sabato 21 gennaio 2023

Teatro Sociale fischia Collina senza var


 Un arbitro ieratico, istrionico, un personaggio più legato al mondo dello spettacolo che non un classico referee dei tempi che furono quando ai giudici del futsal non era concesso il dono della parola. C’è il tutto esaurito al Teatro Sociale molti gli arbitri presenti, tra cui alcuni in attività internazionale come Chiara Perona, uno dei migliori fischietti del calcio a 5. L’inizio della serata, condotta dal giornalista Alciato, è tutta dedicata alla storia del bolognese di origine e viareggino di adozione; dagli inizi fino ad arrivare alle partite che lo hanno reso celebre come le finali di Coppa del Mondo in Giappone nel 2002 e quella di Champions del 1999 con il rocambolesco sorpasso del Manchester di Beckham ai danni del Bayern Monaco di Oliver Khan. Poi una lunga digressione sul Mondiale in Qatar, gestito da Collina in qualità di Presidente della Commissione Arbitri della Fifa. Nel corso della serata vengono resi evidenti le qualità diplomatiche e dialettiche dell’arbitro che si destreggia in modo brillante al microfono tra ricordi e commenti, compreso il giudizio non espresso nei confronti di Byron Moreno, anche se chiede di rimuovere l’immagine del fischietto sudamericano dal tabellone in cui compare alle sue spalle. Viene poi il tempo delle domande e, a parte una provocatoria sul nubifragio di Perugia, anche questa scansata con estrema maestria, diventa di fatto una lectio magistralis dedicata al mondo arbitrale, tra regole comportamenti, uso della tecnologia e abilità nella gestione del campo. Insomma alla fine con grande capacità riesce a fare sul palco quello che gli riusciva benissimo in campo, gestire la serata prendendosi la scena con un tocco finale di romanticismo per sua moglie. Niente da dire numero uno.

pubblicata su newsbiella 


venerdì 20 gennaio 2023

Da Report alla Sentenza settimana orribile ma sono gli unici colpevoli ?


 Non proprio una settimana brillante per i colori bianconeri dapprima una puntata di Report dedicata alla società di Torino con il solito scopo quello di demonizzare il mondo del calcio per trovare malfattori e colpevoli e poi la sentenza della FIGC che certifica 15 punti di penalizzazione al team di Allegri. Insomma lontani i tempi dell’Avvocato quella in cui quella squadra era intonsa e intoccabile e rappresentava i dogmi della società perfetta dentro e fuori dal campo. Dopo il Purgatorio della serie B in calce al mondiale tedesco che ci ha visto primeggiare Madama era tornata nell’empireo del movimento 9 scudetti e una serie di coppa, due finali di Champions perse, uno stadio gioiello di proprietà, una serie Amazon a testimoniare la bontà di un movimento insomma tutto sembrava tornato indietro nel tempo. Un po’ di invidia c’era ma a parte Muntari non si poteva certo recriminare. L’operazione Ronaldo è stata di fatto quella che ha scoperchiato il vaso di Pandora, un investimento sbagliato che ha fatto fallire in primis il progetto sportivo, troppo diverso il modulo di gioco, e poi dal punto di vista societario. Uno sprofondo culminato in tre stagioni in cui, come su un piano inclinato, tutto è andato per il verso sbagliato. Adesso la sentenza, a cui forse ne arriveranno altre, che stravolgerà il pianeta bianco nero, con un evidente disparità di trattamento tutta a scapito della società di Torino, una sorta di punizione dantesca senza senso. Senza considerare anche tutti gli strascichi legata alla morte di Vialli e alle ridde di voci su farmaci proibiti. Insomma non proprio un bel periodo per il mondo pedatorio

 

