Nella storia della seconda guerra mondiale sono molteplici
gli episodi che a volte al limite della farsa hanno determinato il corso e le
pieghe della storia. Non fa caso a parte Joan Pujol Garcia, spagnolo, con il
vezzo di voler fare la spia. Cerca di farlo aiutando i britannici che lo
respingono e allora lui si offre ai tedeschi per poi fare il doppio con gli
stessi inglesi. Il fatto curioso è che all’inizio redige falsi report sull’Inghilterra
rimanendo distante migliaia di chilometri, si inventa persino una rete di
collaboratori, ben 27, che sono a libro paga e i tedeschi gli credono pagando a
pie di lista. Prende alcune precauzioni ma di fatto si rimane basiti nel vedere
con quale presappochismo i tedeschi credano alle sue rivelazioni. Micidiale
quando nel suo report di Glasgow dice che gli abitanti sono disposti a
qualsiasi cosa per un litro di vino ! Vino !!!???. Il suo apice è lo sbarco in
Normandia, le informazioni sullo sbarco sono veritiere ma vengono ritardate
fino all’ultimo di fatto rendendole di fatto inservibili. Su altro aspetto
invece fornisce dati che insospettiscono i tedeschi che credono fino all’ultimo
che la Normandia sia solo un diversivo 25 divisioni fantasma sarebbero in teoria
pronte a prendere terra a Pais de Calais, divisioni che non esistono. Arabel il
nome in codice di Garcia non viene mai scoperto e a parte l’ingente
quantitativo di denaro che la Germania gli scuce vien pure premiato a fine
guerra sia dagli Inglesi che dai tedeschi. Troppe le cose non dette e così
emigra in Venezuela dove trova la morte nel 1988 chissà con quali segreti
nascosti, oppure no.
domenica 6 novembre 2022
Arabel il doppiogiochista che ingannò i tedeschi
sabato 5 novembre 2022
Vince il Green Project contro un Orange con troppe assenze
Disco rosso per l’Orange Futsal Asti che con il Città di
Mestre griffato Green Project Agency incappa nella seconda sconfitta
consecutiva esterna, la terza di questo campionato contro compagini venete. Ma
se contro lo sporting Altamarca la sconfitta era stata meritata qualche
rammarico per questa sfida rimane soprattutto per le assenze che Dodo Morellato
ha dovuto patire in questo match. Senza Da Silva squalificato per il doppio
cartellino rimediato contro la squadra ligure martedì scorso e con Ibra ancora
ai box, si sono sentite le assenze di Mendes e Vitellaro. Quattro giocatori
regalati ai veneti sono tanti che pur privi di Leandrinho hanno messo in campo
giocatori di esperienza come Mazzon, Bellomo, Urio e Del Gaudio, giocatore che
ha un grande feeling con il goal. La partita si era messa bene con l’espulsione
di Bordignon che aveva permesso a Scavino in superiorità di andare in vantaggio,
il Green Project non finalizzava un rigore con Juanillo, grandissimo Tropiano,
poi un uno due mortifero con Del Gaudio e Mazzon mettevano i padroni di casa
avanti, Rasero impattava e poi dopo una grande azione Ramon sfiorava una rete
da favola ma sul rovesciamento di fronte Bellomo suggellava il vantaggio per la
squadra di casa. Del Gaudio e Bellomo sempre loro nella ripresa mettevano
distanza e negli ultimi minuti altre tre segnature chiudevano il punteggio sul
7 a 3 finale, forse ingeneroso per Celentano e compagni, ma visti i risultati
maturati, a parte Verona, che viaggia col vento in poppa, in questo campionato
ogni giornata è a se stante. Sabato prossimo sarà derby piemontese con Elledi ma
si gioca al Palabrumar.
