martedì 7 gennaio 2014

il brodino


Partita decisamente brutta quella tra Milan e Atalanta, una delle peggiori viste a San Siro negli ultimi anni, la faccia del neo milanista Hondà la diceva lunga sulle capacità tecnico tattiche del maestro di caciucco. Risultato decisamente bugiardo un 3 a zero troppo rotondo con una squadra orobica che ci ha messo alla frusta, cinque nitide palle goal e un goal annullato per una leggerissima spinta. Ma il convento questo passa e allora godiamocela questa vittoria per le due segnature del Bambino d’Oro, la prima che ha ricordato i bei tempi, la seconda con l’involontario assist di Robinho oramai a suo agio nei panni di Calloni. E soprattutto la bordata dal limite dell’area del baby Cristante che spalanca nuove opportunità per la prima squadra. Lasciando perdere il campionato, se giriamo alla boa con 25 punti, dovremmo decisamente salvarci l’attenzione è ormai tutta puntata per il prossimo 21/22 gennaio, se come pare si riesce a battere lo Spezia ci si appresta a vivere un quarto di finale di Coppa Italia contro gli odiati cugini, quindi più che l’improbabile ottava di Champions, destinati a subire i conchoneros, una eventuale vittoria nei quarti contro il Palacio sarebbe cosa gradita in una stagione disgraziata. Come ieri un brodino ma un po’ più saporito.

Il mio personale parere sulle Amministrative di Biella


Elezioni amministrative alle porte e come sempre succede ridda di ipotesi, schieramenti, alleanze e candidature sono i temi che vengono affrontati quotidianamente da tutti gli organi di stampa. Per cui può capitare che siamo inondati da diktat, proclami e promesse da parte di persone che forse non ne avrebbero nemmeno titolo. Un clima da vecchia repubblica quali appartengono queste persone che pensano in tal modo di condizionare trattative e incontri e facendo intravedere atteggiamenti e processi da vecchia politica.  

Il Partito Democratico ha al suo interno le persone e il percorso ideale per costruire l’amministrazione 2014/2019. Il candidato ideale, e chi mi conosce sa che lo dico da tempo, si chiama Nicoletta Favero, attuale senatrice, di area centrista, con un esperienza importante come assessore in città con deleghe pesanti all’istruzione e ai servizi sociali. Sarebbe la persona ideale in grado con la sua presenza e la sua partecipazione alla vita attiva della città a riunire sotto di se le migliori forze di centro sinistra. 

Mi auguro vivamente che il nostro Partito tenga in seria considerazione questa opportunità, che sarebbe anche quella di avere una donna finalmente alla guida della città. Parliamo sempre di pari opportunità sarebbe una vera occasione. Non esistono poi le categorie perfette per amministrare, non è assolutamente vero che basta aver fatto il sindaco in un comune, anche piccolo, per avere in se i geni della gestione amministrativa. Chi lo dice ? Perché ad esempio chi viene dalla società e magari fino al giorno prima ha fatto l’avvocato non può avere le stesse caratteristiche. Quello che conta comunque alla fine è il percorso con cui si arriva al risultato finale, meno personalismo e più gruppo, ma sotto questo punto di vista credo che il Partito Democratico biellese non debba prendere lezioni

domenica 5 gennaio 2014

Nessun alibi chi è forte vince


Nel calcio come nella vita la tipica filosofia dei vari team è quella del potevamo vincere ma l’hanno impedito, c’è sempre un disegno oscuro alle spalle pronto a sovvertire i tuoi desiderata, pronto a colmare il mare delle illusioni perdute con certezze assolute. Hai preso un rigore che non c’ea, colpa della dietrologia, hai segnato ma l’arbitro non ha visto, c’è un disegno ideale per farti perdere. Nello sport come nella vita noi italiani abbiamo sempre l’alibi in tutti i settori, sportivo, filosofico, lavorativo, economico. Nessuno che pensi che le fortune / sfortune debbano unicamente essere imputate al valore del proprio lavoro. Il Milan andò in B sul campo perché all’ultima giornata ci fu la combine tra Castellini e Faccenda per salvare il Genoa o perché probabilmente avevamo perso troppe partite prima. Perdemmo lo scudetto a Verona all’ultima giornata perché non eravamo riposati o perché nelle tre partite precedenti abbandonammo qualche punto. Con il goal di Muntari abbiamo perso lo scudetto 2012 o forse lo abbiamo perso contro la Fiorentina di Amauri in casa. La Juve non è passata in Champions quest’anno per colpa della neve di Istanbul ? La Roma ha sempre perso a Torino perché gli arbitri non glielo hanno impedito ?. Potremmo andare avanti per ore citando episodi da bar sport, che hanno fatto le fortune di Biscardi di giornalisti depressi per anni. Si vince e si perde sul campo e il rettangolo di gioco fa sempre giustizia. Cito un episodio che rimarrà indelebile nella mia vita di tifoso milanista, la semifinale del 2005 in Champions contro il PSV, se vi era una squadra che meritava la finale era quella Olandese a cui l’arbitraggio negò anche qualcosa tra andata e ritorno. Noi ricordiamo invece solo il rocambolesco 3 a 3 in finale, che forse aveva fatto giustizia dell’ingiustizia in semifinale.. La fortuna da e prende, il lavoro paga la dietrologia no, quello è l’alibi degli scarsi

