Si sa cultura e arte pedatoria hanno poco da spartire ma una sorprendente ricerca di un istituto svedese di cultura ha messo in evidenza come Slatanare sia diventato un verbo, un verbo forte dedicato a chi non si arrende a chi continua a lottare per la vittoria finale. Un doveroso, credo, omaggio alla sensibilità della Svezia per il loro calciatore simbolo di questi anni. Io purtroppo quando penso alla Svezia ricordo il Gre – No – Li ma sarò indubbiamente un nostalgico con quel trio svedese. Non me ne voglia Slatan ma abbiamo dominato il mondo allora conosciuto e credo che il record del pompierone svedese Gunnar rimarrà imperituro ancora per parecchi anni. Credo invece che questa sovrapposizione culturale si presti ad altri epiteti e ad altre considerazioni, pensate ad esempio al verbo patteggiare chi vi viene in mente (Conte n.d.r.) per esempio il sostantivo onestoni: potrebbe essere immesso nell’Accademia della Crusca a favore di una nota squadra di Milano che ha nel serpentello il suo simbolo. I simboli credo si sprecherebbero e anche accezioni semantiche e linguistiche. Ci pensate a un futuro in cui per fermare qualcuno potremmo usare il verbo yepesizzare, oppure guardando a prospettive geometriche in un cantiere potremmo parlare di montolivizzare e quando dovremmo chiudere un affare questo sarà elsharawizzato. Occhio però a non abusare di questi termini prima che qualcuno riesca a rubentizzarli (ah questo c’è già peccato).
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