Le luci della ribalta a volte
sono effimere, a volte sono fastidiose e a volte possono confondere, ma mai
come nel mondo del pallone passare dalla polvere all’altare e viceversa è
questione di un attimo. E così da salvatore della patria ti trasformi in scarto
da riciclare al più presto. Il tifoso è una belva sempre assetata di emozioni,
purchè positive e il mantra: “vincere non è importante ma è l’unica cosa che
conta” contagia sempre tutti. Non importa come giochi conta solo il risultato.
E così si bruciano sull’altare delle vittorie, sempre e comunque, carriere, fortune,
fama e successo. Ma se un tempo almeno si contavano almeno tre o quattro
incontri per definire un percorso, adesso è sufficiente una sola partita per
emettere giudizi e così una squadra, quella di Venaria, passa dalla tabella
scudetto alla tregenda nera per un derby pareggiato (e che diamine riuscirà al
toro una volta ogni tanto portare a casa un punto), mentre alla prima squadra di
Milano viene imputato il recupero scudetto, dopo Firenze, e subito dopo al
disastro senza Champions per il passo falso interno con la Doria di Ranieri.
Manca sinceramente in questa civiltà dell’effimero l’attesa di una stagione, in
cui i processi sommari avvenivano alla scadenza naturale. C’è poi un altro aspetto,
una squadra e una società che vince nove titoli di fila per una stagione può non
toccare biglia ?? Può un allenatore senza esperienza trovare il giusto metodo
alla prima occasione o può anche toppare ?? Domande ovviamente senza risposta perché
il moloch del tifo vuole le sue vittime sacrificali. Cambiare per trovare sempre
nuovi stimoli ed emozioni contro la più elementare programmazione. Ma cambiare
per il gusto di farlo e di accontentare i leoni da tastiera del tifo va sempre
a buon fine ?
lunedì 5 aprile 2021
C'era una volta il maestro
domenica 4 aprile 2021
Il Casciavit Paolo
foto giornale novionline
sabato 3 aprile 2021
Partita tosta Orange cerca la vittoria ma Bosetti è super
Un pareggio che alla fine scontenta tutte e due le squadre scese in campo per due obiettivi contrapposti. I lombardi per accedere alle Final eight di Coppa Italia e gli Orange per continuare il sogno play off che vede stasera a pari partite giocate la Domus con gli Orange ma con una differenza reti migliore che in questo caso promuovere la squadra lombarda. Cagliari e la Sardegna saranno i giudici di questa contesa che potrebbe prolungare la post season. La partita di oggi è stata molto tirata con due team protesi in campo alla ricerca del risultato e in cui l’Orange ha avuto il merito di sbloccarla per prima con un gran tiro di Curallo che ha incocciato le terga di un giocatore del Leon. Ha subito il ritorno dei padroni di casa che in un paio di occasioni hanno cercato il pareggio trovandolo in mischia con Pisante e poi si sono portati avanti alla fine della prima frazione di gioco con una bella azione di gioco finalizzata da De Morais. Ripresa perentoria di Celentano e compagni che hanno puntato più volte la porta di Bosetti, ma l’estremo difensore oggi era in versione illegale e ha negato più volte la segnatura a Itria e soci. Solo Cannella di giustezza ha trovato il pertugio giusto per un pareggio che a quel punto stava decisamente stretto agli uomini di Patanè. Finale al cardiopalma con occasioni da entrambe le parti ma al fischio finale il risultato è rimasto in parità. E ora pronti per gli ultimi 120 minuti
Leon vs Orange 2 – 2 ( 2 -1 pt)
Marcatori: Curallo (O) Pisante
(L) De Morais (L) Cannella (O)
martedì 30 marzo 2021
Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano
Sono sempre più convinto che un calciatore debba esprimersi
sul campo ed eventualmente se intraprende la carriera di allenatore può
concedersi ai taccuini delle interviste nel post partita. Abbiamo esempi famosi
di bravi giocatori diventati ottimi coach: Trapattoni, Ancelotti, Deshamps ecc.
