Per dieci anni il dominatore incontrastato della difesa e del centrocampo milanista una serie di allori difficilmente ineguagliabile nei cuori dei tifosi rossoneri, l’ultimo scudetto poco allegro anche se determinante nella sassata di Parma e poi il gran rifiuto sacrificato nello spending review milanista e diritto a Torino per regalare due scudetti alla Juve, il primo sanguinoso contro la sua vecchia squadra il secondo ordinario, frutto più della classica storia italica che altro. Adesso la tua storia ha anche una biografia dal titolo vagamente esistenzialista e criptica. Un cambio di look glabro a Milano irsuto a Torino quasi a decretare un cambio di rotta e di stile, Ma il pensiero va sempre li alle grandi orecchie. Per chi ha vissuto intensamente la stagione rossonera al mercoledì sera si fa difficile non pensare a quelle emozioni racchiuse e vissute in anni dal 2002 al 2008 Madrid Barcellona Monaco Ajax Liverpool sono nomi che da soli bastano ad evocare emozioni e quando l’hai alzata per ben due volte e l’hai sfiorata in un occasione diventa difficile non pensarci. Caro Andrea ti capiamo ma hai fatto una scelta quella di preferire il profumo torinese e di avere la certezza di un altro tipo di interesse più nazionale ad altre gioie e allora sul campo potrai contare tutti i numeri che vorrai ma l’ebrezza di un aria europea solo un team poteva offrirtelo. E’ stata una tua scelta sofferta e temuta da parte nostra all’inizio ora fai parte di un'altra storia e un’altra realtà. Riconoscenti per quello che hai fatto ma sognanti di altre imprese internazionali con altri campioni più giovani e ancora di più eccitati per la storia europea del Milan, tu rappresenti il passato prossimo
martedì 7 maggio 2013
Tutti ma proprio tutti nel mega pagellone del basket targato Biella
Fine anno e fine stagione, per
Biella molto travagliata tempo di bilanci e perché no di pagelle tutti al
vaglio della critica, anche i giornalisti, e quindi tra il serio e il faceto e
sperando che nessuno si offenda il mio personalissimo contributo
Territorio/Istituzioni 2 a parole tutti dicono di voler abbracciare
la causa, in pratica fuggono a gambe levate, il monito lanciato da Jurak dalle
colonne della Stampa e la sua meraviglia nel vedere il disimpegno di chi
governa il territorio la dicono lunga. Il popolo biellese ama il basket e le
partite sono diventate un volano del basket che conta, con centinaia di
spettatori che venivano da ogni parte del Piemonte per vedere i campioni del
basket. In pochi anni l’attenzione e gli investimenti del territorio sono
diminuiti drasticamente, colpa della crisi d’accordo, ma anche di scelte. Il
biglietto da visita di Biella, l’orgoglio di essere riconosciuti all’esterno
non attizza gli uomini marketing delle principali aziende biellesi nonostante
fatturati in crescita e budget che potrebbero tenere in piedi da soli una
squadra di calcio da serie A. La politica tace preoccupata solo dalla eventuale
gestione in proprio del Palazzo. Inqualificabili
Marco Aloi 7 il peggior lavoro possibile a Biella spiegare ad
aziende e ad investitori la bellezza della pallacanestro e l’utilizzo della
struttura come luogo per grandi eventi. Harlem Globetrotters, All Star Game, Confederation
Cup di Tennis sono stati gli eventi clou che hanno regalato sorriso e notorietà
al biellese in questi ultimi due anni. Marco è l’anima di questi eventi e non
disdegna durante le partite di prendere lo spazzolone per asciugare il parquet vero
e proprio attaccamento alla squadra e al progetto. Risorsa
Gabriele Niccolò Giulia 7 l’ufficio stampa e le relazioni con i
media sempre presenti, sempre accondiscendenti alle richieste più improbabili,
gentili e permissivi persi tra il ruolo di tifosi da non esibire, alla
professionalità Anima
Cronometristi e tabelle 8 i campioni delle tabelle non a caso gli
stessi che hanno seguito anche le final eight di basket a Torino precisi e
