lunedì 19 marzo 2012

Dragicevic: il drago serbo al servizio di Biella. La sua passione: il tiro da tre.

E stato uno degli acquisti dell'Angelico dell'ultima stagione personaggio che sembra non avere la mimica e la reattività esplosiva di un Coleman, ma la sua presenza in campo si fa sentire eccome, quando non segna la squadra va in difficoltà, abile catturatore di rimbalzi a fronte di un fisico asciutto ma imponente, fa sentire la sua presenza sotto tabellone, anche se ama tirare da tre capacità balistica in grado di risolvere partite complicate. Dopo un discreto avvio ha avuto, come tutta la squadra, un periodo di appannamento, ma negli ultimi match è tornato a diventare pedina fondamentale in grado di dirigere le partite verso la vittoria. Emblematica la sua performance in quel di Treviso contro Venezia. In allenamento segue preciso i dettami di coach Cancellieri, preciso e puntuale nell'esecuzione degli schemi. Con dieci punti di media a partita è uno degli alfieri dell'Angelico Biella. Al termine della rifinitura del giovedì si è concesso ai microfoni di basketinside

Come ti trovi a Biella Tadja ?
Con Biella si è instaurato un buon feeling, mi trovo molto bene con la squadra, è un team giovane stiamo lavorando bene insieme, anche se possiamo migliorare. Abbiamo avuto un calo in alcune partite, ma sicuramente possiamo migliorare, siamo un gruppo giovane che vuole crescere e che lavora per crescere. Sinceramente non so dove potremo arrivare, certo abbiamo delle chance e vogliamo giocarcele fino in fondo, Biella è un bel posto dove giocare a basket, un piccola città deliziosa in cui non senti molto la pressione e tutti lavorano per il successo del gruppo.

Dove può arrivare Biella a fine stagione ?
Quando sono arrivato a inizio stagione l'obiettivo era quello di giocare per la permanenza nella massima serie, ora abbiamo qualche chance in più e quindi se giochiamo come abbiamo fatto contro Venezia potremo sicuramente toglierci qualche soddisfazione. Vinciamo qualche match e se poi arriveranno i play off tanto meglio, ma senza promettere nulla.

Qual è stata la tua partita migliore in questa stagione ?
per me ? Sicuramente la partita contro Milano per mille motivi, per la presenza del pubblico, per l'intensità della partita e anche per il modo con cui siamo stati in grado di ribaltare la partita, una gran bella partita.

Qual'è la posizione in cui preferisci giocare in campo sotto tabellone o tirare dalla lunga distanza?
Non c'è dubbio anche se devo andare a rimbalzo e catturare palloni preferisco di gran lunga il tiro dalla lunga distanza, è una sorta di sfida tra me e il canestro, mi piace tirare (ride ndr)

Il tuo soprannome preferito ?
Mi piace molto dragon - drago lo stesso che mi avevano dato a Roma e devo dire che mi piace quando i tifosi mi chiamano così, mi fa sentire molto bene, utile per la squadra e mi carica molto

Conosciamo meglio Tadija ? Gusti in cucina ?
Per quanto riguarda il cibo mi piace la cucina italiana: amatriciana e carbonara retaggio della mia esperienza romana, non conosco ancora bene il cibo locale ma imparerò, amo qualsiasi tipo di pasta e di pizza allo stesso modo in cui ero abituato quando ero a casa in Serbia, ma in Italia ovviamente è un altra storia. Mi piacciano i vini bianchi, ma devo dire che la spremuta di arancia è la bevanda preferita (ne vorrei una doppia) .

Un altra grande passione è il calcio vero come da scheda di lega basket ?
No assolutamente no, niente calcio, mi piace pescare, mi piace sciare anche se per ovvi motivi non posso farlo perché è uno sport rischioso per le articolazioni e quindi non posso compromettere la mia stagione, ma prima dei 18 andavo spesso a sciare. C'è un po' di nostalgia.

Altri hobbies ?
sono un grande amante del cinema mi piacciano molto sia i thriller, che i film romantici, quelli d'azione, sono un grande consumatore di film, quando posso vado al cinema anche tre volte alla settimana. Invece per la musica mi piace da impazzire la musica elettronica Daft Punk e Doctor Dee Jay, quando giocavo in Germania a Berlino era un pacchia, sarebbe bello averne qualche pezzo nella track list quando giochi al palazzetto.

Il Drago ride con quest'ultima affermazione e lo immaginiamo mentre tira da 6,75 sulle note di Automatic Sex di Doctor Dee Jay, un immagine forse che contrasta con quel suo sguardo serioso ma sentiamo dentro la sua passione, per il basket, per Biella e per i suoi tifosi. Forza Tadija noi siamo li a tirare con te.

