sabato 16 gennaio 2016

Ospedale di Ponderano: no ticket no parking

Non ho mai sentito parlare tanto di sicurezza come in queste settimane. Biella città assolutamente insicura da meritare fior di telecamere e presenza cospicua di forze dell’ordine ? Siamo sicuri ?. Stesso discorso mutuato anche per il novello ospedale, ancora sottotitolato “Degli Infermi” (mamma mia che brutto nome) che gli Amministratori di Ponderano, dietro sollecitazione dell’Asl, vorrebbero monitorato e sotto controllo H24 (al momento mi sovviene l’imitazione di Crozza del Presidente della Regione Lombardia Maroni). Ovviamente il pretesto è quello di posizionare non solo telecamere ma sbarre per pagare ticket – non solo all’Asl per esami – ma anche per depositare la macchina con cui malati e parenti si devono recare al nosocomio. E così l’ospedale diventa terra di scontro politico tra coloro che vorrebbero – credo giustamente – non dover ricorrere al ticket aggiuntivo in considerazione del fatto che in quel luogo ci si va per curare e quindi i pensieri son ben altri e coloro che in nome del decoro vorrebbero far cassa. Cui prodest ? Credo che l’interesse del cittadino debba andare prima di tutto il resto a maggior ragione in un momento in cui ogni centesimo risparmiato per ogni famiglia è importante. Stiamo parlando di un nosocomio costato parecchio a cui la comunità biellese, attraverso Fondazioni e le altre forze vive del territorio, ha dato tanto e che magari vorrebbero poter utilizzare quale luogo di cura senza avere altri pensieri. Quando fu deciso di costruire al Villanetto l’Ospedale, l’area fu scelta proprio per la vicinanza alla città, ma anche per l’opportunità di essere in area autonoma e facilmente raggiungibile. Che ci possano essere dei costi gestionali è pacifico, ma come hanno dimostrato alcuni amministratori, tra cui il Presidente della Provincia e il Sindaco di Biella, altre strade sono percorribili, senza dover mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Fa specie poi che gli Amministratori che oggi scrivono il loro nome per mettere il ticket pochi mesi fa abbiano inscenato la lotta politica per salvare i posti dell’ospedale (quali ?) per poi usarlo come cassa. Molti Sindaci del territorio biellese hanno chiesto attenzione al problema, ma c’è stata poca risposta da parte di coloro che sono interessati in nome della conclamata sicurezza. A proposito la parola sicurezza deriva dal latino sine cura, senza preoccupazione, una sorta di controsenso per coloro che dovranno parcheggiare li.

Domani il derby Biella - Casale. Pierich: Abbiamo il giusto equilibrio

E’ l’allenamento del venerdì non quello della rifinitura ma quasi, l’All Star game ha permesso alla squadra di riposare dopo un inizio d’anno intenso ma che ha portato una ventata di ottimismo in casa Angelico. Le sonanti vittorie contro Siena (la partita vinta due volte) e soprattutto quella in casa di Agrigento hanno dato sprint, orgoglio e soprattutto tanta consapevolezza dei  propri mezzi. Ma non ditelo a Simone Pierich il talismano di questa squadra

Siamo un po’ più sereni dopo questi risultati ma sempre all’erta non ci possiamo rilassare dobbiamo essere sempre attenti alle nostre prestazioni. Credo che stiamo mettendo a posto i nostri equilibri e quindi questo porta a giocare meglio e fare risultato.

Ma cosa è successo con Siena: bravi loro a rientrare ma se vogliamo dirla tutta ci hanno anche menato e questo ci ha fatto perdere concentrazione. Con la Moncada avevamo meno pressioni di loro e quindi siamo stati in grado di reggere al meglio. Tutto sommato in questo campionato non ci sono squadre che si impongono due vittorie o due sconfitte e puoi balzare dalle zone sicure a quelle più pericolose: campionato affascinante, c’è equilibrio e quindi ogni partita ha storia a se. Credo sia  opportuno sfruttare le occasioni

E adesso derby con Casale: “per me la partita degli affetti sicuramente non si dimentica il passato all’andata abbiamo perso ma siamo rimasti in partita fin quasi verso la fine, anche se loro erano superiori. Domani dicono che mancherà Martinoni (ma io fino alle 17 rimango scettico). Hanno un gruppo collaudato, preferiscono un gioco lento, tengono i ritmi bassi, dovremmo essere veloci e rapidi se ci lasciano giocare allora diventa una bella partita

Della squadra chi ti preoccupa: Tutti ma in particolare Tomassini come play maker che è di valore assoluto fa giocare molto bene la squadra, e poi non dimentichiamoci di Blizzard e di Bray che all’andata ci ha fatto un mazzo

