mercoledì 9 maggio 2012

Il presente e il futuro di Asti Volley

Ci sono momenti in cui vorresti che l’orologio della vita si fermasse per gustarti appieno le gioie e i successi, ma il lavoro impone che tu guardi avanti e ti prefiggi traguardi prestigiosi e ambiziosi affinché i momenti positivi possano essere diversi, più importanti e carichi di soddisfazione. E’ il caso dell’Asti Volley chiamata a una due giorni impegnativa. Sabato cinque maggio, ultima di campionato di una stagione che non ha niente da chiedere in più alla classifica e a un extra time. Ma l’attenzione con cui Enrica Borgna e compagne combattono contro il Tradate è importante e determinante. Un risultato che sta addirittura stretto all’Asti capace di annichilire le avversarie fin dal primo set chiuso magistralmente in avanti con parziali stratosferici. E’ l’Asti Volley in cui Linda Giordana Cristina Vinciarelli ed Enrica Borgna la fanno da padrone ma è anche l’Asti di Mascherini, Fasano, Menardo, Cumino, Morra e tutte le altre ragazze che con il loro paziente lavoro danno un’impronta precisa e forte del marchio Asti Volley.

Importante poi il patto siglato sabato con una società di serie A1 come Modena con la presenza sugli spalti di Pier Luigi Vigo,  Direttore Generale della Liu Jo Modena, un gemellaggio che può aprire collegamenti con il mondo della serie A per le sue implicazioni sia sotto l’aspetto sportivo, sia anche sotto quello legato al brand e al marketing sportivo e che consentirà ad Asti Volley di crescere e di imporsi nel panorama sportivo piemontese e nazionale. L’accordo e’ stato reso possibile grazie all’opera dell’Avvocato astigiano Davide Gatti, specializzato in diritto sportivo e capace con la sua professionalità di guadagnare la fiducia di grandi club della serie A1 come Liu Jo Modena, che ne sostengono la candidatura avanzata ufficialmente nello scorso week.end a Presidente della Lega Pallavolo Femminile di Serie A. Un altro punto importantissimo per Asti ed Asti Volley, che nell’ottica dei suoi ambiziosi progetti vede nelle competenze specifiche dell’avvocato Gatti e del suo studio una collaborazione preziosa ed essenziale per ottenere quel salto di qualità.

Visto e considerato che uno dei pilastri di Asti Volley è il settore giovanile acquisisce ancora maggiore soddisfazione il fatto che domenica le ragazze dell’under 18 siano diventate ancora una volta campioni regionali, accedendo così alla fase finale nazionale. Il grande lavoro dello staff sportivo ha permesso di aggiungere questo brillante risultato,  orgoglio non solo del nostro settore giovanile ma di tutta le Dirigenza, un tassello ulteriore nella crescita di questa società che si pone come una delle eccellenze sportive, e non solo, del territorio astigiano.

martedì 8 maggio 2012

Il processo

Com’era ampiamente prevedibile eccoci qui a mettere sul banco degli imputati squadra tecnico e dirigenza per la fine di questa stagione dannata – perché ovviamente non hai vinto. Certo come dice Mou è importante vincere e ti ricorderanno solo ed esclusivamente se sarai stato in grado di vincere e di segnare il tuo nome in un albo d’oro ma è altrettanto vero che le grandi vittorie e i grandi cicli si programmano a tavolino e perdere qualche volta aiuta a vincere. Il tifoso si sa ama guardare tutti dall’alto in basso ma bisogna saper leggere il tutto. Dopo qualche anno di vuoto dal 2007 lo scorso anno abbiamo messo in bacheca il titolo della maggiore età e lo abbiamo fatto con una suntuosa campagna acquisti che ci ha portato una nuova ventata di giocatori: Ibra. Robinho, Boateng, Van Bommel e Cassano. Quest’anno invece abbiamo giocato al risparmio contando di avere una squadra forte – ed è così – ma siamo stati spremuti da infortuni e da una cattiva preparazione atletica determinata dalla supercoppa italiana (sarà un caso ma Milan e Inter hanno pagato un dazio altissimo). Ha vinto una squadra discreta e onesta ma in cui non c’è tanta qualità a parte Pirlo (ricordiamo che lo scorso anno non ha faticato ). L’allenatore criticato e svillaneggiato da tanti ha comunque realizzato 160 punti in due campionati non poco, magari non sarà paternalista come Ancelotti ma ha saputo dare un gioco privilegiando la fisicità. La preparazione e gli infortuni sono il frutto invece di parecchi errori su cui meditare e intervenire, non possiamo più avere oltre dodici infortunati per volta. Spazio poi ai de Sciglio, ai  Merkel agli Strasser a El Sharaway e due grandi acquisti un centrocampista qualitativo un Suarez del Liverpool e magari a un centravanti d’area Torres e Balotelli ad esempio. Partendo ad agosto senza troppe altre distrazioni torneremo a vincere e a convincere allegri come sempre. Unico consiglio alla società e anche a noi tifosi non scendiamo ai livelli delle altre squadre di provincia, anche in presenza di torti arbitrali veri o presenti a favore o sfavore nostro manteniamo calma e un atteggiamento positivo se tiri quindici volte in porta magari qualche volta non entra del tutto ma prima o poi si e allora anche i torti non contano. Diventiamo padroni del nostro destino giochiamo a calcio e torniamo a vincere in Europa il nostro palcoscenico e vuoi vedere che questa volta Ibra porta a casa le grandi orecchie.

