domenica 30 dicembre 2012

Biella c'è con il cuore mette sotto Milano per 45 minuti ma non basta


Se doveva esserci una risposta dalla squadra dal pubblico e da tutti questa sera la risposta c’è stata ed si è fatta sentire, Biella ha letteralmente fatto impazzire Milano per tre quarti, la scarsa lucidità al tiro nell’ultimo quarto ha consegnato agli annali una partita infinita, che ha avuto bisogno di due supplementari per finire alla fine lo score dice 99 a 96 per Milano ma che emozioni. Biella ha ritrovato i suoi giocatori, ma questa volta sotto la regia di Soragna, tornato il Magnifico, e con un abile rotazione di tutta la panchina effettuata da Cancellieri Biella ha dimostrato che in questo campionato può dire la sua. Milano ha portato a casa due punti per il suo campionato, ma ha denunciato carenze e amnesie in attacco e in difesa che sono state mascherate dai singoli: Langford a sprazzi, Bremer, Bourousis e soprattutto Gentile nell’ultimo quarto hanno dato a Milano quel qualcosa in più che ha indirizzato la partita.

E’ un palazzetto molto caldo e dalla parte della squadra quello che si presenta questa sera al Forum, gli eventi degli ultimi giorni dopo Brindisi hanno lasciato il segno la squadra è attenta anche nell’ultimo allenamento prima della partita. E’ un quintetto rinnovato quello che prende il campo per Biella Soragna e Jurak si vanno ad aggiungere ai tre americani rimasti Mavunga, Trey Johnson e Robinson. Scariolo risponde con Langford, Bremer, Bourousis, Hairston e Fotsis. Biella parte forte e concentrata, partita in sostanziale parità fino al quinto 9 a 8 per Biella, ma poi l’inerzia della partita grazie a uno strepitoso Jurak autore di 8 punti va per Biella che chiude il primo tempo in vantaggio di otto punti. Nel secondo quarto anche Laganà poco utilizzato quest’anno diventa parte integrante della partita con sei punti ma soprattutto molta reattività in campo. Milano è troppo brutta per essere vera, sbaglia giochi da 24, solo Bourousis con 17 punti all’intervallo è l’unico che tiene a galla la squadra che va sotto di undici dopo essere stata anche a meno 17. C’è bisogno di una svolta per Milano e Scariolo la trova in Langford e Gentile, Milano gioca una pallacanestro essenziale più guardinga, per Biella diventa difficile segnare il terzo quarto si chiude in sostanziale parità dopo che l’Angelico aveva cercato di allungare ancora. Emblematico l’inizio dell’ultimo quarto con Milano che in un minuto spreca quattro occasioni sotto canestro, Biella comincia ad andare in deficit di ossigeno, la palla scotta tremendamente, si sbagliano facili appoggi Milano pazientemente ricuce ma è Gentile a dare la scossa, sembra un furia, undici punti ma è in ogni parte del campo. Biella va presto in bonus e questa particolarità purtroppo segna l’ultimo quarto in negativo per i lanieri. A 35 secondi dalla fine Langford impatta sul 76 pari che segna anche la fine del match. Sono decisivi i supplementari ma uno solo non basta, solo sei punti nel primo Gentile contro Biella, ma molte le palle perse da una parte e dall’altra. Nel secondo è una lotta dalla lunetta in cui Milano si dimostra più concentrata di Biella, gli errori di Mavunga e di Robison saranno alla fine decisivi. L’ultima emozione a fil di sirena la regala Robinson il cui tiro da tre si ferma sul ferro. Tre supplementari sarebbero stati troppi, certo è che Biella c’è, per i risultati bisogna aspettare il prossimo anno.

Angelico Biella – Emporio Armani Milano 96 – 99 (21 – 13; 46 – 35; 61 – 50; 76 – 76; 82 – 82)

Angelico Biella: Jurak 11, Renzi 7; Soragna 13, Raspino 2, Laganà 8, Jaramaz 10, Mavunga 10, Johnson 10, Uglietti n.e., Chrysikopoulos 3, De Vico0, Robinson 16. All. Cancellieri

