La partita delle emozioni,
arrivati a questo punto della stagione saltano tutti gli schemi, il tasso
tecnico cala e c’è bisogno solo ed esclusivamente di polmoni e di corsa, le due
squadre in campo hanno sudato le proverbiali sette camice per dare spettacolo e
buon futsal. Il Castellamonte aspettava l’Astense con il coltello tra i denti,
ci stava naturalmente, pronti a fregiarsi di un titolo, quello di squadra che
dopo ventiquattro mesi infligge uno stop alla libertas, imbattuta finora in
campionato, Il punteggio finale dice 9 a 8 per i canavesani, ma l’impressione è
che se i ragazzi ci avessero creduto fin dall’inizio e con qualche errore in
meno avremmo potuto, tornare a casa sulla via francigena con tre punti pesanti
quasi determinanti per la promozione diretta. L’accoglienza non è certo delle
migliori ma va bene così, durante la partita le due tifoserie si punzecchiano e
per una torcida bianconera canavesana decisamente carica, c’è il pubblico
astigano con tamburo Liuzzi in testa, accompagnato dal coro di una ventina di
tifosi Libertas. L’attenzione come già otto giorni fa passa dalle radioline i
Bassotti stanno strapazzando Poggibonsi; notizia positiva. L’approccio alla
gara è morbido ma sono i ragazzi di Lotta a impostare la partita si colpiscono
i legni (maledizione) e in questa gara purtroppo vinciamo, due a uno per noi,
il gran tiro di Davide Fazio avrebbe meritato ben altra fortuna. I canavesani
mettono in pratica uno schema, che su un campo stretto e corto come questo è
redditizio e mette in crisi i nostri giovani. Lancio lunghissimo verso il
portiere con un avversario pronto a coprire la palla e a tirare verso la porta
difesa da Erik. A 4 dalla fine schema su punizione, aihmè inventata, porta in
vantaggio i locali, Maschio impatta subito, ma un violento uno/due nel finale
del tempo da al Castellamonte il doppio vantaggio. La ripresa inizia ancora
peggio 4 a 1, mai si era andati sotto così, Fazio un leone trova il sette, ma
subito dopo abbiamo ancora tre reti di svantaggio. La squadra non demorde
arriva a un incollatura. Si prova a giocare con il portiere di movimento ma si
perdono palle banali e si va sotto nuovamente 8 a 5. Maschio ma soprattutto
Fazio e Penno non ci stanno 8 a 7 e arriva il tiro libero, Modica, dopo aver
segnato il precedente. sbaglia sulla ripartenza si va ancora sotto di due. Palla
al centro e in cinque secondi si segna ancora. L’assalto finale non produce
quel punto che avrebbe voluto dire molto in questo finale di campionato. Ma nei
secondi finali Umalini pareggia a Bra per il Pisa e di fatto questa giornata si
chiude con un nulla di fatto + 6 sul Bra + 8 sul Poggibonsi. Ora si riposa e
poi si torna in Toscana prima dell’atto finale. Ogni partita risulterà
decisiva, ma il destino è sempre nelle nostre mani, e quelle viste oggi parlano
di un gruppo rammaricato di sicuro, ma che ha sputato sangue fino alla fine.
Come Temistocle alla guida degli ateniesi contro i persiani, così Capitan
Maschio farà fra quindici giorni. Se poi durante il turno di riposo Umalini e
Borsacchi ci regaleranno un'altra gioia non potremmo che essere felici. Ora lasciamoci
alla spalle questa trasferta con la consapevolezza che potremo avere Cannella e
Fisco ma abbiamo comunque un gruppo di campioni Maschio, Penno, Tropiano, e
Miglio e gente come Fazio e Banzi che sono dei puntelli su cui costruire il
nostro successo. Fino alla fine Libertas Astense
sabato 8 marzo 2014
venerdì 7 marzo 2014
Cresce l'attesa per il match di domani contro il Castellamonte
5 giornate alle fine, ma di fatto
solo 4 partite da disputare e dodici
punti in palio, la matematica vuole ancora 6 punti almeno per stabilire il
limite di una stagione che potrebbe avere i contorni del sogno, ma non dobbiamo
farci distrarre, né dalla classifica né da vecchie ruggini. Come è naturale che
sia nel momento in cui sei in testa ti affrontano tutti con la voglia di
batterti, sarà nostro dovere cercare di evitare che questo accada, facendolo
sempre con lo stile che abbiamo imparato a conoscere quest’anno. Il sorriso e
la voglia del gruppo. Mancheranno sicuramente i due nostri bomber Fisco e
Cannella, oltre a Sorce ancora sotto squalifica; ma rientra il nostro capitano,
e per noi questo è una sicurezza in più.