puntuali non sfugge nulla al loro attento occhio. Loro si ai play off. Precisione pura
Corrado Neggia 7 lo speaker giornalista voce incrollabile, e quest’anno
non è stato facile, ma ha saputo trasmettere entusiasmo e passione dalla
presentazione alla cronaca, dotato pure di un ottimo tiro ma a fine partita. The voice
Marta Luca Samuele e tutti gli altri colleghi 6,5 spesso
ipercritici, alle volte irriguardosi nei confronti della terna arbitrale e dell’immancabile
commissario a bordo parquet, ma tutti uniti a fare il tifo per la squadra il
limite è proprio questo il tifo ma non si può essere perfetti. Cronachisti
Lino 8 sul campo come in curva inappuntabile esegue tutto alla
perfezione dai cori alla gestione del post gara e soprattutto incrollabile
seguace delle trasferte più assurde. Indomabile
Curva Barlera 7. Fedeli alla squadra e capaci di belle coreografie
hanno dato anima e lustro al Forum di Biella perdendo la voce. Insieme al resto
del Palazzetto (voto 6,5) hanno dato
vita a un episodio strappacore all’ultima giornata. Rimangono invece
inqualificabili quelli (voto 2) che
se la sono presa con Soragna ma si è trattato di un eccezione Bandiera
Marco Atripaldi 7 non sempre le ciambelle riescono con il buco e le
scelte operate sul mercato in estate non hanno dato il risultato sperato, ma
può capitare di prendere qualche fregatura sportiva, ingenerosi i cori contro
di lui e Savio, lui che prima di ogni altro spettatore è anche tifoso e lo vedi
quando a bordo campo come tarantolato non approva qualche decisione arbitrale. History
Cicoria 5 poche presenze ma lascia come sempre il segno, una
partita semplice come quella di Sassari, che i sardi avrebbero vinto lo stesso
con merito viene trasformata in una corrida, fischi ad minkiam e protagonismi
in eccesso, l’espulsione del tifoso anziano a bordo parquet una perla, la
richiesta di espellere il sottoscritto invece non è stata portata a buon fine,
avrei potuto invocare la libertà di stampa. Indigesto
Massimo Angelico 8 il Presidente, prima stagione come capo supremo
ed è nata una stagione stortissima, eppure lui sempre pacioso e rilassato in
prima fila, decisamente scontento ma mai sopra le righe, anche i commenti
improntati a una pacatezza e una rilassatezza che dovrebbero essere
maggiormente seguiti. Annuncia in tempi difficili di voler restare Eroe
Cancellieri 6 il finto
burbero teramano dal cuore d’oro ha pescato una stagione negativa, tra mancate
conferme, arrivi di spaesati giocatori, e cambi repentini non è riuscito a dare
quella giusta amalgama a un gruppo che forse aveva qualche contraddizione al
suo interno vedi Rochestie/Johnson. Per cercare di dare una svolta alla
stagione aveva dato le dimissioni, rifiutate dalla società e ha svolto con
abnegazione un lavoro difficile con una
squadra alle volte più depressa che altro. Liberato dalle angosce del risultato
gli ultimi match senza diversi giocatori se li è giocati. Si potrebbe ripartire
da lui oltretutto ha già esperienza di Lega due. Nocchiero
Soragna 6,5 il voto oscilla
tra l’8 come uomo e come capitano e il 5 per gli innumerevoli acciacchi che di
fatto gli hanno impedito di essere il cambio perfetto che aveva fatto volare l’Angelico
lo scorso anno. Non si è mai tirato indietro anche nei momenti di difficoltà e
si è caricato la squadra sulle spalle. Purtroppo non è bastato. Immortale
Kevin Pinkney 7,5 occhi di brace ha fatto vedere del buon basket al
Forum, marcatore importante fosse arrivato un anno prima con un ispirato
Coleman avrebbe portato la squadra ai Play off garantito. I tifosi sognano il
terzo ritorno. PINKY
Robinson Moore Brackins Jaramaz 5 più che il talento è mancata
forse la parte psicologica alternando buone prestazioni a disastri collettivi
in cui mancava la convinzione il più emblematico Robinson, mentre Moore ha dato
sempre l’idea di essere su un altro pianeta. Sperduti
Chrisykopoulos 4 la scommessa persa giovane di belle speranze la
scorsa stagione che uno scafoide ballerino ha privato ai biellesi, era tanto