Casale tra l’altro in finale di Coppa Italia: Se l’è meritata giocando bene e sono sicuro che farà un buon risultato. Imola Brescia e Mantova gli avversari più pericolosi

Domani si gioca alle due un problema ?. No direi di no anche se varieremo ovviamente l’approccio sarebbe stato peggio giocarla alle 16, alle due no ci faremo trovare pronti.
Simone si alza ci saluta e prosegue con l’approccio alla partita. E’ proprio vero il 2016 è un anno diverso per Pallacanestro Biella


mercoledì 13 gennaio 2016

Le nostre storie PN: Tango - Giro d'Italia a Sant'Anna - Calvano - Stagione invernale - Cucina in quota

Tango aldobaraldo
Quanti modi per dire cosa rappresenta il tango: passione, vita, sentimento, poesia, tutto mescolato in linguaggio del corpo per assaporare e gustare i piaceri della vita

I colori del Mediterraneo di Calvano
Si chiude quindi con questa personale l’anno della cultura presso lo spazio della Fondazione CRB, una mostra tutta dedicata ai colori del Mediterraneo. Una traccia per chiedere quale siano i prossimi appuntamenti targati FCRB

Una tappa in quota a Sant’Anna
Immagini d’epoca per uno sport che è un inno alla fatica e all’impegno, una kermesse dedicata ai fan delle due ruote ma anche a chi intravede nella gara internazionali a tappe un notevole veicolo di promozione turistica. La magia di questo sport la puoi trovare nei percorsi che vengono disegnati per dare un epica e una leggenda e la prossima tappa del giro d’Italia che si concluderà tra i tornanti che portano al Santuario ha tutti i crismi per diventare una festa di sport e di partecipazione

Le Stazioni del Cuneese
Il viaggio alla scoperta delle molteplici stazioni sciistiche della provincia Granda. Tante le novità per passare in famiglia o tra amici vacanze all’insegna del divertimento e del buon gusto

MonnyB cucina ad alta quota
Anche se le feste e le abbuffate sono passate seguite questo divertente servizio in quota legato alla cucina da montagna      


Domenica 10 gennaio ore 23.30 TELECUPOLE Lunedì 11 gennaio alle ore 1.00 su VIDEONOVARA alle ore 1,00 su TELECUPOLE, 13.30 su VIDEONORD,  martedì 12 gennaio  alle ore 16 su NORDOVEST7 ore, mercoledì 13 gennaio  alle ore 14.30 su VIDEONOVARA alle ore 18 su PIEMONTE+ giovedì 14 gennaio  alle ore 15.30 su NORDOVEST7, alle ore 20.30 su RETESETTE alle ore 22.00 su GRP 1 alle ore 23.55 su TELEVALSESIA, alle ore 23,30 su TELERITMO,  venerdì 15 gennaio alle ore 19,15 su VIDEONORD, ore 21.00 su TELERITMO ore 22 su VIDEONOVARA, ore 22,15 su GRP 1, sabato 16 gennaio alle 6,00 su GRP1 alle 13 su TELECITY alle ore 15.15 su RETESETTE e alle ore 20.00 su PIEMONTE domenica 17 gennaio ore 20.05 RETESETTE

martedì 12 gennaio 2016

Arridatece Silvio o un Emiro

foto tratta da www.haisentito.it

Era il 1986 un giovane e brillante imprenditore televisivo cambiava il corso della vita calcistica milanese riportando ai fasti degli anni sessanta un club glorioso che aveva avuto i suoi natali nel 1899. Silvio Berlusconi, con mosse nient’affatto banali e scontate, irrompeva nel panorama calcistico e mandava in pensione la Juve di Platini. Scudetti e successi a raffica ma soprattutto una dimensione europea e internazionale. Quanti club esteri hanno poi copiato le movenze di quel Milan. Quello degli invincibili degli immortali, degli ancelottiani. Anni e partite indimenticabili fino ad arrivare alla Supercoppa di Pechino vinta contro i cugini. Era l’agosto del 2011, dall’epoca un lustro di ipotesi, di parametri zero, di allenatori incompresi, di giocatori sopravvalutati, ma soprattutto un declino quanto mai annunciato e una china sempre più discendente. San Siro deserto la dice lunga su questo pendio inclinato. Sembra di essere tornati a metà anni settanta con una squadra che d’estate annunciava acquisiti e obiettivi sempre disattesi, tradizioni continentali che finivano all’alba di una giornata autunnale, partite epiche e tonfi altrettanto pesanti. Ora in una sorta di dejà vu si rivive quel periodo. Contro la Roma la partita del vorrei ma non posso, una batteria di giocatori italiani bravi ma non eccezionali, stranieri volitivi e poco altro. La pecca come negli anni settante e ottanta è da ricercare nella società. Confusione estrema, due Ad un Dg che non esiste (quanto ci manca Braida) troppe presenze e poca organizzazione. Se si vuole tornare alle origini si deve tornare a strutturare la società, una presenza chiara e uomini di esperienza nei ruoli chiave e organizzativi.  Non è tutto marketing, quello va di seguito a successi e risultati. Seguire l’esempio del Bayern di Monaco e avere pazienza, da li ripartire, oggi il nostro futuro si chiama Carpi ma il nostro DNA è ben altro e se Silvio è stufo che venda al miglior offerente, possibilmente arabo.