Così come i giovani alla Banzato. a Fazio e soprattutto a Modica a cui
chiederemo un supporto in più. Ci troviamo di fronte una squadra, il
Castellamonte rinnovata rispetto all’andata, in un buon momento di forma a
ridosso della zona play off (nel ritorno ha perso solo contro i Bassotti –
altra formazione in crescita). In casa ha realizzato 35 reti subendone solo 20
e ha un buon ruolino di marcia, un avversario da prendere con le molle quindi.
Noi saremo li a raccontare a tutti voi l’approccio e la partita degli uomini di
Lotta (nomen omen)
Tumadre molto più che una band (by Enrica Ferrari)
chi non ha avuto il piacere di conoscere Naim e il suo gruppo e di assistere a una performance dal vivo si è perso molto, il fregoli della musica pop sta diventano un icona, apprezzatelo ora, più tardi diventerà una star. in questo brillante articolo di Enrica Ferrari, la storia e la genesi di un gruppo di amici che io festeggio mettendo come immagine Arturo, so che loro apprezzerebbero
Beppe
Chissà se sono
consapevoli, questi 8 supereroi genovesi (per citare uno dei tanti
travestimenti con cui si esibiscono) che il solo fatto di essere rimasti uniti
per molti anni di fatica e investimento continuo ha qualcosa di straordinario.
D’altronde è un destino dichiarato nel loro nome: “Si scrive Tuamadre, tutto
attaccato" spiegano "perché è un concetto che intende unire e mai
dividere” . L’avventura inizia 5 anni fa con un obiettivo chiaro:
collocarsi a livello nazionale nel mondo del pop. Le parole chiave
sono: farsi notare e crearsi un pubblico. L’autoproduzione per le band emergenti
a volte è una scelta, più spesso la scelta di chi non ne ha altre, ma in
entrambi i casi sono in pochi ad avere le capacità, la chiarezza di idee e la
costanza necessarie per portare avanti un progetto musicale autoprodotto. Fondamentale la scelta del nome:
“Tuamadre”,
curioso, facile da ricordare ed in controtendenza con le lunghe perifrasi della
musica indie.
Per
crearsi velocemente un seguito optano per una proposta che possa
incontrare un ampio pubblico: decidono di divertire, con un’apparente
scanzonata leggerezza , ma basta un ascolto per capire quanto siano bravi e
preparati i musicisti e come nulla, della apparente improvvisazione, sia in
realtà lasciato al caso. Cosa apprezzabile, in un mondo indie, che troppo
spesso si suona addosso. Con la stessa coerenza scelgono il genere:
uno ska dimezzato in rocksteady per dare spazio all’attitudine soul e r&b
del bravo frontman, con le tipiche influenze del calypso giamaicano pur
mantenendo l’incisività dei fiati (una sezione eccellente tra cui spicca il
talento alla tromba del giovane Stefano Bergamaschi). In parole povere ai
concerti dei Tuamadre, si ride e si balla. Poi
il repertorio: propongono un live di noti successi pop (Queen,
Eurythmics, Cab Calloway, Beatles) tutti declinati alla ritmica in levare.