Emporio Armani Milano: Giachetti 0, Stipcevic n.e., Hairston 13, Fotsis 8, Picarelli n.e., Chiotti 2, Bourousis 13, Melli 5, Bremer 5, Langford 27, Gentile 24, Basile 2. All. Scariolo

sabato 29 dicembre 2012

Biella: ora ci vogliono cuore e polmoni


 
Fulmine a ciel sereno una scelta probabilmente dettata per dare la scossa all’ambiente ha messo alla porta tagliandolo Brackins uno dei più talentuosi visti a Biella in questa stagione ma che non si è ancora ripreso dopo l’infortunio alla mano. Che la Pallacanestro Biella sia a una svolta è un dato di fatto, la partita contro Brindisi ha lasciato più di una ferita. Gioco troppo individuale e poco di squadra è l’accusa che piove da ogni parte. E la società è intervenuta sollevati dalla responsabilità sia Atripaldi che Cancelleiri che godono della fiducia di Angelico si è andati sulla strada. Brackins la prima vittima, ma Robinson potrebbe essere la seconda, tanto forte in allenamento quanto fragile durante la partita non sa leggere i momenti topici della gara perdendosi alle prima difficoltà. Rischia anche il greco mai nelle corde delle partite e levato letteralmente dal campo dopo il primo tempo contro Brindisi. Promozione probabile nel quintetto base per due comprimari costretti ad aumentare le loro chance a servizio della squadra come Raspino e Jurak. Pacifico che si debba tornare sul mercato Giacchetti rimane una prima scelta ma se ne parlerà in settimana come ammette Atripaldi. Altri nomi papabili sono quelli di PinkNey, Wilson e Kakiousiz ma la realtà vera è che la società si aspetta una risposta da parte di tutto il roster. Qulla contro Milano corre il rischio di diventare una partita senza appello non tanto per il risultato quanto per l’impegno. Società e Curva vogliono giocatori che lottino fino alla fine poi si può anche perdere. Fischio d’inizio ore 18.15 domani sera

venerdì 28 dicembre 2012

Comunque vada sarà un successo: scelgo Costanza e Andrea

Domani festa di popolo e scelta democratica per i candidati da mandare in parlamento, nonostante una legge elettorale infame, un partito serio ha dato finalmente mandato ai propri elettori di scegliere i candidati che concorreranno per il Parlamento. In un momento di delusione per il comportamento dei partiti, sempre più distanti dalla esigenze della gente è tempo di cambiare metodo e di dare fiducia a persone nuove che portino anche una ventata di novità nella gestione della cosa pubblica. A livello locale sei i candidati tutti degnissimi di correre ma la mia scelta personale va nell’ottica di un rinnovamento generazionale, dando fiducia a due persone conosciute che mettono passione in quello che fanno, provengono anche da storie differenti. Ma queste storie hanno fatto un partito nuovo che dovrà degnamente rappresentare  le istanze del popolo di centrosinistra per questo motivo la mia scelta ricadrà su Costanza Mottino e Andrea Stroscio

L'Accademia della Crusca Svedese: slatanizzare

Si sa cultura e arte pedatoria hanno poco da spartire ma una sorprendente ricerca di un istituto svedese di cultura ha messo in evidenza come Slatanare sia diventato un verbo, un verbo forte dedicato a chi non si arrende a chi continua a lottare per la vittoria finale. Un doveroso, credo, omaggio alla sensibilità della Svezia per il loro calciatore simbolo di questi anni. Io purtroppo quando penso alla Svezia ricordo il Gre – No – Li ma sarò indubbiamente un nostalgico con quel trio svedese. Non me ne voglia Slatan ma abbiamo dominato il mondo allora conosciuto e credo che il record del pompierone svedese Gunnar rimarrà imperituro ancora per parecchi anni. Credo invece che questa sovrapposizione culturale si presti ad altri epiteti e ad altre considerazioni, pensate ad esempio al verbo patteggiare chi vi viene in mente (Conte n.d.r.) per esempio il sostantivo onestoni: potrebbe essere immesso nell’Accademia della Crusca a favore di una nota squadra di Milano che ha nel serpentello il suo simbolo. I simboli credo si sprecherebbero e anche accezioni semantiche e linguistiche. Ci pensate a un futuro in cui per fermare qualcuno potremmo usare il verbo yepesizzare, oppure guardando a prospettive geometriche in un cantiere potremmo parlare di montolivizzare e quando dovremmo chiudere un affare questo sarà elsharawizzato. Occhio però a non abusare di questi termini prima che qualcuno riesca a rubentizzarli (ah questo c’è già peccato).

giovedì 27 dicembre 2012

Biella che succede ??