sabato 4 gennaio 2014

Biella Trento le pagelle di Fulvio (basketinside)


 
Angelico Biella

 
Murta 6 S.V.


Chillo 7 Parte nello starting five e conquista minutaggio inportante. Buona la sua prestazione in difesa soprattutto su Pascolo e in attacco si fa trovare sempre pronto a finalizzare.  

Raspino 8  Sempre più capitano. Incredibile la sua crescita mentale in pochi mesi. Partita difficile che chiude con 14 punti e 19 di valutazione e 6 rimbalzi. Quello che stupisce è la sua continua genuinità e umiltà che lo elevano rispetto a tanti. Tanta roba.

Laganà 7,5  Subito in partita. Reattivo al punto giusto tanto da conquistarsi un rimbalzo sul tiro libero sbagliato..e segnare! Ingenuità nel finale quando perde una palla sanguinosa che poteva costargli la partita. 16 punti 21 di valutazione. Cosa si pretende di più?


Infante 7 Il suo compito è sempre duro. Il lottatore toscano non si tira indietro e ingaggia delle vere lotte con Lechthaler e Baldi Rossi. Indispensabile anche se quell'uno su due dai liberi a pochi secondi dalla sirena fa tremare tutto il palazzo.

Lombardi 6  Si presenta con un canestro da quasi dietro il tabellone ma è ancora troppo presto per gettarlo in una mischia come stasera.

Berti 6,5 Per tutta la squadra vuol dire sicurezza. Quando è in campo ed è in condizione la squadra cambia atteggiamento. Non è serata da punti e allora si limita a gestire le palle al meglio. 

Voskuil 8  In cabina di regia mostra di non avere nelle mani solo punti. Si accende dopo alcuni fischi arbitrali non graditi con la tripla che vale il 16-14. Vale sempre il prezzo del biglietto. Un piacere per gli appassionati di basket vederlo in azione. Coach Corbani lo sa e lo lascia in campo oltre 39 minuti.

De Vico 6 Serata difficile contro un avversario ostico e primo in classifica. Tutta esperienza da catturare e fare propria.

Hollis 6,5 Non è serata per l'americano. Gravato da 3 falli che gli pesano sul testone come macigni l'elicottero gioca l'ultimo quarto benino e si confronta con Triche  limitandone l'azione. Alla fine comunque è sempre lui il miglior rimbalzista della squadra (6) anche se in condominio con il suo capitano.

Coach Corbani 7,5 Se dobbiamo trovare un neo lo possiamo vedere nell'ultimo quarto quando non chiama un time out sul 70-65 dopo svariati errori al tiro dei suoi ragazzi. Per il resto fa ruotare a dovere tutta la squadra e se la gioca punto a punto fino alla fine riuscendo a vincere una partita che potrebbe portarlo alle Final Six.


Pubblico 10 La curva esattamente spaccata in due come i colori societari. Completamente sold out ha incantato il Forum. Cornice spettacolare di inizio 2014.

 

Trento

Triche 7 Per certi versi immarcabile per il quintetto di coach Corbani. Esagera con i falli: 3 dopo 17 minuti di gioco ma alla fine è il miglior marcatore di Trento. 19 punti 18 di valutazione e 3 assist il suo score 

Pascolo 8. Bene in campo. Difende e si propone con buone percentuali al tiro. Tiene sempre accesa la testa e le sorti dell'Aquila. Gioca 37 minuti da Aquila ma purtroppo il risultato alla fine non gli sorride. Immenso.

