domenica 29 marzo 2026

Orange Futsal è storia. Vince la Coppa Italia


 

Vado a dormire, che alle 3 mi sveglio e vado giù a vedere la partita: c’è mio figlio che gioca.” Una frase detta quasi a mezza voce, rubata nel post partita dell’ultima di campionato. Una frase semplice, quasi smozzicata. Eppure dentro quella frase c’è tutto. C’è l’anima dell’Orange Futsal Asti. C’è l’humus su cui è cresciuta questa società: la famiglia.

Perché qui il futsal non è solo uno sport. È condivisione, è crescita, è appartenenza. Nella città di Alfieri è qualcosa di più di una passione: è un credo. E allora forse non è un caso. Perché la numerologia, in certi momenti, sembra davvero avere un senso. A dieci anni esatti da quel rigore di Ramon che regalava lo scudetto ai galletti orange, sugli spalti c’erano dei bambini. Guardavano, sognavano, respiravano quell’impresa. Oggi quei bambini sono diventati uomini. E hanno fatto qualcosa di straordinario.

Dopo aver riportato la prima squadra nei quartieri che contano del futsal italiano, hanno scritto un nuovo capitolo: la Coppa Italia di categoria. Un trofeo che non è solo una vittoria, ma la certificazione di un percorso, di una visione, di un investimento continuo sui giovani. Una partita perfetta. Disegnata con precisione chirurgica dal tandem Patanè–Davi: un’iperbole fatta di attese, ripartenze, accelerazioni brucianti. Suolate, sinistri, assist e parate. Un campionario completo di futsal.



Di fronte, una Roma 1927 costruita per vincere, come sottolineato anche da Patanè nel post gara. Ma il campo ha raccontato altro. Un primo tempo in cui le occasioni migliori parlano astigiano, fino a quando la rete si gonfia su quella maledetta di Merlo: marchio di fabbrica, firma riconoscibile, simbolo di un giocatore al passo d’addio con il mondo giovanile ma già protagonista di un futuro sempre più azzurro. Poi la svolta. Un minuto che cambia tutto. Merlo e Ferrara, su assist di un Alves dominante (MVP del torneo), mandano in bambola gli avversari, annichiliti poi dalla spizzata di Amico. E poi dodici minuti di resistenza feroce contro il portiere di movimento. Quando arriva il fischio finale, il tabellone è inequivocabile: 4-0 per i piemontesi.

Un trionfo. L’ultimo alloro della juniores risaliva al 2018. Poi una lunga sfilza di secondi posti. Il giorno prima, con il direttore sportivo, li guardavamo uno a uno: quei piatti, simbolo di chi è arrivato vicino, di chi ha sfiorato, di chi ha atteso.
Mancava qualcosa. Mancava una coppa. Quella coppa oggi è arrivata. A compimento di un lavoro costruito nel tempo, con pazienza, visione e fiducia nei giovani, come ricordano il direttore sportivo Marco Caccialupi e il presidente Pier Giorgio Pascolati.


E allora la chiosa non può che essere quella del capitano, Alessandro Merlo: “Abbiamo fatto la storia. Abbiamo fermato una squadra che, se non sbaglio, non perdeva da maggio 2023… basta già questo! Lo abbiamo fatto senza subire gol, con cinismo, grinta, unione, passione, appartenenza. Sono fiero e orgoglioso di quello che abbiamo fatto: è il frutto del lavoro di anni. Lo meritavamo da tanto… e ora finalmente abbiamo vinto la Coppa Italia.”

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