La partita infinità moviole tv e discussioni senza pari su opportunità, frasi non dette, immagini chiarissime e altre in chiaroscuro, senza ombra di dubbio il 25 febbraio 2012 rischia di passare alla storia come la madre di tutte le partite. Di chi la colpa, dei lamenti, dei giocatori e delle società. Chi più chi meno ma credo che tutti abbiano le loro colpe; dice giustamente Sconcerti dalle colonne del Corriere della Sera che gli iuventini si sentono vittime di un complotto dal momento che scoppiò Calciopoli, certo loro pagarono per tutti, ma come noi e la Lazio pagammo per tutti nel 1980, mentre la giustizia sportiva lasciò perdere una certa partita (bologna juve). La storia ci ha in un certo senso ripagati di titoli e di imprese. Partita falsata quella di sabato in cui doveva esserci un solo risultato dopo il goal annullato, la nostra vittoria, altrimenti, com’è puntualmente successo, si sarebbero verificate discussioni infinite. Dio non voglia che il prossimo scudetto, quello di maggio venga deciso per uno o due punti, a favore di una squadra o dell’altra, sarebbe giocoforza ricordarlo come lo scudetto di Muntari. Adesso mi auguro che per un mese saremo concentrati solo ed esclusivamente su di noi, sulle nostre partite e sui nostri risultati, evitando noi di fare le vittime e affrontando la prossima partita in casa dei gobbi con ben altro spirito: l’isteria non si addice ai nostri colori, noi che abbiamo vinto a Madrid a Barcellona ad Atene abbiamo ben altro DNA, fare i furbi e atteggiarsi a vittime va bene in Italia poi fuori paghi sempre (Belgrado ecc. ecc.) . Certo che un po’ di nostalgia per l’Avvocato Agnelli rimane, con lui in tribuna non avremmo assistito a queste scene da delirio circense. Un ultima annotazione se un portiere, seppur bravo nel suo settore, fa dichiarazioni come Buffon, (..) non lo avrei detto all’arbitro (..), sarebbe opportuno non convocarlo in nazionale visto che Prandelli ha sempre detto che dobbiamo essere onesti e per rimarcare questa onestà ha persino chiamato Farina del Gubbio che aveva detto di no agli zingari del calcio scommesse. Ultima ora sembra che a pagare per tutti sarà Mexes ( strano uno del Milan) mentre Pirlo e l’altra compagnia cantante rimarrà impunità (ah già a noi hanno graziato Muntari, ma per il neo milanista sarebbe stata beffa doppia quindi inapplicabile). Come recita il nostro Presidente stiamo calmi e cerchiamo di essere più forti dell’invidia e più forti dell’ingiustizia, alla fine paga. Forza vecchio cuore rossonero
lunedì 27 febbraio 2012
Biella mette sotto Cremona (73 a 62) vittoria importantissima
La Biella che non ti aspetti contratta nei primi venti minuti, legnosa, indecisa al tiro, a volte leziosa, gioca una brutta partita all’inizio frutto ancora della scoppola rimediata a Teramo dove ha sciupato e dilapidato un patrimonio di punti negli ultimi minuti. Di fronte ha Cremona, una squadra non propriamente in salute prova ne sia il fatto che a referto sia arrivata a Biella con dieci giocatori contati e quelli utili alla bisogna si contano sulle dita di una mano. Tuttavia Cremona è viva è lo dimostra fin dall’inizio con una difesa precisa e asfissiante, capace di mandare in tilt la batteria dei tiratori biellesi. Il pubblico è caldo la Curva Barlera srotola uno striscione emblematico non sarete mai soli, nutrito il gruppo dei tifosi cremonesi, ma come al solito la Curva trascina il Palazzetto nei momenti decisivi. Si parte con Cancellieri che schiera il solito quintetto mentre Caja si affida a Tabu, Milic, Perkins, Rich e Lighty. Partenza