Realizzano il cd “Tuamadre plays the Beatles”, tratto da un omonimo
e fortunato spettacolo di musica, storia e gag cabarettistiche, che contiene
qualche gioiellino come l’arrangiamento rocksteady di “here comes the sun”, l’originale “black bird” voce e marimba e una versione reggae della troppo
abusata “yesterday” con violino al posto della chitarra (notato da Radio
Capital, questo progetto li porta tra i finalisti del Capitalent 2013). Lo show è molto ben costruito e
colpiscono i costumi appariscenti, a volte demenziali (intervistati in Rai da
Unomattina si presentano vestiti da banane e si aggiudicano un passaggio in
prima serata su Blob). Il pubblico aumenta di concerto in concerto
(attualmente sono 15mila i fan della pagina facebook). I tour sono gestiti con intelligenza: non date
sparate a destra e a manca, ma una progressiva conquista di territori
tra Liguria, Piemonte e Lombardia per potersi sempre garantire un seguito
numeroso a cui aggiungere nuovi estimatori. Le
entrate vengono attentamente amministrate: i musicisti rinunciano al compenso
per acquistare costumi, per produrre il nuovo progetto di brani originali, per
realizzare video di qualità professionale e pagare un buon ufficio stampa
(sanno infatti scegliere dove risparmiare con il “fai da tè” e dove è
invece importante assumere dei professionisti). La comunicazione ricopre un ruolo
fondamentale nella crescente popolarità della band, grazie all’estro di Eugenio
Ruocco – uno dei fondatori e batterista del gruppo – attorno alla band si
è creato una sorta di pensiero condiviso - tra l’intelligente ironia ed una
certa raffinata demenzialità - che viene alimentato dagli stessi fan, si
parla della “tuamadrità”. “Lo
trovi sullo Zingarelli Minore" ci spiega Ruocco quando gli chiediamo cosa
sia "Scherzi a parte, la tuamadrità come stile comunicativo segue un concetto
più che semplice: fuggire la banalità ad ogni costo, anche a costo di perdere
il senso della comunicazione”. Stupire
e divertire per farsi conoscere, quindi, sempre in linea con quello che ormai
potremmo definire un business plan a tutti gli effetti. Esce nello scorso dicembre il cd
“L’invasione dei tordoputti”, che sovrappone al ritmo rocksteady ormai ben
noto, l’originalità dei brani finalmente di loro produzione un po’ in italiano,
un po’ in inglese, un po’ in entrambe le lingue. “My gorilla” spicca per
l’insolito testo, Swingin’ Fitz (dall’atmosfera alla Fred Buscaglione)
riconferma la bravura dei musicisti, “Castaway”, fosse in italiano,
potrebbe essere un successo sanremese. Il
progetto viene presentato a Genova in un Teatro Claque stracolmo, con
l’incredibile partecipazione sul palco di Dado Moroni. Dei due singoli che
hanno preceduto la raccolta, l’estivissima “Up&Down”
è stata al primo posto della classifica reggae di I tunes ed il video ha
superato in poche ore le 10mila visualizzazioni. Il secondo singolo “She don’t konw me”
ha avuto meno clamore, ma l’eco sui social non si è ancora spenta.Non passano
ancora sui canali mainstream, ma conoscono le loro canzoni migliaia di persone,
conquistate concerto dopo concerto senza l’intermediazione
di etichette, produttori o distributori: ed è un risultato notevole, da
applaudire e sostenere.
giovedì 6 marzo 2014
Le storie di Piemonte Notizie: Scuola con Coop – Libri di sport – Coppa Italia di Basket – Giovani e Lavoro - Cucina
Adotta una scuola con Coop
Adotta
una scuola con Coop è un progetto portato avanti con convinzione dal gruppo per
venire incontro alle esigenze del mondo dell’istruzione, quanto mai penalizzato
da questo momento di crisi generale. Aiutare i più piccoli vuol dire mettere in
sicurezza il nostro futuro. Un operazione quanto mai capillare e di aiuto e con
la sinergia tra famiglie e amministrazioni locali, un bel passo in avanti per
garantirci il futuro Stare bene insieme a Scuola cooperiamo per prenderci cura
dei nostri bambini, questo il titolo accattivante scelto e che portato la
realtà di Volpiano a raggiungere un prestigioso terzo posto. Simpatica la
cerimonia di consegna avvenuta nella struttura di Volpiano alla presenza dei
responsabili Coop, ma soprattutto dei piccoli beneficiari di questo sostegno
Alciato il meglio deve ancora venire
Il
meglio deve ancor venire, un titolo accattivante per un libro biografico su un
allenatore di calcio chiamato ad allenare una delle squadre più importanti
d’Italia, la splendida cornice di palazzo Oropa a Biella come sfondo di un
palcoscenico ideale tutto dedicato a una realtà che celebra un anno di sport.
