Non ho mai sentito parlare tanto
di sicurezza come in queste settimane. Biella città assolutamente insicura da
meritare fior di telecamere e presenza cospicua di forze dell’ordine ? Siamo
sicuri ?. Stesso discorso mutuato anche per il novello ospedale, ancora
sottotitolato “Degli Infermi” (mamma mia che brutto nome) che gli
Amministratori di Ponderano, dietro sollecitazione dell’Asl, vorrebbero
monitorato e sotto controllo H24 (al momento mi sovviene l’imitazione di Crozza
del Presidente della Regione Lombardia Maroni). Ovviamente il pretesto è quello
di posizionare non solo telecamere ma sbarre per pagare ticket – non solo all’Asl
per esami – ma anche per depositare la macchina con cui malati e parenti si
devono recare al nosocomio. E così l’ospedale diventa terra di scontro politico
tra coloro che vorrebbero – credo giustamente – non dover ricorrere al ticket
aggiuntivo in considerazione del fatto che in quel luogo ci si va per curare e
quindi i pensieri son ben altri e coloro che in nome del decoro vorrebbero far
cassa. Cui prodest ? Credo che l’interesse del cittadino debba andare prima di
tutto il resto a maggior ragione in un momento in cui ogni centesimo risparmiato
per ogni famiglia è importante. Stiamo parlando di un nosocomio costato
parecchio a cui la comunità biellese, attraverso Fondazioni e le altre forze
vive del territorio, ha dato tanto e che magari vorrebbero poter utilizzare
quale luogo di cura senza avere altri pensieri. Quando fu deciso di costruire
al Villanetto l’Ospedale, l’area fu scelta proprio per la vicinanza alla città,
ma anche per l’opportunità di essere in area autonoma e facilmente
raggiungibile. Che ci possano essere dei costi gestionali è pacifico, ma come
hanno dimostrato alcuni amministratori, tra cui il Presidente della Provincia e
il Sindaco di Biella, altre strade sono percorribili, senza dover mettere le
mani nelle tasche dei cittadini. Fa specie poi che gli Amministratori che oggi
scrivono il loro nome per mettere il ticket pochi mesi fa abbiano inscenato la
lotta politica per salvare i posti dell’ospedale (quali ?) per poi usarlo come cassa.
Molti Sindaci del territorio biellese hanno chiesto attenzione al problema, ma c’è
stata poca risposta da parte di coloro che sono interessati in nome della
conclamata sicurezza. A proposito la parola sicurezza deriva dal latino sine
cura, senza preoccupazione, una sorta di controsenso per coloro che dovranno
parcheggiare li.
sabato 16 gennaio 2016
Domani il derby Biella - Casale. Pierich: Abbiamo il giusto equilibrio
E’ l’allenamento del venerdì non
quello della rifinitura ma quasi, l’All Star game ha permesso alla squadra di
riposare dopo un inizio d’anno intenso ma che ha portato una ventata di
ottimismo in casa Angelico. Le sonanti vittorie contro Siena (la partita vinta
due volte) e soprattutto quella in casa di Agrigento hanno dato sprint, orgoglio
e soprattutto tanta consapevolezza dei propri
mezzi. Ma non ditelo a Simone Pierich il talismano di questa squadra
Siamo un po’ più sereni dopo
questi risultati ma sempre all’erta non ci possiamo rilassare dobbiamo essere
sempre attenti alle nostre prestazioni. Credo che stiamo mettendo a posto i
nostri equilibri e quindi questo porta a giocare meglio e fare risultato.