Sono passate dodici  giornate poche vittorie solo tre e nove sconfitte il gioco un po’ involuto, troppi cambi che non hanno permesso di trovare ancora un assetto ottimale e un rapporto deteriorato con la curva che in questa stagione ha già lanciato messaggi ad alta voce più di una volta. Ma cosa succede a Biella ? Analizziamo con calma: partiamo dal roster. Biella è sempre stata fucina di talenti e di scoperte di giocatori che hanno poi imperversato sia nel nostro che in altri campionati. Quest’anno la scelta è caduta su quattro americani all’inizio che forse non hanno reso come dovuto. Dei quattro arrivati a luglio/agosto quello che ha reso potenzialmente di più è sicuramente Brackins, anche se qualche infortunio nelle ultime settimane non ha permesso una migliore qualità. Moore è stata una meteora che ha ingenerato confusione nel gioco di Biella ma la dirigenza lo ha sostituito portando all’ombra del Mucrone un talentuoso Trey Johnson che alla lunga sarà l’alfiere su cui costruire la salvezza. Mavunga non ha ancora reso all’altezza di quello che è il suo valore, mentre Robinson soffre tremendamente il Forum, ai primi errori si perde e i fischi del pubblico non aiutano. Il talento greco poco utilizzato per infortuni lo scorso anno è un po’ l’oggetto misterioso vera croce e delizia di Cancellieri in questa stagione. Soragna fuori per un lungo infortunio è appena tornato ma con la sua presenza in campo l’esperienza della squadra non potrà che migliorare. Renzi è ancora da vedere e valutare ma qui forse l’errore, se c’è stato, è che è arrivato dopo lunga tribulazione perdendo tempo prima con Cuccarolo e poi con Chiacig. Jaramaz e Raspino sono dei buoni comprimari al pari di Jurak (forse un po’ troppo nervoso – ma è normale quando non arrivano i risultati) Una squadra più forte di quella dello scorso anno ma che non ha ancora potuto  rendere appieno sia per infortuni che per opportunità di gioco comune.  Sul fronte tecnico Cancellieri non si discute, sa leggere bene la partita trovando il giusto assetto potrà risalire la china. Il pubblico quest’anno è più insofferente dello scorso anno, i cori Coleman si sono susseguiti più di una volta anche in trasferta e di certo non aiutano, almeno ora che siamo solo a un terzo del campionato. La dirigenza cambiata nel corso della stagione è passata da Forni a Angelico ma di fatto mantiene la sua ossatura e l’esperienza degli anni precedenti e sta alla finestra in attesa di tempi migliori. E’ ancora presto per fare processi e pubbliche reprimende, la novità di Biella è rappresentata dal fatto che non c’è ancora una forte personalità di squadra e i risultati tardano ad arrivare per i problemi evidenziati in precedenza, ma la base è buona. Bisogna solo avere pazienza non drammatizzare e stare tutti insieme giocatori pubblico e società. Domenica scorsa alla fine della partita si è tenuto un summit in cui ci si è guardati in faccia per più di un’ora. Le risposte non dovrebbero tardare ad arrivare anche se domenica sera al Forum c’è Milano partita quest’anno per sbancare il campionato e invece arenata sulle sabbie mobili della mediocrità. Lo scorso anno fu una delle partite più belle viste al Forum, quest’anno ci si accontenterebbe di portare a casa i due punti per il resto c’è tempo.

mercoledì 26 dicembre 2012

Pato - fenomenologia di un ex-campione

Era una domenica sera di gennaio, era il 2008 faceva freddo, e a distanza di un mese eravamo diventati la squadra più titulata al mondo, il Boca come il Liverpool aveva assaggiato la nostra tremenda vendetta. Il gioiellino comprato con lungimiranza da chi aveva scoperto Kakà parlava di un talentuoso ragazzino non ancora maggiorenne che faceva mirabilie in allenamento. Quella stagione la squadra faceva fatica a ingranare in casa ma quella sera era magica. Berlusconi aveva iniziato la sua campagna elettorale a San Siro blandendo gli elettori napoletani, ma in campo fu un'altra cosa un roboante 5 a 2 con ultimo goal del Papero che cominciava a prendere confidenza con quello stadio. Di fatto quella rete sancì la fine del rapporto tra il Milan e Gilardino che difatti abbandonò a fine stagione. Si aprivano le porte per un nuovo idolo che avrebbe rivoluzionato le classifiche dei marcatori, rapidità e velocità le sue armi, la leggerezza dei suoi movimenti era uno spettacolo. La rete si gonfiava con continuità. Eppure in questi anni i successi sono stati pochi, se non fosse arrivato Ibra difficilmente avremmo vinto uno scudetto. Di partite memorabili ce ne sono state poche: la vittoria di Madrid, il goal a Barcellona e all’Inter dopo pochi secondi. Nei momenti topici però scompariva. E poi gli infortuni tanti, seriali, troppi, più presente sulle cronache rosa che in quelle sportive. Una barzelletta quella dei malanni fisici, al minimo movimento un crack, tenuto e realizzato non importa. Un rapporto deteriorato e ora forse giunto al capolinea. Il calcio a volte è strano ti regala qualità ma poi ti relega ai confini dello sport pedatorio. Forse è una questione di carattere, più psicologico che altro un ragazzo cresciuto troppo in fretta che ora torna forse in Brasile per ritrovare se stesso, Rolando e Adriano non ci sono riusciti, a lui non possiamo che augurargli di riuscire a tornare quella promessa che era.