lunedì 7 maggio 2012

TRENTA CON LODE ??

Diciamolo scudetto meritato, non hanno mai perso, quindi difficile fare di più, ma forse buttato anche da noi per via di alcune scelte, quanto avrebbe pesato nella strategia di squadra l’attaccante Tevez al posto del sempre infortunato Pato ?? Ma non bisogna farsi prendere dallo sconforto, anche se ammetto che era difficile riuscire a dormire, tra la giusta antipatia per i colori nerazzurri (per carità non mettiamo più Abate sulle orme di Milito) e quella nuovamente acquisita per i neo signori del calcio italiano. E ‘ stato un titolo annunciato e voluto attraverso una campagna mediatica senza precedenti una sorta di risarcimento per la tribolazione patita dai gobbi passati per le forche caudine della serie B, almeno loro non potranno più urlarci lo sfottò:  mai stati in B (l’Inter non può, perché stata ripescata – anche se ante guerra). Sono mesi che ci urlano tutti che sono un modello e che dobbiamo imparare, hanno speso un infinità di soldi tra stadio e neo acquisti e un po’ li abbiamo aiutati noi con core ingrato Pirlo – che tristezza vederlo stra - esultare (non ieri sera ma durante tutta la stagione, come se la colpa di quanto accaduto fosse da attribuire ai suoi tifosi – ex). Hanno messo la cattiveria della provinciale ringhiando come degli ossessi in ogni partita, sia che ci fosse di fronte il Lecce che la Beneamata. Vabbè non pensiamoci più, nell’anno del mega cataclisma dei Maya ci può anche stare che succedano cose strane. Ora vorrei vedere se riusciranno a mantenere la stessa cattiveria agonistica partendo dalla preparazione, da una supercoppa giocata a Pechino a inizio agosto (non credo che Agnelli possa obbligare la Federazione a cambiare data e orario, ma non mi stupirei) e soprattutto il groppo peso Champions che costringerà i neo campioni a partire come minimo dalla terza fascia con tutto quello che ne consegue anche a livello di logoramento. E non credo saranno i Bonucci e i Pepe a fermare i Messi, i Ronaldo e Torres, ma per questo c’è tempo. Un ultima postilla su una querelle che rischia, questa si, di farci annoiare per tutta l’estate. 28 o 30, la terza stella ??? La giustizia sportiva ha fatto il suo corso e ha preso delle decisioni, si possono discutere nelle sedi e nei momenti opportuni, dopodiché bisogna accettare i verdetti, anche se non piacciono, altrimenti in quella che è la patria del diritto, tutto è possibile e se non c’è certezza di pena che tipo di stato è? Tutto diventa lecito a questo punto allora bisognerebbe realmente vivisezionare ogni singola partita e campionato e poi sorge un dubbio se la Juve va a trenta l’Inter scende a 17 ?

Biella ultima passerella cade a Milano 97 - 77 (www.repubblica.it)

L'Angelico regge per due quarti, poi cede nettamente all'Armani. Largo ai giovani, Coleman al passo d'addio

di GIUSEPPE RASOLO
Ultima di campionato di Biella senza nulla da chiedere con molti stranieri (e non solo) già con la valigia in mano. Dopo gli infortuni a Soragna e a Chrysikopoulos, in infermeria si aggiunge anche Dragicevic con un ginocchio malconcio che non gli consente di scendere in campo: se era già emergenza prima, ora lo è ancora di più e l'utilizzo della panchina e dei giovani diventa quasi necessità. Cancellieri manda in campo quindi Jurak, Laganà, Coleman, Pullen, Miralles, Sergio Scariolo risponde con Cook, Hairston, Mancinelli e il duo greco Fotsis-Bourousis.

