venerdì 30 agosto 2013

Il volto giovane di Biella: Raspino e Lombardi


Il nuovo corso dell’Angelico Pallacanestro Biella riparte da giocatori nati e cresciuti in casa che hanno fatto le fortune del settore giovanile e che ritroviamo ora sul parquet del Forum provenienti da esperienze diverse due su tutti Raspino e Lombardi.

 Raspino, vincitore della gara delle schiacciate all’All Star Game di Biella ma che ha vissuto una stagione non propriamente felice all’ombra del Mucrone ed Eric Lombardi, altro figliol prodigo, cresciuto in esperienza in quel di Brescia con una società che ha sfiorato la promozione nella massima serie contesa fino all’ultimo a Pistoia, ma soprattutto Campione d’Europa Under 20. Li troviamo al Forum presenti al fuoco di fila delle domande dei colleghi seri e pronti a crescere nella loro esperienza cestistica e desiderosi di togliersi delle belle soddisfazioni nel corso della stagione.

Tommaso Raspino
Il coach ha avuto per te parole importanti e ripone in te molta fiducia?
Ma ringrazio il coach per queste belle parole sono contento che riponga fiducia in me io spero di restituirla; io credo nel suo lavoro e in quello di questo gruppo, radunato da poco, in questo momento potrebbe essere effettivamente la mia categoria ma ho bisogno di giocare per valutare la mia forza. Speriamo con le responsabilità dovute  e con uno spazio giusto di trovare minuti e soprattutto la fiducia in me stesso che nell’ultimo anno avevo perso

Cosa ti porti dell’anno passato ?
Esci molto più forte da anni come quello appena passato, sono maturato ancora di più, dal punto di vista cestistico è duro trovare qualcosa di buono, solo sei vittorie, il gruppo non era coeso, anche se il lavoro fatto con gli allenatori mi ha fatto crescere, ho trovato persone con cui ho legato e che ora ritrovo determinate a proseguire su questo percorso di rinascita

L’All Star Game e la gara delle schiacciate ?
Ricordo personale importante emozione indescrivibile,  che però non ha a che fare con la pallacanestro giocata si trattava di un esibizione. L’immagine di quei dieci tutti alzati per me che non mi riesco nemmeno a spiegare è stato il coronamento di un sogno che avevo da bambino

Quale sarà il profilo vincente di Biella ?
Velocità e rapidità e poi punteremo  sulla grande vena di Voskuill. Da come è stata costruita la squadra  sembra fatta apposta per correre per aprire le difese. Per tirare abbiamo Voskuill che da tre ci farà divertire e sicuramente ritroveremo l’entusiasmo.

Il derby ?
Indubbiamente è bello rivivere il derby, loro hanno sempre avuto il dente avvelenato con Biella giustificati o meno non lo so però i derby sono sempre tali e quando vengono sentiti sono partite importanti che non vedo l’ora di vincere
  
Coccolato dalla chioccia Infante spazio poi ad Eric Lombardi Potenziale immenso, fisico dirompente per un Angelico che dovrà andare a mille all’ora

Tornare a casa è bello ?
Sono contento di quest’anno per me è una stagione in cui posso lavorare molto sapendo di dover dare il massimo in ogni momento e cercare di ritagliarmi dei buoni minuti in campo, con disciplina per raggiungere dei buoni risultati

L’esperienza di Brescia ?
Buona ma più all’inizio speravo di riuscire a dare di più e a ritagliarmi qualche spazio in più, non ho avuto molti minuti in cui poter dimostrare le mie qualità, pazienza, cercherò di lavorare meglio quest’anno e soprattutto di dimostrare il mio valore. Dal punto di vista invece del campionato ho capito quali siano le difficoltà di un campionato competitivo come quello di A2 ora lega gold

Cosa serve per essere competitivi ?
Sicuramente l’attenzione, non mollare mai, devi avere energia anche quando sei stanco spingere ancora e sempre

Ma dove la trovi la tua energia ?
(ride) Energia me l’ha data Dio e lo ringrazio ma è soprattutto un fatto mentale

Sei anche campione d’europa ?
È stata una bella esperienza anche li c’eravamo proposti di fare bene ma poi cammin facendo siamo arrivati in fondo e abbiamo vinto, grande gruppo e poi alla fine abbiamo fatto un casino pazzesco.