al fulmicotone per Cremona quattro a zero con palla rubata a un disattento Coleman, poi Biella con pazienza costruisce e azzera il gap. I primi dieci minuti danno parità assoluta ma sono Dragicevic e Coleman a tirare la carretta mentre Milic e Rich dall’altra parte sono i cannonieri di Cremona. Le percentuali però fanno paura Biella ha il 27 % mentre Cremona si ferma al 43. Tantissime le palle perse da una parte e dell’altra Cancellieri in questi primi minuti dà spazio ai giovani Lombardi e Laganà mettono minuti importanti che serviranno senz’altro in futuro. Più precisi i biellesi nel secondo quarto anche Pullen comincia a bucare la retina e Jurak si fa sentire. Cremona rimane in scia ma nel tiro da tre è deficitaria così come a rimbalzo. Al suono della sirena il tabellone dice Biella 31 Cremona 27. Terzo quarto che inizia con una tripla del capitano e poi Pullen comincia a martellare con continuità sia dal perimetro che in penetrazione, sembra tornato il Pullen di inizio stagione, immarcabile, ma Cremona non sta a guardare Milic e Tabu a fatica ma ricuciono lo strappo. si segnala su una penetrazione di Pullen un antisportivo di Cinciarini a cui fa seguito un altro tecnico al capitano; ma non sono le difese a farla da padrone bensì le palle perse. Biella arriva a un vantaggio da doppio cifra, ma nel finale di quarto Cremona assottiglia lo svantaggio. Coleman si fa notare per qualche tentativo inopportuno, che aveva dato il via alla rimonta di Teramo dieci giorni fa, ma oggi è un altra partita e Cancellieri richiama a maggior attenzione i suoi. Nei primi minuti dell'ultimo periodo Biella allunga definitivamente Pullen segna da ogni pianella del Forum e Miralles, udite udite, mette i primi due punti al 32'. Si arriva sul più 17 quando mancano ancora tre minuti e le tribune cominciano a intonare i cori per il proprio nocchiero Cancellieri. C'è spazio persino per Minessi, a una manciata di secondi alla fine Cinciarini in penetrazione va a scontarsi in modo pesante con Jurak, una botta terribile, come un K.o., che fa stramazzare a terra il povero giocatore di Cremona. Devono intervenire i sanitari e anche una barella che porta via il malcapitato ma oramai la partita è andata e gli ultimi secondi non si giocano neppure. Per puro divertimento al fischio della sirena Pullen tira dal centrocampo e segna in modo perfetto ma il canestro non viene conteggiato, ma è un segno della fiducia e delle sicurezza che il giovane play sta ritrovando. A fine partita Cancellieri visibilmente soddisfatto per i due punti si mette persino a giocare con i giornalisti facendo il cameraman, e nell'analizzare la partita senti che si è tolto un grosso peso. Due punti fondamentali che permettono a Biella di giocare in tutta tranquillità le prossime partite con dieci punti di vantaggio sull'ultima la permanenza in serie A è quasi raggiunta. E siamo sicuri che per i vari Laganà e Lombardi sarà questo il tempo di aggiungere minuti e anche canestri da raccontare un giorno. Atripaldi pregusta il successo e dal momento che siamo solo a febbraio non dovrà vivere una primavera infuocata come quella scorsa.
Angelico Biella Vanoli Braga Cremona 73 - 62
(13- 13; 31 – 27 ; 54 – 48)
Angelico Biella: G. Jurak 11, N. Minessi 0, A. Coleman 16 , T. Soragna 6, J. Pullen 22, M. Laganà 0, A. Miralles 2, E. Lombardi 0, M. Chessa 0, W. Magarity 0, T.Dragicevic 16, N. De Vico n.e.
Vanoli Braga Cremona: D. Lighty 10, D. Cinciarini 9, M. Lottici n.e., R. Antonelli 0, J. Tabu 8, L. D’Ercole 4, J. Perkovic 9, M. Milic 14, J. Rich 8, F. Belloni n.e.