atteso in questa dove ha sostanzialmente deluso i più con prestazioni ai limiti
della decenza sportiva. Tragedia greca
Mavunga 5 le potenzialità erano alte, la simpatia buona ma è sempre
rimasto ai margini del progetto spesso in campo non sapeva cosa fare. Nell’ultima
giornata si è messo a tirare da tre con buone medie. Da rivedere
Laganà Raspino Renzi 6,5 il futuro. Grinta e carattere ne hanno,
hanno però pagato l’annata deficitaria della società, potrebbero però essere la
pietra angolare su cui ricostruire il progetto e con la loro esperienza
maturata e qualche buon vecchio l’ossatura della squadra è belle che fatta. Talenti
Jurak 7 il leone
sloveno, il primo ad incitare la folla l’ultimo ad andarsene dal campo e dalle
gradinate, padre premuroso ha inseguito spesso la prole sul parquet a fine
partita non disdegnando interventi e parole per incitare tutti. Ora torna a
casa ma c’è da giurarci che tornerà. Cittadinanza
biellese
Johnson 6. Sbuffante e forse troppo innamorato della palla, spesso
si è pestato i piedi con Rochestie ma quando vuole si è preso la responsabilità
di tiri importanti. E ‘ sembrato però spesso ai margini del gioco più
concentrato su azioni individuali che non di gruppo. Misantropo
Rochestie 6 presentato come una delle migliori risorse in realtà
vuoi anche per incomprensioni tattiche con Johnson non ha sviluppato le sue
potenzialità alternando buonissime giocate ad altre pacchiane. Eurolega
Tsaldaris 6 la faccia triste da italiano allegro in gita, umile pedalatore
delle corsie esterne, un discreto tiro da tre non ha potuto incidere molto nell’economia
della squadra, però il suo attaccamento alla squadra era onesto e
irreprensibile. Dovessi scegliere uno dei giocatori da portarmi in A2 non mi
priverei del greco. Spartano
Il pronostico del sottoscritto 4 in sede di presentazione avevo
pensato a una stagione tranquilla e visto il roster più lungo avevo ipotizzato addirittura
un ingresso, anche se per il rotto della cuffia nelle prime otto. Purtroppo ho
cannato ma si sa non ho mai vinto ne al superenalotto ne alle scommesse
sportive. Per cui non chiedetemi pronostici.
Bwin
domenica 5 maggio 2013
Twitto quindi sono forse esisto
Giornata della libertà di stampa
quella del tre di maggio, un festival dedicato ai nuovi media in quel di Dogliani
ad assaggiare un buon bicchiere del vino che prende il nome di quel luogo
incantevole sprofondato tra le Langhe. Si parla anche di Milan con quel
affascinante maestro di giornalismo che è Vittorio Zucconi, il riferimento all’uomo
che nacque a San Bartolomeo è nemmeno lasciato li al caso. Nello spazio non
esageratamente ampio che si trova di lato al Municipio è tutto un fiorire di
colleghi della carta stampata, di uomini della tv e del numeroso apparato di
video operatori con i quali è uno scambiarsi di occhiate e di battute –facciamo
tutti parte dello stesso amato circo – di antenne della radio e di web blogger
insomma non manca proprio nessuno. Con questa roboante digressione viene in
mente al sottoscritto di guardare i lanci ansa e di buttare un occhio allo
storico della manifestazione aperta dal Presidente del Club che gioca a Venaria
e giuro non volevo crederci. I giocatori della Juve possono twittare solo ed
esclusivamente notizie inerenti la loro sfera privata ma nulla che possa
riguardare la società ?????? !!!!! Nella giornata della libertà di stampa il
controllo delle fonti e delle informazioni mi sembra un autogoal clamoroso, il
guaio è che questa clamorosa novità venga spacciata come una conseguenza
importante del nuovo corso bianconero in fatto di informazione. Com’è è
distante anni luce il rapporto con il Milan, e non stiamo parlando di
tifoseria, ma quando vai a Milanello anche se sei un piccolo rappresentante del
mondo dell’informazione ti trattano coi guanti a Vinovo altra aria. Da qui
comprendo anche tutto l’astio con un certo tipo di mondo e con le rappresentazioni.
