lunedì 26 marzo 2012

Il Buono il Brutto e il Cattivo

Diciamolo ci avevate mica creduto ??. Sinceramente ci speravo  ma obiettivamente con una squadra come quella nerazzurra era abbastanza difficile,  sperare e prevedere un risultato di parità. Per fortuna il destino è nelle nostre capienti e sapienti mani, quattro punti non  sono un bottino esagerato,  ma sufficiente per portare a casa il trofeo. Mancano 24 punti da fare in nove partite per essere sicuri, anche se non credo che la Giuve vincerà le ultime nove, ne che noi faremo otto vittorie consecutive, prepariamoci quindi a vivere settimana dopo settimana  giornate bollenti con titoli roboanti di Tuttosport e della Gazzetta, con telecronache inusitate di Caressa & C. – a proposito mi confermate che ieri la Juve non ha vinto la finale di Champions vero ?? – in cui un punto in più o in meno metteranno in gioco dettagli, ansie e gioie infinite. Andiamo partita dopo partita, ora c’è il Barca, partita difficile, ma non abbiamo nulla da perdere, in caso di sconfitta, più o meno onorevole potremmo pur sempre dire che avevamo di fronte Messi e soci, mentre altri campioni spinti da italici furori si accomoderanno in salotto a sorseggiare una birra e a gufare su altri infortuni. Per il prossimo anno a proposito chiederei alla società di scritturare il Dottor House – potrebbe risultare utile in questo perenne stillicidio. Due le note internazioni su cui riflettere.  Ieri pomposamente l’Inter ha detto che ha vinto la Champions dei giovani ??????? Quanto di più falso ci possa essere, la società di Moratti ha vinto un torneo a cui è stata invitata e a cui saremo invitati anche noi il prossimo anno, ma l’accesso non è dato dal vincere il torneo primavera o la coppa Italia dei giovani – altrimenti anche la Juve, che ha la squadra più forte tra i ragazzi, potrebbe partecipare. Secondo lo Special One ha di nuovo deliziato la platea dei suoi fan, urlando in uno spagnolo riuscito all’arbitro, (..) lo sai chi era tua madre ?? una grandissima ……. (..). Per chi l’avesse perso è proprio il finale de Il Buono il Brutto e il Cattivo il capolavoro di Sergio Leone, quando  il brutto si rivolge a Clint Eastwood (il buono) dopo aver subito – secondo lui – un torto. Dato per assodato che Mou è il Brutto chi sono il Buono e il Cattivo a voi cari lettori l’ardua risposta.

domenica 25 marzo 2012

Avellino brucia Biella a fil di sirena 71 - 70

Grande prova di Dragicevic e Infanti. Green canestro decisivo
Marques Green a fil di sirena brucia sullo scatto Miralles e Chessa e appoggia al tabellone il tiro che consegna la partita e i due punti ad un Avellino in crisi di identità e di risultati. Biella non ha sfigurato ed è stata capace, soprattutto nell’ultimo quarto, di essere propositiva e di mettere il naso avanti dopo aver inseguito per tutto il match. C’è sicuramente delusione per il risultato, non per l’impegno e anche per la sfortuna che si accanisce contro i biellesi. Con Biella si scatenato cestisti  conosciuti, i Pinton e i Cerella che in passato avevano sfornato prestazioni super li abbiamo rivisti nei panni di Alessandro Infanti, 21 punti a referto con un ¾ da tre e un 23 di valutazione che la dice lunga sull’impatto in partita di questo giovane. Anche Green era segnalato non in ottima forma, ma proprio lui ha punito Biella non solo al suono della sirena ma anche in altri momenti del match. Per contro Dragicevic reduce da un affaticamento muscolare è stata la vera sorpresa di Biella, 18 punti ma anche tanti rimbalzi. Certo la fortuna non è dalla parte di Biella in questo periodo due partite perdute proprio sul filo di lana, contro Treviso sprecando l’ultimo possesso, contro gli irpini non riuscendo a difendere positivamente su un giocatore che è unanimemente considerato immarcabile.

