Semifinale della Coppa Campioni 1990, una vittoria striminzita al Meazza, una partita nata male al ritorno, c’è bisogno dei supplementari e li il campione ti inventa un pallonetto dal limite che si insacca, è il pareggio ma è il goal che vale doppio nella semifinale e che ti spalanca le porte della Finale di Vienna. Difficile vincere una Champions, molto più difficile ripetersi dopo nemmeno 12 mesi, ma grazie a quello scricciolo di attaccante nostrano il termine lascia o raddoppia ha un senso compiuto. Ecco è questo il ricordo calcistico che mi piace portare dentro di Stefano che ci ha lasciati troppo presto, ma soprattutto dopo una malattia e una sofferenza infernale. Sempre dignitoso e campione anche nell’estrema difficoltà. Una malattia che non guarda in faccia alla celebrità ma che si diverte a torturarla nel suo modo peggiore. Gli occhi di Stefano costretto su una sedia a rotelle, impossibilitato a muoversi se non attraverso la forza dei suoi occhi sono li a ricordarci quanto sia breve e fallace la nostra esistenza e che dobbiamo viverla appieno godendo dei momenti felici che la possono contraddistinguere. La vita a volte ci riserva prove tremende e malattie sconosciute che devono essere affrontate attraverso la ricerca e la pazienza. E allora nella serata che ha sancito un miracolo sportivo, l’Italia che ha tenuto testa a una ben più blasonata Spagna culliamoci con il ricordo di un ragazzo che ci ha fatto divertire e sognare e ringraziamolo per il suo esempio maturato nel campo e fuori come ha giustamente ricordato Carlo Ancelotti
venerdì 28 giugno 2013
giovedì 27 giugno 2013
CRTL + ALT + CANC
Negli ultimi tre anni seguendo
più da vicino il basket, non solo a Biella ma in generale, mi sono avvicinato
di più a una macchina sportiva interessante e decisamente coinvolgente, lontana
anni luce dai manierismi del calcio. Un ambiente decisamente positivo e umano. E le persone che lo
popolano vivono in simbiosi quasi con te giornalista, anche tu fai parte del
gruppo. Non sembra ma è così ed è naturale avere simpatia per questi personaggi
che anche se gravitano attorno a palcoscenici nazionali non si atteggiano e
hanno sempre una parola per tutti. Di chi stiamo parlando: dei giocatori e
degli allenatori di basket. In particolare i secondi sono dei veri e propri
attori consumati che passeggiano nervosamente lungo la sottile linea bianca,
badando bene a non superarla con delle mimiche facciali e gestuali da consumate
star di Hollywood. Vedere lo stile compassato di un Pianigiani che incuteva
timore agli arbitri solo con l’alzata di un sopracciglio o la scomposta movenza
del nostro Cancellieri sono degli spettacoli impagabili. Mi ricordo anche il
derby di serie A a Casale con dicasi due minuti interminabili di mosse e
contromosse tra Crespi e Canc che sono state esilarantissime. L’head coach,
come si deve chiamare, non è solo un costruttore di squadra, è un motivatore,
un selezionatore di emozioni e di schemi, un capo popolo in grado di celebrare
la squadra e di prendersi le colpe quando qualcosa va storto. Il nostro Canc quest’anno
ha imbarcato una stagione che definire sfortunata è dire poco, ma non si è mai
tirato indietro, anche nel momento peggiore si è addossato la montagna di
responsabilità per una scintilla mai scoccata. Ora cambierà lidi – anche se il
sottoscritto avrebbe voluto vederlo alla prova nel campionato cadetto – ma forse
è giusto così. Di lui abbiamo apprezzato e parecchio le battute di spirito, le
sue indubbie qualità umane, il suo mettersi in gioco, la teatralità degli
atteggiamenti, e in alcuni casi anche la sua capacità di essere uomo marketing
e docente. Insomma un personaggio a tutto tondo, non sappiamo ancora quale sia
la sua futura destinazione ma mi sento di fargli un grosso in bocca al lupo augurandogli
di ripercorrere la stessa strada che ha fatto Marco Crespi quest’anno, prima
vice e poi head coach a Siena e in grado di incamerare Coppa Italia e Scudetto perché
in fin dei conti come recitava la Curva Barlera resettali tutti CRTL + ALT +
CANC
mercoledì 26 giugno 2013
Apache e piedi neri
Anche se siamo distratti da
quello che succede a Salvador de Bahia, è chiaro che in questo periodo l’attenzione
mediatica, al netto delle perquisizioni della Guardia di Finanza, sono tutte
incentrate sul mercato dei giocatori. Preoccupazioni per i nostri maltrattati
in Brasile: Abate Balotelli Montolivo e che speriamo di avere sani e salvi per
l’inizio della stagione, i preliminari incombono. Ma altrettanto preoccupati
per come evolve il mercato. Sono mesi che ci sorbiamo la telenovela Robinho che
deve andare per fare posto ad altri giocatori dobbiamo avere liquidità per
comprare quello che era reputato (io ho sempre avuto qualche dubbio) come il
vero top player che in compagnia di supermario avrebbe dovuto farci fare il
salto di qualità. Le foto del gennaio 2012 sono ancora ben nitide nella mente
di tutti. Il famoso pranzo con le camice impossibili in cui si sanciva il
matrimonio con Carlos sono lì a imperitura memoria. E invece Tevez sorseggerà il Mate all’ombra dei Murazzi. Ora
tecnicamente possiamo anche non aver bisogno di Tevez ma l’esposizione
mediatica e la brutta figura sono a testimoniare la differenza tra una squadra
che sta programmando e un'altra che invece non sa che pesci pigliare. E forse
questo è il modo più brutto per i tifosi che in questo momento si sentono
sbeffeggiati e svillaneggiati dai rivali di Venaria. Rimangono pertanto i dubbi
Boateng rimane ? Il faraone pure ? il centrale della difesa quale sarà. Troppi
dubbi in una squadra che il 9 agosto conoscerà il suo destino europeo. Ci
rimane la soddisfazione di De Sciglio consacrato a grandi livelli basterà ??