Beppe Rasolo

mercoledì 14 marzo 2012

La palla non è mai rotonda


Calcio fa sempre rima con spettacolo, visto l’arrivo di Michel Telò a Milanello e sinceramente è l’unica volta nell’ultimo periodo in cui si è visto Pato sorridere e danzare, detto delle 19 rose arancioni inviate a Vera Spadini, dopo l’incipit svedese, che c…o guardi, ti accorgi come sempre che sono i dettagli dello spettacolo ad animare lo sport più praticato al mondo, dove lo spazio per il gioco, come sempre, è lasciato ai minimi termini e dove il chiacchiericcio e le piccole quotidianità la fanno da padrone. Persino il titolo di Tuttosport di sabato scorso diventa un elemento di gioco (Ibra alla Juve – si certo, martedì quando c’è la semifinale di ritorno della Coppa Italia) e le chiacchiere tra tifosi, sul web, nelle estenuanti trasmissioni dove improbabili opinionisti, persino il sottoscritto ahimè, si sottopongono e sottopongono a i telespettatori a visioni oniriche, a finte litigate e a siparietti da avanspettacolo da anni trenta. Il problema è che queste cose piacciono e quindi web, tv private, fanzine di tifosi ma anche giornali che dovrebbero avere uno stile più di pensiero e meno cronachistico si piegano a questo gioco. A parole diciamo tutti che siamo contro questa eccessiva spettacolarizzazione e poi corriamo a leggere di gusto e a partecipare a questo teatro. Ma forse il calcio è bello anche per questo l’italiano medio, a cui appartengo, è prima di tutto un filosofo di strada consapevole, solo lui di avere tutte le risposte, ed è anche per questo che la palla non è mai rotonda.

domenica 11 marzo 2012

Biella vince e convince con Venezia

Biella vince e convince a Venezia 83 a 75

Angelico sugli scudi porta a casa una vittoria inaspettata e perciò molto gradita ai giocatori alla dirigenza e ai tifosi che così permette di guardare con serenità al proseguo della stagione, oramai alla fatidica quota 24 punti manca veramente pochissimo e chissà che non possa la società laniera togliersi qualche sfizio da qui alla fine del campionato. Il successo esterno a Biella mancava da mesi e l’ultimo fu colto proprio in terra veneta destino strano quello che porta fortuna a Biella. Biella ha il merito di non lasciarsi mai staccare, di rimanere incollata a Venezia e di sferrare il break decisivo all’inizio dell’ultimo quarto 16 a 3 che uccide di fatto la partita e consegna a cancellieri un insperato successo.

Biella vince il confronto a rimbalzo sui tiri da tre, con una percentuale da favola, Venezia sostanzialmente non capisce più nulla e sbaglia tiri a ripetizione e nel momento decisivo perde Slay uscito per cinque falli  ma veniamo alla partita Cancellieri schiera il solito quintetto: Miralles, Coleman, Pullen Dragicevic e Soragna, mentre Andrea Mazzon si affida a Clarck, Slay Szewczyk, Young e Bryan primo quarto sostanzialmente equilibrato si chiude sul 22 a 21 per Venezia con i lagunari che cercano di scappare ma con Biella che ricuce punto su punto, nel secondo quarto gli uomini di Mazzon cercano di  involarsi sul più cinque ma Pullen pazientemente ricuce con i tiri da tre. Alla sirena lunga la partita è ancora in parità con Biella più reattiva da tre e più precisa ai liberi. Slay cerca di portare avanti i suoi nel terzo con tiri precisi sia dall’area che dal perimetro,  Jurak subisce un tecnico che porta Venezia al più sei sarà l’ultimo vantaggio consistente, ancora Pullen e poi Chessa da tre ricuciono lo strappo e poi Miralles di schiacciata porta avanti Biella all’ultimo intervallo. Gli ultimi dieci minuti sono esaltanti per i Cancellieri boys parziale stratosferico di 16 a 3 che porta Biella sul 59 a 72 Mazzon chiama time out, ma i suoi non riescono più a centrare il canestro decine i tentativi sbagliati sul 65 a 80 la partita è sostanzialmente finita. Gli ultimi minuti servono per riempire i tabellini con la Reyer che cerca di limitare i danni ma Biella vince meritatamente 75 a 83 ribaltando anche la sconfitta subita al Forum. Due punti d’oro per la corsa salvezza e forse, con questo spirito, anche qualcosa di più serve la riprova subito in casa contro Treviso. Ma prima godiamoci l’All star game di Pesaro.