Ma cosa è successo con Siena:
bravi loro a rientrare ma se vogliamo dirla tutta ci hanno anche menato e
questo ci ha fatto perdere concentrazione. Con la Moncada avevamo meno
pressioni di loro e quindi siamo stati in grado di reggere al meglio. Tutto sommato
in questo campionato non ci sono squadre che si impongono due vittorie o due
sconfitte e puoi balzare dalle zone sicure a quelle più pericolose: campionato
affascinante, c’è equilibrio e quindi ogni partita ha storia a se. Credo sia opportuno sfruttare le occasioni
E adesso derby con Casale: “per
me la partita degli affetti sicuramente non si dimentica il passato all’andata
abbiamo perso ma siamo rimasti in partita fin quasi verso la fine, anche se
loro erano superiori. Domani dicono che mancherà Martinoni (ma io fino alle 17
rimango scettico). Hanno un gruppo collaudato, preferiscono un gioco lento,
tengono i ritmi bassi, dovremmo essere veloci e rapidi se ci lasciano giocare
allora diventa una bella partita
Della squadra chi ti preoccupa:
Tutti ma in particolare Tomassini come play maker che è di valore assoluto fa
giocare molto bene la squadra, e poi non dimentichiamoci di Blizzard e di Bray
che all’andata ci ha fatto un mazzo
Casale tra l’altro in finale di
Coppa Italia: Se l’è meritata giocando bene e sono sicuro che farà un buon
risultato. Imola Brescia e Mantova gli avversari più pericolosi
Domani si gioca alle due un problema ?. No direi di no anche
se varieremo ovviamente l’approccio sarebbe stato peggio giocarla alle 16, alle
due no ci faremo trovare pronti.
Simone si alza ci saluta e prosegue con l’approccio alla
partita. E’ proprio vero il 2016 è un anno diverso per Pallacanestro Biella
mercoledì 13 gennaio 2016
Le nostre storie PN: Tango - Giro d'Italia a Sant'Anna - Calvano - Stagione invernale - Cucina in quota
Tango aldobaraldo
Quanti modi per dire cosa
rappresenta il tango: passione, vita, sentimento, poesia, tutto mescolato in
linguaggio del corpo per assaporare e gustare i piaceri della vita
I colori del
Mediterraneo di Calvano
Si chiude quindi con
questa personale l’anno della cultura presso lo spazio della Fondazione CRB,
una mostra tutta dedicata ai colori del Mediterraneo. Una traccia per chiedere
quale siano i prossimi appuntamenti targati FCRB
Una tappa in quota a
Sant’Anna
Immagini d’epoca per uno sport che è un inno alla
fatica e all’impegno, una kermesse dedicata ai fan delle due ruote ma anche a
chi intravede nella gara internazionali a tappe un notevole veicolo di
promozione turistica. La magia di questo sport la puoi trovare nei percorsi che
vengono disegnati per dare un epica e una leggenda e la prossima tappa del giro
d’Italia che si concluderà tra i tornanti che portano al Santuario ha tutti i
crismi per diventare una festa di sport e di partecipazione
Le Stazioni del Cuneese
Il viaggio alla scoperta
delle molteplici stazioni sciistiche della provincia Granda. Tante le novità
per passare in famiglia o tra amici vacanze all’insegna del divertimento e
del buon gusto
MonnyB cucina ad alta
quota
Anche se le feste e le abbuffate sono passate seguite questo divertente
servizio in quota legato alla cucina da montagna
Domenica 10 gennaio ore 23.30 TELECUPOLE Lunedì 11 gennaio alle ore 1.00 su VIDEONOVARA alle ore 1,00 su TELECUPOLE, 13.30 su VIDEONORD, martedì 12 gennaio alle ore 16 su NORDOVEST7 ore, mercoledì 13 gennaio alle ore 14.30 su VIDEONOVARA alle ore 18 su PIEMONTE+ giovedì 14 gennaio alle ore 15.30 su NORDOVEST7, alle ore 20.30 su RETESETTE alle ore 22.00 su GRP 1 alle ore 23.55
su TELEVALSESIA, alle ore 23,30 su TELERITMO, venerdì 15 gennaio alle ore 19,15 su VIDEONORD, ore 21.00 su TELERITMO ore 22 su VIDEONOVARA, ore 22,15 su GRP 1, sabato 16 gennaio alle 6,00 su GRP1 alle 13 su TELECITY alle ore 15.15 su RETESETTE e alle ore 20.00 su PIEMONTE domenica 17 gennaio ore 20.05
RETESETTE
martedì 12 gennaio 2016
Arridatece Silvio o un Emiro
foto tratta da www.haisentito.it
Era il 1986 un giovane e
brillante imprenditore televisivo cambiava il corso della vita calcistica
milanese riportando ai fasti degli anni sessanta un club glorioso che aveva
avuto i suoi natali nel 1899. Silvio Berlusconi, con mosse nient’affatto banali
e scontate, irrompeva nel panorama calcistico e mandava in pensione la Juve di
Platini. Scudetti e successi a raffica ma soprattutto una dimensione europea e
internazionale. Quanti club esteri hanno poi copiato le movenze di quel Milan.