Alciato giornalista da anni al seguito di Sky sport conosce riti segreti e
consuetudini dello sport più amato al mondo il calcio ma fare il giornalista
sportivo diventa una sorta di missione a tutto tondo. Ambizioni aneddoti e
racconti vari avente come sfondo il mondo pedatorio italiano e mondiale.
Basket piemontese sugli scudi a Rimini
per le finali di Coppa Italia
Il
basket piemontese è sugli scudi in lega Gold, tre squadre presenti come Casale Torino
e Biella che si stanno distinguendo nel campionato e due di esse Torino e
Biella che si contenderanno l’ambito trofeo della coppa Italia. Un occasione
importante per le società di promozione e di visibilità quella delle finali
nazionali, alla presentazione dell’avventura per Biella è stata l’occasione
anche per annunciare un matrimonio importante sul fronte sponsorizzativo con il
gruppo Eurotrend. Un occasione e un opportunità una vetrina per mettere in
mostra quelle che si chiamano le eccellenze del territorio non solo sul fronte
sportivo
Giovani e lavoro
I giovani e i il lavoro sono dei temi quanto
mai complessi e di difficile soluzione, la Regione Piemonte, attraverso il
lavoro del suo assessorato alla Formazione e al Lavoro ha messo a punto un
piano dal nome accattivante Garanzie Giovani Piemonte che di fatto utilizzando
i fondi europei permette della chance ai giovani che vorranno cimentarsi in
questo momento difficile dell’economia piemontese e nazionale. Una garanzia,
una fiducia e una speranza è quello che si augura l’assessore regionale Claudia
Porchietto e soprattutto un segnale che di questi tempi non è poco.
All’assessore il compito di illustrare nei dettagli il piano
La
buona cucina di Scabin
La Bit diventa l’occasione per parlare di
cucina di qualità, quella piemontese, con uno dei cuochi più affermati del
panorama piemontese quel Davide Scabin del ristorante Combal zero di Rivoli,
ricette curiosità e perché no consigli che tutti dovremmo provare come quelli
che ci dispensa sulla polenta. Per palati fini.
Passaggi televisivi: Domenica 2 marzo alle ore 19,30 su GRP1 alle ore 23,30 suTELECUPOLE e alle 23,45 su GRP3, Lunedì 3 marzo alle ore 14,30 su TELECUPOLE alle ore 15,30 su TELECUPOLE + 1, alle ore 19 su GRP3 e alle ore 22,00 su GRP3, martedì 4 marzo alle
ore 7,30 su GRP3 e alle ore 8,00 su GRP1; mercoledì 5 marzo alle ore 13,30 su VIDEONOVARA;
giovedì 6 marzo alle ore18,30 su TELERITMO alle ore 23.55 su TELEVALSESIA venerdì 7 marzo alle ore 16 su GRP3; sabato 8 marzo alle
13 su TELECITY
La grande tristezza
Da quando lavoro nel “dorato”
mondo televisivo, anche se a livello regionale, abituato a riprese a montaggi e
a sinergie tra racconti, orali verbali e immagini, il tutto condensato in
pochi frame o secondi guardo tutto
quello che vedo in tv sotto un altro occhio. Cerchi dettagli, che forse a molti
sfuggono, ma perché ti immedesimi in chi costruisce il prodotto per affinare l’occhio
e la mente, e per cercare di trovare altre chiavi di lettura. I peana accesi
per il successo all’Oscar italiano, mi hanno decisamente incuriosito per un
opera che probabilmente non avrei mai visto, né al cinema né in tv, ma l’attenzione
mediatica derivata, ne ha fatto quasi un obbligo. I successivi commenti pro e
contro, come se si trattasse di un partito politico, di un referendum
pro/contro Silvio (ma quando riusciremo a liberarci non del fantasma di Silvio –
ma di quell'immagine di uomo del male, che una certa sinistra, sempre alla
ricerca di un icona colpevolista ha generato nel corso degli anni, di fatto
ingessando il sistema politico italiano ??) ne hanno fatto il caso italiano.