domenica 26 febbraio 2012
La sottile linea bianca
La partita di ieri sera mi spaventava prima di giocarla, perché avevo paura che la squadra di Venaria la affrontasse come le altre due che aveva giocato quest’anno con grinta e con intensità e invece poi alla fine scopri che con la classe operaia dei Robinho e dei Nocerino potevi persino vincerla e sovvertire definitivamente le sorti del campionato. Le mille e più grida di Conte e compagnia di via Marconi invece hanno dato alla Vecchia Signora quel grip che erano anni che non si vedeva più: capacità di picchiare senza essere visti, urla in continuazione (che peccato vederle fare da vecchi compagni di strada come Borriello e Pirlo) e sviste clamorose arbitrali – il tap in di Muntari (a proposito grazie Moratti) mi ricorda Brema (il guardalinee si chiamava, nomen omen, Fortunato se vedo) e Belgrado (Van Basten dentro di due metri). Due sfide in cui le giacchette nere fecero di tutto per farci perdere, ma sappiamo come andò a finire. A forza di urlare qualcosa arriva e presumo che da oggi Conte non avrà nulla da ridire sugli arbitri. Poi a fronte di un fuorigioco millimetrico si fanno i paragoni e due errori e tutto come prima. Eh no cara Stampa e cara Juve non è lo stesso metro. Andare sul due a zero con una squadra che si deve scoprire, con un Robinho in forma, poteva aprire la goleada. Quando le sfide con la Juve sono per un posto che conta non sono mai regolari dal 1973 in poi, ma dobbiamo essere forti e proseguire nella nostra strada consapevoli che il destino è nelle nostre mani. E importante sarà vincere e convincere fin da sabato prossimo a Palermo, campo difficilissimo,con un Ibra in più con questo Robinho e magari con il rientro di Aquilani e il Boa possiamo ancora farcela. Pato ? no basta non credo che c’entri più con questo progetto, lo ha dimostrato per l’ennesima volta, e se ieri sera ha subito l’ennesima “distrazione muscolare” allora lasciamolo al suo destino parigino. Un ultima postilla ma il quarto uomo mentre guarda la partita non può essere collegato con un collega che guarda la tv e dà in tempo reale la situazione, così facendo almeno goal regolari e altre amenità non sarebbero carne da giornale e da dibattito e anche la maledetta linea bianca non sarebbe che un altro tassello di un grande spettacolo: quello che ha fatto il Milan ieri sera
venerdì 24 febbraio 2012
Cattivik
Ancora tu verrebbe da dire, ci risiamo mai un attimo di pace per il nostro alfiere, ieri la squalifica, un po’ sopra le righe per la verità, è stata discussa ma purtroppo per noi rispettata, in un paese in cui gli sconti di pena, non importa quale sia il tuo reato commesso, vengono concessi con una certa celerità, il burbero, antipatico, manesco, rissoso, zingaro per di più svedese è stato derubricato alla voce recidivo e quindi non potrà incidere nella sfida del campionato. E’ un destino anche nella mega sfida dell’8 maggio a parti invertite, chi se lo ricorda ?, venne tenuto fuori vinse la Juve con una magia di del Piero e con rigore solare provocato da Zambrotta ma non fischiato dall’arbitro su Cafù. Vorrà dire che almeno questa volta i peana di Conte perennemente in lite con il mondo che non comprende il suo capolavoro e non gli fischiano mai a favore nulla hanno sortito effetto. A meno che poi a fine partita e a risultato acquisito non dica poi che è stato sfavorito dall’assenza di Ibra. Sinceramente mi spiace dell’assenza del nostro puntero ma se siamo squadra dobbiamo farlo capire ora, far mancare un punto di riferimento e colpirli in velocità Bonucci e Chiellini non sono velocissimi e se Robi, Pato e il Faraone sono in giornata non vedo scampo per la squadra di Venaria. Ma veniamo all’uomo nero, è incredibile come possa far sembrare marachelle tutto ciò che combina in campo, se sputa è un atto spregiativo, se smoccola e bestemmia è contro questo o quello, se pesta il piede a uno lo ha fatto di proposito, se esce da un parcheggio e urta un microfono è stato cattivissimo e voleva uccidere. Certo non ha grandissima pazienza ma provate voi ad avere gli occhi e le telecamere di tutti addosso mille e più voci che ti ringhiano conto dover rendere conto di tutto quello che fai, l’alone di Cattivik tatuato sulla tua pelle, francamente è insopportabile. Speriamo che il duo Raiola Galliani regali al Milan Balotelli a giugno così almeno ci sarà sullo svedese metà dell’attenzione che ha ora