Baldi Rossi 6,5 Altalenante. Abbina cose gradevoli a movimenti non consoni. Finisce prima la partita con 5 falli sul groppone. Tanti forse troppi ma che testimoniano la fatica nel marcare le bocche da fuoco laniere.

Forray 7 Uno degli uomini d'ordine di coach Buscaglia. Sa difendere e lo fa vedere durante tutto l'incontro. Il capitano fa sentire il suo peso in cabina di regia e non solo. Sempre pronto a sostenere i più giovani.
 

Fiorito 6 Sette minuti di gioco per far rifiatare i compagni. La sua crescita passa anche da Biella.
 

Elder 7 BJ  La sua esperienza a servizio della squadra sul numero 20 biellese. L'ex di turno trova il canestro con buona frequenza da due punti. Gioca 31 minuti finendo prima la partita con un problema al ginocchio.

Lechthaler 4 Sbagliare un libero si può, non prendere neanche il ferro la dice tutta. Del campione d'Italia non rimane che il ricordo oppure solamente stasera proprio non è serata. Di lui si può ricordare solo la personale lotta fisica e verbale con Infante.  

Spanghero 6 Cerca di far valere le sue doti ma stasera contro Biella trova pane per i suoi denti. Sua la tripla importantissima del momentaneo 73-74. Errore imperdonabile nell'ultima azione quando in attacco perde palla decretando la sconfitta dell'Aquila.


Coach Buscaglia 7 Viene a Biella da capolista con una serie di 7 vittorie in 8 gare. Sa che il parquet laniero non è terreno facile. Tenta di lasciare in campo i suoi uomini migliori e rimane attaccato alla partita sino all'ultimo.

Biella stende anche Trento. Settimo sigillo consecutivo in casa



Ancora una volta Biella diventa cassaforte per l’Angelico Biella che mette in cascina altri due punti fondamentali per una stagione che si preannuncia esaltante. Settimo centro consecutivo, solo Veroli è riuscita a violare il parquet del Forum. Per sapere se Biella parteciperà alla Coppa Italia bisogna aspettare le partite di domani se vincono tutte le tre dirette concorrenti allora per Biella si fa ardua, ma per questa sera almeno Biella si gode il suo secondo posto e soprattutto la vittoria contro la capolista Trento in una battaglia che è durata 40 minuti e che ha rischiato di andare all’overtime.
 
Bella squadra Trento non ha mai permesso a Biella di scappare e di andare via ma l’ha marcata punto su punto in un match spettacolare per intensità agonistica. Corbani si affida al quintetto consolidato Hollis Laganà Raspino, Chillo e Voskuill, mentre Buscaglia si affida Elder, Brandon, Pascolo, Forray e Baldi rossi. Laganà è una furia in questi primi minuti.Mette canestri a ripetizione recupera rimbalzi e serve buoni assist, dall’altra parte Pascolo rende la pariglia e si mette in evidenza anche BJ Elder. Biella sembra prende il sopravvento sul finale del match con una tripla di Voskuill e si va al primi riposo sul più quattro per i lanieri.
 
Non cambia la musica nel secondo quarto Biella cerca l’allungo ma pasticcia sui tiri mentre Trento è più precisa, L’Aquila mette il naso avanti un paio di volte, a viene ricacciata indietro da Voskuill con le sue triple dal parcheggio, come si insinua oramai qui dalla tribuna stampa. Al riposo lungo Biella è sempre avanti di quattro con i canestrio dalla lunetta di Laganà. Nel terzo Trento contende a lungo il pareggio con Biella l’intensità sotto canestro sale i lunghi di Biella e di Trento si caricano di falli, Biella trova un super capitano in grado di aprire giocate illuminanti dispensando assist a ripetizione. Quando suona l’ultima sirena il vantaggio di Biella è solo di un punto. Biella scappa ancora prima di due poi di quattro ha anche la palla per due volte per incrementare il vantaggio ma i tiri da tre si infrangono sul ferro, non così per Trento che con un superlativo Triche e con le triple di Spanghero rimane a un incollatura a meno di due minuti va addirittura in vantaggio. Biella stringe i denti. Gli arbitri ci mettono del loro sbagliano fischi a ripetizione in entrambe le direzioni.
 