5oo le partite di Avellino in serie A ed è una festa con un Palazzetto pieno e colorato, i tifosi irpini, come al solito molto partecipanti, abbiamo imparato a conoscerli a Torino in occasione delle Final Eight di basket. Vitucci si affida a Lyton Johnson, Gaddefors, Golemac, Green e la novità Infanti; mentre il rientro di Dragicevic porta Cancellieri a schierare il solito quintetto con Coleman, Pullen, Soragna e Miralles. Avellino parte forte tiro da tre di Green molta aggressività che però porta Golemac quasi subito a rischio falli, Dragicevic molto reattivo segna da ogni posizione e Biella veleggia sul più sei 16 a 10 dopo sei minuti. Vitucci mescola un po’ le carte e con pazienza ma soprattutto Infanti e Green con un bel parziale di dieci a zero Avellino va in vantaggio e chiude sul 25 a 21 il primo quarto. Stessa musica anche nei secondi dieci minuti, ma qui le difese diventano serrate e i tiri sbagliati sono parecchi da entrambi i fronti. Biella si nota per le palle perse, ma recupera più rimbalzi, alla fine al riposo lungo si va sul 37 a 33. Le due squadre però hanno i loro uomini più importanti gravati dai falli (Miralles e Jurak con tre per Biella, Golemac quattro e Infanti e Slay con tre per Avellino. Avellino cerca di prendere il largo all’inizio del terzo quarto e più volte va avanti anche di otto punti sul 41 a 33, oppure sul 45 a 37. Un alley up di Johnson porta Avellino sul più nove a due minuti dalla fine 5,3 a 44. Jurak non ci sta e da solo con un cinque a zero rimette in discussione tutto. Si nota e pesa l’assenza di Pullen,  anche Coleman non è al meglio. Johnson la fa da padrone sotto canestro. L’ultimo quarto è per uomini forti, Cancellieri stringe le maglie della difesa e l’Angelico costruisce i suoi tiri con più precisione. Il tiro dal perimetro premia le due squadre Slay e Infanti da una parte a cui rispondono Dragicevic e anche Pullen. Si viaggia sul punto a punto con Biella sempre avanti di due o tre ma con Avellino che ha il merito di chiudere. Golemac esce per cinque falli. Ron Slay pareggia a 106 dalla fine poi Jurak mette solo un libero dall’altra parte Infanti fa due su due dalla lunetta. A questo punto mancano 19 secondi  Biella, sotto di uno,  cerca di andare quasi fino alla fine a 3 secondi dalla sirena Soragna subisce fallo e freddamente mette i due liberi che però non bastano, dopo il time out di Vitucci, Biella viene punita da Green. Alla prossima purtroppo e si spera con miglior fortuna.



Sidigas Avellino  - Angelico Biella   71 - 70

( 25 – 21; 37 – 33; 53 – 49 )

                                                                        

Sidigas Avellino: M. Green 12, A. Ronconi  n.e., V. Gaddefors 4,  M. Ferrara n.e., A. Alborea n.e., V. Spinelli 0, A. Infanti 21, J. Golemac 11, D. Izzo n.e., M. Soloperto 0, R. Slay 7, L. Johnson 16



Angelico Biella: G. Jurak 17, N. Minessi n.e.,  A. Coleman 9 , T. Soragna 4,  J. Pullen 9, M. Laganà 0, A. Miralles  8, E. Lombardi 0, F. Rossi n.e., W. Magarity n.e, M. Chessa 5,  T.Dragicevic 18

sabato 24 marzo 2012

Prima di tutto c’è il Biellese

Una volta c’era il giuramento di Pontida: nel Medioevo si giurava fedeltà al proprio territorio, questo episodio storico fu preso a prestito da una forza politica che ha sempre fatto bandiera della propria appartenenza ad esso, adesione che viene sempre prima di ogni altra cosa. Peccato che si predica bene, ma poi si razzola male: più risorse al territorio biellese, ma queste non arrivano  tranne pochi spiccioli a Mongrando, mentre il Biellese attende iniziative contro lo stato di crisi. Si grida contro le tasse romane e poi arrivano l’Imu e i passi carrai. Adesso, se vogliamo, l’episodio più banale e inglorioso: a fronte di imminenti elezioni politiche (al più tardi la prossima primavera a scadenza naturale) l’attuale Presidente della Provincia fa trapelare notizie ai giornali secondo cui la sua ricandidatura al Parlamento è sicuramente più importante del destino della Sua Terra, della sua Provincia, del suo Territorio. In questi anni c'è chi ha sperato che,  avere un deputato - Presidente potesse, al di là del risparmio di uno stipendio, avere ben altre ripercussioni sullo sviluppo del nostro biellese. I fatti dicono il contrario: un risultato deficitario con un ente che poco ha fatto per lo sviluppo del territorio alle prese con ben altri problemi che non la collocazione del suo presidente di provincia. E ora dopo aver fatto un patto con gli elettori nel 2009, non trent’anni prima, abbandona il campo per cosa? Per un posto alla Camera o al Senato? Per uno stipendio da onorevole? Solo per questo? Ci auguriamo che non sia così, ma è triste pensare a chi abbiamo legato i destini del nostro futuro. Ci piacerebbe pensare a un mondo migliore in cui chi fa politica lo fa sempre e comunque nell’interesse generale qualunque sia il partito di appartenenza. 