Ride ancora Eric contento per questa importante prova che l’attende e noi non vediamo l’ora di vederli all’opera sul campo 

Analisi acuta e condivisibile dell'amica Chiara (leggete il suo blog http://squarcidisilenzio.wordpress.com/)

La decadenza.

Standard
Il tempo passa e modifica i pensieri, spegne ed accende progetti e passioni; la mente molto spesso  è l’unico padrone che ci guida e dirige, anche se i fattori esterni possono contribuire ad influenzare le nostre condizioni mentali: allegria, tristezza, noia, rabbia, desolazione, apatia.
Vivo da sempre in una piccola cittadina di provincia del Nord, diventata, vent’anni fa, per qualche calcolo politico-economico, provincia, ed ora, per lo stesso incomprensibile motivo, decaduta. Non conserva grandi retaggi storici, a parte qualche piccolo reperto, e la sua storia è legata principalmente ad un florido periodo tra 1800 e la fine del 1900 ove il settore manifatturiero ha creato una vela che ha aperto orizzonti e lidi in tutto il mondo.
La crisi che tutto colpisce ed uccide, qui ha fatto danni abissali. Là dove il settore manifatturiero  aveva costruito palazzoni ed un indotto economico attivo, restano pochi immigrati che avevano creduto nello stipendio fisso e facile, i loro tappeti appesi ai balconi;  la smaniosa corsa all’oro di commercianti finita dietro a serrande abbassate e cartelli “Cedesi attività”; la prospera ricchezza dei suoi abitanti, scesi dai monti per abitare lussuosi appartamenti in centro, incarcerata nelle finestre spoglie il cui unico abbellimento sui muri è la scritta “Vendesi”.
Torno a casa dopo due settimane di vacanza.
La strada che collega il mondo con la mia città, è una superstrada che taglia la provincia da Sud a Nord. Una striscia di asfalto, le linee di mezzeria sbiadite, e, ad invadere la carreggiata, un groviglio di piante e rovi che non teme confronti con una florida giungla tropicale. Un pericolo per la circolazione e un pessimo biglietto da visita per una città che potrebbe puntare al turismo, ma non lo sa fare.
Due passi in centro per vedere chi è già tornato, e la via principale, quella del passeggio, appare avvolta in una desolazione da ex Jugoslavia, senza i fori dei cannoni. I negozi sono chiusi, e non per ferie; solo alcune grandi marche in franchising  per uno strano motivo ancora si fidano ad investire nella nostra scalcagnata ex provincia, ma la maggioranza delle attività commerciali storiche ha dovuto battere in ritirata prima del fallimento. Le serrande abbassate, la sporcizia che regna nei locali vuoti, vecchi cartelloni pubblicitari ormai sbiaditi e bruciati dal sole.
Mi rifugio in un bar, un caffè dona consolazione; è Domenica mattina, il bar ha quattro sparuti avventori. “Speriamo che da domani sia meglio, la gente dovrebbe tornare a lavorare” mi confida il barista, e ci scambiamo un sorriso di solidarietà, confidando nel fatto che peggio di così non si può andare.
Dal centro mi dirigo nel borgo antico, unica e rara salvezza per un turismo traballante e molto spesso muto. Quattro sono i bar, tutti aperti e per il resto il nulla; mi domando: “Ma un turista ha solo sempre fame? Magari un libro lo compera, o un gadget, una maglietta, una rivista…”. Pare che la squadra attiva al Comune stia collaborando alla decrescita e alla paralisi totale di una città semideserta, una città destinata a diventare un dormitorio, dalla quale tutti stanno fuggendo, e chi resta, resta solo per lamentarsi.
Dal borgo antico decido di godere della natura che, ancora ricca, avvolge questo spicchio di vita italiana. Non mi inoltro nei sentieri di montagna né in boschi incolti, ma seguo le indicazioni per un parco cittadino, un’aera di verde spontaneo rigoglioso ma salvaguardato e curato dalle manovalanze comunali. Uno scempio, un degrado assurdo, piante rotte secche a terra, erba e rovi a rendere quasi impossibile il passaggio. Cartelli illustrativi danneggiati, panchine distrutte. L’unico desiderio: venirne via al più presto.
Questa è la decadenza.
E si aggiunge in maniera pesante e forte, con atti concreti, a quella profonda in atto da tempo nella mia mente e in quella dei cittadini tutti, giovani e vecchi che siano. Un senso di stallo, di non ritorno, di blocco mentale e fisico. Ci si guarda intorno con diffidenza, con speranze vane e pochi, pochissimi desideri e fiducia nel futuro.
Questa è l’immagine di una città che sta morendo e trascina con sé i buoni propositi e le speranze di chi crede che arrendersi sia il peggior fallimento mai messo in atto.
Chiara 