Green Project Agency vs Orange Futsal Asti 7 – 3 ( 3 -2pt)
Marcatori primo tempo : 4’51” Scavino (o) 9’09” Del Gaudio
(G) 13’09” Mazzon (G) 14’ 38” Rasero (O) 18’03 Bellomo (G)
Marcatori Secondo Tempo 6’25” Del Gaudio (G) 9’06” Bellomo
(G) 14’36 Del Gaudio (G) 15’21 Ramon (o) 18’11 Del Gaudio (G)
martedì 1 novembre 2022
Un Orange spettacolare infiamma il Palabrumar nei secondi finali
Se si doveva riscattare la brutta battuta d’arresto contro lo
Sporting Altamarca con una prova di altissima qualità l’Orange Futsal ha
centrato l’obiettivo. Vincere a 8 secondi dalla fine ha un sapore dolcissimo soprattutto
contro una squadra zeppa di campioni e costruita per centrare il grande salto
nella massima serie. Un tarantolato Morellato in panchina si gusta un successo
che proietta la sua squadra al quarto posto del girone e aggiunge uno scalpo
prestigioso al suo carnet. Gli Orange affrontano la partita con il piglio
giusto, guardinghi quanto basta e pronti a far male dopo aver difeso con un
pressing tuttocampo. E’ Da Silva ad aprire le danze ma è un super Curallo a
dare certezze con una prodezza delle sue. Quando Da Silva fugge alla guardia di
Salamone e deposita al centro per il più classico degli autogoal, il pubblico
del Palabrumar non crede ai suoi occhi. I liguri passano subito al portiere di
movimento e il gioco da i suoi frutti ma Tropiano viene battuto solo da
Boaventura su rigore. All’intervallo la squadra di casa comanda 3 a 1 ma la
ripresa, parole del DG Caccialupi corre il rischio di essere lunghissima. Detto
fatto la Sampdoria entra con una grinta eccezionale che la porta subito a
dimezzare lo svantaggio con Saponara e a sfiorare il pareggio in più occasioni.
Ma il pressing è un arma a doppio taglio e così Curallo soffia il pallone e si
presenta a tu per tu con Lo Conte beffandolo. Partita in ghiaccio macchè Boaventura
con la complicità di uno stinco astigiano la riapre immediatamente ma ci pensa
Ramon con i suoi dribbling e i suoi tiri a indirizzarla per il 6 a 3.
Nuovamente il portiere di movimento e prima Reynoldi e poi Ortisi portano i liguri
a giocarsi l’ultimo minuto al cardiopalma, quando a 50 secondi dalla fine Da
Silva prende il secondo giallo, anche il più ottimista dei tifosi in tribuna si
rassegna e invece pur in inferiorità numerica Scavino recupera un pallone che
consegna al geometra Ramon che disegna una parabola imprendibile da 30 metri
che si deposita al sette. Esplode la torcida Orange e la felicità incontenibile
della panchina. Una vittoria meritata e di peso, ora bisogna dare continuità e
sabato è già alle porte per una nuova trasferta veneta.
