domenica 10 giugno 2012

ASTI VOLLEY E LE FINALI NAZIONALI A POTENZA






ASTI VOLLEY E’ una POTENZA

Nella vita, come nello sport, sono i dettagli che fanno la differenza e in questo caso la differenza l’ha fatta il sorteggio, incontrare nel proprio girone due tra le squadre più forti in circolazione, ha reso difficoltoso il cammino della rappresentativa astigiana dell’Asti volley, targato Wind tel&fony. Il primo scontro è stato con Bassano con una squadra composta per la gran parte dalle campionesse italiane under 16 e nonostante questo, le ragazze terribili del Palasanquirico sono riuscite nell’impresa di andare avanti di 2 set a zero, poi però si son fatte rimontare, cedendo il quarto set 29 a 31 e poi perdendo al tie break. Con un inizio così e un meno riposo alla mattina successiva si è incontrato Busto Arsizio, grande forza del volley femminile, e anche in questo caso la battaglia è stata cruenta e solo il tie break ha piegato la resistenza delle ragazze capitanate da Margherita Mascherini. Il 3 a zero rifilato a Trento è stato il ruggito del leone delle nostre ragazze che hanno terminato il gironcino a pari merito con Bassano, penalizzate dalle scontro diretto, mancando per pochissimo l’accesso alla poule finale. Le due partite successive contro Altamura e Jesi chiuse agevolmente entrambe sul 3 a 0 hanno permesso di raggiungere il nono posto nella classifica generale tra le migliori under 18 d’Italia, una magra soddisfazione per il talento espresso e per la voglia di lottare del gruppo allenato da coach Rondinelli. La classe delle ragazze dell’Asti Volley avrebbe meritato ben altro posto, ma si deve accettare il verdetto sul campo, con la certezza che questo gruppo, come abbiamo visto, non è inferiore a nessuno e solo la sfortuna di un sorteggio beffardo ha impedito alle ragazze Wind Tel&fony astigiane di arrivare al meritato posto che compete loro. L’appuntamento è per il prossimo anno e chissà che questa volta la sorte non sia più benevola.

Solidarietà e condivisione questi i temi della setimana a Piemonte Notizie

Una festa con i vicini

Metti un pomeriggio a Mirafiori all’aperto a scoprire cosa fanno i tuoi vicini di casa, i loro gusti, i loro costumi e a confrontarsi con loro in cucina, a una gara canina e a suonare la chitarra insieme. C’è molto del passato in questa giornata di festa, quando non esisteva l’informatica, non c’erano gli amici virtuali di facebook e la televisione non era ancora quell’ingombrante elettrodomestico che dispensa compagnia per tutta la giornata. La giornata scorre via piacevole, c’è spazio anche per una gara in cucina a preparare sughi squisiti e per confrontare ricette che provengono da mondi diversi e che saranno anche oggetto di trasmissioni televisive con Monny B. E allora tutti sotto il tendone a pelare pomodori e melanzane e a soffriggere prelibatezze magari sorseggiando un tè alla marocchina e utilizzando fragranze pugliesi, perché questo è il bello di questo Melting Pot colorato e chiassoso dei vicini di casa. Un’occasione di festa, un occasione di confronto tutti insieme.

Novacoop dalla parte dei bambini

Metti un fatto di cronaca odioso, rubare delle biciclette a dei bambini, metti il pronto intervento di un azienda che ha fatto del rispetto dell’infanzia e dell’attenzione per i bambini il suo stile. E allora ti trovi alla consegna di questi mezzi ai bambini dell’asilo via Giulio Carlo Ignazio dal Presidente di questa società Ernesto dalle Rive e dal Sindaco di Torino Piero Fassino, nell’insolita veste di meccanico di queste biciclette. Entusiasti i bambini che tornano in possesso delle loro bici e che possono così sfrecciare nel giardino di questo asilo



Apid e la Fiera B2B

Continua il viaggio all’interno del mondo dell’imprenditoria con la collaborazione di Apid, nel corso della fiera avevamo incontrato un numero consistente di persone e imprenditori che scommettono sul futuro economico dell’Italia e della loro Regione, incontrarli e parlare con loro per comprendere futuro e speranze di un mondo che deve crescere è stato quasi un dovere. Abbiamo così conosciuto uno spaccato dell’Italia che investe e che produce e che può promuoversi attraverso il sostegno delle associazioni di categoria illuminate come Apid.

