lunedì 5 aprile 2021

C'era una volta il maestro


 foto eurosport 

Le luci della ribalta a volte sono effimere, a volte sono fastidiose e a volte possono confondere, ma mai come nel mondo del pallone passare dalla polvere all’altare e viceversa è questione di un attimo. E così da salvatore della patria ti trasformi in scarto da riciclare al più presto. Il tifoso è una belva sempre assetata di emozioni, purchè positive e il mantra: “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta” contagia sempre tutti. Non importa come giochi conta solo il risultato. E così si bruciano sull’altare delle vittorie, sempre e comunque, carriere, fortune, fama e successo. Ma se un tempo almeno si contavano almeno tre o quattro incontri per definire un percorso, adesso è sufficiente una sola partita per emettere giudizi e così una squadra, quella di Venaria, passa dalla tabella scudetto alla tregenda nera per un derby pareggiato (e che diamine riuscirà al toro una volta ogni tanto portare a casa un punto), mentre alla prima squadra di Milano viene imputato il recupero scudetto, dopo Firenze, e subito dopo al disastro senza Champions per il passo falso interno con la Doria di Ranieri. Manca sinceramente in questa civiltà dell’effimero l’attesa di una stagione, in cui i processi sommari avvenivano alla scadenza naturale. C’è poi un altro aspetto, una squadra e una società che vince nove titoli di fila per una stagione può non toccare biglia ?? Può un allenatore senza esperienza trovare il giusto metodo alla prima occasione o può anche toppare ?? Domande ovviamente senza risposta perché il moloch del tifo vuole le sue vittime sacrificali. Cambiare per trovare sempre nuovi stimoli ed emozioni contro la più elementare programmazione. Ma cambiare per il gusto di farlo e di accontentare i leoni da tastiera del tifo va sempre a buon fine ?


domenica 4 aprile 2021

Il Casciavit Paolo

foto giornale novionline

Te ne sei andato una mattina di Pasqua tre anni esatti dopo uno degli idoli presumo della tua gioventù, quel Raymond Colin Wilkins, che per noi che venivamo dalla serie B rappresentava il vate per il rientro nelle grandi scene. Ci siamo incontrati a una cena organizzata per l’alfiere piemontese del Milan, in quel di Casale, per Alberto Gilardino, in un Milan che di dava soddisfazioni e che ci permetteva suntuosi sfottò per l’altra squadra di Milano e per gli acerrimi rivali, per noi piemontesi, della Juve. Quante pernacchie e quanti sfottò, e quante pacche sulle spalle; oltretutto ci accomunava un'altra passione, anche se questa su sponde opposte, il basket, per quei derby sanguigni tra Casale e Biella, al Palaferraris non mancava mai il saluto pre partita o il commento successivo, ma se eravamo leoni sugli spalti, dopo prevaleva la disamina tecnica. Eri un passionale puro e sportivo competente, interviste, commenti e battute, ma soprattutto una persona vivace e pugnace. Buon viaggio casciavit Paolo

sabato 3 aprile 2021

Partita tosta Orange cerca la vittoria ma Bosetti è super


 

Un pareggio che alla fine scontenta tutte e due le squadre scese in campo per due obiettivi contrapposti. I lombardi per accedere alle Final eight di Coppa Italia e gli Orange per continuare il sogno play off che vede stasera a pari partite giocate la Domus con gli Orange ma con una differenza reti migliore che in questo caso promuovere la squadra lombarda. Cagliari e la Sardegna saranno i giudici di questa contesa che potrebbe prolungare la post season. La partita di oggi è stata molto tirata con due team protesi in campo alla ricerca del risultato e in cui l’Orange ha avuto il merito di sbloccarla per prima con un gran tiro di Curallo che ha incocciato le terga di un giocatore del Leon. Ha subito il ritorno dei padroni di casa che in un paio di occasioni hanno cercato il pareggio trovandolo in mischia con Pisante e poi si sono portati avanti alla fine della prima frazione di gioco con una bella azione di gioco finalizzata da De Morais. Ripresa perentoria di Celentano e compagni che hanno puntato più volte la porta di Bosetti, ma l’estremo difensore oggi era in versione illegale e ha negato più volte la segnatura a Itria e soci. Solo Cannella di giustezza ha trovato il pertugio giusto per un pareggio che a quel punto stava decisamente stretto agli uomini di Patanè. Finale al cardiopalma con occasioni da entrambe le parti ma al fischio finale il risultato è rimasto in parità. E ora pronti per gli ultimi 120 minuti