E domani saremo inondati dell’ennesima comunicazione sui titoli in campo eh
vabbè ma c’è la liberta di stampa
venerdì 3 maggio 2013
Artigiani – Sentieri e remiganti e tanta enogastronomia
Artigiani a Candelo
Nello splendido borgo medioevale
di Candelo a pochi km da Biella, teatro di mille e più rievocazioni di natura
cinematografico del tempo che fu, come non ricordare la Freccia Nera o il
recente Dracula di Dario Argento, per alcuni giorni è diventato palcoscenico
ideale di vecchi mestieri e artigianato tipico, un modo come un altro per
riappropriarsi sia di una spazio che di una cultura passata. L’attenzione da
parte dei numerosi visitatori è stata altissima e in un momento di estrema difficoltà economica anche un modo per riaffermarsi sul mondo del lavoro
sfruttando vecchie tecniche e rendendo
attuali e utili sistemi dimenticati. Nelle parole degli organizzatori un
doveroso plauso per iniziative di queste portata che consentono di guardare al
futuro con un po’ di speranza
Settima edizione Festival per sentieri e remiganti
La settima edizione del Festival
per sentieri e remiganti vede la luce proprio nella giornata del primo di
maggio, una scelta fatta a caso forse ma il cui messaggio può essere utilizzato
in questa data dedicata al mondo di un lavoro che latita per vedere e per
rappresentare gli interessi dei diseredati, di coloro che soffrono e che ogni
giorno cercano di lottare per sopravvivere. Il simbolo di questa serie di
eventi è un passerotto, una figura esile forse, appollaiato su un filo spinato
simbolo di un mondo difficile, testimonianza di una lotta continua per evitare
di essere sopraffatti. La forza di andare avanti, la forza di non arrendersi,
la forza di sperare in un cambiamento positivo. Queste sono le parole e le
sensazioni che emergono dalle fotografie di Zizola, dai lavori della Coop
Agricola per l’utilizzo della terra per gli ultimi e tutto ciò non può che
trasmettere sensazioni positive perché in fin dei conti tutti noi siamo nati in
qualche posto di questa terra – Born Somewhere
Festival dell’Agnolotto
L’appetito verrebbe da dire vien
mangiando e così dopo il festival del risotto gli organizzatori hanno dato
fondo a un'altra portata tipica dei primi. In questo caso il principe o per
meglio dire il manicaretto d’eccezione è l’Agnolotto e il Tajarin, cucinato e
preparato in tutte le salse possibili e accompagnato con vini delicati che
stuzzicano il palato e che rendono gradevole il pasto. Il festival diventa
anche l’occasione per gli studenti degli istituti alberghieri per imparare, è
il caso di dire sul campo, segreti e astuzie che potranno diventare loro
compagne di lavoro. Gli chef si sbizzarriscono in cucina e mettono al servizio
degli avventori piatti di sicuro affidamento ad altre proposte particolari.
