venerdì 28 giugno 2013

quella notte a Monaco ............ ciao ste


Semifinale della Coppa Campioni 1990, una vittoria striminzita al Meazza, una partita nata male al ritorno, c’è bisogno dei supplementari e li il campione ti inventa un pallonetto dal limite che si insacca, è il pareggio ma è il goal che vale doppio nella semifinale e che ti spalanca le porte della Finale di Vienna. Difficile vincere una Champions, molto più difficile ripetersi dopo nemmeno 12 mesi, ma grazie a quello scricciolo di attaccante nostrano il termine lascia o raddoppia ha un senso compiuto. Ecco è questo il ricordo calcistico che mi piace portare dentro di Stefano che ci ha lasciati troppo presto, ma soprattutto dopo una malattia e una sofferenza infernale. Sempre dignitoso e campione anche nell’estrema difficoltà. Una malattia che non guarda in faccia alla celebrità ma che si diverte a torturarla nel suo modo peggiore. Gli occhi di Stefano costretto su una sedia a rotelle, impossibilitato a muoversi se non attraverso la forza dei suoi occhi sono li a ricordarci quanto sia breve e fallace la nostra esistenza e che dobbiamo viverla appieno godendo dei momenti felici che la possono contraddistinguere. La vita a volte ci riserva prove tremende e malattie sconosciute che devono essere affrontate attraverso la ricerca e la pazienza. E allora nella serata che ha sancito un miracolo sportivo, l’Italia che ha tenuto testa a una ben più blasonata Spagna culliamoci con il ricordo di un ragazzo che ci ha fatto divertire e sognare e ringraziamolo per il suo esempio maturato nel campo e fuori come ha giustamente ricordato Carlo Ancelotti

giovedì 27 giugno 2013

CRTL + ALT + CANC



Negli ultimi tre anni seguendo più da vicino il basket, non solo a Biella ma in generale, mi sono avvicinato di più a una macchina sportiva interessante e decisamente coinvolgente, lontana anni luce dai manierismi del calcio. Un ambiente decisamente  positivo e umano. E le persone che lo popolano vivono in simbiosi quasi con te giornalista, anche tu fai parte del gruppo. Non sembra ma è così ed è naturale avere simpatia per questi personaggi che anche se gravitano attorno a palcoscenici nazionali non si atteggiano e hanno sempre una parola per tutti. Di chi stiamo parlando: dei giocatori e degli allenatori di basket. In particolare i secondi sono dei veri e propri attori consumati che passeggiano nervosamente lungo la sottile linea bianca, badando bene a non superarla con delle mimiche facciali e gestuali da consumate star di Hollywood. Vedere lo stile compassato di un Pianigiani che incuteva timore agli arbitri solo con l’alzata di un sopracciglio o la scomposta movenza del nostro Cancellieri sono degli spettacoli impagabili. Mi ricordo anche il derby di serie A a Casale con dicasi due minuti interminabili di mosse e contromosse tra Crespi e Canc che sono state esilarantissime. L’head coach, come si deve chiamare, non è solo un costruttore di squadra, è un motivatore, un selezionatore di emozioni e di schemi, un capo popolo in grado di celebrare la squadra e di prendersi le colpe quando qualcosa va storto. Il nostro Canc quest’anno ha imbarcato una stagione che definire sfortunata è dire poco, ma non si è mai tirato indietro, anche nel momento peggiore si è addossato la montagna di responsabilità per una scintilla mai scoccata. Ora cambierà lidi – anche se il sottoscritto avrebbe voluto vederlo alla prova nel campionato cadetto – ma forse è giusto così. Di lui abbiamo apprezzato e parecchio le battute di spirito, le sue indubbie qualità umane, il suo mettersi in gioco, la teatralità degli atteggiamenti, e in alcuni casi anche la sua capacità di essere uomo marketing e docente. Insomma un personaggio a tutto tondo, non sappiamo ancora quale sia la sua futura destinazione ma mi sento di fargli un grosso in bocca al lupo augurandogli di ripercorrere la stessa strada che ha fatto Marco Crespi quest’anno, prima vice e poi head coach a Siena e in grado di incamerare Coppa Italia e Scudetto perché in fin dei conti come recitava la Curva Barlera resettali tutti CRTL + ALT + CANC