Più sommessamente ho guardato il film: un inno a una decadenza, a una sorta di
ultime luci della ribalta di un sistema, quello della noia, delle serate
romane, dell’esserci e del disquisire contro, tipico italian style, di persone
che tirano a campare. Una sorta di controtendenza a quelli che sono i veri
problemi dell’italiano medio, arrivare a fine mese, a fagare gli F24 a
ingegnarsi per vivere in modo dignitoso. Il ritratto fotografico e video della
capitale è stato fatto in maniera perfetta, ha reso aurea un immagine di una
città, che, se la frequenti, ti cattura, colpa anche di quei 3000 anni di
storia che ne hanno fatto l’ombelico del mondo. E questa con ogni probabilità è
la chiave del successo e che ha spinto la giuria a decretarne la vittoria. Sorrentino
non può certo paragonarsi a maestri del calibro di Fellini, Monicelli, Germi,
altre levature e altri stili, il loro racconto, privo della computer graphic,
era più diretto a lui lascerei la capacità di aver fatto un ritratto reale di
una società quanto mai allo sbando e direi anche la qualità tutta italiana di
salire sul carro del vincitore chiunque esso sia. Persino Marchionne e la Fiat,
pardon la FCA, ne hanno abusato, questa si che è la grande tristezza
domenica 2 marzo 2014
Angelico trenta e lode. Voskuil persino di più
E’ una squadra ormai in piena
trance agonistica Biella che riesce a travolgere con un ultimo quarto
Barcellona, merito di una grinta imposta e soffiata come ha detto lui stesso in
sala stampa da Fabio Corbani. Una sfida da vincere a tutti i costi per
coltivare per il gruppo il sogno dei play off, un sogno più che mai
realizzabile a questo punto e forse anche una segreta speranza, quella di
regalare a Marco Laganà forse un trofeo che visto le squadre in campo e l’attuale
stato di forma non è proprio così lontano. Ha fatto il suo esordio in campo,
molto convinto Giacomo Bloise, il sostituto di Laganà e che Corbani ha lanciato
in campo in quintetto base. La fiducia è stata subito ripagata, schemi semplici
e basici ma realizzati alla perfezione. Il primo quarto 23 a 17 per Biella,
quarto di marca rossoblù. brava molto brava ad attaccare, Bloise ben inserito
negli schemi e che dà peso e incisività al reparto offensivo, qualche difficoltà
in più in difesa Barcellona trova solo nel finale le triple che le permettono
di mantenere una certa vicinanza con Biella. L’Angelico fa suo anche il secondo
quarto in virtù di una splendida partita in cui riesce a far girare meglio la
palla, tuttavia la prima parte Calvani riesce a trovare le giuste contromosse e
riporta sotto Barcellona. Poi comincia a scatenarsi Voskuil da tre e Biella
riesce a chiudere con un discreto vantaggio. Ma è nel terzo che la partita sale
di tono scintille in campo, Calvani ordina un agonismo a volte esasperato sui
portatori di palla che permette a Barcellona di conquistare qualche palla
sporca e di arrivare a un incollatura. Biella si innervosisce Voskuil commette
un antisportivo soffocato come da una marcatura rigida. Corbani lo toglie, De
Vico sfiora la rissa con Fantoni, mentre dall’arco Collins e Young martellano
con continuità. Tuttavia si va sul riposo con l’Angelico avanti di tre. Nell’ultimo
periodo Biella si scatena, forse Barcellona ha finito la benzina, e soprattutto
Voskuil di venta letteralmente immarcabile raddoppia il numero dei punti
realizzati, segna da qualunque posizione, persino Hollis comincia a segnare con
estrema precisione e a quattro dalla fine in versione assist man Voskuil cede
all’altro americano la tripla che da il più dodici. Scorrono così i titoli di
coda, Biella ribalta il punteggio dell’andata e vince in scioltezza, ma che
prova di tutta la squadra. Calvani in sala stampa fa i complimenti a Biella e
se la prende con la mancanza di energia della sua squadra, colpa anche di
infortuni e acciacchi. Corbani esalta i suoi dopo un appello per gli affetti
per Laganà. Il sogno play off così lontano a inizio stagione è quanto mai
realtà ora più che mai e da domani si può sognare per Rimini
L'Astense ne ha quaranta ma non li dimostra
