domenica 11 agosto 2013

Lega di governo con Piazza Duomo, vespasiani, bollette care ecc


Credo senza tema di essere smentito che compito di una persona di un gruppo e anche di un Governo debba essere quello di soccorrere e di salvare i nostri simili ancorché siano persone provenienti da realtà e da stati differenti. Le sterili polemiche sulla tempestività di soccorsi ai migranti, perdonatemi ma non mi sento maltese e non vorrei mai girare la testa e la sguardo altrove mentre qualcuno soffre e rischia di morire, non ci riesco. Prendere spunto da questo tema per criticare il Governo mi sembra francamente fuori luogo, queste non ci devono far perdere di vista quale debba essere la missione dell’esecutivo prima di tutto: procedere in fretta con alcuni temi e poi tornare a votare.

 Imputare all’attuale Governo disastri di natura economica e di scarso impegno quando ci troviamo di fronte a un esecutivo posticcio e frutto di un alleanza anomala fra gruppi differenti deve mettere lo stesso Governo nelle condizioni di fare solo ed esclusivamente due cose: una riforma elettorale, un contenimento delle spese e della salvaguardia dell’economia e una razionalizzazione della spesa pubblica. Tutto questo con il concreto obiettivo di andare presto alle elezioni per consegnare a una forza politica coesa il futuro del nostro paese. Il disastro del decennio precedente, frutto di una non politica, in cui oggi chi si lamenta è stato di fatto fautore dello stallo in cui ci troviamo. Un governo Monti inutile prima e quello attuale sono serviti solo a puntellare una situazione che può e deve essere risolta in altro modo.

Pontificare ora come fa il segretario della Lega Nord biellese sulle priorità di gestione della cosa pubblica dopo che hai concorso a mandarle quasi in rovina lo stato mi porta a fare una domanda. Lasciamo perdere per un momento lo stato dell’arte a livello nazionale e guardiamo laddove loro ora sono maggioranza ad esempio il Biellese. Osservando solo la cronaca di questi giorni: è priorità per l’economia biellese il rifacimento di Piazza Duomo, l’esosa cifra messa bilancio per tre vespasiani, il primato tutto biellese del caro acqua per quanto riguarda il Cordar, tra l’altro in una delle province notoriamente più ricche d’acqua. Visto che in queste realtà la Lega è forza di Governo e quindi nelle possibilità di determinare la politica attiva come intende muoversi ? O sarà anche in questo caso colpa del Governo Letta.

Beppe Rasolo – Partito Democratico

martedì 6 agosto 2013

Marco Lino: l'uomo che ama la Curva


L’uomo della curva e delle curve come ama definirsi: godereccio esistesse l’inferno di Dante sarebbe da esempio nel girone dei golosi; le sue passioni: le donne, animali, bere e mangiare e naturalmente la vita da ultrà Un accezione negativa quella della vita del tifoso ma non è così. Persone che condividono il tifo in compagnia che urlano e cantano per ore nei palazzetti e nelle curve goderecci pronti a menare le mani ma spesso e volentieri solo in aria, che si fanno migliaia di chilometri per accompagnare giocatori e squadra e per condividere la gioia per uno scontro, meglio se vittorioso e per trangugiare anche la fiele di una sconfitta.

Sono loro quelli che rimangono attaccati alla squadra e ai colori che non li abbandonano mai nella gioia come nel dolore. Lino è così, un sanguigno, ma è un gigante buono capace di imporre la sua mole tra i tamburi e di cantare a squarciagola contro gli avversari e sostenere la squadra ma poi finito l’evento lo trovi li a dare una mano ad aiutare a ripulire il palazzo che magari ha contribuito a sporcare. Un emblema del tifo l’attaccamento ideale mi ricorda tanto Bambino (mi perdoni l’accostamento il Lino) un gigante che avevo conosciuto in curva sud a Milano imponente e maestoso pronto a sostenere il suo capo, il Basten, e tutta la curva. L’ultrà è fatto così spirito cameratesco e di corpo. Non si abbandona mai la squadra il gruppo e la compagnia.