mercoledì 26 giugno 2013

Apache e piedi neri

Anche se siamo distratti da quello che succede a Salvador de Bahia, è chiaro che in questo periodo l’attenzione mediatica, al netto delle perquisizioni della Guardia di Finanza, sono tutte incentrate sul mercato dei giocatori. Preoccupazioni per i nostri maltrattati in Brasile: Abate Balotelli Montolivo e che speriamo di avere sani e salvi per l’inizio della stagione, i preliminari incombono. Ma altrettanto preoccupati per come evolve il mercato. Sono mesi che ci sorbiamo la telenovela Robinho che deve andare per fare posto ad altri giocatori dobbiamo avere liquidità per comprare quello che era reputato (io ho sempre avuto qualche dubbio) come il vero top player che in compagnia di supermario avrebbe dovuto farci fare il salto di qualità. Le foto del gennaio 2012 sono ancora ben nitide nella mente di tutti. Il famoso pranzo con le camice impossibili in cui si sanciva il matrimonio con Carlos sono lì a imperitura memoria. E invece Tevez  sorseggerà il Mate all’ombra dei Murazzi. Ora tecnicamente possiamo anche non aver bisogno di Tevez ma l’esposizione mediatica e la brutta figura sono a testimoniare la differenza tra una squadra che sta programmando e un'altra che invece non sa che pesci pigliare. E forse questo è il modo più brutto per i tifosi che in questo momento si sentono sbeffeggiati e svillaneggiati dai rivali di Venaria. Rimangono pertanto i dubbi Boateng rimane ? Il faraone pure ? il centrale della difesa quale sarà. Troppi dubbi in una squadra che il 9 agosto conoscerà il suo destino europeo. Ci rimane la soddisfazione di De Sciglio consacrato a grandi livelli basterà ??

Lunga vita a Ponderano

Prima di tutto io sono Ponderanese e poi Biellese, quando nel 2001 sedevo sui banchi del Consiglio Comunale con il gruppo di minoranza composto da Giorgio Borri, Lele Deusebis, Giorgio Mò e Paolo Vallivero affrontammo la questione del Nuovo Ospedale costruito nel nostro territorio. Un misto di preoccupazione e di dubbio ci assalì tant’è vero che ci astenemmo sulla delibera, per alcuni aspetti tecnici. Ospedale costruito in una zona notoriamente percorsa da fonti d’acqua, in una zona urbanizzata. Fummo tacciati dai giornalisti dell’epoca di scarso attaccamento agli interessi del territorio. I fatti però ci diedero e ci danno ragione. Le spese per la parte idrogeologica lievitarono per le note cause della zona e negli anni a venire non sono stati risolti del tutto alcuni problemi. Ultimo in ordine di tempo quello dei confini e della gestione della parte amministrativa. Ora non so in base a quale legge internazionale noi dovremmo cedere i confini, mentre il peso del traffico verrà gestito dal Comune di Biella, gli scarichi dell’Ospedale saranno a carico nostro. E i parcheggi dovremmo gestirli noi come comunica il Direttore Generale dell’Asl. Quale soluzione ? Non ve ne sono molte o si realizza il progetto della Grande Biella con il capoluogo che ingloba le realtà limitrofe e quindi si farà carico di tutte le problematiche amministrative del territorio. Oppure con una cessione minima territoriale il Comune di Ponderano deve necessariamente monetizzare. Abbiamo una casa di riposo che insiste pesantemente sul bilancio del paese: sia questa a totale convenzione con l’Asl con altri benefit sanitari a favore dei cittadini ponderanesi. Insomma perché ricade tutto sul contribuente ponderanese. Abbiamo già subito negli anni passati altre prove, una Biella Mongrando che non si è più fatta a favore del Maghettone che ha tagliato in due il nostro  territorio, ma va bene così. Adesso è il momento di farci rispettare e se dovremo gestire l’anagrafe, pazienza lo faremo, non esistono più i libroni ottocenteschi in cui con pazienza amanuense si scrivevano i nomi dei nati. Grazie a Dio c’è la tecnologia.

Beppe Rasolo – uno di Ponderano 

domenica 23 giugno 2013

Basket Biella si riparte con i giovani


Biella si gioca la Green Card nella gestione societaria, nella fase dirigenziale, e probabilmente anche in quella del parco giocatori. L’occasione per parlare del futuro del basket targato Biella è un sabato pomeriggio estivo, un occasione che vede presenti tutte le firme del giornalismo locale, affamate, com’è naturale dalle novità che sono emerse negli ultimi giorni e desiderose come i tifosi di conoscere i dettagli del futuro a strisce rossoblu. Persino i tifosi storici, con in testa il buon Lino, affollano la sala stampe del Forum. Il primo atto è un doveroso omaggio al campione che ha costruito Pallacanestro Biella, quel Marco Atripaldi collega di lunga corso, che dopo aver condiviso, salvo una breve parentesi a Treviso, il destino di Biella in tutti questi anni saluta per andare a Caserta. C’è emozione nelle sue parole ma anche la consapevolezza di lasciare un progetto non morto ma che può rinascere dalla sue ceneri attraverso il lavoro di uomini che si sono formati alle sue dipendenze, come Gabriele e Niccolò, e già per questo garanzia di professionalità e di attaccamento alla maglia. C’è anche amarezza nelle parole dell’ex GM, più che per i fischi ricevuti, per una stagione completamente disgraziata. La regia della giornata è naturalmente affidata a Massimo Angelico, vero e proprio salvatore della patria biellese che ha voluto dare una sferzata al sistema Biella. La scelta del nuovo Amministratore Delegato è sua:  Gianni D’Adamo non proviene dal mondo del basket ma garantisce affidabilità sul settore pubblico istituzionale e su quello degli sponsor. Gabriele Fioretti invece dispone della necessaria conoscenza di un mondo e di un settore difficile come quello sportivo ma da già prova di essere ampiamente calato nella parte. Mentre Niccolò Bosio rivestirà sia il ruolo di  Responsabile Marketing e Ufficio Stampa. Una cura dimagrante alle spese è stata necessaria, il budget da recuperare non è impossibile a patto che ora veramente tutti diano una mano. E le eventuali eccedenze serviranno a coprire il disavanzo del passato.  Si parla anche di gestione del Forum, a breve un incontro con il Comune, ma la volontà è quella di continuare a giocare nell’impianto attiguo al Centro Commerciale degli Orsi. La squadra punterà sui giovani cinque italiani (facile preventivare che siano i vari Laganà, Raspino, Lombardi e De Vico a cui si aggiungerà il buon Renzi) Sul capitolo allenatore importanti saranno i prossimi quindici giorni per capire quali siano le risorse disponibili a partire da Lardo per arrivare tutti gli altri svincolati che potrebbero dare spinta al progetto di Biella. Su Jurak e Soragna molto dipenderà dal nuovo allenatore e anche dalla loro volontà di tagliarsi lo stipendio per continuare a giocare in questa realtà. Ma per la squadra c’è tempo, oggi era importante far ripartire il progetto e dai sorrisi, non certo di circostanza, si ha l’impressione che il basket possa tornare a far battere il cuore a Biella.