Quando i footballers scrivevano la storia (Giorgio Acerbis - Urbone Publishing)


Il Calcio è storia: statistiche, partite e uomini e gli uomini sono coloro che fanno la storia, e che trasmettono tutte le passioni. Sensazioni, vita, adesione, impegno tutte qualità unite e al seguito degli eventi che hanno caratterizzato la storia della vita moderna. Opulenza e costume nel mondo moderno quello in cui il merchandising la fa da padrone, ma anche protagonisti nella quotidianità e interpreti dei grandi eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso. A cent’anni dalla prima guerra mondiale che cambiò per sempre gli equilibri del vecchio continente, un’opera quella di Giorgio Acerbis (edizione Urbone publishing) dedicata ai giovani che, abbandonando le loro brillanti prospettive future legate al mondo del calcio, sacrificarono, insieme a quelle di milioni di altri giovani, le loro vite al servizio dei propri paesi. Ne viene fuori uno spaccato di conoscenze e di informazioni che accomuna i giovani di tutta Europa presenti nei differenti fronti di cui si compose il teatro di guerra mondiale. Carriere troncate e bruciate di brillanti footballers che si immolarono con i propri compagni. Il calcio nei primi anni del XX secolo non era ancora così diffuso e planetario come oggi, era un divertimento e una professione che stava spiccando il volo, in Italia era forte nel nord ovest, era il periodo in cui il Genoa mieteva allori insieme alla Pro Vercelli, un calcio di qualità e di forza. Giovani come Luigi Ferraris genoano (a cui è intitolato Marassi) o come il milanista Erminio Brevedan. Ma troviamo anche Robert Whitney del Chelsea, Pinheiro del Porto (già nella prima guerra mondiale nel 1916 c’era pure il Portogallo), Peter Johnstone del Celtic, caduto ad Arras o Karl Braunsteiner del Wiener, morto in prigionia dopo essere stato catturato nell’assedio della fortezza di Przemysl, oppure il forte russo Nikolai Kynin immolatosi sui Carpazi nel 1916 durante l’offensiva del generale Brusilov. E che dire di Bauduin Six 92 reti in 87 presenze iniziata nel KSV Brugges, una prolificità da far invidia a Cristiano Ronaldo. Un’opera paziente e certosina, quella di Acerbis, che, grazie all’acume della casa editrice Urbone Publishing, vede la luce per dare spazio a un patrimonio di informazioni che farà la fortuna degli appassionati e che può avvicinare allo studio della storia e del calcio tanti giovani

domenica 3 gennaio 2016

De Vico e Ferguson mattatori, per Siena Roberts e Ranucci ma alla fine sorride solo Carrea


Carrea (7) si gode il successo in sala stampa seduto sulla poltrona Sparco (8), mai così comoda come questa sera, ma certo che se l’è vista brutta un parziale di 35 a 9 ha messo a dura prova le coronarie dei tremila tifosi (9) al Forum. Un superlativo De Vico (9) ha suonato la carica fin dal primo minuto, la grinta che ha messo in campo ha contagiato tutti persino La Torre (6,5) che nei primi quarti ha difeso in maniera egregia. Pierich (7) ha fatto il lavoro sporco e anche se le medie non lo hanno premiato ha cercato con ogni mezzo scarichi e difese utili per la vittoria finale. Il Capitano Infante (8) in doppia doppia ha realizzato la miglior partita, Carrea dixit, per intensità e voglia. Hall (8) più assist man (8) e rimbalzista che scorer, però il canestro della sicurezza e del più quattro l’ha messo lui. Ferguson 8,5), tascabile play si prende come al solito tutti i rischi e alla fine gli dice bene. Venuto (6) ha giocato più di 30 minuti e alla fine ha pagato dazio ma Carrea non ha voluto sostituirlo con Grande (sv). Per il giovane play siamo ai titoli di coda. Pochi spiccioli di partita per Banti ma in questo il coach non ha voluto sentire commenti, la sua scelta conservativa su Infante ha dato i frutti sperati.