La categoria invece che non sopporto sono i calciatori che chiacchierano e, spesso
e volentieri, si comportano come i peggiori ultras da curva. Il dinamico duo
Materazzi/Nedved ha dato letteralmente il peggio in questi ultimi giorni, prima
la polemica sulle vittorie da ostentare, come il peggiore cicaleggio da asilo
mariuccia, con sfacciate ostentazioni su trionfi come medaglie da affiggere sul
petto e poi la querelle sulla miriade di tifosi all’estero che conoscono a menadito:
pazza inter amala. Credo di poter dire che i campioni di Inter e Juve siano
stati ben altri rispetto a questo dinamico duo. Della Beneamata ho profonda
stima di Javier Zanetti, un’icona e un difensore di peso che ha saputo
pazientare e trainare la carretta in anni bui per poi godersi un meritato
successo, e per la Juve un certo Alex Del Piero, campioni non solo con il
pallone tra i piedi ma anche signori fuori dal campo. Del dinamico duo mi
ricordo invece il pianto isterico di Materazzi all’Olimpico nel famoso cinque
maggio (e non era il 1821) e della pazza bionda il tunnel rimediato da un
cantante allo Stadium a cui la furia ceca presentò il conto poco dopo. Questi
due episodi danno l’idea di giocatori con una sindrome da Peter Pan
sconsiderata, tipica di quelli che da piccoli giocavano nei campetti e se il
risultato non aggradava se ne andavano col pallone
Il calcio si
gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano – parola di Johan
Cruyff
lunedì 29 marzo 2021
Gli Orange tornano alla vittoria contro Cagliari in casa. Sprint finale con vista play off
A 160 minuti dalla fine della
regular season l’Orange Futsal Asti si regala un finale di stagione in cui
punta decisamente ai play off, ma non sarà facile raggiungerli: quattro partite
da disputare contro avversarie insidiose come Videoton Crema, Leon e Cagliari
in trasferta e Mgm in casa nell’ultima di campionato. Sarà opportuno ragionare
partita dopo partita guardando anche agli altri risultati in un girone in cui
nulla è scontato e nulla è ancora deciso dalla testa fino ai play out. E la
partita di oggi ne è un degno esempio, un match in cui l’Orange grazie a un
primo tempo perfetto è rimasto in controllo fino quasi alla fine, in cui la garra
degli isolani ha messo apprensione a Celentano e compagni. Ma andiamo all’analisi
del match, la prima occasione è di Fratini che ruba palla e, in una ripartenza,
si trova a tu per tu con Casalone e lo spiazza con chirurgica freddezza. Con
calma i ragazzi recuperano subito su autogoal con Grandulli che, con la mano,
devia il passaggio centrale di Amico. La squadra ci crede e mette sotto sul
piano delle occasioni gli ospiti. Ma bisogna aspettare metà tempo per trovare l’uno
due micidiale di Cannella prima, e Vitellaro poi, che indirizza la partita. Itria
poi fa una magia con il pallone e dopo aver fermato un lancio dalla propria
area con la complicità del palo infila il 4 a 1. Di rara bellezza la rete di
Rivella che nasconde la palla a Cossu e la deposita in rete. Il 5 a 1 è un buon
risultato e al ritorno in campo le due squadre si affrontano alla pari senza
creare ulteriori insidie. Quando però Cossu da portiere si trasforma nel quinto
uomo in attacco, la difesa Orange vacilla, l’estremo segna la rete del 2 a 5 e
poi Atzeni, un minuto dopo, dimezza lo svantaggio. La partita si alza di ritmo
e nonostante un paio di tentativi di Itria vadano a vuoto c’è un tocco galeotto
di mano di Celentano che viene sanzionato con l’ammonizione e il rigore; ma dal
dischetto Casalone ipnotizza Sergio e il Cagliari perde l’occasione. Vitellaro
punisce subito la squadra isolana e Atzeni arrontonda il bottino personale per
il definitivo 6 a 4. A parte il finale convulso Patanè può guardare con serenità
al gruppo e giocarsi le sue chance in trasferta, sabato si fa visita al Leon,
squadra che in casa ha battuto il lanciatissimo Elledì Fossano, occorrerà un’attenzione
doppia.
Orange Futsal vs Cagliari Futsal
6 -4 ( 5 -1 pt)
Marcatori: Fratini (C) Autorete
Grandulli (C) Cannella (O) Vitellaro (O) Itria (O) Rivella (O) Cossu (C) Atzeni
(C) Vitellaro (O) Atzeni (C)
mercoledì 24 marzo 2021
I giovani dell'Orange a punteggio pieno - 4 vittorie e 44 reti segnate
martedì 23 marzo 2021
Napoleone non è un eroe da celebrare o forse si
Napoleone era razzista, sessista, dispotico, militarista colonizzatore ecc, sono solo alcune delle reprimende che si leggono in rete legate al Corso (nel senso di nato ad Ajaccio) più famoso della storia e di cui ricorre quest’anno il bicentenario della morte a Sant’Elena, dove era stato esiliato dagli inglesi che temevano il suo ennesimo ritorno. Senza dare patenti o realizzare agiografie fasulle è chiaro che la sua figura provocò uno sconquasso nell’Europa conservatrice di inizio 800 e, probabilmente, contribuì a portare in giro per l’Europa idee progressiste francesi che diedero poi il via agli stati nazionali, così come li abbiamo poi visti crescere nei decenni successivi. Francia e Inghilterra se le diedero di santa ragione per tutto il settecento, la guerra dei sette anni, la prima vera guerra mondiale per scenari e truppe impiegate portò alla disfatta francese oltreoceano e diede l’imprimatur agli inglesi nel mondo coloniale. I francesi, poi, resero la pariglia nella guerra d’indipendenza delle colonie americane qualche anno dopo, aiutando, di fatto, la nascita degli Stati Uniti. Il crollo dell’Ancien regime fece il resto e la Francia divenne così un baluardo contro le vecchie aristocrazie continentali. Napoleone fu un eccellente stratega militare che riuscì a mettere in scacco il vecchio sistema, capitolò solo quando, preso da manie di grandezza, volle invadere la Russia. Ora credo che a distanza di due secoli accreditarlo di tutte le nefandezze, come riportato dal New York Times, non deponga a favore di storici o presunti tali che, seppur agiscono con la competenza di un singolo episodio (la cruenta lotta nelle terre d’oltremare francesi dal 1791 al 1804) perdono di vista tutto il resto. Compito dello storico è contestualizzare il personaggio o l’evento, analizzare i fatti senza frasi traviare da idee o pensieri che sono un retaggio del presente e che hanno poca attinenza con il periodo in esame a distanza di tempo. Quindi Napoleone non forse un idolo, ma sicuramente un personaggio che cambiò il corso della storia non solo europea, ma mondiale.
Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931
I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...
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D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
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Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...