Quello degli invincibili degli immortali, degli ancelottiani. Anni e partite
indimenticabili fino ad arrivare alla Supercoppa di Pechino vinta contro i
cugini. Era l’agosto del 2011, dall’epoca un lustro di ipotesi, di parametri
zero, di allenatori incompresi, di giocatori sopravvalutati, ma soprattutto un
declino quanto mai annunciato e una china sempre più discendente. San Siro
deserto la dice lunga su questo pendio inclinato. Sembra di essere tornati a
metà anni settanta con una squadra che d’estate annunciava acquisiti e
obiettivi sempre disattesi, tradizioni continentali che finivano all’alba di
una giornata autunnale, partite epiche e tonfi altrettanto pesanti. Ora in una
sorta di dejà vu si rivive quel periodo. Contro la Roma la partita del vorrei
ma non posso, una batteria di giocatori italiani bravi ma non eccezionali,
stranieri volitivi e poco altro. La pecca come negli anni settante e ottanta è
da ricercare nella società. Confusione estrema, due Ad un Dg che non esiste
(quanto ci manca Braida) troppe presenze e poca organizzazione. Se si vuole
tornare alle origini si deve tornare a strutturare la società, una presenza
chiara e uomini di esperienza nei ruoli chiave e organizzativi. Non è tutto marketing, quello va di seguito a
successi e risultati. Seguire l’esempio del Bayern di Monaco e avere pazienza,
da li ripartire, oggi il nostro futuro si chiama Carpi ma il nostro DNA è ben
altro e se Silvio è stufo che venda al miglior offerente, possibilmente arabo.
Quando i footballers scrivevano la storia (Giorgio Acerbis - Urbone Publishing)
Il Calcio è storia: statistiche, partite e uomini e gli
uomini sono coloro che fanno la storia, e che trasmettono tutte le passioni. Sensazioni,
vita, adesione, impegno tutte qualità unite e al seguito degli eventi che hanno
caratterizzato la storia della vita moderna. Opulenza e costume nel mondo
moderno quello in cui il merchandising la fa da padrone, ma anche protagonisti
nella quotidianità e interpreti dei grandi eventi che hanno caratterizzato il
secolo scorso. A cent’anni dalla prima guerra mondiale che cambiò per sempre
gli equilibri del vecchio continente, un’opera quella di Giorgio Acerbis (edizione Urbone
publishing) dedicata ai giovani che, abbandonando le loro brillanti
prospettive future legate al mondo del calcio, sacrificarono, insieme a quelle
di milioni di altri giovani, le loro vite al servizio dei propri paesi. Ne
viene fuori uno spaccato di conoscenze e di informazioni che accomuna i giovani
di tutta Europa presenti nei differenti fronti di cui si compose il teatro di
guerra mondiale. Carriere troncate e bruciate di brillanti footballers che si
immolarono con i propri compagni. Il calcio nei primi anni del XX secolo non
era ancora così diffuso e planetario come oggi, era un divertimento e una professione
