venerdì 15 settembre 2023

Merlo e Cavallo il futuro dell'Orange


 

Due atleti, due giovani, due amanti del futsal, due alfieri della nuova stagione targata Orange. A un passo dal titolo nazionale nella passata stagione con l’under 17 ora portano grinta e entusiasmo prospetti utili per affrontare campionato e coppa. Stiamo parlando di Alessandro Merlo e Marco Cavallo

Quali le sensazioni per questa annata ragazzi?

Alessandro Merlo: Sicuramente grande orgoglio perché è il frutto di quello che ho seminato insieme alla società e ai miei compagni, mi aspetto di crescere molto, sono in un gruppo che può dare tanto sia sul fronte sportivo che anche su quello umano fuori dal campo

Marco Cavallo: una bella avventura e un livello di sport molto più alto di quello che abbiamo visto e in cui siamo cresciuti, la sconfitta in semifinale con l’under ci ha fatto comprendere che l’attenzione deve essere sempre altissima, in questo sport ogni centesimo di secondo ha il suo valore e non lo dobbiamo dimenticare

Grinta rapidità, velocità sarà il marchio di fabbrica per la stagione?

Alessandro: sicuramente e speriamo aumenti perché sul campo non dobbiamo mai dare niente per scontato

Marco: certamente la velocità in questo sport è fondamentale

Come sarà l’esordio ?

Alessandro: Emozionante ma sono convinto che ogni partita lo sarà e quando entreremo in campo faremo di tutto per dare il cento per cento

Marco: un sogno certo che si avvera fin da quando da piccoli abbiamo calcato il parquet e che cercheremo di onorare al meglio

Parola d’ordine

Alessandro: divertirsi Marco: vincere

domenica 10 settembre 2023

Prove tecniche di un ottimo futsal

È un pomeriggio di fine estate con temperature molto alte che annunciano più il periodo estivo che non l’imminente autunno, il palazzetto è gremito di tifosi e curiosi delle due squadre e i ragazzi sul parquet non si risparmiano di certo. Lo scontro vede di fronte l’Elledi iscritta alla serie A2 Elite e gli Orange di Mister Patanè. La preparazione è iniziata da pochi giorni, ma chi scende in campo è mosso da un furore agonistico di prim’ordine, Il campionato è ancora lontano, le due squadre però vanno a mille all’ora. Entra subito nel match l’Elledì che vola sul 3 a 0, ma Curallo e compagni non si scompongono a mano a mano prendono le redini del gioco e macinano un bel futsal fatto di velocità e di schemi eseguiti alla lettera. Tutti si muovono in sincrono prima Scavino a porta vuota accorcia e poi nel secondo tempo trova un pertugio al sette su punizione, quando poi uno slalom di Ibra trova il pareggio il risultato è decisamente meritato. Più volte Patane prova il portiere di movimento. Alla fine il match se lo aggiudica Cerbone per l’Elledi, ma il risultato non conta in questa pre season, vale l’impegno e su questo gli Orange sono già in temperatura.  

venerdì 8 settembre 2023

Scavino: "credo nella qualità dei ragazzi Orange"


 

I gruppi sportivi per funzionare al meglio hanno bisogno di persone e di mecenati che investano risorse e passione e ad Asti c’è una persona che, più di ogni altro, crede nei valori fondanti dello sport come momento di aggregazione, di partecipazione ma anche di elevazione. Il Palazzetto porta il nome del suo gruppo e durante le partite, immancabile, lo si vede sugli spalti a incitare i ragazzi con passione e dedizione. Stiamo parlando di Bruno Scavino che, anche in questa stagione, ha legato il suo nome e quello dell’azienda che dirige come partner dell’avventura calcio a 5.

“Gli Orange sono una squadra storica della nostra città, un team giovane che ha entusiasmo e voglia di fare e la molla per ottenere i risultati deve esserne la fame e al tempo stesso il motore, siamo una squadra di ragazzi con giocatori che vantano un’esperienza nazionale under 15, 17 e 19, ragazzi che hanno dimostrato di avere qualità importanti e noi puntiamo su di loro.

La stagione? Ho deciso di investire sull’Orange perché credo nella qualità di questi ragazzi allenati da un Mister che li conosce bene avendoli anche utilizzati nelle giovanili.

Che campionato sarà? Credo sarà un palcoscenico importante che permetterà ai nostri giovani di crescere e di fare bene purchè, ma ne sono certo, sappiano metterci determinazione, costanza, passione e tanta volontà. Il mio interesse è portare Asti ai vertici del calcio nazionale. La qualità di questi ragazzi fa ben sperare.