Siena può contare su un grande allenatore Ramagli (8) che non si scompone mai e anche se va sotto di venti cerca di scuotere la sua squadra e ci riesce, arriva quasi alla vittoria, che avrebbe avuto il sapore dell’impresa grazie a uno strepitoso Roberts (9) 19 punti e tre triple d’autore e alla personalità di Ranucci (7). Udom e Bryant (7) piazzano entrambi dodici punti e danno costrutto al gioco di Ramagli. Insufficiente invece Diliegro (5,5) da uno con le sue capacità ci si aspetta molto di più. Non male anche Borsato (6,5) e Cucci (6) ma l’intensità che hanno messo nei primi quarti non era quella richiesta dal coach

Arbitraggio (7) competente e preciso tengono bene la partita e fischiano il giusto, abbiamo visto raramente dei metri arbitrali corretti e quando succede è bene segnalarlo   

Biella prima vince poi rischia di perdere, ma alla fine i due punti arrivano


Che fatica Biella domina Siena per 25 minuti e poi si perde, si fa rimontare, va sotto e poi la porta a casa. Un match al cardiopalma per i tifosi di Biella, alla fine l’Angelico mette due punti d’oro per la classifica e anche per il morale, ma deve ringraziare la sua buona stella che, nel momento topico, ha permesso ai suoi giocatori più rappresentativi di indovinare le giocate che hanno permesso a Infante e compagni di vincere la prima partita dell’anno. Oltre 3000 spettatori che affollano le tribune del Forum per questo incontro post festeggiamenti del primo di gennaio Nel pre-partita si vede che il gruppo è concentrato Quintetto iniziale per Carrea con Hall, Ferguson, Infante, De Vico e Venuto, mentre Ramagli risponde con Borsato, Ranuzzi, Cucci, Roberts e Diliegro. Siena parte subito forte con un mini parziale di cinque a zero frutto di una tripla di Cucci e di una schiacciata di Roberts. Ma la grinta dei biellesi promette bene e infatti, lo percepisci quando De Vico prima in entrata mette due punti e poi da tre porta avanti Biella. Il Giovane Niccolò è una furia, tanto è vero che al primo intervallo è già in doppia cifra. Siena sfrutta solo i lunghi e non gioca dal perimetro, mentre all’Angelico riesce quasi tutto e bene, persino La Torre si scopre arcigno marcatore prendendo rimbalzi e contendendo palloni. Carrea lo premia lasciandolo in campo per diversi minuti. Alla prima sirena Biella è avanti di sei punti e il disavanzo sembra persino di poco conto visto il gioco dimostrato. Non cambia la solfa dopo il primo riposo con Biella a dettare legge soprattutto da tre con Ferguson. Carrea azzecca bene i cambi e le rotazioni e il gioco di Biella diventa spumeggiante, il vantaggio si dilata. Biella mette sempre grinta anche se perde qualche possesso, persino La Torre si inventa la tripla dall’angolo. De Vico indemoniato, mentre Hall porta a casa palloni sia in attacco che in difesa.
 
All’intervallo lungo Biella arriva con un vantaggio cospicuo, ma soprattutto con personalità. Biella continua a martellare anche dopo il rientro in campo De Vico sembra tarantolato mette una tripla in faccia a Ranucci e Biella arriva al massimo vantaggio 65 a 43, manca ancora una vita, ma sembra per una volta l’Angelico una squadra forte e compatta. Perde forse qualche possesso di troppo nel finale di quarto, ma in fin dei conti andare all’ultimo riposo in vantaggio di 14 sembra rassicurante. E invece capita quello che non ti aspetti, in cinque minuti da festival degli orrori, Biella dilapida il vantaggio e permette il rientro di Siena che con una tripla di Ranucci addirittura va avanti di quattro. Pubblico attonito e time out di Carrea Si riprende e Pierich in entrata subisce fallo due punti e poi Infante, Siena ha esaurito un po’ di birra e Hall e Ferguson mettono in ghiaccio un successo che sembrava svanito. La faccia dell’Ad D’Adamo la dice tutta sulla sofferenza. Due punti d’oro con un play Grande sicuramente in partenza, non ha giocato questa sera, Ma per fare strada questa squadra dovrà vincere prima di tutto contro le sue paure.    


Angelico Biella – Mens Sana Basket 1871  91 – 85 (22 – 16; 48 – 35; 73 – 59)

Angelico Biella: Hall 6, Ferguson 32, Banti 4, La Torre 3, Infante 11, Grande n.e,, Venuto 4, Pollone n.e., De Vico 25, Rattalino n.e., Pierich 6. Coach: Carrea.  Mens Sana Basket 1871 Siena: Cacace n.e., Diliegro 10, Borsato 8, Ranuzzi 12, Marini n.e., Bucarelli0, Udom 12, Roberts 19, Bryant 12, Cucci 12. Coach: Ramagli Tiri Liberi Biella 27/32 Siena 15/24 Rimbalzi Biella 34 Siena 30 Assist Biella 14 Siena 15

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...