giovedì 14 giugno 2012

Asti Volley questa sera a Top Volley


Prosegue la collaborazione tra Asti Volley e la società emiliana del Universal Volley Modena che milita in serie A1 di Pallavolo femminile, la collaborazione tra le due società sportive sarà al centro questa sera della trasmissione condotta da Laura Tommasini Top Volley in onda in diretta  alle ore 21 sul Canale 829 di Sky, sarà l'occasione per approfondire l'accorso stipulato tra le due società in vista delle prossime stagioni agonistiche con particolare riferimento al settore giovanile. Nella trasmissione interverranno il Presidente di Universal Volley Modena Rino Astarita ed il direttore generale Pierluigi Vigo, già visto più volte sulle tribune del Palasanquirico in occasione delle partite interne dell'Asti Volley. Per Asti interverrà il Dirigente Gianpaolo Luisi e Davide Gatti Responsabile della parte legale della società astigiana e uno dei candidati alla Presidenza della Lega Femminile. Un occasione quest'ultima e un opportunità di crescita in più del nostro volley a livello regionale e nazionale.

mercoledì 13 giugno 2012

La vittoria del calcio di provincia: bertornata Pro Vercelli


C’era l’orgoglio di una città e del suo territorio, sotto la regia del collega Alex Tacchini, Vercelli ha festeggiato i suoi campioni, la Pro è tornata grande protagonista del calcio italiano, certo i sette scudetti sono merce rara e difficilmente riconquistabile, però oggi lo scudetto vuol dire stare nel calcio professionistico, quello delle quaranta compagini che frequentano la serie A e B. E magari ci può scappare pure un ottavo di coppa Italia contro i grandi squadroni, magari Pirlo o Ibra calcheranno il palco del Robbiano. Ma questo è il futuro, il presente è fatto di un gruppo coeso che ha raggiunto un brillante risultato, frutto della perseveranza della società e di un allenatore che conosce molto bene il calcio, quel Braghin che ha calcato i campi di decine di squadre. Una squadra che è degna rappresentanza del suo allenatore, sergente di ferro. Ma si tratta di un finto burbero come abbiamo avuto modo di vedere nella doppia finale con il Carpi. In un anno che ha consacrato il calcio piemontese come uno dei migliori – juve – torino – cuneo e pro vercelli, è bello tornare indietro e ripensare al calcio che aveva fatto grande la provincia. Almeno lasciatemelo pensare fino al prossimo fischio d’inizio.

Il Tutor: Cassano e le cassanate

A volte mi domando se sia più stupido chi fa le domande o chi risponde, una conferenza stampa di un giocatore famoso proprio per non essere  politically correct diventa la palestra per sfoghi verbali e per prese di posizione nazional popolari. D’accordo sarebbe  bello che ognuno prima di parlare pensasse a quello che sta per dire, ma i calciatori non sono proprio pagati per essere docenti della Sorbona e quindi meravigliarsi troppo per le castronerie di Cassano e dei suoi compari fa sorridere. L’ultima dedicata al mondo omosessuale mi sembra francamente un po’ gratuita. Credo che l'intolleranza ma anche l'eccessiva ostentazione siano due modi diversi e sbagliati di esporre un problema. Bisogna imparare a rispettare sempre e comunque il prossimo indipendentemente da quelle che sono i suoi gusti sotto ogni punto di vista. E' letale l’eccesso di informazione, e come immaginare decine di inviati di cameraman e di troupe corredate da opinionisti, che gravitano e bivaccano ai margini di ogni manifestazione sportiva, e che devono ogni giorno giustificare la loro presenza. Prima del mondiale del Sudafrica ho avuto la fortuna di partecipare a questo carrozzone e quanto ne ho ricavato è proprio questo, un enorme carrozzone mediatico fine a se stesso. Domande improbabili e risposte altrettanto strane e da questi incontri veniva veramente fuori di tutto persino far passare Cassano come un Tutor . E poi dicono che la scuola italiana gode di ottima salute!

martedì 12 giugno 2012

A Ormea pace tranquillità pesca e buona cucina


A 35 km dal casello autostradale di Ceva sulla Torino Savona in una valle chiusa a pochi km dal confine della Francia si trova un angolo tranquillo di natura in cui l’uomo ha trovato una sua dimensione particolare.  Certo a volte le nubi incombono minacciose, e qualche scarico di pioggia rende l’aria frizzante e fresca. Ma poi ti guardi intorno,cammini in uno sterrato a fianco della sorgente del Tanaro ed acquisisci una nuova dimensione di pace e di tranquillità. Tutto ciò è quanto è possibile ammirare all Hotel Ristorante San Carlo di Ormea gestito dalla famiglia Cagna. Una dimensione famigliare che fa dell’accoglienza una sorta di buen ritiro. E’ un paradiso per i pescatori che possono godere della compagnia di un fiume che scorre veloce ma limpido, le chiare acque scoprono veloci, i pesci in abbondanza e in salute e i pochi pescatori che abbiamo incontrato traggono dal fiume solo l’indispensabile, a volte ributtando in acqua alcuni pesci, perché questo è il giusto rapporto che deve esistere tra uomo e natura. Sono trenta le sorgenti presenti nella Provincia Granda, una terra, quella cuneese, rispettosa della natura e ricca di risorse naturali. E poi un salto in cucina, doveroso,  ad assaggiare e lasagne di Ormea, e le trote cucinate alle mugnaia, un modo brillante di gustare fino in fondo la giornata. L’unico fatto negativo è la distanza, ma al di là delle esigenze televisive, chi viene da queste parti si deve fermare, non è un obbligo, è un consiglio.