domenica 15 gennaio 2023

Siamo tutti CT


Il bello del calcio è che quando guardi una partita e tifi per la tua squadra sei li in adorazione pronto a gioire per il bel gioco o a smadonnare per un intervento sbagliato o un goal subito e spesso quando il dato è negativo difficilmente sbotti, a maggior ragione allo stadio, ma anche di fronte a mega schermi. Ultimamente sta diventando difficile guardare queste partite da remoto senza aver voglia di menare qualcuno, perché gli allenatori da tastiera, spesso indolenziti da un uso smodato di alcolici si permettono commenti ad alta voce in cui gli improbabili dg pensano di saperla più lunga di un Maldini (ha vinto solo cinque coppe campioni sarà mai) o di allenatori che svolgono un lavoro certosino ogni maledetta settimana. Ieri con Lecce Milan poi l’apoteosi, un campo di sè ostico che quando piove o tira vento, e ieri era uno di quei casi la palla diventa ingovernabile, ma fior di allenatori dicevano la loro a ogni pie sospinto. E’ la declinazione pessima di un periodo in cui tutti si sentono autorizzati a dire ciò che pensano, fosse anche una stronzata galattica e in un periodo in cui fioriscono fior di fanzine più e meno da tifoso in rete, che mutano opinione con la stessa rapidità con cui si presta attenzione a qualsiasi cosa passando da esaltazione pura ad adrenalina nera nel breve volgere di otto secondi, come l’attenzione di un pesce rosso. Se una squadra in due anni ha vinto un titolo e si trova stabilmente nei quartieri nobili della classifica vorrà pur dire qualcosa. Se si batte la Lazio domenica prossima si avrà solo un punto in meno della passata stagione. Acquisti o cessioni saranno il frutto di uno scouting continuo e soprattutto non tutti riescono a rendere subito come si vorrebbe. Per cui ognuno faccia il suo mestiere, chi lavora nel settore continui e chi fa il tifo lo faccia senza pretese di voler insegnare al mondo l’impossibile, altrimenti l’uomo da bar sarebbe stabilmente seduto o in panca o in tribuna

sabato 14 gennaio 2023

La Sardegna regala la prima gioia del 23 agli Orange

Una trasferta felice per l’Orange Futsal Asti che torna a mettere tre punti nella casella delle vittorie lontano dal Palabrumar. Una partita quasi sempre in controllo con gli uomini di Morellato avanti in grado di dirigere il gioco e di mettere a frutto delle ripartenze intelligenti. La partita però la sblocca Guti a metà del primo tempo ma il vantaggio dei padroni di casa dura solo otto secondi ci pensa Mendes, oggi tripletta per lui, a ricacciare indietro i sardi e poi a siglare la rete del sorpasso. La difesa degli Orange è decisa ma è nella ripresa, da sempre il tallone di Achille, a legittimare il successo con il vantaggio che si dilata fino a chiudersi con il 7 a 3 finale marchiato Vitellaro, anche lui in rientro. Ci siamo ricompattati nel periodo festivo. dichiara soddisfatto il dg Caccialupi, e abbiamo fatto gruppo e se a Verona ci era mancata la fortuna oggi abbiamo messo a frutto quell’esperienza. Alla Leonardo oggi mancava una pedina fondamentale come Tidu ma l’Orange è dall’inizio della stagione che ha dovuto far sempre i conti con assenze pesanti. Adesso continua il giro lontano da Asti Saints e Aosta che oggi si sono sfidate sono i prossimi incroci per un campionato in cui Curallo e compagni vogliono dire la loro  

 

Leonardo vs Orange Asti 3 – 7 (1 -2 pt)

Marcatori primo tempo: 8’20” Guti (L) 8’28” Mendes (o) 10’48“ Mendes (O)

Marcatori Secondo tempo 2’13 aut Ennas (l) 2’45” Costa (L) 3’27” Mendes (o) 6’45” De Murtas (L) 11’40” Da Silva (o) 14’04 Scavino (O) 19’44” Vitellaro(O)

domenica 8 gennaio 2023

L'onore spetta all'uomo che sta nell'arena


 Ha suscitato interesse l’intervento di Luca Vialli prima della finale dell’Europeo in cui ha citato un passo di a Citizen in a Republic il discorso che tenne Theodore Roosvelt alla Sorbona nel 1910, dopo 8 anni in cui era stato il 26 Presidente degli Stati Uniti

(…) Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione.