Giuseppe Rasolo
Stefano La Malfa
Marco Barbierato
Renzo Belossi

venerdì 23 marzo 2012

Quale futuro per il basket ? alcune riflessioni dopo il convegno di Casale

Con questo tema si sono dati appuntamenti lunedì scorso a Casale i vertici della lega sportiva e personaggi del mondo della palla a spicchi piemontese e nazionale, quello che ne è nato è stato un utile confronto per cercare di far uscire dalle secche di sterili discussioni un patrimonio di passione, di tecnica e di sport, che attira un esercito di appassionati non solo in Piemonte ma in tutta Italia. I budget sono ridotti rispetto ad altri sport di squadra – pensiamo al calcio – ma la certezza è che questi patrimoni possano essere sviluppati meglio. Occorre poi una visibilità differente e anche l’impatto con un mondo televisivo alternativo, rispetto al passato è una strada che deve essere perseguita e non abbandonata alla prima difficoltà. Scimmiottare troppo l’America potrebbe avere ripercussioni negative, li il basket ha ben altro appeal e soprattutto adesione (football, baseball e basket  sono passioni collettive). Da noi è ancora considerato una passione di pochi. Occorre una strategia differente, in un momento di crisi economica, in cui anche gli enti pubblici versano in cattive acque e non possono permettersi troppi voli pindarici, occorre studiare strategie differenti, più partecipazione e più attività collettive. Maggiore adesione alle giovanili, fra crescere i nuovi talenti avendo la pazienza di aspettarli. Mettere magari regole per cui le squadre non possano cambiare giocatori per tutto l’anno ma solamente in momenti definiti. E poi si maggiore visibilità, e allora fare quello che al momento si sta facendo sul web anche in tv, maggiore discussione. Al di là delle partite poco viene fatto dal locale, invece incontri, iniziative e discussioni potrebbero portare un po’ di sana passione in più. Qualche rubrica di tattica in più, spiegare come si gioca e far vedere le azioni migliori, potrebbe avvicinare più gente, e quindi più pubblico più interesse. E soprattutto regole certe e bilanci in regola. Il basket non è solo Kobe Bryant a livello mediatico ma è Shermadini, Viggiano, Di Bella, Marques Green, Cerella, Hickman insomma nulla da invidiare all’NBA .

giovedì 22 marzo 2012

Basket: Avellino – Biella : chi vince ?

Il campionato di seria A sta delineando il suo futuro e a nove turni dalla fine si comprende che senza grossi stravolgimenti 7 società quelle dai 28 punti in su sono quasi certe di partecipare ai play off mentre in fondo alla classifica con casale sono le altre due società a sedici a lottare per la permanenza nella massima serie, dai 24 fino ai venti si gioca quindi per l’ultimo posto che da l’accesso al Paradiso dei Play off scudetto. Lo scontro di domenica sera ad Avellino rischia così di diventare il crocevia della stagione sia per Biella che per Avellino. Due squadre che si presentavo non nelle migliori condizioni, reduci da sconfitte, generate anche da rooster diventati improvvisamente cortissimi, mentre Biella fa i conti con il Drago Serbo ai box, e ancora non si conosce l’entità dell’infortunio. Avellino alla prese con l’abbandono di Lawers, l’assenza di Dean e ora si vocifera anche di turbolenze con Ron Slay, mentre l’ex Spinelli non è in buone condizioni. L’utilizzo dei giovani diventa a questo punto quasi un obbligo per non costringere i pochi titolari a veri e propri turni massacranti, ne sa qualcosa Jurak in campo domenica scorsa per ben 43 minuti. Pronostico quindi incertissimo ma con la certezza che la vittoria a una o all’altra compagine porti fiducia nell’ambiente e dia molta ma molta adrenalina e poi con quella tutto è possibile. Ne riparleremo comunque domenica sera . Per Lombardi autore di una pregevole schiacciata contro Treviso dopo i rimbrotti di Cicoria (non appenderti) il riconoscimento della Lega Basket che ha giudicato l’azione del baby Angelico la migliore della serie A della scorsa settimana