che stava spiccando il volo, in Italia era forte nel nord ovest, era il periodo
in cui il Genoa mieteva allori insieme alla Pro Vercelli, un calcio di qualità
e di forza. Giovani come Luigi Ferraris genoano (a cui è intitolato Marassi) o
come il milanista Erminio Brevedan. Ma troviamo anche Robert Whitney del
Chelsea, Pinheiro del Porto (già nella prima guerra mondiale nel 1916 c’era
pure il Portogallo), Peter Johnstone del Celtic, caduto ad Arras o Karl
Braunsteiner del Wiener, morto in prigionia dopo essere stato catturato
nell’assedio della fortezza di Przemysl, oppure il forte russo Nikolai Kynin
immolatosi sui Carpazi nel 1916 durante l’offensiva del generale Brusilov. E
che dire di Bauduin Six 92 reti in 87 presenze iniziata nel KSV Brugges, una
prolificità da far invidia a Cristiano Ronaldo. Un’opera paziente e certosina,
quella di Acerbis, che, grazie all’acume della casa editrice Urbone Publishing,
vede la luce per dare spazio a un patrimonio di informazioni che farà la
fortuna degli appassionati e che può avvicinare allo studio della storia e del
calcio tanti giovani
domenica 3 gennaio 2016
De Vico e Ferguson mattatori, per Siena Roberts e Ranucci ma alla fine sorride solo Carrea
Carrea (7) si
gode il successo in sala stampa seduto sulla poltrona Sparco (8), mai così
comoda come questa sera, ma certo che se l’è vista brutta un parziale di 35 a 9
ha messo a dura prova le coronarie dei tremila tifosi (9) al Forum. Un
superlativo De Vico (9) ha suonato la carica fin dal primo minuto, la grinta che
ha messo in campo ha contagiato tutti persino La Torre (6,5) che nei primi
quarti ha difeso in maniera egregia. Pierich (7) ha fatto il lavoro sporco e anche
se le medie non lo hanno premiato ha cercato con ogni mezzo scarichi e difese
utili per la vittoria finale. Il Capitano Infante (8) in doppia doppia ha
realizzato la miglior partita, Carrea dixit, per intensità e voglia. Hall (8)
più assist man (8) e rimbalzista che scorer, però il canestro della sicurezza e
del più quattro l’ha messo lui. Ferguson 8,5), tascabile play si prende come al
solito tutti i rischi e alla fine gli dice bene. Venuto (6) ha giocato più di
30 minuti e alla fine ha pagato dazio ma Carrea non ha voluto sostituirlo con
Grande (sv). Per il giovane play siamo ai titoli di coda. Pochi spiccioli di
partita per Banti ma in questo il coach non ha voluto sentire commenti, la sua
scelta conservativa su Infante ha dato i frutti sperati.
Siena può
contare su un grande allenatore Ramagli (8) che non si scompone mai e anche se
va sotto di venti cerca di scuotere la sua squadra e ci riesce, arriva quasi
alla vittoria, che avrebbe avuto il sapore dell’impresa grazie a uno strepitoso
Roberts (9) 19 punti e tre triple d’autore e alla personalità di Ranucci (7).