L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perchè non c’è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta (…)

Un presidente Roosvelt sicuramente forse non nelle corde di Vialli, sicuramente più riflessivo, mentre Theodore era il classico prototipo del cowboy che osava sempre e sfidava la sorte e spingeva in là l’asticella del valore. La creazione dei rough riders, la guerra ispano americana le varie crisi di quel periodo furono tutte gestite in modo molto diretto e grintoso, L’epopea di Roosvelt andò in questa direzione, per lui l’azione e la lotta erano tutto e per poco da autonomo ai vari partiti non vinse le elezioni presidenziali per la terza volta spalancando la Presidenza a Woodrow Wilson, avesse vinto lui probabilmente l’entrata in guerra degli Stati Uniti sul fronte Occidentale sarebbe stata immediata e il primo conflitto mondiale sarebbe durato forse meno

sabato 7 gennaio 2023

Gli Orange lottano alla pari per 30 minuti contro l'Olimpia Verona, poi prevale l'esperienza degli scaligeri


Partiamo dal fondo, dal risultato 4 a 1 a favore dell’Olimpia Verona sul team di Morellato, questo recita il tabellino. Se andiamo ad analizzare la partita però abbiamo visto una squadra compatta determinata che è stata in grado di tenere testa per 30 minuti a Leleco e compagni, anzi alla fine il migliore in campo è risultato il portiere scaligero che con parate importanti ha tenuto a galla la squadra di casa che invece poi ha dilagato nel finale. Più cinici i veneti, mentre sul piano del gioco e dell’impegno nulla si può dire ci Curallo e compagni. Niente a che vedere con la brutta prestazione casalinga contro la Domus pre natalizia, oggi lo spirito orange astigiano era ai massimi livelli, una precisione maggiore sotto porta avrebbe potuto creare ben altri problemi alla capolista. Ma quello che conta è lo spirito e la garra con cui si è affrontata la sfida “ i risultati arriveranno” è il mantra che ripetono siano coach Morellato che il DG Caccialupi è c’è da credergli, nel primo tempo dopo la rete del portiere di casa su un rilancio è stato un monologo orange con almeno quattro nitide occasioni. La doppia ammonizione e conseguente espulsione di Rocha ha poi permesso a Mendes di impattare a inizio ripresa, ma poi Ortega, Alba e Titon hanno indirizzato la gara a favore dell’Olimpia, sempre più capolista solitaria. Per gli Orange sabato prossimo trasferta isolana contro la Leonardo  

Olimpia Verona vs Orange Asti 4 – 1 ( 1-0 pt)

Marcatori: Siqueira, Titon, Alba, Ortega (V) Mendes (O)

mercoledì 4 gennaio 2023

La strada era tracciata bastava seguirla


 

Il pensiero viene da una delle ultime puntate dell’Aperitivo Sportivo l’esclusivo confronto settimanale per la valorizzazione dello sport biellese, quel giorno al microfono, seppur lontano, Stefano Zavagli, una vita al Forum come giornalista della Stampa al seguito di Pallacanestro magnificava lo sport Riminese e in particolare il basket fronte mare, una società che ha fatto dell’azionariato popolare e dell’attaccamento del territorio come mantra per lo sviluppo del proprio basket. Un esempio virtuoso che proprio dalle parole di Alberto Cerruti era già emerso dieci anni orsono. Infatti in una vecchia intervista della stampa ripresa da pianeta basket proprio il giornalista Zavagli parlando con Cerruti dava l’imprimatur a un’idea che se fosse stata percorsa avrebbe salvato il basket alle falde del Mucrone. “una società sportiva è della città e non del singolo… per funzionare Pallacanestro Biella dovrebbe essere come un mini Barcellona nel calcio, non dieci soci che mettono 100 ma cento soci che mettono dieci”. Praticamente uno stimolo a un territorio che invece di guardare alla Luna guarda sempre al dito e che di fatto ha lasciato perdere occasioni di investimento e di promozione che avrebbero potuto mantenere e bene nell’elite del basket proprio la nostra città. L’altro male del territorio in quell’intervista lo enucleava bene proprio ancora Cerruti, il giocattolo funzionava ma alla fine si rimaneva soli e il mecenate dopo un po’ non riesce più a far fronte a tutto. Ecco il male sta tutto li, puoi anche trovare gli imprenditori illuminati ma se poi li lasci da soli la ricchezza di quel momento si disperde, quando, invece, sarebbe opportuno fare fronte comune. Biella si è alzata due volte al desco del basket nazionale, la prima volta per otto anni consecutivi, la seconda per oltre dieci, poi il nulla e il vuoto. Abbiamo strutture, abbiamo la giusta fame, una terza occasione capiterà, ne siamo certi, anche se si rimane con l’amaro in bocca guardando oggi Tortona fare ciò che Biella realizzava non più tardi di dodici anni fa. E allora se mai ricapiterà teniamo a mente le parole profetiche di Alberto Cerruti e il lascito che ci ha lasciato


articolo pubblicato su newsbiella

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...