giovedì 29 agosto 2013

Aspettando il derby con Cannella e Fiscante

Che non sia una partita come le altre è assolutamente chiaro, che i ragazzi ci tengano a fare una bella figura è altrettanto legittimo, che ci sia rispetto per l’avversario di un sabato pomeriggio è naturale. La Libertas Astense si avvicina alla prima uscita ufficiale al Palasanquirico con molta umiltà e voglia di fare bene. La tre giorni di preparazione al Mombarone Wellness Center di Acqui è servita alla squadra agli ordini di Gianfranco Lotta e di Marco Cortese a trovare i giusti equilibri, a caricare di lavoro fisico i ragazzi e a cercare anche quella velocità di movimento che nel calcio a 5 è quanto mai utile oltre che necessaria. L’attenzione agli schemi, la serietà del lavoro effettuato hanno decisamente sorpreso lo staff tecnico, consci della maturazione del gruppo e della gran voglia di scendere in campo per questa avventura della serie B che la società sta preparando nei dettagli.

Gioele Cannella
Com’è il tuo approccio con la nuova società ?
Decisamente positivo si lavora bene; sotto il punto di vista personale è un gruppo che mi piace, gioco in una squadra composta da italiani, vedo una squadra bene assortita e con la voglia di fare molto bene
Cosa porti della tua esperienza ?
Porto la voglia di vincere, quella mi è stata sempre trasmessa sono stato in una squadra con grandi campioni che ti tramettono tanto sotto il punto della carica e della voglia emotiva. Emozione importante e quanto mai necessaria in una competizione nazionale e poi spero di aver imparato qualcosa sul campo e di poterlo naturalmente dimostrare e poi mi sono portato dietro Edu (ride guardando il compagno)
Scontato chiederti cosa hanno i campioni brasiliani in più ?
Sono più avanti dal punto di vista tattico, sono anni luce davanti a voi, il loro stare in campo e la visione di gioco

Manuel Fiscante
Davanti a un buon caffe parliamo partendo dalla passata stagione
Eravamo un ottimo gruppo è stato solo un po’ difficile all’inizio, ma poi siamo arrivati io Adil e Fabio dal Carmagnola e strappare la promozione è stato molto bello e divertente
La serie B ?
In serie B un'altra faccenda ci siamo rinforzati abbiamo perso Adil ma con Edu abbiamo un giocatore di una categoria superiore, vedremo, siamo solo all’inizio
Com’è il girone ?
Non conosco bene le squadre del girone ma una delle pretendenti alla promozione credo sia il Bra, sarà un girone equilibrato c’è la possibilità di arrivare ai play off o almeno ci proviamo
Come sarà la prima in casa già sabato al Memorial Penna ?
Il 31 agosto quadrangolare difficile, metrature enormi, il Palasanquirico mette sicuramente soggezione, ci sarà tanto pubblico vedremo come andrà a finire.


