casi si verificarono particolarità, non ne era immune il Piemonte
In quel periodo, a metà del 1700, viene creata la Doppia di Savoia, ovverosia la pezza da ventinove che la fantasia popolare e vernacolare piemontesi ribattezza galin-a. L’incisore aveva riprodotto su una facciata della moneta un’aquila, nelle intenzioni nobile uccello araldico, nella realtà dei fatti il manufatto non era stato fatto benissimo e quei buontemponi dei popolani piemontesi l’avevano trovata più simile a un gallinaccio da li l’epiteto.
La moneta però avrà una discreta fortuna perché rimarrà nelle tasche dei piemontesi per più di un secolo fino all’unità d’Italia (1861). Il pezzo acquisirà inoltre un valore di conio quasi aristocratico al pari delle monete d’oro, valore superiore a quello dello scudo, considerato borghese e della mota, una moneta creata e coniata da Vittorio Amedeo III nel 1794 classificata democratica per via del valore o magari della vicinanza dei francesi impegnati in quel periodo nella Rivoluzione, prima dell’avvento napoleonico. Ma la mota stessa non aveva valore piccolo ne occorreva una per entrare negli spettacoli teatrali dell’epoca, due se volevi un posto riservato in galleria.
Dare nomi alle monete comunque non era un novità anche nel periodo successivo quello napoleonico circolava un soldo che veniva chiamato in modo buffo , sold d’l pento – per via di una corona che aveva una vaga somiglianza con un pettine e il risorgimentale cavourin dal cui titolo si poteva già presumere sia il periodo sia la qualità della moneta. Per fortuna che poi è arrivata la Lira ma questa è un’altra storia
lunedì 13 gennaio 2020
Un secolo fa la Maginot per fermare le guerre
1928 a gennaio venne dato il via
alla costruzione più inutile della storia. Dopo dieci anni dalla fine della
prima guerra mondiale, i francesi, preoccupati dai tedeschi, anche se erano ridotti
ai minimi termini ma nel dubbio che prima o poi una frontiera andasse fatta e
provati dalla carneficina delle fortezze attorno a Verdun diedero il via il via
alla Linea Maginot. Una linea fortificata fatta di casematte, di munizioni, di
vedette di cannoni dal calibro improponibile, una linea insomma impenetrabile. Ma
la storia non si ferma coi numeri con le mura e con le difese, il progresso
anche nel settore delle armi di fatto rese vecchia quella costruzione ancora
prima di renderla operativa. I paracadutisti, gli arei i bombardamenti e le
armi non convenzionali di fatto ne decretarono la fine. E si badi anche se
fosse stata costruita fino al mare non avrebbe arrestato le truppe corrazzate
di Guderian. Un paradosso forse ma c’è un significato molto profondo, che vale in
tutto in guerra e anche nella società civile sempre pensare fuori dagli schemi
si riuscirà ad arrivare prima degli altri. Lo aveva detto Von Clausewitz un
tedesco ben prima degli altri, lo riproposero più di un secolo dopo e per
assurdo i tedeschi quando smisero di pensare in modo alternativo persero. Un
esempio Creta la guerra aerea e i paracadutisti furono l’apice del successo della
Wermacht, ma spaventati dalle perdite ricevute i tedeschi abbandonarono la
guerra aerea ripresa dagli americani (82 divisione airborne) che così ebbero la
meglio in Normandia
domenica 12 gennaio 2020
il dado è tratto
Ci risiamo continua la proiezione
del giornale repubblica sulla storia se nel recente passato alcuni titoli erano
discutibili adesso siamo al parossismo con l’utilizzo di episodi e passaggi
storici. La prossima campagna elettorale dell’Emilia (a proposito aveva ragione
cettola qualunque le elezioni non finiscono mai ) ha fatto rimembrare un
passaggio di Cesare, quel Cesare che circa 2000 e passi anni orsono pronunciò
proprio in terra della Gallia Cisalpina la frase Alea jacta est (il dado è
tratto ). Ora che un giornalista accosti la figura di Cesare stratega e fine
politico ma anche un po’ despota a Zingaretti mi sembra di una bestialità cosmica.