venerdì 21 giugno 2013

Biella Brasile : no grazie


Quando si lavorava nella Pubblica Amministrazione alcune volte a spezzare il tran tran quotidiano arrivavano le lettere improbabili, ricordo ancora con estremo godimento il tizio originario di qualche località improbabile che si proponeva come consulente per far piovere. Giuro non è uno scherzo,  ma come ogni buon fornitore di servizi sarebbe stato pagato solo e in presenza di evento (pioggia). Il tizio probabilmente non era a conoscenza del fatto che a Biella un acquazzone non solo è spesso probabile ma anche continuo, o forse puntava su questo aspetto per portare a casa qualche euro in più. Un altro, ed è il motivo di questo pezzo, era un signore che si lamentava contro Ivo e Rolando che bacchettavano sonoramente i biellesi etichettandoli come facenti parte di categorie omosex (ovviamente l’epiteto era molto più cruento) e che quindi chiedeva l’intervento della autorità contro questo disprezzo nei confronti dei Biellesi. Oggi leggo di una divertente quanto improbabile cena/serata in cui avvenenti ballerine brasiliane avrebbero sbigottito la bigotta Biella. A parte il fatto che come giornalista potrei lamentarmi, scusate ma quando fate queste feste non invitate ???. Ma a parte la battuta crediamo veramente che il futuro della pallacanestro Biella avrebbe potuto essere messo nelle mani di personaggi di siffatta pasta !!!!. Il marketing di una squadra e di uno sport credo sia una cosa seria che non deve essere buttato alle ortiche per un piatto di pasta in più. Alle volte è meglio peregrinare per non scadere dal Tessile di qualità ad una taglia di vestiti non consona. Spiace che il rapporto con l’ex Presidente non sia proseguito, ma credo che ogni soggetto abbia intrapreso una strada e un percorso che potrà dare lustro ad entrambi. E io mi tengo il commento di Lino, bandiera della curva, che non è caduta in questa sterile provocazione, ma ha invocato percorsi diversi per i soggetti incriminati. Grande Lino.

C'è solo un PD


Come iscritto del Partito Democratico sono rimasto un po’ sorpreso dal titolo odierno della Stampa in cui si parla di un PD ufficiale e di altri che sarebbero invece sotto traccia. Tutto nasce per “colpa” di una riunione di renziani che si ritrovano lunedì prossimo per dar corso a gruppi che dovrebbero sostenere la Candidatura di Matteo Renzi. Chi scrive ha sostenuto Matteo alla primarie perché convintamente pensava potesse essere la novità del nostro schieramento. La vittoria legittima di Bersani alla contesa interna non ha scatenato quel “feroce” entusiasmo ai nostri sostenitori e la successiva sconfitta alle elezioni ne è stata la chiara testimonianza. Ora all’interno del nostro partito c’è una legittima discussione e diversi leader stanno scaldando i motori in vista dei congressi autunnali. Da qui a parlare di Pd legittimo e di altri semi nascosti mi sembra, non solo una forzatura ma anche un errore, perché è dalla forza delle idee e dalla pluralità dei contenuti che possono venire le basi per un energia rinnovatrice della forza progressista rappresentata dal Pd. Sicuramente andrò alla riunione e aderirò al Comitato ma mi sento parte unica e integrante di un PD unito che, solo se saprà essere tale, potrà riuscire a conquistare consenso e a tornare a governare le istituzioni locali anche nel Biellese. Abbiamo discusso proprio domenica scorsa di una piattaforma locale composta dai temi portati avanti da Officina democratica, quella è la base di partenza aperta alla discussione e al contributo di tutti, renziani, civatiani, cuperliani e da li si parte.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...