domenica 31 agosto 2014

E' arrivato Jo condor

Forse quando girava a New York il film non immaginava Robert Redford che sarebbe diventato una citazione dell’Amministratore Delegato del Milan che ha pomposamente presentato l’ultimo acquisto – saldo Torres come il colpo dell’estate. Certo è che questa tipica ricerca dell’effetto a tutti i costi con tanto di ammiccamento all'immagine fa un po’ sorridere, per un giocatore che bravo è di sicuro, ma non quel fenomeno che era qualche anno orsono quando vestita la maglia dei colchoneros e veniva chiamato magistralmente el nino maravilla. Arriva in prestito per due anni con l’incognita tipica di chi superati i trenta cerca più la pensione dorata calcistica rispetto alla propria consacrazione. Come sempre saranno i risultati a dire se è stato un investimento giusto e sbagliato, ma come quando compri una macchina di seconda mano hai sempre il dubbio che magari la frizione non vada al massimo, le gomme slittino e perché no la cinghia di trasmissione sia da rifare. Persino da libro cuore invece l’attaccamento di Pippo Inzaghi che continua a ripetere come un mantra, più per convincere se stesso forse, che la squadra e i risultati verranno fatti dall'attaccamento alla maglia. Oggi si ritorna sul campo supremo giudice di tutte le contese ma se mi è concessa una battuta più che Redford l’Ad del Milan mi ricorda quel vecchio cartone di carosello che aveva scritto sul cappellino Jo Condor 

sabato 30 agosto 2014

Manuel Fiscante: Ritorno al futuro .... in serie A


Uno degli artefici della promozione dello scorso anno è senza ombra di dubbio stato lui, aria da guitto ma cuore d’oro, sia nella preparazione che in partita, gran compagnone e scanzonato compagno di avventura. Manuel Rockito Fiscante per i tifosi dell’Astense è diventato più semplicemente Fisco o F24, la tassa puntuale che le squadre avversarie pagavano sia al Palasanquirico che a proprio domicilio e nonostante un infortunio che gli ha precluso alcune partite a fine stagione ha messo pur sempre a segno una ventina di reti Due grossi baffi che lo fanno assomigliare a Salvador Dalì, di cui va molto fiero, sono l’arma in più che mette per questa avventura, una serie A che non lo spaventa anche perché lui quei palcoscenici li ha affrontati da protagonista.

Quando è successo Fisco ?
Ho fatto un anno con il Torino calcio a 5 partendo dall’Under 21, l’anno successivo credo il 2000, l’under subentrò di fatto alla prima squadra, si trattò di una bella avventura contro fior di squadre come Bnl Roma, Ciampino, Reggio Calabria, Bergamo, Padova e Napoli, molti dei miei compagni che ricevettero buone offerte a fine stagione.

Allora come si deve affrontare il campionato ?
Con grandissima umiltà e sacrificio, l’obiettivo è quello di salvarsi mettendoci tantissimo impegno, il fatto che l’ossatura della squadra è rimasta la stessa con l’innesto di altri italiani di qualità, può essere un punto di forza e perché no anche un buon esempio.

Celentano e Garbin ?
Io non li conosco molto bene e sto imparando con loro in questa preparazione, però sono giocatori che sono stati affiancati ai fenomeni dell’Asti della serie A quindi hanno avuto dei buonissimi maestri.

Campionato ?
Le altre squadre Cagliari e Orte sopra tutti e poi le altre squadre, noi, pur mantenendo bene i piedi a terra, possiamo farci un po’ di spazio  

Palazzetti caldi ?
Più si scende più si sente il calore del pubblico ma in serie A sarà così dappertutto, mi ricordo il tifo caldo di Milano avendo toccato con mano l’esperienza e anche Carmagnola in cui sono stato, posso dire che hanno un ottimo tifo molto genuino come quello dell’Astense.


 Nome :                                           Manuel
Cognome :                                      Fiscante
Nickname:                                       F24 – Fisco  
Data di nascita :                             9 settembre 1983
Altezza:                                           170
Peso:                                               70
Ruolo:                                             Laterale destro o sinistro
Squadra di provenienza:               Astense prima Carmagnola
Marcature :                                   20 reti
Hobby:                                           quanti ne volete (Breaker – hip hopper) da vedere il suo video mentre fa la Camminata moonwalking con sullo sfondo la Tour Eiffel
Attore/attrice/Film :                     Robin Williams/Charlize Teron/ Ritorno al Futuro
Genere musicale :                         rock n’ roll
Vino/birra:                                        Birra/Bud 