Selvatika

Chiudiamo questa puntata con un viaggio nel mondo della cultura e della fotografia, nelle sale del Museo del Territorio Biellese è esposta fino a fine giugno una mostra interessante e molto d’impatto dedicata al mondo degli animali. Fotografie e immagini sapientemente incanalate in un grande percorso che permettono di fermarsi e di soffermarsi sui dettagli e sui particolari. Un appuntamento da non perdere firmato Fondazione Cassa di Risparmio

Passaggi televisivi: Domenica 10 giugno alle ore 19,30 su GRP1 alle ore 23,30 su TELECUPOLE e alle 23,45 su GRP3, Lunedì 11 giugno alle ore 14,30 su TELECUPOLE, mercoledì 13 giugno alle ore 13,30 su VIDEONOVARA e alle ore 21 su Viva l’Italia Channel Canale SKY 879; giovedì 14 giugno alle ore 18,30 su TELERITMO e alle 20,45 su GRP1, venerdì 15 giugno alle ore 16,30 in replica su Viva l’Italia Channel (Sky 879) alle 22.15 su GRP1 e alle 23,15 su GRP3; sabato 16 giugno alle 13 su TELECITY

martedì 5 giugno 2012

Esploratori dell’ovvio e avventurieri del risaputo

In Italia si pagano troppe tasse beh devo dire che la corte dei conti mi stupisce, non per la dichiarazione ma che arrivi a tale ipotesi dopo attenti studi. L’economia del paese è ingessata, non c’è crescita, Equitalia Inps o chi per esso sono dei cani da guardia pronti a saltarti addosso alla minima effrazione, tu cerchi di costruire con il bilancino il tuo budget ma poi ti scontri con la quotidianità ( benzina e beni di prima necessità) e ti chiedi se ci siano due popolazioni in Italia, quella di coloro che vivono come la famosa gazzella e il leone, che ogni mattina si svegliano sapendo che devono correre altrimenti non arriveranno a fine giornata, e quelli che sembrano abitare su marte. A questa categoria si possono ascrivere i politici nazionali e a volte i locali, gli economisti, gli alti burocrati e i dirigenti statali. A costoro chiedere un atto di coscienza e di cominciare a vedere che la situazione non è nera ma di più e di pensare seriamente a iniziative che tengano conto dei tanti problemi  di sviluppo sembrerebbe d’obbligo. Per cortesia uomini di legge e governanti date un segno che siete parte di questa società, non limitatevi a guardare e a osservare ma proponete. Un serio programma di governo legato allo sviluppo questa si che sarebbe una notizia, una bella notizia

Parigi val bene una messa


La nuova frontiera del calcio è sicuramente Parigi e la Francia, campione nazionale ma capace di raccogliere poco a livello di squadra di club eccezion fatta per il Marsiglia cui si ascrive una Champions con più di un sospetto di tarocco nel 1993. Grandi campioni individuali hanno iscritto il proprio nome in calce a mondiale ed europeo e in tutte e due i casi siamo stati noi a cedere il passo agli odiati cugini. Salvo poi vendicarci nella notte di Berlino in cui non bastarono le testate a spegnerci. Adesso cercano di sfilarci sotto il naso i nostri campioni, sembra che il Milan e l’Italia siano diventate delle succursali e dei grandi magazzini in cui svaligiare per portarsi a casa i pezzi pregiati. Certo i soldi non fanno la felicità ma in tempi di far play finanziario, vero Michel, certe squadre pur di vincere scendono a patti con la finanza o meglio con il petrodollaro. A volte però non basta circondarsi di campioni e di stregoni e così capita che il Montpellier bastoni i più blasonati parigini, come se da noi il Catania o il Palermo vincessero lo scudetto. Comico pensare che nonostante grandi acquisti Leo abbia fallito nel suo intento – un'altra volta. E quindi che fa, lascia o raddoppia?  Adesso all’assalto di Thiago Silva Ibra ma spesso per vincere non basta assemblare grandi campioni occorre un programma oltre al sogno. E i nostri ? ci lasceranno, si lasceranno tentare da altre avventure. Sheva e Kakà son li a dimostrare che i vessilli non esistono più, ma la paura di un impoverimento resta e allora c’è proprio poco da essere Allegri