Partenza super di Milano che brucia subito la retina dai 6,75 con Fotsis e con una schiacciata di Bourousis: un 5-0 che però non scompone Biella che, con pazienza e con Miralles, ribalta l'inerzia della partita con un parziale di 8 a zero. Scariolo chiama time out e alla ripresa è un'altra partita: Milano trova con continuità il tiro dalla distanza (alla fine del quarto saranno sei i tentativi andati a buon fine, come nella gara d'andata), Cook con tre centri e poi anche Melli danno un parziale di 18-3 per l'Armani. Quello che emerge da questi primi dieci minuti, al di là della precisione di Milano, sono le sette palle perse di Biella.

Alla ripresa Cancellieri mischia un po' le carte e dà spazio anche a Minessi e al giovane svedese Magarity. Coleman però è più reattivo e con Pullen tiene viva l'Angelico, con una tripla Aubrey porta a -10 lo svantaggio, ma è soprattutto grazie a Laganà che
i lanieri riescono a stringere all'angolo Milano: un suo canestro in entrata e relativo fallo subito permette a Biella di impattare sul 37-37. Milano sbaglia anche diversi tiri dalla lunetta, Biella però se la lascia sfuggire nell'ultimo minuto con Filloy e si va alla sirena lunga sul 42-37 per i padroni di casa.

Di fatto la partita finisce qui: nella ripresa Milano ha più frecce al suo arco e soprattutto una panchina lunga a cui attinge con Giachetti e Mason Rocca che a Biella potrebbero fare stabilmente i titolari. L'Angelico rimane ancora in partita per poco, ma Coleman non incide e alcune scelte forzate non aiutano, dall'altra parte Rocca con un 5/5 da sotto allunga e Giachetti diventa immarcabile. Biella si affida ai giovani e a Minessi; Magarity va a referto, ma è l'ultima fiammata, in questo terzo quarto Milano allunga e arriva all'ultimo riposo sul +13.

Gli ultimi dieci minuti si trascinano di fatto nella compilazione delle statistiche e a questo punto si sveglia persino Coleman che arriva a un incollatura dal casertano Andre Smith nella classifica dei marcatori (solo tre punti di differenza) mentre Miralles rimanda i suoi mille punti alla prossima stagione. Prossima stagione in cui Biella dovrà ricostruire una nuova squadra per rinnovare il suo miracolo nella massima serie. Sarebbe bello che diversi dei suoi protagonisti di questa stagione rimanessero all'ombra del Mucrone, ma probabilmente i tifosi della Curva Barlera dovranno abituarsi ad altri idoli.

Emporio Armani-Angelico Biella 97-77(23-11; 42-37; 65-52)

Emporio Armani : J. Giacchetti 14, S. Mancinelli 7, M Hairston 3, A. Fotsis 7, O. Cook 11,  Mason Rocca 19, A, Filloy 9, I. Bourousis 7, N. Melli 12, A. Bonomi 3, A. Gentile 5, L. Radosevic 0

Angelico Biella: G. Jurak 14, N. Minessi 4,  A. Coleman 20, J. Pullen 14, M. Laganà 7, A. Miralles  9, E. Lombardi 0, W. Magarity 2, S. Stassi 0, M. Chessa 7, N. De Vico 0.

sabato 5 maggio 2012

Io sto con Delio Rossi (www.ilveromilanista.it)