Obiettivi? Spero sia un’annata carica di entusiasmo, vorrei ritrovare il vecchio spirito Orange che ci spingerà a investire e supportare l’obiettivo che è la crescita dei nostri ragazzi

lunedì 4 settembre 2023

Paolo Curallo: il capitano punta sulla tradizione Orange

Sguardo da professore severo e serietà professionale da far invidia a un trentenne. Ultimo sul campo ad arrendersi e con voglia di combattere che lo porta a correre a perdifiato al Palazzetto. Capitano anziano, ma si fa per dire, di una squadra decisamente giovane. Come tutti sbuffa sulle ripetute in allenamento ma l’obiettivo è quello di arrivare al meglio per l’inizio del campionato. Il nome: Paolo Curallo

Ti pesa essere il più vecchio ?

(sorride ndr) beh sarò del secolo scorso ma del 1997, quindi, sono ancora discretamente giovane come tutto il resto della squadra. Abbiamo una media molto bassa, sui 22 anni e, di fatto, la società ha deciso di ripartire in questa annata da quello che è sempre stato il suo punto di forza ovverosia i giovani.

Tradizione Orange ?

Esatto tradizione Orange, un marchio di fabbrica di cui andare orgogliosi e sono sicuro che potrà dare i suoi frutti.

Sarà un campionato difficile ?

Tutti i campionati lo sono, la serie A2 che faremo è utile per far crescere la squadra, la serie Elite ci sarebbe stata un po’ troppo larga e forse anche un po’ difficile per il gruppo, quindi meglio così con l’opportunità di far maturare al meglio il gruppo.

Obiettivo ?

Fare esperienza, far crescere la squadra e facendolo divertendosi. Le parole d’ordine dovranno essere divertimento e giovani,

Parola del capitano

 

Cinema e storia Oppenheimer e Todaro

Il cinema scopre la storia e lo fa attraverso due film, uno dell’inglese Nolan, l’altro dell’italiano de Angelis che hanno l’approdo nella seconda guerra mondiale. L’epilogo con la bomba dal nome del padre dell’inventore della bomba H e l’altro la storia di un comandante marinaio della Regia Marina- Il film di Nolan è molto didascalico, quasi pedissequo nel seguire con certosina pazienza le vicissitudini e le sperimentazioni per la creazione della superbomba che avrebbe deciso i destini del Giappone e della futura guerra fredda. Lo fa seguendo le vicende umane di Strauss uomo di potere che contrasta o per le meno cerca di farlo il cattedratico. Qui vediamo le contraddizioni umane e le debolezze di un uomo, Oppenheimer, che ha cambiato per sempre il nostro futuro con l’atomo. Le sue idee, i suoi amori, anche le sue perversioni in fondo e poi le sue intuizioni. Tre ore forse sono troppe ma esci dalla proiezione con la consapevolezza di aver gustato una parte di storia, forse misconosciuta. L’altra storia è quella di Todaro comandante di sommergibile italiano che nel corso della guerra affonda ma non infierisce sugli equipaggi nemici. Qui purtroppo si sta scatenando la solita rivisitazione storica in cui, alcuni critici cercano di attualizzare l’evento (non è ammissibile, assolutamente fuori contesto): non si abbandona nessuno in mare, ad altri che leggono in questa agiografia la riproposizione di uno stereotipo: italiani brava gente, che non c’entra nulla con la storia del comandante. Come al solito si preferisce, in italia, romanzare, piuttosto che documentare, e qui sta l’errore. Meno filosofia e più cronaca sarebbe preferibile, per cui andiamo a vedere il film italiano nell’attesa di gustarsi il Napoleone di Ridley Scott e perché no la vita di Ferrari interpretata da Adam Driver.

venerdì 1 settembre 2023

Riparte la stagione della Famiglia Orange (int. al Presidente Pascolati)


Si suda in palestra e al Palabrumar, la nuova stagione targata Orange è alle porte e i primi allenamenti sotto la canicola estiva mettono in evidenza già un buon fiato da parte di tutti. Ci si mette alla prova, e si prepara il fondo che poi dovrà reggere per tutta la stagione. La Dirigenza è a bordo campo che sgrana con gli occhi il nuovo modello che deve affinarsi per essere pronto per le prime prove. Ne approfittiamo per scambiare due chiacchiere con il Presidente Pascolati

 

Presidente Pascolati con quale spirito il gruppo Orange si approccia a questa annata. Largo ai giovani e un gradito ritorno (All Patanè) ?