Biella è ora di vincere
Dopo l’abbuffata di basket della settimana scorsa legata alle Final Eight si torna in campo questo fine settimana con l’Angelico attesa da una doppia partita in casa che potrebbe indirizzare il resto della stagione. Gli avversari non sembrano proibitivi, prima la Vanoli Braga e poi la Sutor, squadre già sconfitte all’andata in trasferta, purtroppo per Biella non c’è più l’abbrivio fatto registrare qualche mese orsono. La prestazione di Teramo e la brutta sconfitta maturata con la brillante prova di Cerella e compagni in rimonta ha scalfito qualche certezza in casa rossoblù. La pausa per la Coppa Italia dovrebbe aver portato un po’ di serenità e gli allenamenti serrati di coach Cancellieri e le prove al tiro dovrebbero garantire una rapida risalita delle aspettative Angelico. Se la squadra avrà ricaricato al meglio le batterie con le certezze della batteria dei lunghi e con una maggiore precisione del play non dovrebbe esserci partita. Cremona è cambiata dopo la partita d’andata non ha più Wafer ma un buon collettivo e in Piemonte alla seconda giornata conquistò due punti a fil di sirena con Casale. La differenza la farà come sempre l’attenzione per i dettagli e con la giusta grinta si possono portare a casa due punti che per Biella vorrebbe dire salvezza quasi certa, mentre per Cremona mettere qualche mattoncino sul cammino per la salvezza. Con le prossime due partite in casa la società ha varato un piano promozionale che prevede due biglietti al prezzo di uno, l’idea è quella di rinverdire i fasti delle ultime apparizione casalinghe in cui ad altrettante promozioni hanno fatto da contraltare due squillanti vittorie con Milano e Roma. Nello sport la scaramanzia non è tutto ma in fondo crederci non costa nulla .
L'attesa per la Giuve
La madre di tutte le partite, la classica che vale lo scudetto il 19 per noi il 30 per loro, a sono fermi a 28 scusate per me non esistono gli scudetti di cartone (vero Filippo). Oggi sapremo se avremo il nostro pilota numero uno (con l’Audi guida proprio che è una bellezza) oppure se la forza del collettivo scatenatasi in queste ultime settimane è preponderante. L’attesa c’è, è palpabile, e la sentono anche le società, le continue punzecchiature, e le freccette recapitate danno il senso di un’attesa e di un incontro che comunque vada indirizzerà la stagione. I precedenti non sono benauguranti per noi, in campionato fu uno scontro impari e anche se il punteggio maturò a pochi minuti dalla fine, il monopolio bianconero in campo fu devastante. In Coppa, pena anche qualche assenza e una predisposizione loro al contropiede, beccammo una sonora sconfitta anche in questo caso contenuta nel risultato, ma non nello spirito. Ora è il tempo di rifarsi, anche se non matematicamente siamo davanti in classifica, e abbiamo l’inerzia dello scontro a nostro favore, con il Boa e altri attaccanti potremo sicuramente dire la nostra e se saremo arrembanti con ogni probabilità la pugna potrà essere nostra. Oggettivamente la Giuve va a mille allora, ma potrà reggere il ritmo ?? Io penso di no. Corriamo veramente il rischio, piacevole lo ammetto, di mettere una serie ipoteca al titolo, ma anche a una stagione che potrebbe essere densa di soddisfazioni. In Italia è lotta a due, in Europa, dopo i due mercoledì, non ho visto squadre impressionanti tranne la nostra e in Coppa Italia nulla è perduto se il Milan gira al massimo. Che sia l’anno del triplete ??!!! Non diciamolo altrimenti poi Filippo non va più a scuola.
martedì 21 febbraio 2012
Il trionfo di Siena
Seconda finale consecutiva per Cantù ancora contro Siena, ma non cambia il risultato dello scorso anno, per la quarta volta consecutiva Siena scrive il suo nome nell’albo d’oro Pianigiani prepara la partita perfetta con trenta minuti di grande basket grazie ai suoi alfieri, uno su tutti David Andersen, capace di essere incisivo e decisivo in tutte le tre partite e dopo i 25 punti contro Milano un'altra grande prova frutto di (32 minuti 23 punti e 4 rimbalzi). La vittoria è stata ottenuta sia nel tiro da due (devastante nel terzo quarto) in quello da tre, sui rimbalzi, sull’apporto della panchina. Trinchieri ha provato a cambiare l’inerzia della partita, ma nonostante i diversi tentativi la partita è risultata in discesa per Siena, capace di uccidere il match nei momenti decisivi, il canestro da tre di Andersen al suono della sirena è emblematico in tal senso.