domenica 3 giugno 2012

La festa dei vicini è sempre più bella

Metti un pomeriggio a Mirafiori all’aperto a scoprire cosa fanno i tuoi vicini di casa, i loro gusti, i loro costumi e a confrontarsi con loro in cucina, a una gara canina e a suonare la chitarra insieme. C’è molto del passato in questa giornata di festa, quando non esisteva l’informatica, non c’erano gli amici virtuali di facebook e la televisione non era ancora quell’ingombrante elettrodomestico che dispensa compagnia per tutta la giornata. La bellezza di parlare e di confrontare opinioni e impressioni sulla quotidianità, questo il bello di queste giornate, che, come ha sottolineato l’assessore del Comune di Torino, Ilda Curti, non dovrebbero essere fini a se stesse, ma dovrebbero aumentare la vicinanza tra i residenti. La giornata scorre via piacevole, c’è spazio anche per una gara in cucina a preparare sughi squisiti e per confrontare ricette che provengono da mondi diversi e che saranno anche oggetto di trasmissioni televisive con Monny B. E allora tutti sotto il tendone a pelare pomodori e melanzane e a soffriggere prelibatezze magari sorseggiando un tè alla marocchina e utilizzando fragranze pugliesi, perché questo è il bello di questo melting pot colorato e chiassoso dei vicini di casa. Un’occasione di festa, un occasione di confronto tutti insieme

Apid dalla parte delle imprese


B2B Creare Mercato e Costruendo, organizzati da Apid Associazione Imprenditorialità Donna, Api Torno e CDO Piemonte, sono stati due eventi Smart proposti nell’ambito della candidatura di Torino a Smart City 2012 e che si sono tenuti nei padiglioni del Lingotto. In un mondo che corre, le occasioni di business si devono concretizzare in pochissimo tempo, oggi le aziende devono ottimizzare risorse, tempo e soprattutto avere occasioni rapide di contatto per aumentare il proprio fatturato. Il lavoro svolto da Apid ha dato i suoi frutti in una due giorni intensa in cui i partecipanti hanno tratto il massimo della filosofia che sta alla base di iniziative legate alla B2B. La sapiente regia dell’associazione di categoria ha permesso a più di duecento partecipanti di allargare i propri confini e di intavolare discorsi e trattative che in alcuni casi sfoceranno in commesse e contratti. I tavoli maggiormente presi d’assalto erano quelli del mercato d’estero e in effetti, proprio in quello spazio, il Made in Italy ha trovato, se ve era bisogno, delle conferme particolari sulle capacità della nostra industria di essere attrattiva e competitiva. Se i mercati decolleranno e se l’economia tornerà ad essere un traino questo è ancora presto per dirlo. Tuttavia ancora una volta di più vale la pena di soffermarsi sul ruolo delle associazioni di categoria che devono essere propositive e dare delle opportunità. Apid in tal senso ha dato delle risposte precise e concrete

venerdì 1 giugno 2012

Biella batte Casale e raggiunge le semifinali del'Under 19


L’ennesimo derby stagionale a livello giovanile è appannaggio di una squadra quella di Biella molto tosta che non ha ancora perso un match e che si avvia, vento in poppa, alle semifinali tra le migliori quattro compagini. Una squadra che ha nell’ossatura dei Lombardi, dei Laganà, e di Magarity un nucleo importante ma che vengono supportati anche dal resto della squadra, un team costruito con pazienza e con sapienza da una vecchia volpe del parquet quel torinese, Federico Danna, capace come pochi di avere una visione del gioco e di conoscere a fondo i suoi ragazzi e di saperli spronare a rendere il meglio, perché oggi squadre forti come Biella probabilmente non ce ne sono, e la città lanierà potrebbe fregiarsi magari del titolo di campione d’Italia di categoria, se non è un risultato storico questo ditelo voi. Un raggiante neo Presidente Massimo Angelico, raggiunto al telefono subito dopo la partita, commenta entusiasta il miracolo sportivo di Biella, non solo famosa per la sua squadra in serie A da dodici stagioni, ma anche per quanto riesce a promuovere a livello giovanile e allora spazio al coach, a quel duro e coriaceo allenatore, tosto per i suoi ragazzi, ma capace di raccontare gioie e delizie, prima di imbarcarsi per l’avventura di Udine, un avventura che si prospetta decisamente a lieto fine, Bologna permettendo.