Il Cesare Zingaretti a rincorrere il Pompeo Renzi e a cercare accordi con
Lepido Di Maio. E con quali legioni poi concorrere alla cosa pubblica. Cesare
era tutto tranne che un monarca illuminato, nell’antica Roma la corsa verso il
potere era lastricata di assassini e truffe e nemmeno lui ne era immune. Un
paragone come vedete abbastanza azzardato. Viene da chiedersi chi sia Antonio
(Franceschini ?) o il futuro Ottaviano Augusto (Boccia ??) e soprattutto i traditori
della repubblica (in questo caso il partito faranno la fine di Cicerone (travaglio
? oppure feltri- quello della stampa?) insomma un bel groviglio. La politica
italiana di questo periodo lo è già, meglio non inquinare la storia. E anche se
è una storia inventata io rimpiango Attilio Regolo
giovedì 9 gennaio 2020
Mercato invernale al via gli scambi .... conviene ?
Ci risiamo banditi gli scambi
incrociati coi cugini dopo che gli ultimi avevano decisamente portato fortuna
ai nostri colori: Coco e Guglieminpietro con l’aggiunta di Helveg mentre a noi
tocco Clarence Seedorf e soprattutto Andrea Pirlo. Insomma abbiamo avuto
fortuna ma ora continuerà?? Kessie molto fisico potrebbe essere un’arma in più
per Conte, mentre Politano laterale per noi sarà altrettanto affare, a questo
uniamo la svalutazione dello sfortunato Caldara pagato 35 e svenduto a 15 e una
squadra senza capo ne coda. Suso involuto, il turco sopravvalutato e tanti
altri mezzi giocatori, o forse giocatori buoni ma che non hanno ancora trovato
un loto giusto impiego. Todibo forse in arrivo e poco altro. A guardare da fuori
si ha l’idea che la squadra e la dirigenza siano estremamente in affanno. Vedremo
mai la fine del tunnel ma soprattutto torneremo nell’empireo. I grandi cicli
sono fatti per essere ripercorsi, spero solo che non passi lo stesso tempo che
intercorse dall ultimo scudetto primo 900 a quello degli anni cinquanta, ma li
in mezzo ci furono due guerre mondiali, qui, forse le sfanghiamo
mercoledì 8 gennaio 2020
la giustizia ...... sportiva
Fa bella mostra sui giornali l’ennesimo
rifiuto subito da parte della giustizia sportiva alle aspirazioni juventine di
rimuovere il giudizio di calciopoli. Si tratta di una sindrome che si sta protraendo
da tempo e che fa il paio con la vulgata di avere due scudetti in più. Una
lotta che presumo proseguirà nel tempo e non si concluderà mai. Credo sarebbe
opportuno mettere una pietra sopra al passato e concentrarsi sul presente. Anch’io
come sportivo, tifoso di una squadra, ho fatto fatica ad accettare una
retrocessione sul campo nel 1980 e abbiamo sofferto le pene d’inferno ma quello
ormai appartiene alla storia. Difficile che la giustizia sportiva torni
indietro, sarebbe sconfessare pubblicamente tutto quanto fatto anni fa,
difficile molto difficile forse meglio concentrarsi sul futuro e lasciare
queste polemiche a eventuali scontri verbali tra tifosi, con lunghissime
digressioni. La storia di una società non può cambiare così come le decisioni
arbitrali altrimenti correremmo il rischio di rigiocare all’infinito
Iscriviti a:
Post (Atom)
Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931
I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...
-
(fonte www.arkistudio.eu) TUA MADRE E’ MORTA La parola Collegio ha sempre evocato nelle menti di tutti una connotazione negativ...
-
D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
-
Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...