mercoledì 27 agosto 2014

Repubbliche partigiane l’intervento al Convegno di Cogne 23 agosto 2014


Nella primavera del 1944 la lotta militare al centro Italia è incancrenita sui salienti di Montecassino, la battaglia che si combatte dal febbraio al maggio del 1944 mette in contrapposizione le migliori divisioni tedesche contro le truppe alleate di seconda scelta: reparti americani, francesi, neozelandesi, inglesi e i Goumier temibili più per quello che realizzeranno fuori del campo di battaglia che non sullo stesso. La vittoria delle truppe alleate contro le forze dell’Asse e la successiva ritirata sulla linea dell’Appenino mette le ali dell’entusiasmo di chi si sta ribellando al Nord, la contemporanea apertura del secondo fronte in Normandia e la pressione dei russi a est aumentano la possibilità che la guerra sia al passo decisivo. La congiura contro Hitler e il fallito attentato creano qualche difficoltà nella gestione del potere a livello centrale della stessa Wehrmacht. In questo periodo i distaccamenti partigiani aumentano la pressione perché sentono la vittoria a portata di mano e si creano le condizioni ideali per dei territori liberi. Repubblichini e tedeschi abbandonano i territori e i partigiani prendono il sopravvento. Questi territori  vengono chiamate repubbliche, perché spesso e volentieri si dotano di autogoverno e regole, ognuna differente per modalità e per interpreti. Ma in nuce si tratta della prima formula di autogoverno adottata proprio per cominciare a far respirare concetti oramai desueti dopo un ventennio di dominazione fascista.

La durata di queste repubbliche varia da pochi giorni a qualche settimana e non tutte nello stesso periodo. In realtà i nazi-fascisti si sono ritirati solo per riorganizzarsi e per mettere a punto un piano strategico di riconquista.
La zona libera della Valsesia  Con questo nome si intende la vallata del fiume Sesia che si distende da Alagna, ai piedi del Monte Rosa (da dove nasce il Sesia), fino a Romagnano. Le tre valli principali che la compongono sono: Val Grande, Val Sermenza e la Val Mastallone. L’alta Valsesia confina con il Biellese, la valle di Gressoney, la valle Anzasca e la valle Strona; nel 1940 la popolazione ammontava a circa 60.000 unità la maggior parte della quale era concentrata nei comuni di Borgosesia, Quarona, Varallo e Serravalle (Bassa Valsesia). La zona libera nasce sotto il segno della preoccupazione e dell’attesa del contrattacco nemico; non viene presa in considerazione l’ipotesi di un governo dei Cln. In alcune località il Podestà non viene nemmeno sostituito e continua la sua attività con il nome di Commissario. Viene invece istituita una figura molto importante quella del Commissario civile che ha il compito di controllare tutte le aziende e le fabbriche. Con gli industriali viene sancito un accordo di ‘protezione’ che, da una parte, vieta loro di lavorare per i tedeschi e di versare tasse al Governo di Salò, dall’altra, assicura alle fabbriche la possibilità di lavorare indisturbate senza che vengano compiuti atti di sabotaggio da parte dei partigiani.

Vi erano ottimi rapporti con le popolazioni civili quale condizione base per intraprendere un lavoro politico ed amministrativo anche se la fisionomia della zona restò nei suoi contorni quasi esclusivamente marziale per scelta, le forze partigiane non potendo difendere a lungo le proprie posizioni evitarono di costituire organi amministrativi comunali.
I partigiani costituirono tre distaccamenti speciali per sanità polizia e informazioni. I militari provvedevano al proprio fabbisogno senza pesare sulla popolazione, i generi prelevati venivano pagati o in contanti o con dei buoni. Fu invece potenziata l’attività di informazione che sarebbe risultata particolarmente utile nei mesi successivi 

Durante il periodo della “zona libera” i servizi civili (poste, telefono, comunicazioni) continuano a funzionare normalmente. Vennero invece aboliti gli ammassi, che erano stati imposti dalla Repubblica Sociale; stabilendo il controllo sulla vendita e sui prezzi dei generi contingentati; si aumentarono le razioni alimentari, le quantità di legna e degli altri prodotti sottoposti a requisizione da parte dei tedeschi


La prima controffensiva nazifascista viene effettuata  il 2/14 luglio 1944: la battaglia portata avanti dai nazifascisti per riconquistare la Valsesia venne contrastata efficacemente dai partigiani solo per i primi tre giorni poi questi furono costretti a sganciarsi; divisi in piccoli gruppi. Il 19 luglio 1944: i nazifascisti che non erano ancora riusciti ad avere ragione dei partigiani e a rioccupare tutta la zona compiono una feroce rappresaglia; a Borgosesia, nelle frazioni di Rozzo e Lovario, 20 civili vengono barbaramente trucidati.