In un campionato quanto mai incerto ma dall’esito finale già scritto: dubito che la Juventus faccia un altro passo falso, mentre noi dovremo sudare le proverbiali sette camice con i cugini nerazzurri  siamo stati letteralmente subissati dalle immagini, censurabili, della rissa in panca a bordo campo tra lo staff viola, al centro di tutto una querelle tra l’allenatore Delio Rossi e il gioiellino serbo attaccante della squadra. Lo spettacolo fornito non è stato di quelli più edificabili. Tuttavia nella ridda di spiegazioni, di giustificazioni e di rimandi a codici deontologici molti hanno parlato spesso e a sproposito, si va da quello che giustifica la reazione, ma che doveva avvenire negli spogliatoi, a quello che condanna il giocatore, alla radiazione dell’allenatore, a chi si interroga sul ruolo del quarto uomo. Insomma in un paese di 60 milioni di commissari tecnici ci sono altrettanti giudizi. Io personalmente, ma non voglio convincere nessuno, credo che deve esserci innanzitutto un rispetto per l’autorità, l’allenatore in questo caso, che non può essere svillaneggiato dalla prima recluta, se poi risulterà vero che è stato insultato attraverso l’handicap del figlio o ad altri insulti pesanti alla famiglia, allora non ci sono scusanti, Rossi ha fatto bene a reagire così, al di là di tutte le ipocrisie. Ci può essere quello che reagisce in un modo e chi invece è sanguigno e si fa giustizia da solo. Però immagino prima di tutto il dolore di un padre che convive con l’handicap di un figlio giorno dopo giorno, mentre il giovane bello e viziato lo prende in giro. Non esiste un comportamento del genere se vogliamo che realmente i giocatori diventino veicoli e messaggi di socialità imparino prima di tutto a stare al mondo e ad accettare serenamente il giudizio del tecnico

mercoledì 2 maggio 2012

Biella saluta i suoi fan battendo Caserta 88 . 84 (www,repubblica.torino.it)

Biella saluta i suoi fan
battendo Caserta 88-84

Grande prova del duo Pullen & Coleman con 22 punti a testa. Brillano anche il giovane Laganà e la "bandiera" Minessi

di GIUSEPPE RASOLO
Finisce la stagione dell'Angelico in casa come meglio non poteva, con una partita combattuta e in cui tutta la squadra ha giocato bene e in cui merito della vittoria è anche di quei giocatori che spesso sono rimasti in panchina. E' la vittoria dei Laganà, dei Minessi, dei Lombardi, a supporto di un duo delle meraviglie Pullen & Coleman in gran spolvero stasera, 22 punti a testa. Era lo scontro tra i due marcatori migliori del campionato, il biellese Aubrey Coleman e il casertano Andre Smith: ha vinto il primo 22-20. Ma Coleman, al di là dei punti, ha recuperato sei palloni, ha realizzato tre schiacciate ed è stato immarcabile in certi momenti. Sacripanti, il coach ospite, non è deluso della prova dei suoi e pensa che a fine stagione giocare ancora un match così intenso sia sinonimo di freschezza. Il palazzetto presentava diversi vuoti (il turno infrasettimanale non ha aiutato), ma chi c'era ha fatto sentire tutto il suo appoggio. La curva Barlera come ringraziamento mette uno striscione con ogni singolo nome della squadra e un grande grazie per la salvezza raggiunta senza patemi d'animo.

Biella-Caserta, il fotoracconto

Quintetto iniziale per Biella: Laganà, Miralles, Pullen, Coleman e Dragicevic, mentre Sacripanti schiera Stipanovic, Maresca, Collins, Bell e Smith. Caserta parte forte e mette la partita sul piano fisico, Biella fa fatica a ingranare ed è
costretta a inseguire: primo pareggio di Pullen che tira tre liberi consecutivi, ma è sempre la Otto a dettare il ritmo con un super Stipanovic che non sbaglia un tiro. Una tripla di Laganà accende il Forum ma è un fuoco di paglia anche perché sul capovolgimento di fronte il ragazzino perde l'uomo che va a schiacciare. Caserta va sul +6 ma pazientemente, grazie a Pullen e a Coleman, Biella ricuce e arriva sul 19 pari a un minuto e mezzo dalla fine. Smith e Doornekamp allungano sul +8 al primo intervallo.

Si torna in campo e Cancellieri schiera Minessi: l'inerzia, come contro Cantù, torna dalla parte di Biella, mini parziale dell'Angelico che torna a -2 grazie anche a un antisportivo a Doornekamp, ma sul più bello la squadra di casa si perde così come la terna arbitrale che fischia a caso, anche Miralles è costretto a subire un tecnico, si va ancora sotto di otto. Cancellieri chiama time out, tranquillizza i suoi e poi dà il via a un parziale di 10-0 che porta Biella in vantaggio. Gli ultimi secondi sono ancora appannaggio di Caserta che va alla sirena lunga avanti di due punti.

Si riprende con lo stesso quintetto per Biella. Cancellieri da fiducia ai giovani. Caserta non molla e costringe l'Angelico a forzare, ma anche Biella non demorde: si va avanti punto a punto e, a tre minuti dall'ultimo intervallo, la Otto conduce ancora di tre punti, ma un devastante parziale di 10-0 zero indirizza la partita con un ispiratissimo Jacob Pullen. Caserta non ci sta e in particolare Smith, molto nervoso soprattutto nella ripresa. Alla fine del terzo Biella è avanti solo di quattro.