Orange vs Sampdoria 7 - 5 ( 3 -1 pt)
Marcatori primo tempo: 4’56” Da Silva (O) 8’29” Curallo (o) 12’24” Da Silva (o) 15’00”
Boaventura (s)
Marcatori secondo tempo: 53” Saponara (S) 6’50 Curallo (o) 7’02 Saponara (S) 7’33” Rasero (O) 9’05 Ramon (o) 14’46 Reynoldi (s) 19’00” Ortisi (S) 19’52”
Ramon (o)
Ammoniti: Foti e Galan (s) Ramon e Da Silva (o)
Espulso Da Silva doppia ammonizione
lunedì 31 ottobre 2022
film e didattica il caso di In Westen nichts neues
Un film ha sempre il suo fascino,
ma quelli di guerra, se fatti bene, sono decisamente didattici. Netflix ha
proposto la nuova versione di Niente di nuovo sul fronte occidentale dedicato
alla fine del conflitto tra Francia e Germania questa pellicola non fa
eccezione e presenta una sfaccettatura unica del sentimento che prende gli
uomini di trincea. Da una parte il facile entusiasmo, la bella guerra e la
bella morte che facevano da prologo nel 1914 alla guerra di movimento rapida in
cui i giovani di belle speranze andavano a schiantarsi contro gli shrapnel dei
nemici. La gioia per la facile impresa viene meno quasi subito. L’orrore del
sibilo del mortaio, il fragore della bomba che ti scoppia all’improvviso di
fianco, il fischio della pallottola che ti manca per pochi millimetri ti fa
sembrare un sopravvissuto o, per meglio dire, un fortunato, e queste sono le
sensazioni a volte inespresse nei non racconti che il nonno Beppe mi faceva
percepire. L’ansia dell’attesa, il fango che ti penetra nei vestiti, il sangue
spesso non tuo che ti sporca la divisa, gli ordini improbabili e l’assenza di
umanità. Sono immagini crude quelle che emergono dalla visione del film, un
pugno nello stomaco potente che presenta la quotidianità e la crudeltà dell’atto
bellico, come quando vengono scavate le fosse comuni in cui seppellire
centinaia di uomini e su di esse cala la calce ristoratrice per evitare epidemie.
C’è tutto in questo film, come nel romanzo, compreso l’epilogo che vede i
comandanti ancora schierati col piglio ottocentesco che sprezza il valore del
singolo uomo, che manda i propri reparti a morire a pochi minuti dall’armistizio.
Didattico, preciso, utile, didascalico per certi versi. Nell’era moderna in cui
video e fotografia valgono più di mille scritti da proiettare nelle scuole per
far comprendere appieno anche la stupidità della guerra
domenica 30 ottobre 2022
Giornata no per gli Orange ma martedì si torna subito in campo
“Giornata no. Sotto ogni punto di
vista, ci è mancata gamba e lucidità nelle scelte. Loro ci son stati superiori
sotto ogni aspetto, tecnico - tattico ma soprattutto sul piano dell’intensità e
della spinta”. Le parole sono di Dodo Morellato, head coach e raccontano della
sconfitta maturata dagli Orange contro lo Sporting Altamarca in terra veneta. Una
partita di rincorsa giocata in modo perfetto dallo Sporting che non ha permesso
a Celentano e compagni di riuscire ad avere ragione del gioco aggressivo e asfissiante
di Ouddach e compagni. Un primo tempo in cui la partita è stata subito in
salita, il tiro dell’attacco veneto è stato deviato battendo imparabilmente Tropiano
per la rete dell’1 a 0 che ha di fatto indirizzato il match. Gli attacchi
successivi Orange si sono andati a infrangere contro il muro eretto davanti a
Miraglia, poi su contropiede Delmestre ha sigillato i primi venti minuti. Nella
ripresa dopo il 3 a 0 di fatto la partita si è chiusa e l’uso del portiere di
movimento non ha modificato l’esito della contesa. Martedì si torna in campo al
Palabrumar contro la Sampdoria, fischio d’inizio alle ore 16
Sporting Altamarca vs Orange 5 –
0 (2 -0 pt)
Marcatori 2 Delmestre 1 Ouddach,
Rosso Maltauro
giovedì 27 ottobre 2022
Bollettino 887 il doppio comunicato stampa su Caporetto. Mestieri difficili di un tempo: l'addetto stampa dell'esercito
28 ottobre 1917 il Comando
italiano emette il bollettino di guerra numero 887, si tratta del documento
ufficiale che certifica la sconfitta a Caporetto e da l’idea della ritirata
verso il Tagliamento e poi verso il Piave. Il bollettino era il documento
ufficiale giornaliero che certificava i movimenti di truppe e sanciva in modo
preciso vittorie e sconfitte. Era il comunicato stampa che prendeva le mosse
per informare se non esaustivamente in modo sinergico l’andamento della guerra.