Il 1944 diventa a tutti gli effetti l’anno horribilis, almeno nella seconda parte, i rastrellamenti aumentano così come le barbare rappresaglie – fucilazioni, impiccagioni e torture all’ordine del giorno sconvolsero sicuramente quei territori che erano diventati una palestra di democrazia, l’inverno terribile del 1944/1945 scavò un solco deciso tra la parte garibaldina e i nazifascisti.

Prima di chiudere permettetemi un ringraziamento a chi ha organizzato un iniziativa come questa per ripercorrere e approfondire un momento della storia nazionale, forse sconosciuto ai più, ma che merita di essere ricordato. Leggevo un interessante articolo di Antonio Carioti del Corriere della Sera alcuni giorni fa che parlava del ruolo della memoria e anche del fatto che il periodo del ventennio e della resistenza a distanza di settant’anni sia sempre più considerato quasi come un reperto archeologico. Invece bisogna destare un certo interesse partendo anche dalla spiegazione della vita quotidiana stimolando la curiosità su aspetti forse poco conosciuti, questo è l’unico modo di accendere la curiosità nei giovani che sono il nostro deposito testamentario.


Giuseppe Rasolo

Celentano il tuo nome è come un rock


Non è da tutti avere il profilo su Wikipedia che riunisce il tuo palmares, la tua carriera e i traguardi raggiunti, eppure, a dispetto delle apparenze che lo vedono umile sbuffare tra i compagni in gruppo, c’è lui, l’inserimento più prestigioso dell’estate 2014 per il team di Gianfranco Lotta: Antonio Celentano. Un cognome ingombrante, l’accostamento con il molleggiato nazionale è d’obbligo, così come pensiamo anche alle videoclip che potranno contare sulla musica d’autore di un personaggio che ha fatto la storia canora d’Italia. Celentano potrà portare insieme al funambolo Edu quella qualità ed esperienza che servono in un campionato duro e difficile come quello della serie A del futsal. Perno della difesa, potrà concedere qualche sortita in più agli altri compagni, anche se già dalle sue parole si capisce che sarà il gruppo a fare la differenza. Il 2014 è un anno importante per lui che ha esordito in nazionale proprio il 7 gennaio a San Vito di Tagliamento ora quello con l’Astense può diventare un campionato che ne può sancirne la consacrazione agonistica.

Antonio com'è questa Astense ?
Per me come averci sempre giocato conosco tutti i giocatori, conosco Edu, sono già amico di tutti i ragazzi di Asti, è come esserci sempre stato, ottima impressione è una famiglia.

Cosa puoi portare ?
Posso portare una grande esperienza dopo essere stato in una delle migliori società in Italia che è L’Asti Orange, possiamo fare bene, possiamo veramente toglierci delle soddisfazioni.

Campionato duro ?
Sarà difficile, il livello è molto alto, leggendo i nomi delle altre squadre e soprattutto dei giocatori che vi militano, ma dobbiamo avere pazienza e non abbatterci mai, anche in caso di qualche risultato negativo

Chi conosci già ?
Conosco Montesilvano,  Arzignano, Aosta, Carmagnola comunque ripeto livello alto

Un team made in Asti ?
L’aspetto è quello che ha contraddistinto questa società, tutti hanno almeno due brasiliani, noi ne abbiamo uno, anzi direi che ormai è astigiano a tutti gli effetti

La prima con l’Aosta
Avvio duro,  partita difficile ma possiamo giocarcela







Scheda

Nome :                                                Antonio
Cognome :                                         Celentano
Data di nascita :                               4 settembre 1990
Altezza:                                               185
Peso:                                                    78
Ruolo:                                                  Difensore – Ultimo
Squadra di provenienza:             Asti
Marcature :                                       2 reti
Hobby:                                                Guardare film
Attore/Film :                                    Johnny Deep “La nona porta”
Genere musicale :                         Musica commerciale

Vino/birra:                                        Vino 

martedì 26 agosto 2014

Pallacanestro Biella si riparte con entusiasmo (basketinside)


E’ il media day, quello in cui i giocatori si ritrovano al Palazzetto per il primo allenamento, ma anche la giornata in cui si confidano a taccuini leggendo la stagione precedente, guardando lo stato di forma attuale e spingendosi verso l’auspicio di un futuro tranquillo denso di soddisfazioni. Nelle foto di rito si vede uno scanzonato Infante in odore di diventare capitano di questa compagine, vuoi per il ruolo, ma anche per l’età, il solito gruppo di giovani in erba pronti a spiccare il volo verso traguardi impronunciabili al momento, un divertito Voskuil ancora di più a suo agio nel Palazzetto che lo ha consacrato come uomo simbolo. Il giornalista si siede nel solito posto, a bordo parquet, sotto l’occhio vigile del custode Lino che ti fulmina se osi mettere piede sul terreno di gioco. Il primo che si incontra è proprio la chioccia Infante che con il suo sorriso sornione da tutta l’idea di come sia bello giocare alle falde del Mucrone.