E’ tempo di preparare il torneo sabato l’esordio nel derby il mister fa pretattica sullo starting five anche se una pedina fissa c’è, ed è Edu, alla prova contro i suoi ex compagni. Partita secca da venti minuti, fischio d’inizio alle 15,45

Allegri: Ciapa no


Metti una sera davanti alla tv a vedere la tua squadra, un match non facile contro una squadra sempre ostica, una partita indirizzata da un tiro potente ma non irresistibile, un centrocampo che non filtra molto, una difesa spesso preda di amnesie, un portiere all’altezza che blocca tutti i pericoli. Alla fine vinci tre a zero e porti a casa una qualificazione all’Europa che conta e, probabilmente, un budget maggiore che ti consente di programmare altre spese e investimenti ma senza esagerare. Una serata forse tranquilla e invece no, il livornese fumantino, indispettito per l’approccio mediatico alla partita, a modo suo, ma sbagliando tempi e uscite, cerca di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. 

Quello che emerge è un quadro decisamente nero degli umori che circolano in casa Milan. Allenatore sicuramente discusso dalla società (ma allora perché rinnovargli l’incarico); poco amato dagli spogliatoi e dal gruppo (le cessioni in questi anni ne sono emblematiche: da Pirlo fino ad arrivare ad Ambro) poco feeling con la Curva (punta su Matri ma i tifosi dicono di no). Certo riconoscergli il merito di aver vinto un titolo (ma con la campagna acquisti del 2010 forse sarebbe stato difficile fare il contrario), di aver rottamato la vecchia classe dirigente (da Ronnie a Seedorf, da Nesta ad Ambro passando per Pirlo – l’errore più grande) e di aver condotto la squadra lo scorso anno a un insperato terzo posto. 

Rimane però un giudizio sospeso, perché non ha rivinto il titolo con una squadra oggettivamente più forte della Juve nel 2012, ha una visione del gioco particolare, poco incline alla velocità e soprattutto non legge molto bene le partite, prima di fare un cambio passa troppo tempo. Non è poi un grande comunicatore e la battuta delle dimissioni ieri è venuta decisamente male e ha ingenerato più confusione che altro. Ci aspetta un anno complicato e molto litigioso e forse con il senno di poi diremo che sarebbe stato meglio cambiare prima. Ma perché dobbiamo farlo sempre dopo. 

martedì 27 agosto 2013

La Santa Inquisizione ponderanese


Rimango decisamente basito, ma ormai non bisogna stupirsi più di nulla, degli ultimi fatti di cronaca intercorsi a Ponderano, che parlano apertamente di controlli a tappeto per “schiantare” il fenomeno dell’abusivismo edilizio soprattutto quello legato agli orti e alle piccoli appendici domestiche. In un clima così pesantemente vessatorio, in cui l’economia nazionale soffre, invece di aumentare la disponibilità degli enti pubblici verso il proprio cittadino, si palesa l’atteggiamento opposto, mi chiedo dove stia il buon senso. Se tanto mi da tanto, si tratta di piccoli fabbricati spesso utilizzati come depositi di strumentazione agricola nella stragrande maggioranza dei casi, non per grandi coltivazioni ma per piccoli appezzamenti che contribuiscono all’economia domestica producendo prodotti a chilometro zero. Insomma due pomodori e tre patate nel migliore dei casi.

Non parliamo poi dei benefit nei confronti, presumo, nella stragrande maggioranza dei casi di pensionati, di coloro che li coltivano che evitano magari di stare una giornata intera attaccati al tubo catodico e magari con un po’ di movimento beneficiano anche a livello di salute e non solo per ripianare il budget familiare. In questo senso occorrerebbe che il buon senso prendesse il sopravvento sia da parte delle istituzioni che da parte dei pubblici ufficiali, i quali facendo le dovute valutazioni di ogni singolo caso non vessassero ulteriormente i già spremuti cittadini.