Leon vs Orange 2 – 2 ( 2 -1 pt)

Marcatori: Curallo (O) Pisante (L) De Morais (L) Cannella (O)

martedì 30 marzo 2021

Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano


Sono sempre più convinto che un calciatore debba esprimersi sul campo ed eventualmente se intraprende la carriera di allenatore può concedersi ai taccuini delle interviste nel post partita. Abbiamo esempi famosi di bravi giocatori diventati ottimi coach: Trapattoni, Ancelotti, Deshamps ecc. La categoria invece che non sopporto sono i calciatori che chiacchierano e, spesso e volentieri, si comportano come i peggiori ultras da curva. Il dinamico duo Materazzi/Nedved ha dato letteralmente il peggio in questi ultimi giorni, prima la polemica sulle vittorie da ostentare, come il peggiore cicaleggio da asilo mariuccia, con sfacciate ostentazioni su trionfi come medaglie da affiggere sul petto e poi la querelle sulla miriade di tifosi all’estero che conoscono a menadito: pazza inter amala. Credo di poter dire che i campioni di Inter e Juve siano stati ben altri rispetto a questo dinamico duo. Della Beneamata ho profonda stima di Javier Zanetti, un’icona e un difensore di peso che ha saputo pazientare e trainare la carretta in anni bui per poi godersi un meritato successo, e per la Juve un certo Alex Del Piero, campioni non solo con il pallone tra i piedi ma anche signori fuori dal campo. Del dinamico duo mi ricordo invece il pianto isterico di Materazzi all’Olimpico nel famoso cinque maggio (e non era il 1821) e della pazza bionda il tunnel rimediato da un cantante allo Stadium a cui la furia ceca presentò il conto poco dopo. Questi due episodi danno l’idea di giocatori con una sindrome da Peter Pan sconsiderata, tipica di quelli che da piccoli giocavano nei campetti e se il risultato non aggradava se ne andavano col pallone

Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano – parola di Johan Cruyff  

lunedì 29 marzo 2021

Gli Orange tornano alla vittoria contro Cagliari in casa. Sprint finale con vista play off


 

A 160 minuti dalla fine della regular season l’Orange Futsal Asti si regala un finale di stagione in cui punta decisamente ai play off, ma non sarà facile raggiungerli: quattro partite da disputare contro avversarie insidiose come Videoton Crema, Leon e Cagliari in trasferta e Mgm in casa nell’ultima di campionato. Sarà opportuno ragionare partita dopo partita guardando anche agli altri risultati in un girone in cui nulla è scontato e nulla è ancora deciso dalla testa fino ai play out. E la partita di oggi ne è un degno esempio, un match in cui l’Orange grazie a un primo tempo perfetto è rimasto in controllo fino quasi alla fine, in cui la garra degli isolani ha messo apprensione a Celentano e compagni. Ma andiamo all’analisi del match, la prima occasione è di Fratini che ruba palla e, in una ripartenza, si trova a tu per tu con Casalone e lo spiazza con chirurgica freddezza. Con calma i ragazzi recuperano subito su autogoal con Grandulli che, con la mano, devia il passaggio centrale di Amico. La squadra ci crede e mette sotto sul piano delle occasioni gli ospiti. Ma bisogna aspettare metà tempo per trovare l’uno due micidiale di Cannella prima, e Vitellaro poi, che indirizza la partita. Itria poi fa una magia con il pallone e dopo aver fermato un lancio dalla propria area con la complicità del palo infila il 4 a 1. Di rara bellezza la rete di Rivella che nasconde la palla a Cossu e la deposita in rete. Il 5 a 1 è un buon risultato e al ritorno in campo le due squadre si affrontano alla pari senza creare ulteriori insidie. Quando però Cossu da portiere si trasforma nel quinto uomo in attacco, la difesa Orange vacilla, l’estremo segna la rete del 2 a 5 e poi Atzeni, un minuto dopo, dimezza lo svantaggio. La partita si alza di ritmo e nonostante un paio di tentativi di Itria vadano a vuoto c’è un tocco galeotto di mano di Celentano che viene sanzionato con l’ammonizione e il rigore; ma dal dischetto Casalone ipnotizza Sergio e il Cagliari perde l’occasione. Vitellaro punisce subito la squadra isolana e Atzeni arrontonda il bottino personale per il definitivo 6 a 4. A parte il finale convulso Patanè può guardare con serenità al gruppo e giocarsi le sue chance in trasferta, sabato si fa visita al Leon, squadra che in casa ha battuto il lanciatissimo Elledì Fossano, occorrerà un’attenzione doppia.  