Infante allora che combinerà Biella in questa stagione ?
Ai giorni d’oggi confermare sei decimi della squadra non è male, la conferma è una buona base, molti hanno cambiato, noi abbiamo questa fortuna, solo tre giocatori che dobbiamo inserire nel contesto tecnico e del gruppo per farli sentire parte del progetto. Oggi iniziamo la nuova avventura cercheremo di ripeterci guardando solo a noi stessi, il campionato si è alzato di livello e quindi dobbiamo essere pronti
In un intervista hai detto che non deve mancare la fame, tu quanto appetito hai ancora ?
Tanto tantissimo visto come è andato a finire il play off contro Torino,  sono affamatissimo e visto che alla prima giornata ci troviamo proprio la PMS. Però nel contesto generale vogliamo migliorarci ancora di più
Sarai capitano ?
Io pensavo Presidente (mettendosi a ridere) Scherzo, decideremo insieme tutti quanti, sarei ovviamente felice, Biella è una società importante in Italia e mi farebbe piacere, sarebbe la quarta volte a Brindisi e a Reggio Emilia (due anni a testa)


Io sono veramente carico, sento molto questa stagione, ogni anno aumenta la mia responsabilità, ma questo non mi spaventa, anzi questo mi dà ancora di più la carica cercherò naturalmente di sfruttarla al meglio

Quale la posizione in campo preferita o dove ti trovi meglio visto che nell’ultimo anno sei stato utilizzato in diverse posizioni ?
Come l’anno scorso giocare in due ruoli differenti può essere utile, hai una visione più ampia del gioco capisci molto velocemente le cose importanti,  il ruolo di BJ su cui appoggiarmi, impari anche i trucchi del mestiere, ovviamente a disposizione del coach. Abbiamo la fortuna di avere una squadra che è cambiata poco e quindi potremo aumentare il nostro affiatamento.

Obiettivo personale ?
Migliorarmi sempre di più, a rimbalzo e perché no aumentare la percentuale del tiro da tre ma quello che voglio è soprattutto vincere la prima la prima partita.  Il campionato è tutto un mistero, difficile fare pronostici ora, dipende sempre da noi giocatori da quanto ci metti quando scendi in campo. Ci giocheremo ogni partita


Alain cosa ti ha spinto a tornare ?
La serietà della squadra, della società, l’ambiente e poi certamente anche i tanti tifosi che mi hanno dato carica, certo mi hanno cercato anche altre società di serie A, ma poi riflettendo il calore e l’apporto che mi dava Biella non me lo garantiva nessuno, per cu è stato un piacere ritornare qui. Oltretutto c’è persino la vetrina europea di Eurochallenge

Cosa ti inventerai l’anno prossimo a livello sportivo ?
Nulla di particolare ci sarà crescita singola come giocatore ma sarà importante che questa avvenga nel gruppo da solo non si va da nessuna parte e io sono a disposizione della squadra

Dodici triple in una partita è possibile fare meglio ?
Sarà  uno stimolo arrivare a 13

domenica 24 agosto 2014

Sogni ambizioni e strategie la Nuova Astense si prepara per il campionato


E’ una giornata soleggiata quella che attende la truppa agli ordini di Gianfranco Lotta al Mombarone Wellness Center (ospiti della struttura ben gestita da Antonio Sburlati), il sole riscalda l’animo e ben predispone la nuova avventura che attende Maschio e compagni. Le magliette bianche griffate Kappa e con il marchio Astense danno la sensazione di uno stile diverso al passato. La Serie A vuole i suoi ritmi, ma la tradizione deve essere rispettata e allora si ricerca il campetto esterno – lo stesso della passata edizione –il gruppo attende fiducioso il pistolotto iniziale del coach, come sempre misurato ma prodigo di consigli, Lotta dà il senso di responsabilità di questa stagione. Tocca al fido sergente di ferro Rino Restivo  dare il via alle danze. I ritmi non sono esagerati, oggi però si riprende e quindi anche qualche giro di pista diventa ostico, ma la voglia del gruppo di dare corpo al sogno di serie A è unico. Fondo alla mattina e palestra nel pomeriggio con  una breve ma purificatrice sessione in piscina:  l’avventura è iniziata