Max Decimo Nono Meridio: Al mio segnale scatenate l’inferno

Uso l’incipit del film il Gladiatore, in risposta alla stampa di oggi (Veni Vidi Vucinic) perché mai come questo fine settimana la partita contro la Roma rappresenta la cartina tornasole di una stagione che potrebbe diventare rosea per il Milan. Archiviato il primo capitombolo interno della Juve per merito nostro, e pazienza se non si va in finale, la squadra ha dimostrato di essere tonica e pronta ad affrontare i due impegni che segnano il confine tra stagione trionfale e stagione da involuzione. L’ottimismo c’è, in una anno in cui l’infermeria è stata la vera protagonista, troppe assenze per infortuni e troppi infortuni, sarà il caso però di fare una riflessione seria sull’argomento, il team è ancora li pronto a giocarsela sia in campionato che in Champions. Per il tricolore la lotta sarà a due e anche se Vucinic oggettivamente può essere l’arma in più della squadra di Venaria  il resto della truppa di Conte ha esaurito un po’ il sacro furore agonistico di inizio campionato. I dieci incontri rimasti devono essere affrontati con cura non potranno essere tutte vittorie, ma se saremo in grado di risparmiare energie nervose allora il tricolore potrebbe essere nostro. Diverso, ma non molto, il discorso Champions arrivati a questo punto abbiamo il dovere di provarci, non farci spaventare da Messi, né dai sette goal rifilati ai tedeschi. La sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo e negli ultimi anni nessuno ne hai vinte due di file. Ci sono poi gli aspetti cabalistici, Barcellona costretto a rimanere un giorno in più a Milano per aspetti non legati al mondo del pallone (come due anni fa con l’Inter) l’altra squadra che rifilò sette goal agli avversari in casa fu da noi rispedita al mittente nella notte perfetta di un inizio maggio del 2007. E allora caro Max Decimo Nono Meridio Allegri tu ti arrenderesti, io mi arrenderei e lo capirei ? e allora via con quest’ultima cavalcata e al tuo segnale scatenate l’inferno: il Diavolo è tornato.

mercoledì 21 marzo 2012

Cattivi pensieri ma anche tanto orgoglio

Tanti i pensieri che ti entrano in  testa dopo la partita di ieri sera; orgoglio per una partita giocata a viso aperto, grande l’impostazione tattica del nostro condottiero capace di motivare i nostri e di presentare in campo un undici capace. Grande qualità del mister per aver compreso che con Ibra in campo non saremmo riusciti a sfondare. Ottime le performance dei vari Emanuelson Mesbah Maxi ma anche Mexes Antonini Nocerino. Solita irruenza di una squadra scarsa che fa dei nervi la propria unica qualità, Conte su tutti per cercare di arginare una classe calcistica diversa. Gente come Vidal e Pepe non meritano altari e osanna,  ma dovrebbero essere cacciati con ignominia ad ogni partita – anche Aquilani per carità. Il sentimento anti milanista che hanno maturato giocatori del calibro di Pirlo e Borriello, coccolati e vezzeggiati per anni, che non meritano più alcun rispetto. La capacità del nostro Presidente di azzeccare i pronostici. Aveva detto che avremmo vinto a Torino e così è stato. D’accordo non abbiamo passato il turno ma questi son dettagli. L’ennesimo furto Del Piero si è aggiustato il pallone con la mano ma a lui queste cose sono concesse così come picchiare impunentemente. La protervia dei cronisti Rai tutti ovviamente di parte. Non raggiungeremo la finale questo è un dato di fatto purtroppo ma c’è anche la voglia e la capacità di giocare subito in campionato sabato e poi mercoledì la musichetta della Champions con il Barca. La juve ??? forse quest’anno non la incontreremo più e sarebbe bello liquidare la pratica nel più breve tempo possibile così che a maggio potremmo anche festeggiare il 19 titulo. Questa sera ho letto molti post e molti tweet in cui interisti e gobbi dicevano che non potremo fare il triplete, oddio quello no è inimitabile è marca nerazzurra io sono orgoglioso dei ragazzi e del modo con cui hanno lottato, preferisco uscire piuttosto che vincere con un colpo di mano o di fortuna ma questo è il dna del Milan, tutto il resto sono solo cattivi pensieri e quelli lasciamoli agli avversari, gli avversari parenti e quelli che hanno trovato la loro dimensione nel prato di venaria e che si permettono di fare buuu al primo tocco di seedorf, vergogna, e di sputare impunentemente sulla maglia di Mexes basterebbero solo questi elementi per squalificare quel campo, ma si sa Agnelli è un altro alla Moratti porta lui il pallone e decide lui le regole.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...