Portate che godono naturalmente dell’attenzione delle centinaia di visitatori
che hanno affollato i padiglioni del festival. E a questo punto non possiamo
che dare appuntamento a tutti i golosi per tutte le altre iniziative svolte
sotto l’egida del buon gusto
Monny B prossimamente sul Gambero
Una produzione All Around. Torna
in pista la nostra collega che dietro al bancone della sua cucina darà tanti
consigli sul cibo, ricette proposte e naturalmente una sguardo preferenziale al
territorio piemontese e non solo. Scopriamo con Monny e con il regista Stefano
Giovannini i segreti di questa produzione
Passaggi televisivi: Domenica 5
maggio alle ore 19,30 suGRP1 alle ore 23,30 su TELECUPOLE e alle 23,45 su GRP3,
Lunedì 6 maggio alle ore 14,30 su TELECUPOLE alle ore 15,30 su TELECUPOLE + 1,
alle ore 19 su GRP3 e alle ore 22,00 su GRP3, martedì 7 maggio alle ore 7,30 su
GRP3 e alle ore 8,00 su GRP 1 e alle ore 22.00 su Viva L’italia Channel Canale
Sky 879; mercoledì 8 maggio alle ore 13,30 su VIDEONOVARA; giovedì 9 maggio
alle ore18,30 su TELERITMO, venerdì 10 maggio alle ore 16 su GRP3 e alle ore
16,30; sabato 11 maggio alle 13 su TELECITY e alle ore 20,30 in replica su Viva
l’Italia Channel Sky 879
La normalità vince
Spesso per vincere si ha bisogno
di un icona di un leader che sia in grado, prendendo a piene mani dal suo
repertorio precedente, di impostare una filosofia vincente, in politica così
come nello sport si da quindi spazio a mostri sacri ma il paradosso o meglio i
casi della vita dicono che non sempre questa è la via corretta. Prendiamo il
calcio in finale delle coppe vanno squadre come Bayern e Chelsea che il
prossimo anno saranno allenate da mostri sacri come Guardiola e Mourinho,
mentre quest’anno i peones come Heynckes e Benitez sfatando qualsiasi mito le
hanno condotte in finale con buone possibilità di vittoria. Dove sta l’errore ?
Forse bisognerebbe puntare di più sulla filosofia e non sulle persone. I due
allenatori arrivati fino in fondo sono cultori di un lavoro di squadra, non
amano le primedonne e vogliono il gruppo. R Altri, vedi Mou, coltivano il mito
della propria persona ai limiti della divinità. Certo in passato hanno compiuto
imprese, ma la fortuna delle stesse è stata determinata magari dal altri
fattori. In un caso una pulce argentina di 1,67 metri; nell’altra da una
generose dote di fortuna a favore di un team che nei quarantacinque anni
precedenti aveva raccolto una collezione di figure da far invidia. Ora Bayern e
Chelsea vanno in finale con i favori del pronostico e forse potranno vincere l’ambito
trofeo. Se ci riusciranno per quelli che verranno dopo si prospetta un anno all’insegna
del malumore, far meglio è materialmente impossibile, far peggio non dovrebbe
essere così difficile. La stessa cosa si matura anche in tutti gli altri campi
dalla pubblica amministrazione alla politica per finire anche al giornalismo.
Non sempre è detto che chi ha notevole esperienza e un buon feeling possa
essere la persona giusta al posto giusto. Quello che bisogna sempre costruire è
un buon progetto e chi lo sa gestire, mettendo i giusti tasselli e anche un
buon nocchiero il resto vien da se
martedì 30 aprile 2013
Campioni d'Europa ??
In principio era Hoeness, poi
Rummenigge ha rincarato la dose, al di là del probabile monopolio futuro del
calcio da parte tedesca, la scivolata, modello entrata di Lahm, nella moralità
pubblica dei dirigenti irreprensibili del Bayern lascia decisamente di stucco.