Nel primo quarto il match prosegue sui binari della parità per tre minuti e manco a dirlo è Andersen a segnare il primo canestro, per qualche minuto a ogni canestro di Siena risponde Cantù, ma non può durare, la circolazione della palla è perfetta per i toscani e Cantù per segnare deve trovare tiri difficili alla fine dei 24 secondi. Poi Moss e Andersen tracciano il primo solco sul 17 a 9 inducendo Trinchieri a chiamare il primo time out. Si va nuovamente sul punto a punto e i primi dieci minuti si chiudono sul 23 a 16. La musica non cambia nel secondo quarto, Shermadini e Marcoishvili non danno il solito contributo e le due squadra fanno a sportellate sotto canestro. A 4’ dall’intervallo lungo con Cinciarini Cantù torna a meno sette ma è l’ultimo sussulto. Andersen inchioda la retina e allunga sul più undici. Ma è nel terzo quarto che la vittoria dei toscani è messa in cassaforte, continue triple e soprattutto una percentuale vicina alla perfezione da due. Cantù si intestardisce nel cercare le penetrazioni, ma contro Lavrinovic e Andersen sotto tabellone diventa durissima segnare, le conclusioni dalla linea dei 6,75 non ci sono e Pianigiani si permette il lusso di trovare con Zisis e Carraretto provenienti dalla panchina i punti decisivi. Solo per l’aggiornamento delle statistiche l’ultimo quarto e per gli sfottò dei tifosi senesi che negli ultimi minuti cantano a squarciagola “non vincete mai” ai rivali di Cantù. L’unico team in grado di impensierire Siena in queste Final Eight è stato Milano e forse per il risultato e per il pathos quella di ieri è stata la vera finale. Ora per i ragazzi di Pianigiani l'obiettivo è l’Eurolega e con questa squadra nessun traguardo è precluso
Nel primo quarto il match prosegue sui binari della parità per tre minuti e manco a dirlo è Andersen a segnare il primo canestro, per qualche minuto a ogni canestro di Siena risponde Cantù, ma non può durare, la circolazione della palla è perfetta per i toscani e Cantù per segnare deve trovare tiri difficili alla fine dei 24 secondi. Poi Moss e Andersen tracciano il primo solco sul 17 a 9 inducendo Trinchieri a chiamare il primo time out. Si va nuovamente sul punto a punto e i primi dieci minuti si chiudono sul 23 a 16. La musica non cambia nel secondo quarto, Shermadini e Marcoishvili non danno il solito contributo e le due squadra fanno a sportellate sotto canestro. A 4’ dall’intervallo lungo con Cinciarini Cantù torna a meno sette ma è l’ultimo sussulto. Andersen inchioda la retina e allunga sul più undici. Ma è nel terzo quarto che la vittoria dei toscani è messa in cassaforte, continue triple e soprattutto una percentuale vicina alla perfezione da due. Cantù si intestardisce nel cercare le penetrazioni, ma contro Lavrinovic e Andersen sotto tabellone diventa durissima segnare, le conclusioni dalla linea dei 6,75 non ci sono e Pianigiani si permette il lusso di trovare con Zisis e Carraretto provenienti dalla panchina i punti decisivi. Solo per l’aggiornamento delle statistiche l’ultimo quarto e per gli sfottò dei tifosi senesi che negli ultimi minuti cantano a squarciagola “non vincete mai” ai rivali di Cantù. L’unico team in grado di impensierire Siena in queste Final Eight è stato Milano e forse per il risultato e per il pathos quella di ieri è stata la vera finale. Ora per i ragazzi di Pianigiani l'obiettivo è l’Eurolega e con questa squadra nessun traguardo è precluso
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