Lunga vita a Ponderano
Prima di tutto io sono
Ponderanese e poi Biellese, quando nel 2001 sedevo sui banchi del Consiglio
Comunale con il gruppo di minoranza composto da Giorgio Borri, Lele Deusebis,
Giorgio Mò e Paolo Vallivero affrontammo la questione del Nuovo Ospedale costruito
nel nostro territorio. Un misto di preoccupazione e di dubbio ci assalì tant’è
vero che ci astenemmo sulla delibera, per alcuni aspetti tecnici. Ospedale
costruito in una zona notoriamente percorsa da fonti d’acqua, in una zona
urbanizzata. Fummo tacciati dai giornalisti dell’epoca di scarso attaccamento
agli interessi del territorio. I fatti però ci diedero e ci danno ragione. Le
spese per la parte idrogeologica lievitarono per le note cause della zona e
negli anni a venire non sono stati risolti del tutto alcuni problemi. Ultimo in
ordine di tempo quello dei confini e della gestione della parte amministrativa.
Ora non so in base a quale legge internazionale noi dovremmo cedere i confini,
mentre il peso del traffico verrà gestito dal Comune di Biella, gli scarichi
dell’Ospedale saranno a carico nostro. E i parcheggi dovremmo gestirli noi come
comunica il Direttore Generale dell’Asl. Quale soluzione ? Non ve ne sono molte
o si realizza il progetto della Grande Biella con il capoluogo che ingloba le
realtà limitrofe e quindi si farà carico di tutte le problematiche
amministrative del territorio. Oppure con una cessione minima territoriale il
Comune di Ponderano deve necessariamente monetizzare. Abbiamo una casa di
riposo che insiste pesantemente sul bilancio del paese: sia questa a totale
convenzione con l’Asl con altri benefit sanitari a favore dei cittadini
ponderanesi. Insomma perché ricade tutto sul contribuente ponderanese. Abbiamo
già subito negli anni passati altre prove, una Biella Mongrando che non si è
più fatta a favore del Maghettone che ha tagliato in due il nostro territorio, ma va bene così. Adesso è il
momento di farci rispettare e se dovremo gestire l’anagrafe, pazienza lo faremo,
non esistono più i libroni ottocenteschi in cui con pazienza amanuense si
scrivevano i nomi dei nati. Grazie a Dio c’è la tecnologia.
Beppe Rasolo – uno di Ponderano
domenica 23 giugno 2013
Basket Biella si riparte con i giovani
Biella si gioca la Green Card
nella gestione societaria, nella fase dirigenziale, e probabilmente anche in
quella del parco giocatori. L’occasione per parlare del futuro del basket
targato Biella è un sabato pomeriggio estivo, un occasione che vede presenti
tutte le firme del giornalismo locale, affamate, com’è naturale dalle novità
che sono emerse negli ultimi giorni e desiderose come i tifosi di conoscere i
dettagli del futuro a strisce rossoblu. Persino i tifosi storici, con in testa
il buon Lino, affollano la sala stampe del Forum. Il primo atto è un doveroso
omaggio al campione che ha costruito Pallacanestro Biella, quel Marco Atripaldi
collega di lunga corso, che dopo aver condiviso, salvo una breve parentesi a
Treviso, il destino di Biella in tutti questi anni saluta per andare a Caserta.