Con le regole certo si sopravvive, ma con troppe regole e con il maniacale rispetto delle stesse probabilmente si corre il rischio di perdere il confine tra realtà e fantasia. I problemi del nostro paese sono ben altri che non gli editti di abbattimento. Si verificherebbe poi una cosa curiosa: forconi e rastrelli non più posizionati nei capanni sarebbero utilizzati e portati in giro per raggiungere i campi coltivati, dobbiamo a questo punto costringere tutti a comprare mezzi agricoli adeguati e ad eventualmente avere il porto d’armi per i medesimi forconi?

lunedì 26 agosto 2013

Libertas Astense una preparazione atletica



E’ una giornata di fine estate, il clima uggioso non promette nulla di buono, le nuvole basse non aiutano l’umore di prima mattina, ma in realtà, come all’inizio di un anno scolastico i ragazzi dell’Astense arrivano con le loro borse cariche di entusiasmo, del meritato riposo estivo, è già desiderosi  di mettersi in gioco. Nel campetto in sintetico prima del discorso da primo giorno del Mister Gianfranco Lotta, c’è tempo per una visita istituzionale quella del Sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, venuto fin qui al Mombarone Wellness Center di Acqui, a salutare i ragazzi. Dopo la foto di rito Lotta comincia a enunziare la filosofia della società e del lavoro di gruppo. E poi via verso le prime corse utili per fare un po’ di fiato. Ci sono anche le ragazze di questa nuova scommessa portata avanti dalla Libertas Astense. La mattinata prosegue con l’esercizio fisico intervallato da qualche nuotata e anche da un mini torneo di beach volley. Nel pomeriggio però si torna in palestra, sotto lo sguardo vigile dello staff tecnico, si provano lezioni di tattica, qualche schema per implementare la velocità e la rapidità di un gioco che è essenzialmente composto da due tocchi e via. Il gruppo storico della promozione si interfaccia con i nuovi innesti e sembra che abbiano giocato insieme da tempo. Vedere il buon Edu Dias sottoporsi alla fatica dei primi calci con l’umiltà di un giocatore appena arrivato dà il senso di questo sport, ma qualifica anche la grande famiglia dell’Astense. Dal Capitano Maschio fino a Fiscante, da Tropiano a Cannella tutti lavorano a piè sospinto per essere in forma fin da subito e Il 31 agosto al Palasanquirico attende già i ragazzi a una prova difficile ma molto didattica contro il team che milita in serie A

La parola ai protagonisti:


Coach Gianfranco Lotta (..) i ragazzi stanno prendendo molto bene l’approccio della prima seduta, abbiamo cercato di unire la fatica e il divertimento e vito il buon clima sviluppato direi che ci siamo riusciti
(..) La preparazione sarà svolta molto sotto il profilo atletico, prima dobbiamo avere degli atleti in forma  e poi dopo viene la tattica. Cercheremo di lavorare molto sulla difesa


Edu Dias (..) esperienza nuova dovrò adattarmi, ma sono molto molto motivato, ho già visto che i ragazzi sono molto bravi, spero di poter aiutare con il mio contributo ma non ci sono stelle io sono uno come tutti gli altri (..) Conosco il Bra, il Carmagnola è presto per dire delle eventuali difficoltà, speriamo solo di far bene è un’esperienza nuova per tutti. La tattica giusta ! Si vince sempre con una buona difesa, non prendere goal e poi con la qualità che abbiamo in mezzo dovremo riuscire a realizzarne.