Orange Futsal vs Cagliari Futsal 6 -4 ( 5 -1 pt)

Marcatori: Fratini (C) Autorete Grandulli (C) Cannella (O) Vitellaro (O) Itria (O) Rivella (O) Cossu (C) Atzeni (C) Vitellaro (O) Atzeni (C)

mercoledì 24 marzo 2021

I giovani dell'Orange a punteggio pieno - 4 vittorie e 44 reti segnate


La meglio gioventù degli Orange stacca il pass dei 16imi di Coppa Italia in virtù del primo posto del girone B al termine dell’andata del campionato nazionale Under 19. Un percorso netto per i ragazzini terribili di Patanè e Iglina che nel loro girone, con quattro vittorie contro gli avversari (Elledì Fossano, CDM Genova, Città Giardino Marassi e Tigullio), 44 reti realizzate e solo 11 quelle subite, si sono issati sul gradino più alto della classifica. Si paga il frutto di un lavoro che va avanti da anni e che premia la cantera e uno staff che sa sfornare ogni anno giocatori di livello. Alcuni giovani come Rivella, Scavino e Montauro sono poi anche elementi importanti della prima squadra che, in un campionato di serie B nazionale, quanto mai difficile come quello di questa stagione ha saputo farsi valere anche di fronte a squadre molto più competitive. La filosofia è quella della crescita, sia in campionato che in coppa e allora facciamo un grosso applauso a questi interpreti: Ghobrani, Rivella, Del Bianco, Giuliani, Scavino, Montauro, Francalanci, Choury, Vigliecca, Cigliuti, Morando e i giovanissimi classe 2004: Cai, Cammarata, Draetta, Tizzano, Bisco e Pavan

martedì 23 marzo 2021

Napoleone non è un eroe da celebrare o forse si


Napoleone era razzista, sessista, dispotico, militarista colonizzatore ecc, sono solo alcune delle reprimende che si leggono in rete legate al Corso (nel senso di nato ad Ajaccio) più famoso della storia e di cui ricorre quest’anno il bicentenario della morte a Sant’Elena, dove era stato esiliato dagli inglesi che temevano il suo ennesimo ritorno. Senza dare patenti o realizzare agiografie fasulle è chiaro che la sua figura provocò uno sconquasso nell’Europa conservatrice di inizio 800 e, probabilmente, contribuì a portare in giro per l’Europa idee progressiste francesi che diedero poi il via agli stati nazionali, così come li abbiamo poi visti crescere nei decenni successivi. Francia e Inghilterra se le diedero di santa ragione per tutto il settecento, la guerra dei sette anni, la prima vera guerra mondiale per scenari e truppe impiegate portò alla disfatta francese oltreoceano e diede l’imprimatur agli inglesi nel mondo coloniale. I francesi, poi, resero la pariglia nella guerra d’indipendenza delle colonie americane qualche anno dopo, aiutando, di fatto, la nascita degli Stati Uniti. Il crollo dell’Ancien regime fece il resto e la Francia divenne così un baluardo contro le vecchie aristocrazie continentali. Napoleone fu un eccellente stratega militare che riuscì a mettere in scacco il vecchio sistema, capitolò solo quando, preso da manie di grandezza, volle invadere la Russia. Ora credo che a distanza di due secoli accreditarlo di tutte le nefandezze, come riportato dal New York Times, non deponga a favore di storici o presunti tali che, seppur agiscono con la competenza di un singolo episodio (la cruenta lotta nelle terre d’oltremare francesi dal 1791 al 1804) perdono di vista tutto il resto. Compito dello storico è contestualizzare il personaggio o l’evento, analizzare i fatti senza frasi traviare da idee o pensieri che sono un retaggio del presente e che hanno poca attinenza con il periodo in esame a distanza di tempo. Quindi Napoleone non forse un idolo, ma sicuramente un personaggio che cambiò il corso della storia non solo europea, ma mondiale.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...