Udom e Bryant (7) piazzano entrambi dodici punti e danno costrutto al gioco di
Ramagli. Insufficiente invece Diliegro (5,5) da uno con le sue capacità ci si
aspetta molto di più. Non male anche Borsato (6,5) e Cucci (6) ma l’intensità
che hanno messo nei primi quarti non era quella richiesta dal coach
Arbitraggio (7)
competente e preciso tengono bene la partita e fischiano il giusto, abbiamo
visto raramente dei metri arbitrali corretti e quando succede è bene segnalarlo
Biella prima vince poi rischia di perdere, ma alla fine i due punti arrivano
Che fatica
Biella domina Siena per 25 minuti e poi si perde, si fa rimontare, va sotto e
poi la porta a casa. Un match al cardiopalma per i tifosi di Biella, alla fine
l’Angelico mette due punti d’oro per la classifica e anche per il morale, ma
deve ringraziare la sua buona stella che, nel momento topico, ha permesso ai
suoi giocatori più rappresentativi di indovinare le giocate che hanno permesso
a Infante e compagni di vincere la prima partita dell’anno. Oltre 3000
spettatori che affollano le tribune del Forum per questo incontro post
festeggiamenti del primo di gennaio Nel pre-partita si vede che il gruppo è
concentrato Quintetto iniziale per Carrea con Hall, Ferguson, Infante, De Vico
e Venuto, mentre Ramagli risponde con Borsato, Ranuzzi, Cucci, Roberts e
Diliegro. Siena parte subito forte con un mini parziale di cinque a zero frutto
di una tripla di Cucci e di una schiacciata di Roberts. Ma la grinta dei biellesi
promette bene e infatti, lo percepisci quando De Vico prima in entrata mette due
punti e poi da tre porta avanti Biella. Il Giovane Niccolò è una furia, tanto è
vero che al primo intervallo è già in doppia cifra. Siena sfrutta solo i lunghi
e non gioca dal perimetro, mentre all’Angelico riesce quasi tutto e bene,
persino La Torre si scopre arcigno marcatore prendendo rimbalzi e contendendo
palloni. Carrea lo premia lasciandolo in campo per diversi minuti. Alla prima
sirena Biella è avanti di sei punti e il disavanzo sembra persino di poco conto
visto il gioco dimostrato. Non cambia la solfa dopo il primo riposo con Biella
a dettare legge soprattutto da tre con Ferguson. Carrea azzecca bene i cambi e
le rotazioni e il gioco di Biella diventa spumeggiante, il vantaggio si dilata.
Biella mette sempre grinta anche se perde qualche possesso, persino La Torre si
inventa la tripla dall’angolo. De Vico indemoniato, mentre Hall porta a casa
palloni sia in attacco che in difesa.
All’intervallo lungo Biella arriva con un
vantaggio cospicuo, ma soprattutto con personalità. Biella continua a
martellare anche dopo il rientro in campo De Vico sembra tarantolato mette una
tripla in faccia a Ranucci e Biella arriva al massimo vantaggio 65 a 43, manca
ancora una vita, ma sembra per una volta l’Angelico una squadra forte e
compatta. Perde forse qualche possesso di troppo nel finale di quarto, ma in
fin dei conti andare all’ultimo riposo in vantaggio di 14 sembra rassicurante.
E invece capita quello che non ti aspetti, in cinque minuti da festival degli
orrori, Biella dilapida il vantaggio e permette il rientro di Siena che con una
tripla di Ranucci addirittura va avanti di quattro. Pubblico attonito e time
out di Carrea Si riprende e Pierich in entrata subisce fallo due punti e poi
Infante, Siena ha esaurito un po’ di birra e Hall e Ferguson mettono in
ghiaccio un successo che sembrava svanito. La faccia dell’Ad D’Adamo la dice
tutta sulla sofferenza. Due punti d’oro con un play Grande sicuramente in
partenza, non ha giocato questa sera, Ma per fare strada questa squadra dovrà
vincere prima di tutto contro le sue paure.
Angelico Biella – Mens Sana Basket 1871 91 – 85 (22 – 16; 48 – 35; 73 – 59)
Angelico Biella: Hall 6, Ferguson 32, Banti 4, La Torre 3, Infante 11, Grande n.e,, Venuto
4, Pollone n.e., De Vico 25, Rattalino n.e., Pierich 6. Coach: Carrea. Mens Sana Basket 1871 Siena: Cacace n.e., Diliegro
10, Borsato 8, Ranuzzi 12, Marini n.e., Bucarelli0, Udom 12, Roberts 19, Bryant
12, Cucci 12. Coach: Ramagli Tiri Liberi Biella 27/32 Siena 15/24
Rimbalzi Biella 34 Siena 30 Assist Biella 14 Siena 15
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