Seppellite il mio cuore a Wounded
Knee credo sia stato uno dei primi letti durante l’infanzia e non c’entra la
passione per la storia quanto la voglia di scoprire tutto quello che si poteva
su un popolo sull’onda dei film di john houston da ombre rosse a sentieri
selvaggi che avevano contribuito a popolare i miei pomeriggi e sere. Il mondo
dei pellerossa era di fatto la nostra infanzia, l’eterna lotta tra il bene
(quasi sempre i bianchi) e il male (i selvaggi). Un libro come quello di Dee Brown
invece portava alla luce una cultura diversa e apriva a un mondo in cui spesso
e volentieri i pellerossa erano le vittime e non i carnefici. Col tempo poi le
valutazioni sono decisamente cambiate e altri film come Balla coi Lupi hanno
messo in luce il carattere di queste popolazioni, di fatto costretto a fuggire
dall’ingordigia di territori di una nuova nazione che stava crescendo a
dismisura. Custer e Little Big Horn nel 1876 hanno rappresentato l’apoteosi
della nazione indiana ma di fatto ne ha decretato la fine e il 29 dicembre 1890
con il massacro compiuto dal settimo cavalleggeri (guarda caso la nemesi della
storia) si è chiusa per sempre l’epopea dei nativi americani e come recita un
proverbio sioux “Un popolo senza storia è come il vento sull’erba dove cresce
il bufalo”
mercoledì 29 dicembre 2021
Un popolo senza storia è come il vento sull’erba dove cresce il bufalo” 29 dicembre 1890
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