Ma non erano gli italiani tutti pizza mandolino ecc. ?? Evidentemente no a
furia di dimostrare che sono i più bravi degli altri ci hanno superato anche
nelle nefandezze. E allora quali sono i modelli che uno sportivo dovrebbe
tenere in evidenza ??? I francesi no perché hanno i petrodollari arabi, vedasi
PSG, gli spagnoli men che meno, prima o poi scoppierà la bolla economica
spagnola e i club falliranno o andranno in recessione. La Germania si dimostra
uno specchietto per le allodole, forse solo l’Inghilterra tiene fede al
principio del far play, anche se nella City probabilmente il dialetto che si
parla proviene non da West Ham ma da Mosca. E allora vuoi vedere che forse i
tanto vituperati italiani sono quelli messi meglio. Una squadra a caso il Milan
ha impostato una stagione in cui ha rivoltato come un calzino la propria
struttura, ha puntato su giovani brillanti e con uno stadio di proprietà sul
modello di quello di Venaria – che potrebbe essere tra l’altro San Siro se l’Inter
converge su altre ipotesi - unita a una
oculata politica di marketing rischia di trovarsi in una vantaggiosissima
posizione. E senza Guardiola ma con un ottima gestione il Barcellona del futuro
(senza debiti) potremmo essere veramente noi. Pronti a dominare l’Europa
lunedì 29 aprile 2013
Prigionieri di una fede
Phil Goss non ha infierito negli
ultimi dieci secondi pallone in mano con la possibilità di sparare a canestro
ha percorso il campo zizzagando in una sorta di omaggio al destino di una
squadra che ieri sera pur priva di talenti e di numeri uno – a proposito che
peccato che Johnson non abbia voluto partecipare a questa festa – ha lottato
come una furia su ogni pallone cedendo con l’onore delle armi ad una compagine
che si trova al terzo posto nella regular season del campionato di basket. E
come nella resa dell’Amba Alagi con le Rifles Brigades che alla fine schierate
in assetto di guerra tributavano gli onori ai combattenti italiani capitanati
dal Principe Amedeo di Savoia duca d’Aosta che erano stati battuti in Africa
Orientale. Così ieri sera la squadra di Calvani ha testimoniato la discesa agli
inferi della serie GOLD della compagine laniera.
Quando si dice la nemesi
storica dal paradiso della semifinale scudetto all’epilogo sempre contro Roma.
Ma c’è un aspetto che vale la pena di sottolineare; il lungo sentitissimo
applauso scaturito al suono della sirena vale più di mille parole, un applauso
convinto da parte dei molti che quest’anno nonostante i rovesci sul campo hanno
comunque voluto manifestare la vicinanza alla società. Gli occhi lucidi dentro
e fuori del campo erano parecchi, era una sorta di tributo a un lungo progetto
che non è certo morto ma che si deve evolvere stretto da temi come crisi
economica e questioni di opportunità. I tanti giovani che calcavano il parquet
alcuni dal futuro assicurato, altri dal profilo incerto, guardavano allo
spettacolo consumato sulle tribune, e se la curva ha cantato a squarciagola per
tutto il match in modo davvero encomiabile, non meno appassionante è stata la
passione che emergeva e si vedeva dalla tribune.
Gli occhi lucidi di Renzi, il
pugno battuto all’altezza del cuore da Raspino, l’abbraccio tra Cancellieri e
Rochestie. Il capitano in mezzo al campo a fare da chioccia ai giovani e lui il
leone sloveno Jurak a calpestare tutti i metri possibili sul campo sono
elementi che danno la sensazione di un attaccamento ai colori, alla maglia e a
questa città che è encomiabile. Così come i sempre troppo poco citati uomini
dello staff che nella buona come nella cattiva sorte son sempre li ad
accompagnare il team dalla preparazione all’organizzazione, silenziosi e non
chiassosi, ma presenti e attenti.
Chi scrive è stato contagiato da questo
atteggiamento e ieri sera a fine partita non ha potuto che abbandonare i panni
del cronista sportivo per vestire quelli più semplici del tifoso fortunato, perché
vede le partite da bordo parquet e che orgogliosamente quando va in giro per il
Piemonte e spesso per l’Italia quando comunica la sua origine viene spesso
abbinato alla squadra di basket. Son proprio lontani i tempi in cui
frequentando l’Università a Milano l’origine era sbeffeggiata dall’imprinting
di Aiazzone, altri tempi e altre mode si dirà, ma il sottoscritto vorrebbe come
molti d’altronde tornare al Palazzetto e ritrovare lo spirito di un tempo. Io
ci sono
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