domenica 23 dicembre 2012

Natale amaro per l'Angelico, Brindisi domina 94 a 59


Peggior Natale per l’Angelico Biella non poteva esserci, al termine di una gara a senso unico, L’Enel Brindisi porta a casa due punti meritati frutto di una lezione di basket che non ammette discussioni, mattatori della serata l’ex Viggiano rifiorito da quando non gioca più al Forum Mvp della serata con un 25 di valutazione frutto di 23 punti totali anche se il migliore a livello personale per la qualità dei suoi tiri è senza ombra di dubbio Gibson autore di un fantasmagorico 7 su 8 da tre che la dice lunga sulle capacità offensive di Brindisi. Di Biella rimane decisamente ben poco, il rientro di Soragna non è stato certo fortunato i 21 minuti in campo risentivano di una certa ruggine che era pensabile dopo mesi di inattività. Quello che fa rumore al Forum è la contestazione dei tifosi non una novità quest’anno che era già esplosa nelle prime partite e che si è fragorosamente manifestata nel terzo quarto e che ha avuto il suo epilogo nel quarto con l’abbandono dei tifosi della curva Barlera che hanno lasciato i seggiolini desolatamente vuoti incitando i giocatori a cambiare mestiere. Coach Cancellieri era chiaramente basito del comportamento dei suoi che hanno decisamente mollato all’inizio della ripresa. Le cifre sono impietose pochi rimbalzi, pochi falli subiti e un amnesia al tiro e nelle soluzioni cercate. La speranza per i tifosi di Biella è che si sia trattato di una brutta pagina da voltare decisamente in fretta anche se il prossimo avversario sul parquet di Biella si chiama Milano non propriamente un cliente facile

Ma veniamo all’incontro Cancelieri schiera Mavunga Robinson Johnson Chrysikopoulos e Brackins Bucchi si affida a Viggiano Robinson, Reynolds Simmons e lo spauracchio Gibson pronti e via ed è il forte americano di Brindisi a cominciare il bombardamento da tre ma per tre minuti la partita è in sostanziale parità poi dopo una tripla di Viaggiano a fil di sirena dei 24 secondi si apre un primo parziale di sette a zero per Brindisi che spinge Cancellieri a chiamare il time out. Al ritorno in campo il Robinson biellese mette da tre ma Gibson ristabilisce le distanze. Biella va in confusione, la palla circola male, la difesa non è ben registrata mentre Bucchi può contare su una batteria da fuoco immensa. Ai primi dieci minuti il responso dice che Biella è sotto di nove. Biella mette l’acceleratore nel secondo quarto ma è un po’ arruffona, entra anche Soragna ma si vede che non è serata, la reazione di Biella porta anche a un parziale di 8 a zero che spinge Bucchi a chiamare il time out. Perfino Ndoja azzecca delle triple e Fultz ruba palla a Robison il vantaggio rimane sui dieci punti per Brindisi. Reynolds e poi Gibson e in chiusura Viggiano scavano il solco del più quindici. Chrysikopoulos uscendo viene sonoramente fischiato. Ti aspetti la reazione di Biella e invece sui blocchi Brindisi aumenta l’intensità e anche i canestri il vantaggio il conta punti è impietoso prima venti poi trenta i punti di divario, non c’è praticamente più partita Biella sbaglia le cose più elementari mentre Brindisi passeggia dominando i lanieri su tutto. La brutta serata viene conclusa sotto i fischi del pubblico che accompagnano i giocatori sotto al tunnel verso gli spogliatoi. Sarà sicuramente un Natale amaro per Biella ma per fortuna si rigioca quasi subito anche se occorre ala svelta un cambio di passo

 

Angelico Pallacanestro Biella – Enel Brindisi 59- 94 ( 14 – 23; 30 – 45; 46 – 72)

Angelico: Jurak 2; Renzi 2; Soragna 5; Raspino 8; Laganà n.e.; Jaramaz 2; Mavunga 8; Chrysikopoulos 0; Novello n.e.; Brackins 4; Robinson 11

Brindisi: Viggiano 23; Reynolds 7; Formenti n.e.; Fultz 6; Ndoja 13; Simmons 2; Zerini 0; Gibson 25; Grant 8

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...