Lo abbiamo incontrato appena prima della sua partenza per le finali ma le sue parole sono quanto mai attuali e allora scopriamo con voi Federico Danna



Coach come nasce la tua passione per il basket ?

Nasce all’oratorio, quando avevo 12/13 anni c’era solo il campo di calcio, non ne comprendevo la ragione, ma all’oratorio Santa Rita di Torino c’era solo il calcio, in seguito asfaltarono una parte del campo misero due canestri e la cosa mi prese tantissimo, e qui è cominciata la mia passione per il canestro e la palla a spicchi



Biella fin dall’inizio della sua avventura si è affidata a Danna qual è il segreto della Pallacanestro Biella mantenuto inalterato per anni ?

I segreti non esistono. Tante piccole cose, molto semplici, il fatto che l’allenatore, che deve avere un ruolo molto importante a Biella si trova bene e qui ne sono passati pochissimi, mai nessuno è stato tagliato ad esempio, il fatto che c’è un gruppo dirigente consolidato che dà tanto, il nucleo base ha veramente tanto affiatamento, il fatto che Biella continua ad avere una dimensione molto umana pur nella professionalità. Da ultimo dico il pubblico e la sua vicinanza, l’affetto che ha sempre dato, mi ricordo la prima amichevole in B2, ben 800 spettatori mentre in altri campi di quel campionato si contavano a malapena 50 persone al massimo, adesso abbiamo quasi 4000 spettatori di media quindi un affetto consolidato di appassionati e di tifosi, un patrimonio ineguagliabile



Biella nel cuore quindi ma quali i tuoi ricordi di Torino e in futuro ci può essere spazio per il grande basket a Torino ?

Per il grande basket Torino c’è e lo ha dimostrato nel corso delle due ultime finali di Coppa Italia, il problema di Torino è l’intermedio, c’è grande attività giovanile, c’è fermento, c’è San Mauro c’è il Cus torino,  il problema è che il grande pubblico non va a vedere troppo questo spettacolo, non va a vedere la dilettantistica, vanno i soliti addetti ai lavori. A Torino abbiamo fatto 8000 spettatori per una semifinale di playoff, quindi quando c’è il traguardo, c’è l’interesse, però ha bisogno di una storia importante. Tanto più che c’è la concorrenza forte del calcio, con Juve e Torino oramai ai vertici dello sport più popolare gli spazi si stanno assottigliando.

Domanda banale tu sei tifoso di calcio e se la risposta è affermativa di chi sei tifoso ?

Non ho difficoltà a manifestarlo, Io ero tifoso della Juve per educazione, mio padre è stato grande tifoso e lo sono tuttora, non vado allo stadio ma tifo comunque Juve, negli ultimi anni in cui però allenavo su Torino, anni in cui seguivo il settore giovanile mi avvicinai al grande Sergio Vatta, padre del Grande Torino a livello giovanile, c’era ancora il Filadelfia in piedi e alle giovanili del Torino lo conobbi per comunanza di frequentazioni di uno psicologo dello sport che lavorava appunto per Torino e Auxilium. Sono rimasto affascinato dall’aria che si respirava al Filadelfia, sembrava di entrare in una cattedrale, un posto quasi sacro, Torino all’avanguardia nel settore giovanili, sono uno dei pochi tifosi juventini rimasto forse favorevolmente colpito dall’ambiente granata. Una realtà, come dice Gramellini, piena di tradizioni che resta come il mito del Filadelfia, le mura non si sono più, ma resta un sogno, una leggenda del passato, una speranza

Parlando di Torino e rapportandolo con il passato non si può non parlare di Meo Sacchetti ?