Il Ministro che dà i numeri: la Fornero torni a scuola

Aveva iniziato il suo mandato piangendo e come aveva giustamente fatto notare il segretario della CGIL erano lacrime di coccodrillo, e poi la polemica sull’art 18, e poi via malmenando le partite iva e decine di altre polemiche spesso fuori luogo; l’abbiamo vista imperversare dappertutto, dal centro dell’impiego a iniziative istituzionali e buon ultimo un vecchio cavallo di battaglia il numero degli esodati, 65.000 per lei più di trecentomila per la previdenza sociale. Insomma siamo ai proclami come alle manifestazioni pubbliche un certo numero secondo gli organizzatori molti meno per le cronache ufficiali. Sinceramente non mi appassiona la querelle su quali siano i numeri giusti, il buon gusto imporrebbe che chi governa, a maggior ragione se si considera tecnico e quindi persona preparata a dare dati certi e concreti. La realtà è che questo governo oramai di tecnico ha ben poco, rincorre la politica senza averne il consenso, e quel che è peggio non dà risposte concrete ai bisogni della gente. La ministra Fornero rappresenta il peggio di questo governo ed è emblematica della difficoltà che lo stesso sta affrontando. Occorrerebbe una presa d’atto di un consenso che non esiste e che ponesse veramente in essere una sola cosa, una riforma elettorale che dia alla gente la possibilità di andare ad esprimere un parlamento che sia veramente rappresentante delle istanze dei cittadini ma fatta in tempi brevissimi, non possiamo andare avanti a sentire le preoccupazioni economiche di borse e affini e sentire tg che proclamano sempre  nuovi balzelli. Lo sviluppo si fa in altro modo abbassando le tasse e dando nuove opportunità e poi sarebbe ora che fossimo governati da una classe dirigente nuova e veramente preparata. La Fornero al massimo mi ricorda vecchie prof del periodo universitario che mi facevano penare, incomprensibili quando ti spiegavano, ma spietate nell’atto dell’esame (spesso un terno al lotto) che pretendevano di avere tutte le risposte in tasca e ovviamente di avere ragione. La vitta di tutti i giorni, come mi ha insegnato l’esperienza, è ben altra cosa, gli unici contenti del Ministro Fornero alla fine penso siano solo i suoi allievi che per qualche mese non se la sono più trovata davanti. Coraggio ragazzi mi sa che torna !!!!!

lunedì 11 giugno 2012

Noio volevam savoir l'indiriss di Thiagò

Battete battete e alla fine vi verrà aperto  questo l’incipit religioso che dimostrava che con la pazienza si ottiene tutto e sembrerebbe quindi che il nostro pilone centrale sia stato concupito dalle sirene parigine, torna a frequentare il buon Leo che lo aveva fortemente voluto a Milano. Il tifoso rossonero che è in me sta guardando il vuoto che si sta creando tra uno smoccolamento alla Mosconi e un incredulità di base. Il club più titolato al mondo cede come oramai è abituato a fare in questi ultimi anni alle esigenze di bottega o meglio dei bilanci. Potrebbe anche essere convinto qualora ci fosse un progetto di rilancio del gruppo, progetto che francamente non si vede all’orizzonte e allora ci si chiede se veramente la nostra dirigenza abbia abdicato e stiamo velocemente tornando agli albori degli anni settanta quando il nostro naturale sedimento era quello della media classifica. Per chi ha vissuto gli anni ruggenti della champions sarà un amaro boccone ma troppi indizi fanno una pista Sheva – Kakà e ora Thiago rappresentano uno stile che negli anni d’oro non sarebbe mai lontanamente successo, ma erano altri tempi, ora abbiamo Montolivo

I Ciompi a Firenze nel 1378 - un Medioevo non così lontano

C’è sempre un parallelismo legato ad eventi storici, siamo abituati a rivivere in continuazione eventi che anche se verificatisi in momenti diversi possono essere determinati dagli stessi comportamenti. Il buon Vico aveva teorizzato tali momenti e a buon vedere anche noi nel corso della nostra esistenza, a volte per incapacità manifesta, altre volte per cocciutaggine, siamo obbligati a rivivere esperienze simili. Parliamo di crisi economica sono cicliche e spesso e volentieri determinate da comportamenti simili soprattutto quando non c’è ne giustizia ne equità fiscale. Nella mia mente frullava un episodio legato ai miei trascorsi di studente di storia e tra una Tim che imperversa su stereotipi e su clichè – adesso è il turno di Marco Polo – mi sono ricordato di un periodo lontano ma in cui si sentiva la crisi. Ed ecco servito su un piatto d’argento la Rivolta degli artigiani tessili, dei Ciompi a Firenze, guarda casa sempre per motivi economici. Senza scomodare troppo la storia, anche se a volte i nostri governanti dovrebbero studiarla meglio, è opportuno ricordare che a forza di vessare le gente, senza un programma corretto di crescita e con disuguaglianze troppo marcate il rischio è che ci si ritrovi in piazza con i forconi e non è bello stare dalla parte delle punte, ma quando la gente ha fame il rischio è latente.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...