C’è emozione nelle sue parole ma anche la consapevolezza di lasciare un
progetto non morto ma che può rinascere dalla sue ceneri attraverso il lavoro
di uomini che si sono formati alle sue dipendenze, come Gabriele e Niccolò, e
già per questo garanzia di professionalità e di attaccamento alla maglia. C’è
anche amarezza nelle parole dell’ex GM, più che per i fischi ricevuti, per una
stagione completamente disgraziata. La regia della giornata è naturalmente
affidata a Massimo Angelico, vero e proprio salvatore della patria biellese che
ha voluto dare una sferzata al sistema Biella. La scelta del nuovo
Amministratore Delegato è sua: Gianni D’Adamo non proviene dal mondo del
basket ma garantisce affidabilità sul settore pubblico istituzionale e su
quello degli sponsor. Gabriele Fioretti invece dispone della necessaria
conoscenza di un mondo e di un settore difficile come quello sportivo ma da già
prova di essere ampiamente calato nella parte. Mentre Niccolò Bosio rivestirà
sia il ruolo di Responsabile Marketing e
Ufficio Stampa. Una cura dimagrante alle spese è stata necessaria, il budget da
recuperare non è impossibile a patto che ora veramente tutti diano una mano. E
le eventuali eccedenze serviranno a coprire il disavanzo del passato. Si parla anche di gestione del Forum, a breve
un incontro con il Comune, ma la volontà è quella di continuare a giocare nell’impianto
attiguo al Centro Commerciale degli Orsi. La squadra punterà sui giovani cinque
italiani (facile preventivare che siano i vari Laganà, Raspino, Lombardi e De
Vico a cui si aggiungerà il buon Renzi) Sul capitolo allenatore importanti
saranno i prossimi quindici giorni per capire quali siano le risorse disponibili
a partire da Lardo per arrivare tutti gli altri svincolati che potrebbero dare
spinta al progetto di Biella. Su Jurak e Soragna molto dipenderà dal nuovo
allenatore e anche dalla loro volontà di tagliarsi lo stipendio per continuare
a giocare in questa realtà. Ma per la squadra c’è tempo, oggi era importante
far ripartire il progetto e dai sorrisi, non certo di circostanza, si ha l’impressione
che il basket possa tornare a far battere il cuore a Biella.
venerdì 21 giugno 2013
Biella Brasile : no grazie
Quando si lavorava nella Pubblica
Amministrazione alcune volte a spezzare il tran tran quotidiano arrivavano le
lettere improbabili, ricordo ancora con estremo godimento il tizio originario
di qualche località improbabile che si proponeva come consulente per far
piovere. Giuro non è uno scherzo, ma
come ogni buon fornitore di servizi sarebbe stato pagato solo e in presenza di
evento (pioggia). Il tizio probabilmente non era a conoscenza del fatto che a
Biella un acquazzone non solo è spesso probabile ma anche continuo, o forse
puntava su questo aspetto per portare a casa qualche euro in più. Un altro, ed
è il motivo di questo pezzo, era un signore che si lamentava contro Ivo e
Rolando che bacchettavano sonoramente i biellesi etichettandoli come facenti
parte di categorie omosex (ovviamente l’epiteto era molto più cruento) e che
quindi chiedeva l’intervento della autorità contro questo disprezzo nei confronti
dei Biellesi. Oggi leggo di una divertente quanto improbabile cena/serata in
cui avvenenti ballerine brasiliane avrebbero sbigottito la bigotta Biella. A
parte il fatto che come giornalista potrei lamentarmi, scusate ma quando fate
queste feste non invitate ???. Ma a parte la battuta crediamo veramente che il
futuro della pallacanestro Biella avrebbe potuto essere messo nelle mani di
personaggi di siffatta pasta !!!!. Il marketing di una squadra e di uno sport
credo sia una cosa seria che non deve essere buttato alle ortiche per un piatto
di pasta in più. Alle volte è meglio peregrinare per non scadere dal Tessile di
qualità ad una taglia di vestiti non consona. Spiace che il rapporto con l’ex
Presidente non sia proseguito, ma credo che ogni soggetto abbia intrapreso una
strada e un percorso che potrà dare lustro ad entrambi. E io mi tengo il
commento di Lino, bandiera della curva, che non è caduta in questa sterile
provocazione, ma ha invocato percorsi diversi per i soggetti incriminati.
Grande Lino.
C'è solo un PD
Come iscritto del Partito Democratico sono rimasto un po’ sorpreso dal titolo odierno della Stampa in cui si parla di un PD ufficiale e di altri che sarebbero invece sotto traccia. Tutto nasce per “colpa” di una riunione di renziani che si ritrovano lunedì prossimo per dar corso a gruppi che dovrebbero sostenere la Candidatura di Matteo Renzi. Chi scrive ha sostenuto Matteo alla primarie perché convintamente pensava potesse essere la novità del nostro schieramento. La vittoria legittima di Bersani alla contesa interna non ha scatenato quel “feroce” entusiasmo ai nostri sostenitori e la successiva sconfitta alle elezioni ne è stata la chiara testimonianza. Ora all’interno del nostro partito c’è una legittima discussione e diversi leader stanno scaldando i motori in vista dei congressi autunnali. Da qui a parlare di Pd legittimo e di altri semi nascosti mi sembra, non solo una forzatura ma anche un errore, perché è dalla forza delle idee e dalla pluralità dei contenuti che possono venire le basi per un energia rinnovatrice della forza progressista rappresentata dal Pd. Sicuramente andrò alla riunione e aderirò al Comitato ma mi sento parte unica e integrante di un PD unito che, solo se saprà essere tale, potrà riuscire a conquistare consenso e a tornare a governare le istituzioni locali anche nel Biellese. Abbiamo discusso proprio domenica scorsa di una piattaforma locale composta dai temi portati avanti da Officina democratica, quella è la base di partenza aperta alla discussione e al contributo di tutti, renziani, civatiani, cuperliani e da li si parte.
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