domenica 18 ottobre 2020
Non si prenda in giro la Bagna Caoda
Da un amministratore mi aspetto serietà di comportamenti e di azione e non certo atteggiamenti da star e pose da comico di avanspettacolo. Purtroppo la satira, che da sempre sbeffeggia i potenti di turno, invece di pungolare a far meglio è diventata un metro di confronto e lo sbeffeggiato cerca di cavalcarla in modo univoco pronto addirittura a trarne dei vantaggi. Il risultato è pessimo non si sa più chi fa cosa, come ammiccava il buon Enrico Bertolino, politici che fanno i comici meglio dei comici, sigh. Una premessa doverosa per evidenziare l’ennesima battuta di un governatore che è diventato un icona/macchietta e che supera persino il suo imitatore principe (il paese delle meraviglie Crozza). Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? Invece di dedicarsi a temi amministrativi a lui più cari, sfotte i piemontesi e la bagna caoda nella infinita lotta calcistica fra il male (la Juve) e il bene (tutto il resto del football), a margine della querelle Covid De Laurentis/Agnelli, il tutto nel solito melenso programma di un conduttore non conduttore. Trovo la vicenda assurda, fuori luogo e fuori contesto. Sinceramente non mi fa ridere “sentenza limpida come una scodella di bagna caoda” non offenderei in questo modo, col suo modo un popolo e il suo territorio. La Bagna Caoda è stato sempre un cibo povero, tradizionale gustoso di una terra e del suo popolo che in questo modo celebrava anche tradizioni contadine, non si usava certo la scodella ma il fujot (sfido il buon governatore a pronunciarlo con la giusta cadenza), e quella preparata a Faule nel Cuneese è una delle migliori mai assaggiate. Salsiccia e friarielli oppure la mozzarella di bufala sono altrettanti buoni piatti di una cucina italiana cos’ variegata e buona da meritare la giusta e dovuta attenzione e non certo metro di paragone nè tantomeno di sfottò. Siamo una nazione che si fonda su tradizioni e gusti che variano di luogo in luogo siano un merito e un vanto di ricchezza non uno sfottò caro De Luca
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Il culto del capo Nicola Bombacci
Il culto del capo è il filo rosso che attraversa le grandi derive del Novecento, a destra come a sinistra. È il momento in cui la politica...
-
D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
-
Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...
-
(fonte www.arkistudio.eu) TUA MADRE E’ MORTA La parola Collegio ha sempre evocato nelle menti di tutti una connotazione negativ...

Nessun commento:
Posta un commento