Reyer Venezia – Angelico Pallacanestro Biella  75 - 83

(22 – 21 ; 42 – 40; 55 – 56; 75 – 83)

Reyer Venezia: K. Clark 16, M. Allegretti 0, A. Causin n.e., G. Tommassini n.e., T Slay, S. Szewczyk 4, G. Meini 0, A Young 13, T. Bowers 14, G. Rosselli 4, D. Magro 0, S. Bryan 6



Pallacanestro Angelico Biella: G. Jurak 7, N. Minessi n.e., A. Coleman 11, T. Soragna 6, J. Pullen 25, M. Laganà 0, A. Miralles 15, E. Lombardi 0, W. Magarity n.e., M- Chessa 4, T. Dragicevic 15, N. De Vico n.e.

La linea verde dell'Angelico Biella: intervista in esclusiva a William Magarity

Biella è una società sana, ben integrata sul territorio, capace ogni anno di ricostruire un miracolo sportivo che regge da ben undici stagioni e anche per quella in corso il miracolo si è ripetuto e dopo due stagioni col fiatone la salvezza è stata raggiunta. Scaramanzia a parte la società ha fatto dei bilanci sani e del palcoscenico per nuovi giocatori una propria filosofia che l’ha portata a navigare in tranquillità nel marketing sportivo di blasonate società che hanno pedigree sportivi di eccellenza ma nulla da invidiare alla programmazione della squadra di Biella. Gli stranieri, che sono passati dal Palapaietta prima e dal Forum poi, sono stati abili trascinatori dell’entusiasmo per la palla a spicchi e anche chi non ha brillato, per più motivi, ha sempre portato dentro di sé il ricordo, dolce e un po’ romantico, di una realtà di provincia esemplare. Stesso discorso dicasi anche per i giovani allevati e allenati alle pendici del Mucrone che ne hanno fatto una delle compagini meglio allenate e temute tra i pari età. Quest’anno oltre ai magnifici sette perennemente in campo la linea verde è sempre stata di supporto alla prima squadra e gente come Lombardi – Lagana è sempre entrata in campo a dare minuti preziosi alle prime linee, sono loro il tesoro della Pallacanestro Angelico il futuro brillante della nostra società che crescono all’ombra dei grandi campioni e li vedi anche durante l’allenamento, quando ubbidiscono coscienziosi alle direttive di Cancellieri e Danna impegnandosi per meritarsi qualche secondo nella massima serie. Uno di questi è William Magarity classe 1993 lo abbiamo incontrato per i lettori di basketinside perché in fin dei conti lui è uno di noi quelli che hanno il basket dentro

Come hai scoperto la tua passione per il basket?
Quando ero giovane ho provato tanti sport, ma ho sempre trovato il basket il più divertente. Vengo da una famiglia di grandi sportivi e tutti i miei famigliari hanno giocato a basket ad alto livello, negli Stati Uniti o in Europa. Inoltre, molti membri della famiglia sono allenatori di squadre di basket.
Come stai vivendo la sua esperienza a Biella, ti piace vivere in Italia?
Le due stagioni che sto vivendo in Italia mi hanno dato una straordinaria opportunità di vivere in un paese straniero, di sperimentare una cultura differente e conoscere tante belle persone. Sono molto felice di essere in Italia e di vivere a Biella. Qui ho la possibilità di fare nuove amicizie, molto di più che se fossi in una grande città.
Cosa ne pensi della squadra Under 19 di quest’anno?
Abbiamo una grande occasione di vincere il campionato Italiano a maggio, soprattutto se restiamo in buona salute e riusciamo a giocare al nostro pieno potenziale. Abbiamo una squadra molto buona con giocatori di grande talento. E’ certamente uno dei miei obiettivi vincere il Campionato Under 19.
Da quest’anno sei aggregato alla prima squadra, qual è al momento il tuo sogno?
Un obiettivo molto realistico per l'Angelico è quello di qualificarsi per i playoff in questa stagione. Abbiamo molti giocatori giovani che stanno lavorando sodo per raggiungere questo obiettivo.
Qual è il tuo obiettivo per la prossima stagione e per il futuro?
Il mio obiettivo è quello innanzitutto di essere un giocatore importante per l’Angelico Biella, e diventare così un top player in Serie A. Per fare questo devo lavorare sodo e migliorare costantemente. Non vedo l'ora di affrontare questa sfida che ho davanti a me!
Chi è il tuo giocatore preferito?
Ci sono molti grande giocatori in Europa e nella NBA. Il mio preferito è Kevin Durant, un giocatore alto che può giocare in qualsiasi posizione in campo. Mi piace ammirare la sua versatilità. Un altro giocatore che ha giocato per l'Angelico alcuni anni fa, a cui mi ispiro, è Jonas Jerebko. Un esempio per me!