Meo è un grandissimo, ho avuto la fortuna di aver giocato anche con Meo tanti anni fa in una selezione regionale, fu un semplice episodio, ma fui colpito dalla sua simpatia e umanità. Sono stato vice allenatore di una fortissima Auxilium che raggiunse la semifinale scudetto, era un giocatore fenomenale sia da un punto di vista tecnico, sia dal punto di vista caratteriale. Forse non tutti lo sanno ma Meo ha cominciato ad allenare facendomi da secondo e da assistente a Torino nell’ultimo anno mio. Adesso lo vedo con piacere e sono felice perché se lo merita i suoi risultati sono eccezionali, miglior allenatore dell’anno e squadra che gioca benissimo



Parliamo della tua squadra dei giovani, qual è dei punti di forza come hai fatto a crescere questa squadra

Il discorso relativo alla squadra giovanile ha obiettivi, programmi e idee. C ’è anche il risultato ma l’obiettivo è  quello di dare un’opportunità di crescita sportiva e umana visto che poi alla fine sono pochi quelli che realmente diventeranno delle star. Quindi l’obiettivo è quello di farli crescere, e bene, attraverso lo sport. Oggi  l’obiettivo non è quello di giocare in serie A , ora è quello di laurearsi con i soldi del basket, ad esempio i miei figli riescono a pagarsi gli studi con la sana passione per il basket e questo è una cosa bella e importante, senza incidere sui bilanci famigliari e anche divertendosi.



Quella con Biella è stata una stagione fantastica cosa ti ha soddisfatto maggiormente ?

E ‘ una squadra che ho allenato poco con tutti gli elementi insieme, la cosa che mi ha colpito di più i ragazzi che non si allenavano con la prima squadra non hanno mai mollato né provato invidia nei confronti di quelli che erano in prima squadra mentre i Laganà e i Lombardi non hanno mai avuto un atteggiamento da spocchiosi verso gli altri, la squadra ha funzionato indipendentemente dal numero degli allenamenti



Quali gli avversari più pericolosi ?

Gli avversari sono tutti pericolosi, qualche anno fa c’erano squadre impossibili da raggiungere ora ci siamo tutti. In passato c’era un livello medio più basso, con i nati nel 89/90 siamo arrivati in semifinale, ma è stato diverso, quella era una squadra più debole rispetto all’attuale. Oggi non c’è nessuna squadra più forte di noi, ma ci sono tante squadre con cui basta distrarsi un attimo e puoi perdere, Virtus Bologna e Mps Siena su tutte ma si può perdere con chiunque. Si punta a far bene ma si punta alla vittoria, quella finale



 Chi farà strada e chi no del gruppo ?

I tre ragazzi che hanno fatto parte della prima squadra sono quelli che hanno possibilità concreta di rimanere in prima squadra, oppure di scendere a fare esperienza in serie A2 o all’estero e sono senza sempre dubbio i migliori, gli altri non hanno quelle potenzialità, con chi fa parte del gruppo del 94 avremo ancora tutto il prossimo anno per rimanere insieme e per crescere ulteriormente



 Il futuro di Danna Biella o Torino ?

Io a Torino son stato benissimo così come a Biella un po’ di nostalgia per Torino c’è, è evidente, ma non credo che avrò delle opportunità dal punto di vista professionale per tornare a Torino e poi credo sia più facile andare in pensione magari nell’amata Val D’Aosta, a Champorcher,  ma non so se mia moglie è contenta di questa scelta

Che stagione sarà la prossima ?

 Sarà una stagione diversa con un gruppo juniores non così forte, mentre con la serie A cercheremo di toglierci qualche soddisfazione.



Finisce l’intervista, non il dialogo, si cerca di scoprire al di là dell’imminente partite dell’under il futuro di Biella, ma con personaggi del calibro di Danna il futuro dell’Angelico è proprio in buone mani, la Val D’Aosta è vicina a Biella ma ancora lontana nel cuore dell’allenatore torinese.



Beppe Rasolo


Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...