L'ultimo quarto è combattuto punto a punto, le due squadre vanno in confusione nelle scelte di tiro. Le difese sono ben registrate e i contatti si moltiplicano, gli arbitri fischiano in continuazione e spesso a sproposito, ogni volta che si tira da tre le difese sono a rischio. Ne fanno le spese Smith e Miralles che escono per cinque falli. Nella lotteria finale dei liberi, per una sorta di atto compensativo, i canestri decisivi dalla lunetta sono quelli di Minessi. Non poteva esserci finale migliore. Biella si congeda con una vittoria, una vittoria che fa morale e che dà fiducia nella costruzione della squadra per il prossimo anno. Manca ancora un ultimo passaggio a Milano domenica sera, ma importante era vincere oggi al Forum.

Angelico Biella-Otto Caserta 88-84

(21-29, 41-43, 70-66)

Angelico Biella: G. Jurak 10, Minessi 2, A. Coleman 22, J. Pullen 22, M. Laganà 6, A. Miralles 12, E. Lombardi 0, W. Magarity n. e., S. Stassi n. e., M. Chessa 1, T. Dragicevic 13, De Vico Niccolò n. e.

Otto Caserta: P. Di Monaco n. e., G. Maresca 6, J. Kudlacek 4, A. Righetti 3, D. Marzaioli 0, A. Collins 15, A. Smith 20, A. Stipanovic 18, C. Bell 6, D. Cefarelli 0, D. Locarevic n. e., A. Doornerkamp 12

Cancellieri uno di noi (esclusiva basketinside)

E un primo di maggio che dovrebbe essere santificato alla festa, alla festa dei lavoratori ma esistono delle categorie per cui non esistono giornate di riposo classiche e quindi quando tutti si rilassano sei o a sbuffare in palestra oppure a raccontare quello che accade intorno a te, mi riferisco ovviamente agli sportivi e ai giornalisti condannati piacevolmente a seguirli. Eccoci qui vicini al centro commerciale degli Orsi, la pioggia scende copiosa, come sempre qui a Biella, entri in campo le luci del Forum sono accese c’è stato allenamento, Cancellieri ha messo a punto la squadra che domani scenderà in campo contro Caserta, è una partita senza pathos in teoria, ma ci tiene il coach, e si vede e si sente, a salutare il pubblico biellese con una vittoria, una sorta di viatico per la prossima stagione estiva, ma anche un ringraziamento per il supporto incessante manifestato nel corso dell’anno. E’ un allenatore sempre disponibile Cancellieri incline alla battuta, scherza e cerca di metterti a tuo agio, ma quando parla di basket esce tutta la sua competenza  e la sua capacità. Analizza le partite tecnicamente, sciorina giudizi e dettami sportivi, capace come pochi di una disamina analisi completa, una risorsa per Biella e per l’Angelico, cresciuto alla corte di Ramagli e nella stessa Biella. Teramano di nascita ma biellese d’adozione si confessa al nostro Mp3 liberamente, ne approfittiamo per analizzare annata e prospettive future.

1)      Coach Cancellieri obiettivo raggiunto con l’Angelico e soprattutto senza troppa fatica, i più e i meno della stagione

Io direi con meno fatica degli altri anni aspetto che dobbiamo comunque sottolineare, annata nella sua complessità positiva, non dobbiamo soffermarci sulle ultime partite, quelle più avare di risultati ma l’obiettivo è stato raggiunto. Il fatto positivo di avere avuto tanti giocatori di talento e di aver prodotto un grande inizio di campionato che ci ha dato l’opportunità di affrontare in maniera più tranquilla il girone di ritorno. Con Chrisykopoulos  in più avremmo potuto essere maggiormente competitivi e forse avremmo vinto qualche partita posizionandoci  in una fascia più alta quella che ci compete, però è giusto che ci prendiamo gli onori della salvezza fatta in questo modo, sette eravamo e sette siamo rimasti e questo ci ha dato orgoglio

2)      Unica squadra a non cambiare mai in corsa ma non sarebbe meglio fosse così per tutti con un'unica finestra di mercato a metà stagione



Se tu facessi questa domanda a tante altre squadre che si sono salvate proprio stando sul mercato ti direbbero di no mentre io per converso, quest’anno sarei propenso a darti ragione, dietro al mondo della pallacanestro c’è un gran lavoro e ci sono dei rischi calcolati e forzati. Però, secondo me le squadre più solide, che possono sbagliare  qualcosa in estate,  devono avere un aiuto per riparare a determinati errori quindi è bene che il mercato rimanga aperto, potrebbe servire anche a noi e anche a tutti. D’estate ti puoi permettere errori importante è che le società siano solide dal punto di vista economico.