Lo troviamo in una afosa giornata di luglio li a sorvegliare in questa canicola estiva il Palazzo, dopo un fortunale, pronto ad asciugare l’acqua che ha fatto capolino.
Che sia un personaggio lo comprendi subito alla domanda come preferisce essere chiamato capo ultrà, gruppo lui risponde semplicemente LINO

Seguo Biella dalla A2 prima ho fatto quindici anni nella curva della Juve, il basket lo vedevo a Telebiella, mi piaceva mi son presentato come semplice tifoso insieme ad altri amici con cui seguivo la Juve e la Biellese calcio. Poi dopo le prime volte ho chiesto al Caio se potevo portare un tamburo e da li ho cominciato sempre più a far parte del sistema del tifo Pallacanestro Biella.
Gli chiedi se è più bello tifare in casa o fuori, la risposta è scontata: in trasferta li posso guardare bene la partita incazzarmi insultare e godermi la trasferta anche dal punto di vista culinario, in casa ho un ruolo
Chiedergli la differenza tra calcio e basket è quasi un obbligo ma la risposta è precisa: il basket tutta la vita anche se non rinnega il tempo passato in curva a Torino. Forse i veri ultras non sono tantissimi a Biella ma si fanno sentire e molto.
Da anni svolge il ruolo di custode del Palazzetto, ruolo che deve essere ancora definito per il futuro alla luce degli sviluppi di quest’ultimo periodo, però gli aneddoti sono divertenti, dal buon rapporto con Cancellieri allenatore comprensivo agli italiani con cui detiene ottimo feeling  anche quando si presentano da avversari al Palazzetto e altri come il buon Mine che appena tornato è stato immortalato nel taglio dell’erba fuori dal Palazzo con Lino. Poco feeling forse per via della lingua con gli americani ma sorride pensando al buon Pervis Pasco che quando vedeva il Lino sorrideva e rideva sempre
La memoria storica e sportiva del Lino è fantastica ti snocciola risultati e ricordi come fosse un almanacco e allora ricordiamo anche quella volta che Biella era sotto di parecchi punti a poco dalla fine e poi (…) io ho tolto gli striscioni e li ho portati via e mentre tornavo indietro sentivo i miei amici che continuavano a urlare di gioia, non son più riuscito a tornare nella prima fila ma quella è la vittoria che mi ha dato più gioia e non solo per la rivalità storica con Cantù. La domanda successiva è quindi provocatoria lo rifaresti ?? (..) per niente al mondo la risposta altrettanto sincera del Lino alla faccia della scaramanzia

Questa montagna umana è un florilegio di tatuaggi (a sfondo sportivo e politico come ama ricordare lui ) Habere non haberi la scritta che campeggia sotto un bicipite scolpita come un vero e proprio comandamento. Eppure non emana violenza e tutta la bruttura che emerge dai racconti spesso esagerati di un universo che si comprende poco.

Siamo gemellati come Vecchia Guardia con Milano e con gli altri odio profondo ?? Assolutamente no non c’è odio, c’è sfotto questo si, anzi io ammiro le tifoserie come quelle di  Avellino che fanno grandi sacrifici per andare in trasferta non c’è quindi livore e poi Lino ha un debole per quelle curve che hanno molti tifosi della Juve.

Ma su un fatto Lino non ha dubbi il venti ottobre derby con Torino o meglio (..) Moncalieri San Mauro loro di Torino hanno solo il palazzetto ma io li aspetto questi quando Raspino giocava alla Paffoni loro già cantavano che cazzo ci fa Biella in serie  A e io non dimentico e poi i curvaioli son tifosi del toro

Calmo e placido Lino racconta emozioni e sensazioni e tutte le sue passioni dalle donne (basta dare un’occhiata alla bacheca di facebook per comprendere i suoi gusti) al cibo (si beve e si mangia come dei forsennati in trasferta ma uno deve rimanere lucido sia all’andata che al ritorno per la guida) e infine agli animali, i suoi cani Guendalina e Carolina sono ormai una mascotte del Palazzetto e come dice lui stesso sostengo la campagna di Rocco Siffredi contro l’abbandono

Bravo Lino su questo siamo con te come anche per tutto il resto: Forza la Biela


Bosio: il marketing elegante di Pallacanestro Biella (basketinside)