mercoledì 7 marzo 2012

Wenger Rhapsody

Mama mia mama mia !!!! mama mia let me go cantava Freddy Mercury nel primo successo intergalattico dei Queen e ieri sera questa era la colonna sonora dell’Emirates stadium, rivisti i funerei gufi della notte di La Coruna e quelli di istanbul, si può perdere e ogni tanto succede, ma non una partita e uno scontro già vinto. Invece il passaggio abbiamo dovuto sudarcelo due volte, una nella stupenda notte di San Siro e la seconda ieri sera dal 45 al 93. Avevo scelto di non vederla tanto davo per scontato il risultato, probabilmente questo il pensiero anche della squadra scesa a Londra con il fuso orario impostato su Milano e non certo sull’erede dell’Highbury. Una sofferenza saltabeccare tra un canale e l’altro degli sportivi con un orecchio sul cronista della rai Repice e sulle facce per niente rassicuranti di Ruiu e Crudeli. In pochi giorni dal Pallone d’Oro a quello di bronzo di Ibra, Thiago imbrocchito. Nocerino senza grinta. Molto semplicemente calo di tensione, e in Europa non puoi averne perché non ti trovi sempre davanti al Lecce, spero salutare lezione per un gruppo che rimane forte ma che non deve specchiarsi. Niente drammi ci sta a perdere a Londra ma almeno questa volta la perfida Albione è stata ributtata a mare. E visto che adoro cullarmi nei meandri della storia vorrei che la partita di ieri venga considerata alla stregua della semifinale di Champions del 1969 contro un’altra grande targata UK, annichiliti all’andata 2 a 0 e difesa nel fortino inglese con le grandi parate del Ragno Nero Cudicini. Abbiati come degno erede. Madrid come Monaco, questo è ancora presto per dirlo ma quando scampi un pericolo, come quello di ieri, tutto è possibile e sognare è lecito ricordando che domenica il nostro Arsenal è il Lecce, guai a sottovalutare le forche caudine dell’Ofanto

lunedì 5 marzo 2012

Apologia del punciun

C’era un tempo in cui quando giocavi, nei prati di periferia, solo i virtuosi della palla, quelli che dribblavano anche tutte le zolle di terra e non contenti ti irridevano in continuazione non facendoti vedere la sfera, di solito un tango, tu ribollivi di rabbia. Nel culmine della frustrazione atletica, se riuscivi, colpivi la palla con violenza, di punta e il pallone il più delle volte aveva una forza incontrastata andava lontano, forse cento metri dalla porta. Quando la direzione era corretta invece ti guardavano con commiserazione, come per dire il calcio non è il tuo sport. A distanza di anni a vedere certi tiri, siano questi di ibra o di Messi ti chiedi, dove ho sbagliato. Forse a interrompere io la mia carriera pedatoria, sono un genio incompreso. La risposta non è certo positiva, ma rimane il dubbio che queste imprese rappresentino una sorta di rivalsa metafisica di te che hai subito delle onte incredibili sui campi da gioco. Importante come sempre è gettare il pallone in rete, tutte le parti del corpo servono e non è questione di estetica, anzi, alcune giocate con le parti meno nobili o senza virtuosismi estremi diventano pezzi di bravura come quelli esercitati dal nostro condottiero svedese e poi vuoi mettere la gioia del goal. Quasi quasi vado a ripescare i vecchi compagni di gioco e restituisco con gli interessi gli sfottò dandogli degli incompetenti. Ero un genio dell’arte pedatoria