3)      Le partite che ti hanno emozionato di più tatticamente e dal punto di vista del risultato direi banalmente Bologna e MIlano in casa e Venezia in trasferta



Quella di Venezia è stata una partita in cui la squadra si è applicata alla perfezione  e tu l’hai citata non a caso,  partita perfetta, quella con Cremona è stata un'altra partita in cui la squadra ha fatto tutto alla perfezione e lo stesso con Roma in casa



4)      Potessi ritornare indietro rifaresti tutto ciò che hai fatto ?

Alla fine dell’anno hai fatto talmente tante riflessioni che è indubbio che qualcosa avrei cambiato sicuramente. A livello di squadra e di staff abbiamo lavorato bene, poi nei dettagli ci vuole un pizzico di intuito e di fortuna dei giocatori nelle ultime azioni. Perché noi secondo me abbiamo peccato in quel momento e non nella partita in se perché si è giocato sempre con grande applicazione.



5)      Anche se non ti chiedo giudizi sui singoli quali sono state le caratteristiche dei singoli che ti hanno maggiormente impressionato?

Pullen mi ha sorpreso e molto, è un elemento dell’89 che ha un cervello cestistico più elevato  rispetto alla sua età, capisce di pallacanestro, tira fuori dal cilindro delle cose imprevedibili, gli manca solo un po’ di esperienza se vuole continuare  a giocare in Europa deve mettere solo un po di esperienza e fisicità. Coleman mi ha sorpreso con  l’energia, una fisicità che è esplosiva e continua nell’energia che nell’ultimo quarto riesce a fare un coast to coast in tre secondi, oppure a recuperare un rimbalzo importante. Di Dragicevic e Miralles la solidità sia di cervello che sotto canestro.



6)      Biella deve puntare sui giovani ma quanti potranno avere continuità nella massima serie e quanto avrebbero invece bisogno di esperienza magari in A2 ?

Tutte e due le cose, sicuramente quest’anno ne abbiamo tanti di giovani: Laganà, Lombardi, Magarity e De Vico alcuni potrebbero essere aggregati alla prima squadra altri invece provare a mettere minuti e campo in A2. Bisogna individuare chi ha bisogno dell’ultimo passo e chi deve essere gettato nella mischia.



7)      Prossima stagione  cosa ti aspetti dalla società ?

Di essere sempre la stessa, Biella viene contraddistinta dal fatto di avere le idee chiare per tutta l’estate e nel corso della stagione e quindi al di là dei giocatori che si prendono e degli allenatori chiamati a gestire  al di là di tutte le variabili che questo sport propone, Biella non cambia mai. L’unione tra l’elemento societario e l’ambiente esterno se è sempre la stessa è un valore aggiunto che ti consente di fare sempre grande risultati



8)      Messaggio ai tifosi ?

È retorico Biella è uno dei pochi posti dove c’è passione infinita, nulla è cambiato negli ultimi sei anni quando io sono arrivato, c’è ancora la stessa gente in curva,  sui tamburi,  con il microfono, la gente al di là dei risultati cestistici ti sostiene e lo fa in campo, nei bar, in pizzeria durante la settimana o quando ti incontra per strada. Hanno grande passione e umiltà non è gente pretenziosa, accetta se la squadra si sbatte e hanno la dignità di rappresentare una squadra che da loro delle soddisfazioni



9)      Hai un motto ?

Un motto non c’è l’ho, io provo sempre a cambiare per fare l’allenatore, avere una linea e seguirla non sempre è positivo, il cambiamento  è fondamentale



10)   Ma quando avevi detto Meglio magna che esse magnati ?

(ride di gusto ) Ah ma questa l’avevo rubata a Ramagli Ramagli è un tipo simpaticissimo, è un allenatore carico di motti



Ci alziamo ci stringiamo la mano, non prima di esserci salutati per la partita del mercoledì, la mente di Canc è già proiettata a come fermare Andre Smith, ma la simpatia quella non manca quando continua a ripetere basketinside,  un mantra perché anche lui è come noi e poi ci saluta guardando il cielo con una battuta “per essere novembre fa decisamente caldo”



Beppe Rasolo

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  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...