L’uomo delle 4 P di kotleriana memoria:  Presenza, Produttività, Pazienza e, Pervicacia il paragone con il guru del marketing non è a caso, le migliori risorse la Pallacanestro Biella le ha sempre trovate in casa e se Laganà ha raggiunto le alte vette europee sportive il merito è quello della società di aver creduto nei suoi gioielli. Ora si tenta lo stesso tipo di percorso anche per chi si deve occupare di risorse e di comunicazione e la scelta potrebbe e dovrebbe essere appropriata  
Stesso discorso quindi potrebbe farsi per Niccolò cresciuto all’ombra della società e sempre più responsabilizzato fino a raggiungere le alte vette attuali dopo aver appreso sul campo e a scuola tutto quello che può essere utile alla causa. Scuola montiana alla Bocconi quella che deve fare di necessità virtù Bosio unisce le qualità indispensabili dell’economia a quelle altrettanto reali dell’eleganza e dell’aplomb di Piazza Affari. Compito non facile il suo e su cui tutti puntano, occhi puntati addosso che non fanno paura e che anzi danno uno stimolo in più. Dai primi passi si intuisce una pragmaticità biellese unita a una visibilità milanese. Il primo ad arrivare alle conferenze l’ultimo a staccare, tifoso di ghiaccio quante volte lo abbiamo visto smoccolare in silenzio la scorsa stagione attaccamento alla squadra proverbiale e che ha saputo tramettere e infondere grinta fino all’ultimo
Giovanissimo tanto è vero che la scintilla scocca presto nel 1998 (..)  quando andai in terza media a vedere una partita di basket in lega due vecchio palazzetto poi abbonamento e serie A facendo tutta la trafila classica dello sportivo tifoso. Conciliavo la mia passione sportiva e la domenica era scandita da ritmi fissati alle 15 al Delle Alpi perla Juve e poi alle sei al Palazzetto
Sportivo doc di leva calcistica anche se si schernisce (..) sono un calciatore di modesto livello, un ala sinistra classica buoni piedi modello Vucinic (tanto per non perdere il vecchio amore per la Signora) un po’ più arretrato con il gusto per la zampata sotto porta. La mia passione sportiva più grande però è stato il golf dove ho raggiunto buoni risultati
Ma è l’università il trai d’union con Pallacanestro Biellla (..)  5 anni fa avevo bisogno di una stage per tre mesi era l’anno dell’Eurocup e grazie a Marco Atripaldi sono entrato nel gruppo dapprima per sei mesi per lo stage e  poi il primo contratto la parte comunicativa e poi il mktg.
Il bello di lavorare in questo sport è che ti mette in contatto con sportivi che vedi lavorare con te un professionista come Teo Soragna, Fred Johnson e naturalmente Pietro Aradori mi piacciono i tiratori chi si prende la responsabilità nel calcio come nel basket e perché no anche nella vita(..) E’ sicuro quando parla Niccolò e d’altronde deve essere così per chi fa il suo lavoro le certezze e le idee su cui costruire devono essere salde. Ricorda anche un episodio curioso come quella volta che giocò – o sarebbe meglio dire forse insegnò (ma questo lo dice il cronista), golf con Del Piero e Mauro, nove buche. Per chi ha fatto notte al delle Alpi guardando la semifinale Champions del 2003 (3 a 1 al Real n.d.r.) deve essere stato come toccare il cielo con un dito
Tempo libero con la storica fidanzata Carlotta, a cui magari chiederemmo conto della “famosa” insalata Bosio, e le classiche passioni di un giovane lavoratore emergente
Mentre smanetta l’ultimo comunicato stampa sulla tastiera, pensa a come potrebbe essere la stagione e magari all’opportunità di ritornare nel massimo campionato magari tra una stagione o forse due e allora lui stesso alla consolle dell’audio del Palazzetto vorrebbe far risuonare Noi siamo ancora qua. E’ più di un inno. Per Bosio e anche per molti tifosi della Pallacanestro Biella una certezza

lunedì 5 agosto 2013

Stipendi dei manager pubblici: bisogna intervenire subito

Quando fai fatica ad arrivare alla fine del mese, quando hai difficoltà nel reperire risorse, quando i tuoi committenti non ti pagano adducendo le scuse più assurde e perverse e tu sei li che invece a fine mese devi versare i contributi e pagare gli F24 (pardon a metà mese) ti prende un senso di sconforto. Quindi cerchi soluzioni guardando a un futuro che speri roseo, ma il tempo delle favole è purtroppo già passato. Poi ci sono i giorni in cui apri il Mondo (nel senso del settimanale del Corriere della Sera) e vedi uno di quei servizi in cui le tue budella si attorcigliano in modo proporzionale ad un incazzatura che vedi attraverso lo snocciolamento di certe cifre.

Uno dei mali dell’Italia e delle piaghe che continueranno a imperversare sono gli stipendi dei manager di società pubbliche che straguadagnano come nemmeno i più acuti manager privati riescono.  Vedere le cifre riportate dal settimanale fa rabbia. 1 milione di euro per chi gestisce la Cassa Depositi e Prestiti in un momento in cui i comuni hanno estrema difficoltà ti fa rimanere allibiti. Ci sono poi i 550 mila per l’Istituto Poligrafico dello Stato e si usano gli spiccioli per favorire la cultura tra i giovani. Del quasi milione per l’ad delle ferrovie ormai sembra un dato scontato, ma verrebbe da dire che forse un occhio di riguardo in più per i pendolari sarebbe meglio.