domenica 4 marzo 2012

Biella battuta dalla Sutor. Non basta Pullen

Biella rimane sul campo solo per quindici minuti dopodiché lascia il palcoscenico a Montegranaro capace di leggere meglio i giochi del match di non perdere mai la bussola e con una difesa asfissiante a mettere in croce i biellesi incapace di trovare tiri facili. La Sutor ha vinto a rimbalzo, negli assist, il doppio di Biella, e nel tiro dal perimetro. Biella ha perso 22 palloni e il solo Pullen con 23 punti ha tenuto a galla l’Angelico, è mancato l’apporto della panchina (Jurak e Chessa) e anche i giovani non hanno messo quella benzina necessaria per far svoltare la partita. Forse la vittoria con Cremona aveva generato aspettative che non corrispondevano alla reale forza della squadra e quando Montegranaro ha alzato il livello dello scontro. Biella si è liquefatta perdendo l’inerzia della partita nel momento decisivo, il secondo e il terzo quarto. I soli sei punti messi a referto nel terzo quarto la dicono lunga sull’incapacità di Biella di stare nel match. Cancellieri deluso non processa la squadra prova troppo brutta per essere vera. Mentre Marco Atripaldi punta l’indice contro quelle testate che avevano generato troppe aspettative parlando già di Play Off. Plaude invece al pubblico che ha capito il momento e che ha sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto. Un soddisfatto Fabio di Bella, ex della partita, contento per il risultato che da speranza all’asfittica classifica di Montegranaro venuta con il giusto spirito a Biella per portare a casa i due punti.  Montegranaro è stata più squadra di Biella prova ne sia il fatto che ha mandato in doppia cifra cinque uomini. Anche May Sean ha avuto un buon impatto, fisico all’Adriano calcistico dell’ultimo periodo, un po’ sovrappeso, è stato capace di catturare rimbalzi offensivi e di segnare dodici punti fondamentali nei momenti decisivi.
Ma veniamo alla partita, solito quintetto base in partenza per coach Cancellieri con Miralles, Coleman, Dragicevic,  Soragna e Pullen, mentre Giorgio Valli risponde con  Di Bella, May, Karl, Zoroski e Ivanov, l’avvio è in sordina per Montegranaro , mentre un ispirato Coleman suona la carica. Biella va in vantaggio sul 16 a 7 senza strafare, il gioco passa da Pullen, Miralles e Coleman, i tre alfieri in grado di perforare la difesa della Sutor. Valli capisce che deve fare qualcosa,  chiama time out e la partita si riapre grazie a McNeal e a Mazzola. Alla fine del primo quarto Biella è avanti di un solo punto. Montegranaro diventa più incisiva alla ripresa del gioco, Biella non trova più il canestro. La partita diventa spigolosa dopo 5 minuti le squadre hanno già esaurito il bonus, Biella subisce il break decisivo grazie ai canestri di Karl, Ivanov e Zoroski che mettono dieci punti di vantaggio per la Sutor, qualche magia di Coleman cerca di attenuare lo svantaggio che rimane tale. I tiro a fil di sirena di Pullen si spegne sul ferro e si capisce che la ripresa non sarà facile.
Il terzo quarto inizia bene per Biella Pullen dalla lunetta poi Miralles e Coleman portano Biella sul meno cinque 37 a 42 quando mancano 7 49 alla fine del terzo quarto, poi per Biella cala il buio non segna più commette falli inutili in attacco, non è aiutata dagli arbitri che fischiano anche un antisportivo a Pullen, Biella non vede più il canestro, perde palloni in continuazione, Cancellieri chiama time out cambia schieramento ma Biella non si sblocca. Montegranaro allunga sul più sedici ma l’impressione è che non abbia assestato il colpo del ko. Bel altro lo spirito di Biella negli ultimi dieci minuti parte forte con un altro parziale di sei a zero. Ma conitnua ad essere abulica in attacco Montegranaro ribatte colpo su colpo. A cinque minuti dalla fine sono nove i punti da recuperare che diventano sette con un tiro da tre, finalmente, di Jurak. Esce Soragna per falli e gli ultimi minuti vedono Biella tentarle tutte ma i tiri ballano sul ferro mentre Montegranaro è più precisa. Vince meritatamente la squadra che ci ha creduto di più. Per Biella ora trasferta complicata a Treviso per affrontare Venezia, all’andata solo l’overtime fu fatale a Biella ora il pronostico sembra segnato ma l’Angelico ha imparato a stupirci.

Angelico Pallacanestro Biella  - Fabi Shoes Montegranaro  63 - 73
(18 – 17; 31 – 41, 37 – 53 )                                    
Angelico Biella: G. Jurak  5, N. Minessi 0., A. Coleman 15, T. Soragna 4,   J. Pullen 23,  M. Laganà 0, A. Miralles 10, E. Lombardi 0,  F. Rossi n.e, W. Magarity  n.e, M. Chessa 0 , T.Dragicevic 6,  
Fabi Shoes Montegranaro C. Karl 4, S. May 12, G. Perini n.e., S. Nicevic 4, I. Zoroski 10, F. Di Bella 7, V. Mazzola 11, G. Piunti n.e, J. McNeal 11, D. Ivanov 14.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...