Capitano Maschio quale emozione dalla serie C alla serie A ?
Tantissima ho visto il calendario partiamo subito con un bel derby, una bella sfida, molto stimolante ci misuriamo con gente che ha fatto la categoria per anni, sarà impegnativo, ma ci darà la dimensione del campionato. Ho visto molto entusiasmo tra di noi partiamo con l’obiettivo della salvezza ma sappiamo che dobbiamo conquistarla un pezzo per volta

Il segreto dell’Astense ?
Come sempre il gruppo anche i nuovi acquisti tutti ragazzi giovani con voglia di fare, Il Palasanquirico dovrà diventare un porto sicuro per il nostro gioco

Tranquillo e rilassato ma molto carico anche il brasiliano Edu l’unico straniero della squadra in realtà un astigiano doc, la sua esperienza diventa fondamentale per affrontare nel giusto modo la serie A


Edu come ci si approccia alla Serie A ?
Bisogna portarsi l’entusiasmo e la voglia di lottare che avevamo lo scorso anno. Coprire bene il campo, le partite si vincono con i dettagli ma se corri tanto le occasioni non mancano

Il coach ha detto in presentazione che tu sei un esempio per tutti e la squadra devi utilizzarti al meglio  
Probabilmente perché parlo poco e quindi perdiamo poco tempo, io spero solo di trasmettere  quello che ho vissuto. Le parole fanno poco l’importante è dare l’esempio

Le conclusioni le lasciamo a un determinato Gianfranco Lotta

Dove vuole arrivare questa Astense ?
L’Astense vuole crescere pian piano, vogliamo solo avere delle conferme e dare spazio al gruppo Gli innesti sono pochi, però mirati, abbiamo puntato sugli astigiani cercando di coprire i ruoli in cui eravamo deboli. Siamo un Made in Italy, anzi meglio un Made in Asti, lavoriamo soprattutto sul gruppo, giocano tutti per la maglia son tutti amici, questo è un fattore importante per la strategia dell’Astense

Com’è il girone ?
Non facile. Montesilvano Cagliari e Orte le più forti. Con le altre ovviamente possiamo giocarcela ma sempre rispettando l’avversario e giocando una partita per volta. Cominceremo con Aosta agevole solo sul profilo della trasferta  si tratta di una squadra molto esperta. Il primo step per capire le nostre ambizioni a fine ottobre.

Come giocherà la squadra ?
Rapidità e pressing dovremo puntare sulla fase atletica, saremo aggressivi, il segreto è cercare sempre di mettere al muro l’avversario provando a farlo ragionare il meno possibile. La filosofia semplice: fare un goal in più dell’avversario. Ci proveremo


venerdì 22 agosto 2014

Astense è tempo di Serie A si parte da Acqui




Il tempo delle vacanze è finito a poco più di un mese dall’esordio in Valle del prossimo 27 settembre primo epico scontro della serie A2 l’Astense riparte dalla fortunata preparazione svolta al Mombarone Wellness Center nella precedente stagione quella che aveva portato alla promozione diretta dalla serie B. Non è solo scaramanzia, anche se nello sport non guasta mai, ma la voglia di un rientro in un centro sportivo che ha avuto illustri precedenti anche del calcio a undici e che mette a disposizione del gruppo capitanato da Andrea Maschio una struttura completa in cui riprendere confidenza con l’esercizio fisico e perché anche i primi dettami di tattica e di schemi. E’ serafico il coach Gianfranco Lotta: “riprendiamo da dove ci eravamo lasciati, vogliamo impegnarci e fare bene anche se sappiamo benissimo che non sarà facile, ma quello che non mancherà sarà l’impegno e la determinazione”. La campanella per tutti suonerà alle 8 ad Asti, pronti per essere sul campo di Acqui fin dalle 9 di mattina. Una squadra che presenta pochi innesti anche se molto importanti grazie alla proficua collaborazione con la società Orange di Asti



Questi i 19 convocati da coach Gianfranco Lotta:

Eric Tropiano, Michel Banzato, Manuel Fiscante, Gioele Cannella, Andrea Maschio, Luca Modica, Davide Fazio, Andrea Migliaia, Edoardo Dias, Niccolò Garbin, Roberto Fazio, Carmine Cobuccio, Daniele Sorce, Lorenzo Volpato, Antonio Celentano, Roberto Pinna, Andrea Rasero, Davide Monacò, Giacomo Cussotto

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...