Laganà strappa un rimbalzo determinante ma nella roulette dei liberi Biella ne sbaglia qualcuno di troppo a quindici secondi alla fine infante sbaglia un libero e Spanghero ha in mano la palla del possibile sorpasso ma la difesa di Biella è aggressiva e toglie ai trentini la palla permettendo a Raspino di involarsi e di subire il fallo che chiude la contesa a meno di tre decimi alla fine. Il canestro del Capitano è il giusto sigillo della partita

 

Angelico Biella -  Aquila Basket Trento  76 - 74

 

Angelico Biella

Chillo 7 (3-3), Raspino 14 (4-6, 0-3) Laganà 16 ( 4-5, 1 -2), Infante 7 (3-4, 0-3) Lombardi 2 (1-1) Berti 2 ( 1-4) De Vico 0 (0-1), Voskuil 18 ( 6-11) Hollis 10 (3-4, 1-5) Murta. All. Corbani

 

Aquila Basket Trento

Triche19 ( 3-6;3-6), Pascolo13 (6-9), Baldi Rossi2  Forray 7 Fiorito, Molinaro, B.J. Elder16 (5-7,2-7), Lechthaler5 , Spanghero 12 All. Buscaglia

 

giovedì 2 gennaio 2014

Corsi e ricorsi Storici l’importanza del 14





Non vorrei portare sfortuna, ma il significato del 14 a livello storico ha sempre rappresentato una sorta di cambiamento epocale negli ultimi secoli. Va da sé che il mondo moderno cambiò radicalmente dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il mondo antico come lo avevamo conosciuto cambiò radicalmente e la prima guerra portò con sé anche i germi della seconda. Andando a ritroso nel 1814 fu la fine del Dominio Napoleonico e la chiusura di un ventennio, di dominazione francese (chissà come mai di solito le epoche sono scandite da periodi più o meno simili). Il Congresso di Vienna aperto proprio nel 1814 cambiò l’assetto dell’Europa e ne determinò i conflitti fino al 1870. Se allunghiamo ancora l’occhio di un altro secolo, nel 1714 finisce la guerra di successione polacca con la Pace di Ranstadt che di fatto cambia i destini dell’Europa e instaura la dominazione austriaca nel Milanese. Insomma in apertura di secolo l’anno 14 è stato foriero di grandi cambiamenti, sarà così anche quest’anno ?? Potrebbero essere non solo guerre ma anche stravolgimenti ecologici, economici e le guerre balcaniche che precedettero la prima guerra mondiale potrebbe essere agilmente sostituite dalla primavera araba che ha sconvolto il Mediterraneo. Il buon vecchio Vico diceva che la storia è ciclica e che l’uomo non impara mai dai proprio errori. Io potrei solo aggiungere purtroppo. 

seconda stella a destra ......

(foto focus calcio)
 
Ho letto e sono rimasto un po’ sconcertato dall’intervista rilasciata dal nostro allenatore il cui cognome fa poco fede al suo significato estremo. Siamo a un livello addirittura grottesco, quando nell’agosto di quattro anni fa prese la squadra con i poderosi innesti di giocatori di prestigio l’obiettivo era chiaro e semplice: vincere, pur con qualche patema riuscimmo nell’impresa, e merito di quella vittoria deve essere ascritto sicuramente anche ai suoi dettami. Ma era una squadra che aveva in Ibra il suo terminale offensivo, un Thiago Silva insuperabile in difesa. Il successo contro l’Inter di Gasperini ne fu il canto del cigno. Uno scudetto successivamente dilapidato a vantaggio della Juve di Conte, una serie di cessioni da far rabbrividire, un involuzione del gioco, una serie di difetti tattici (caterve di goal presi su colpi di testa; amnesie collettive sui calci da fermo). Inoltre negli ultimi due anni gli appuntamenti importanti contro le grandi squadre hanno riservato delusioni a ripetizione. Sentirsi ora dire che voleva diventare l’allenatore della seconda stella, oltre che rappresentare uno sfottò per gli amanti del bel calcio suona come una sorta di atto autocelebrativo fuori luogo. Prendiamo atto che abbiamo avuto un allenatore non all’altezza, ma ripartiamo ed evitiamo di scomodare tabelle che a gennaio hanno sempre visto risollevare la squadra. Salviamoci più in fretta che possiamo e onoriamo le coppe, tutto li, e poi ci penserà Clarence a risollevare gli umori, sempre che ci sia la volontà della società. Intanto salutiamo Ariedo Braida un po’ di meriti degli ultimi successi rossoneri sono anche suoi e forse avrebbe dovuto essere salutato in ben altro modo, invece il suo saluto è passato un po’ troppo sotto silenzio. Ma questo è un anno disgraziato. E intanto Ronaldinho ha vinto il Pallone d’Oro sudamericano.


Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...