 

Spero con spirito di ritrovata serenità per tutti e tanta voglia, per i ragazzi, di divertirsi. Ricordiamoci che stiamo giocando, non lavorando…ma lo sport esige regole, determinazione, fatica, abnegazione. Gli sport di squadra anche gruppo, amicizia… In una parola regole di vita. Sul ritorno di “Pata”in prima squadra, per noi, in realtà non è mai andato via…i risultati della scorsa stagione a livello giovanile a livello nazionale sono merito suo, da dividere con tutto lo staff, da Davi a Iglina…poi in una società a volte si sono opportunità con cui occorre fare i conti

 

Dai primi allenamenti abbiamo visto tanto intensità, velocità e voglia di fare bene, ma soprattutto grinta sarà il marchio di fabbrica degli Orange in questa stagione

 

All’inizio stagione lo spirito è sempre quello di colui che dopo una abbuffata dichiara buoni propositi di dieta…occorre poi essere capaci di farla…Certo che da una squadra molto giovane, la corsa, la grinta, la voglia di far bene, l’entusiasmo non può e non deve mancare…

 

 

Col senno di poi, la terza categoria Nazionale (A2) sembra proprio il palcoscenico ideale per la crescita di  molti giovani, alcuni dei quali provengono da quello squadrone che è arrivato terzo in Italia con l’under 17 ?

 

Questo lo dovranno verificare i ragazzi…se fossi uno di loro di tale sfida sarei però entusiasta…. piuttosto di dimostrare che non sono da serie A, dopo che ci sono arrivato, mi butterei a capofitto, l’occasione passa una volta sola in genere…

 

Parola d’ordine di questa annata?

 

Quella di sempre…. Ricordatevi che siamo una famiglia e tutti lavoriamo per il suo bene… sempre e comunque! la “Famiglia Orange”

Spiagge ..... di lotta (Omaha, Dieppe, Dunkirk)

Omaha, Dieppe, Dunkirk, per chi ha seguito le tappe della seconda guerra mondiale sono tre spiagge su cui si è deciso il destino dell’Europa nella seconda guerra mondiale. Visitarle e toccare con mano i luoghi di questi eventi storici ti lascia delle emozioni indescrivibili; essere li nei luoghi fisici in cui tanti anni prima si sono decisi i destinati non solo della guerra ma anche di un modo di essere, dell’Europa; oltre che le fortune personali dei singoli soldati. La rena della spiaggia di Omaha è densa, frutto di una marea continua, una spiaggia lunga con una camminata verso il declivio che ha fatto rimanere allo scoperto le migliaia di soldati che qui hanno preso terra. Gli ostacoli messi per bloccare i mezzi corrazzati di sicuro non hanno inficiato più di tanto l’avanzata alleata ma di certo correre allo scoperto per centinaia di metri sotto il fuoco delle MG42 non deve essere stato facile, un luogo dove la fortuna di sopravvivere per i primi che l’hanno affrontata era determinata dal caso e non certo dalla perizia. Vedere Point de Hoc poi la scogliera a picco presa dai Rangers Americani ha dato un altro tutto al cuore, ancora visibili i crateri dove i grossi proiettili delle navi non hanno lasciato scampo ai difensori. I musei carici come non mai di reperti non danno la stessa sensazioni dei luoghi in cui avvenne questa battaglia. Dopo Entretat e le sue scogliere bianche che la fanno assomigliare a una piccola Inghilterra c’è Dieppe, dove il 19 agosto si immolarono migliaia di canadesi nel vano tentativi di alleggerire il fronte orientale. La scelta di quella spiaggia fu sicuramente pessima, perché andarono a infilarsi in un imbuto e furono facile preda dei tedeschi, un vero e proprio massacro, qui la riconoscenza dei francesi si vede nel memoriale che mette in bella evidenza le foglie d’acero che sono il vanto della bandiera dei cugini canadese. Altri 200 km più in su e si arriva alla spiaggia di Dunkirk, in territorio francese, qui l’immersione nel recente film di Nolan è totale, lo scenario su cui è stato girato il lungometraggio è palpabile, la rena infinita che conduce ai moli su cui centinaia di migliaia di soldati si accalcavano per tornare in patria è resa evidente. Sembra quasi di poter toccare con mano quelle file infinite di inglesi pronti a tornare in patria e timorosi delle incursioni degli Stukas. Insomma le emozioni non mancano e passare a distanza di tanti anni per chi la storia l’ha letta e studiata ti fa sembrare parte di ciò che è successo

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...