Capitano Andrea Maschio
Finalmente non vedevo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Abbiamo fatto un gran gruppo, tantissimi buoni acquisti Edu i giovani che hanno vinto la coppa Italia under 21 con l’asti e poi il gruppo storico. Son qui da cinque anni ed è sempre stato un crescendo.. Girone molto equilibrato le squadre piemontesi se lo giocheranno tutti per la media alta classifica. Prato e Grosseto le più forti e noi le affronteremo subito. Partire bene e fare più punti possibili in casa. Sabato sarà una bellissima vetrina, un onore. La presenza di Edu uno stimolo tanti di noi hanno solo da imparare da Edu, è un campione

  

sabato 24 agosto 2013

Minessi: Biella è una fede e i veri credenti non mollano



Una maglia: la numero 6, una fede: la Pallacanestro Biella che non si discute, un amore per la città incommensurabile, un attaccamento viscerale alla patria del basket piemontese degli anni 90 e dei primi 2000. Un territorio tranquillo che ha eletto a suo buen ritiro. Il Mine è uno sperimentatore di emozioni, si butta a capofitto in tutto quello che fa con l’energia di un ventenne la voglia di un bambino e la passione di un uomo che sa mettersi sempre in gioco. Gentilissimo e disponibile si concede di buon grado al fuoco di fila delle domande ma non perde di vista le cose semplici, se ritarda anche solo di cinque minuti ha la premura di avvisarti, in un mondo in cui la cortesia è spesso un lusso poco sbandierato, fa particolarmente piacere. Concetti chiari e semplici come la pallacanestro che ti faceva vedere in campo ma è la grinta che ci mette che ha sempre fatto la differenza e che lo ha eletto a vera bandiera di Biella. Lui si schermisce ma lo vedi quanto ci tiene proprio dal suo incipit (..) una fede è una fede e non c’è niente altro (..)
 
Banale forse chiedergli qual è il ricordo migliore (..) l’ultimo il canestro contro Cantù. Ho giocato un anno in serie A ringrazio la società per avermi dato quella possibilità e la mia carriera è finita con quell’emozione È stata il raggiungere un sogno, tutti noi abbiamo dei sogni che facciamo da bambini i sogni te li dimentichi, io no, ho avuto questo sogno quello di segnare nella massima serie e di farlo con Biella e quindi il mio proposito partito vent’anni prima ha avuto compimento . Mi può capire solo chi è riuscito a realizzarne uno, un sogno realizzato in una frazione di un secondo.
 
E allora è giocoforza chiedere al Mine chi si sentiva quando calcava i campetti da piccolo (..) tutti e nessuno in particolare, ero un po’ volubile (ride ndr) giovano mezzora a basket e mi sentivo Jordan e poi prendevo la palla dal calcio e si giocava a football e provavo a fare Maradona e poi mi mettevo a giocare anche a baseball. Insomma la sua era una vera e propria vita sportiva in cui il divertimento e l’agonismo la facevano da padroni
 
Ma la passione, quella vera, familiare trasmessa da genitore a figlio sono i motori, meglio se a due ruote, ma non tanto per una passione sportiva, anche se Valentino Rossi è un icona. Qui ci sta il concetto di libertà, inforcare una Harley Davison e di correre in sentendo i profumi della terra che ti circonda, senza essere collegato a telefonini e tecnologia è quanto di più bello ci possa essere. Lo vedi ancora oggi sfrecciare per le vie della città legato a questa passione. Minessi sarebbe il prototipo del free ride tipico che partecipa senza scuderia alla Parigi Dakar, ma non quella dei giorni nostri, quella antica e dal sapore agreste di  Thierry Sabine.
 
L’attualità vede il Mine a supporto della squadra e ha ingaggiato non solo il personaggio ma anche la sua grinta, contagiosa e utile per una squadra che ha l’obbligo di ritrovare freschezza ed entusiasmo. (..) E’ bello alzarsi la mattina avere migliaia di cose da preparare e poi chiudere con un intervista (erano le sette di sera ndr) Nel mio piccolo spero di portare il mio mattone, sono nella terra di mezzo tra squadra e società e io nella terra di mezzo ci sto benissimo, vedo un grande entusiasmo e lo sento. Biella è ormai una fede i veri credenti non mollano la fede.

Grazie di esistere Mine 

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...