Non era facile, più per l’approccio
mentale che per quello tecnico tre partite in una settimana si fanno sentire. Gli
acciacchi le squalifiche, le tensioni, tutto maledettamente difficile, se poi,
può succedere, che la squadra avversaria arriva tardi per aver trovato
autostrade intasate da incidenti e deviazioni, allora questo aspetto può minare
le certezze e i riti della preparazione. L’unico serafico che affronta con la
giusta dose di relax e tranquillità è lui: il nostro duca, Gian per gli amici,
ma Lotta per gli avversari. Non tradisce emozioni, guarda compassato il rettangolo
di gioco, si confida con gli amici dello staff tecnico, Rino, Giorgio e l’immancabile
fisioterapista Beppe; un buffetto con la Dirigenza, Paolo e Massimo, e poi via
a trasmettere serenità al gruppo. Se non perde da qualche stagione ci sarà un
motivo. La squadra che si manda in campo, anche per un infortunio occorso quasi
subito a Penno, che lo mette fuori dai giochi almeno per oggi, è un team in cui
i giovani hanno sempre più spazio. Due sicurezze in campo come Tropiano tra i
pali e il magistrale regista tuttofare Edu. E poi la linea verde dell’Astense
Modica, De Simone, Banzi, Fazio, Volpato, scelte obbligate d’accordo, ma
giovani che hanno appreso i dettami del verbo Lotta. Oggi vale la pena di soffermarsi
su Michel Banzato, match winner contro Firenze: tre reti tutte di pregevole
fattura, un assist sul primo goal di De Simone e tanto gioco macinato in difesa
e in attacco. Nel calcio a undici potrebbe portarsi a casa il pallone,
heattreak, qui più semplicemente si guadagna il rispetto e l’ammirazione del
gruppo per aver levato l’Astense da un momento difficile che potrebbe avere tra
qualche settimana un profumo particolare. Non è ancora il tempo della gioia
profonda il percorso è lungo e ancora accidentato ma a 4 turni dalla fine il
più otto maturato su Bra e Poggibonsese è un bel bottino. Quello che la Toscana
felix aveva tolto sabato scorso è stato ampiamente ridato. Il Prato ricostruito
del ritorno con Cleber Biscaro e Rafinha ha matato in otto giorni sia il Bra a
domicilio (2-5) sia la Poggibonsese in casa (6-1). I tessili hanno sicuramente
la squadra più in forma del momento che ha l’obiettivo dell’approdo ai play
off, la fortuna per l’Astense è di averla affrontata più di un mese fa a ranghi
compatti. La partita contro Firenze al di là del ritardo è scivolata via veloce
con dieci minuti di studio, in cui il pressing alto della casa di casa ha mandato
no poche volte in confusione gli avversari, salvati da Renzi (no non Matteo)
estremo difensore gigliato. De Simone e Alvino hanno chiuso i primi dieci
minuti. Poi le magie di Banzi inframmezzato da una caparbia giocata di
Migliiaia che ha offerto un assist suntuoso per il sigillo di EDU hanno chiuso
il primo tempo sul 5 a 1. Nella ripresa solo un brivido per l’Astense che ha
concesso due sigilli ai fiorentini e l’onore delle armi, il possesso palla è
stato più determinato per i padroni di casa. Nota di cronaca per i gigliati e
naturalmente gli auguri per una pronta guarigione a Pelagatti che si è
procurato un brutto incidente in campo. La speranza è che gli esami
stabiliscano per lui un infortunio di lieve entità. E ora una settimana serena
prima di affrontare un difficile derby a Castellamonte, nella giornata della
festa della Donna, l’augurio che l’Astense possa donare alle proprie tifose e
alla squadra femminile un pomeriggio sereno in cui quel sogno e quel nome che
nessuno ancora pronuncia possa diventare sempre più concreto.
Astense – Isolotto – Firenze 5 3
Astense Tropiano, Banzato,
Volpato, Cussotto, Pennisi, Cotza, De Simone, Modica, Edu, Fazio, Migliaia,
Cobuccio All. Lotta
Isolotto Firenze: Cerezuela,
Piccinini, Usai, Pratesi, Ceccherelli, Grisafi, Alvino, Folgheraiter, Mareutti,
Bellocci, Renzi, Pelagatti, All. Bearzi
1tempo 5 -1 De Simone (A)8 ‘43” Alvino (I) 9’ 59”Banzato
(A) 11’ 18” Edu (A) 14’ 33” Banzato (A )17’ 15” Banzato (A) 18’13”
2 tempo 0 – 2 Piccinini (I) 7’ 59” Ceccherelli (I) 14’53”
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