Duro il compito dell’estensore del documento che andava in contro a mille
controlli e a volte anche a censure preventive e postume nell’accontentare la
platea dei giornalisti a cui era indirizzato ma anche le indicazioni politiche
militari da seguire. Proprio del 887 ne vengono certificate due varianti la
prima, molto bellicosa, di Cadorna, che identifica i colpevoli della sconfitta:
«La mancata resistenza di riparti della 2ª Armata vilmente
ritiratisi senza combattere o ignominiosamente arresisi al
nemico, ha permesso alle forze austrogermaniche di
rompere la nostra ala sinistra sulla Fronte Giulia. Gli sforzi valorosi delle
altre truppe non sono riusciti ad impedire all'avversario di penetrare sul
sacro suolo della Patria”.
La seconda decisamente più
edulcorata: «La violenza dell'attacco e la deficiente resistenza di
taluni riparti della 2ª armata, ha permesso alle forze
austrogermaniche di rompere la nostra ala sinistra sulla Fronte Giulia. Era
stata richiesta dallo stesso Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando.
La dimostrazione che il comunicato stampa bollettino elaborato dalla politica cercava di non inimicarsi la platea dei militari e di fatto di dare il benservito allo Stato Maggiore dell’esercito fin li operativo. Per un curioso caso del destino entrambe le veline uscirono non si sa se il secondo con la dicitura, il seguente comunicato annulla il precedente. In ogni caso a essere bannato fu Cadorna
domenica 23 ottobre 2022
Il trip advisor di Montesquieu
24 ottobre del 1728 stiamo
parlando di tre secoli orsono i giovani rampolli nobili andavano in giro per l’Europa
per fare esperienza tra questi Montesquieu filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. considerato il fondatore della teoria politica
della separazione dei poteri. Ebbene scrisse un libro
sul suo viaggio in Italia e si soffermò in modo particolare su Torino
Torino è una città ridente,
piccola, sebbene ingrandita dal padre del Re e dal Re dopo l’assedio; i nuovi
quartieri sono stati tirati a filo […] piccola città, poche case; poca gente
per le strade. […] Insomma Torino è piccola e ben costruita: è il più bel
villaggio del mondo.
Così scriveva nel 1728
Montesquieu, a conclusione del lungo passo del suo Viaggio in Italia dedicato
alla capitale sabauda. In queste poche
righe sono sinteticamente raccolte le sue impressioni su Torino: una città di
piccole dimensioni, un po’ provinciale, dalla popolazione non troppo numerosa,
che si distingueva per l’ordine e la regolarità del tessuto urbano e l’eleganza
dei suoi palazzi, soprattutto nelle nuove aree edificate dopo gli ampliamenti
avvenuti tra la seconda metà del Seicento ed i primi decenni del xviii secolo.
Palazzo reale una delle costruzioni più belle e importanti da vedere.
La vita in città gli appariva noiosa: i torinesi si
mostravano tristi e poco ospitali; riservati ed orgogliosi fino alla scortesia
i magistrati. Soffocante il clima a corte, ove la nobiltà non aveva modo di
sottrarsi al controllo del sovrano.
Concludeva
Montesquieu: Non vorrei essere per nulla suddito di questi piccoli principi!
Sanno tutto quello che fate, vi hanno sempre sotto gli occhi, conoscono
esattamente le vostre rendite, trovano modo di farvele spendere, se ne avete
molte […]. È molto meglio essere sperduti negli Stati di un grande padrone.
Insomma non ci facemmo una gran bella figura tutto sommato e
il trip advisor di Montesquieu non sarà sicuramente piaciuto a Vittorio Amedeo
di Savoia, e poi suvvia i francesi avevano ancora il dente avvelenato per l’assedio
di Torino del 1706. Quindi tutta colpa di Pietro Micca
Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931
I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...
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(fonte www.arkistudio.eu) TUA MADRE E’ MORTA La parola Collegio ha sempre evocato nelle menti di tutti una connotazione negativ...
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D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
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Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...


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