E’ stato il mantra degli ultimi
anni, quasi che non esistesse altro Dio di allenatore che fosse in grado di
capire i dettami del buon gioco se non aveva prima indossato i colori rossoneri.
In principio fu Ancelotti per cui fu sbolognato in fretta l’imperatore Terim, e
poi via a cascata tutti gli altri Leonardo, Seedorf, Gattuso, Inzaghi, Brocchi
e tra i Dirigenti Boban e Maldini. Ma non sempre calcare il prato magico di San
Siro in pantaloncini corti garantisce il tocco magico sulla panca. A questo
sono arrivati in pochi Capello prima di Ancelotti ha avuto ugual fortuna Liedholm
per la gioventù e forse sarebbe stato bello vedere Trapattoni sulla panca del
Milan oltre agli esordi. Allenare è un mix strano di tecnica di gioco, capacità
organizzativa e gestione dello stress. Se guardo ai grandi successi del Milan
degli ultimi trent’anni e penso al prossimo futuro vorrei avere forse un
allenatore vero e non un campione del passato, apertura a Rangnik penserà
qualcuno, forse si. Credo solo che sia giunto il momento di voltare pagina, non
confrontarsi sul passato ma aprire un nuovo corso. Solo così si svolterà
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