L’elenco potrebbe essere infinito perché tutti i vari ad dg degli enti pubblici fino ad arrivare a chi lavora nei ministeri, negli enti pubblici ai comuni andrebbero regolamentati meglio e con tetti legittimi. Si parla tanto di casta dei politici, ma anche questa non è male e sarebbe il caso di intervenire subito. Perché fino a prova contraria deve esserci una dignità per tutti.

giovedì 1 agosto 2013

C'era una volta ..................

(Foto Milano today )


Cera una volta il Milan e l’Inter, in principio fu Berlusconi l’innovazione del marketing e della comunicazione portate all’interno di un mondo che non le aveva sfruttate appieno. L’avvento di un mondo televisivo che intravedeva nel pallone business e ricavi, la lievitazione dei prezzi, gli ingaggi migliori, i personaggi che fecero tendenza il Milan degli olandesi, l’Inter dei tedeschi, il  Milan degli invincibili e poi qualche oculatezza in più ma silvio e massimo non lesinavano contratti e spese e se da un lato la colonia brasiliana prese il posto di quella europea, il Sudamerica a strisce bianco blu di San Lorenzo detto la legge nell’Inter telefonica.
Raggiunto il ruolo di squadra titulata una e con la presa madrilista della coppa che mancava da 45 anni dall’altra i due presidenti hanno tirato letteralmente i remi in barca. Spending review verrebbe da dire subito, mutati desiderata la meno banale realtà. Vedere un campagna impostata su Silvestre da una parte e di Belfodil dall’altra viene da piangere per non disperarsi. E mentre Conte si culla l’Apache pensando di riuscire a invertire la tendenza europea di una squadra che non ha questo dna nelle sue corde e il principe del cinema Laurentis si crede il padrone dell’Italia dopo aver ingaggiato qualche sparuta pepita  assistiamo a queste amichevoli estive.
Pur essendo calcio ferragostano mettono a nudo tutte le pecche di un team, il nostro, che al massimo potrà centrare un traguardo tra il 4/5 posto in Italia e nulla più. L’ultimo fuoco di paglia fu l’ottavo contro il Barcellona lo scorso anno, quest’anno ci toccheranno le briciole e non sarà certo Honda che cambierà le sorti. Un allenatore forse un po’ sopra le righe, un gruppo promettente di giovani ma nulla più, con la punta di diamante di Balotelli non può certo ambire a sostanziosi traguardi. Prepariamoci a stagioni buie e poco produttive e aspettiamo una nuova dirigenza magari anche la stessa, ma più motivata. Oggi non è tempo di festeggiare e le cinque pere prese dalla seconda squadra di Manchester non fa che confermare tale ipotesi.

mercoledì 31 luglio 2013

La conferenza di presentazione del marchio Errea




Angelico mancano solo un italiano e un lungo americano (basketinside)


Che sia un anno nuovo in tutto per Pallacanestro Biella lo si intuisce da quello che per qualcuno sono dettagli, giocatori, marchi e sponsor sta cambiando pelle Biella e per un marchio che abbandona dopo diverse stagioni, un altro che subentra e carica l’ambiente come Errea un simbolo del mondo sportivo che già veste diverse realtà e che in A2 nel basket vestirà ben sei compagni allo stato attuale dei fatti. La Conferenza stampa che si tiene nel Palazzetto come consuetudine vede schierato lo stato maggiore della Pallacanestro Biella. L’occasione commerciale diventa così sotto lo stimolo dei colleghi anche un utile confronto sia sulla parte sponsorship sostanzialmente in stand by anche se molti sono i contatti aperti che su quella sportiva. Detto dell’ultimo annuncio della prolifica guardia Alain Voskuil praticamente fatta per Matteo Chillo italiano da 203. Blindati Lombardi Laganà Raspino De Vico, già detto di Infante. Rimane per chiudere il roster da trovare un italiano possibilmente di esperienza in A2 e un lungo americano. In quest’ultimo caso i nomi sul taccuino di Fioretti sono diversi, la sensazione che l’attesa non durerà più di dieci giorni e prima di ferragosto si scioglierà la riserva, e saranno ne siamo certi atleti che magari coach Corbani avrà già avuto modo di testare ed allenare. Il raduno sarà effettuato il prossimo 21 agosto e il 23 si partirà per una struttura che nel 90 % dei casi sarà a brevissima distanza – Novarello. Il nuovo corso è iniziato e i risultati cominciano ad arrivare. 500 i tifosi che hanno sottoscritto già l’abbonamento e ricordiamo che la vendita libera inizia dal prossimo 5 agosto. Noi ci siamo e ci saremo anche come basketinside infatti prosegue la collaborazione come media partner tra Biella e la nostra testata

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...