mercoledì 18 febbraio 2026

il coraggio delle parole: la Rosa Bianca



Nel cuore della Germania nazista, mentre il consenso attorno al regime sembrava compatto e la guerra devastava l’Europa, un piccolo gruppo di studenti scelse di opporsi. Non con le armi, ma con la parola. Si chiamavano La Rosa Bianca (Weiße Rose). Erano giovani universitari di Monaco di Baviera, uniti da una profonda convinzione morale: il silenzio di fronte all’ingiustizia equivale alla complicità.

Tra i membri più noti vi erano Sophie Scholl, suo fratello Hans Scholl e il professor Kurt Huber. Avevano poco più di vent’anni. Studiavano medicina, filosofia, teologia. Non erano militanti politici di professione, ma studenti che avevano maturato una crescente consapevolezza di fronte ai crimini del regime di Adolf Hitler.

Tra il 1942 e il 1943 scrissero e diffusero volantini clandestini nei quali denunciavano la persecuzione degli ebrei, la brutalità della guerra e la perdita delle libertà fondamentali. Invitavano i cittadini tedeschi a riflettere, a non accettare passivamente la propaganda, a riappropriarsi della propria responsabilità civile.

Il 18 febbraio 1943 Sophie e Hans Scholl furono arrestati mentre distribuivano volantini nell’atrio dell’Università di Monaco. Processati dal Tribunale del Popolo, furono condannati a morte e giustiziati pochi giorni dopo. La stessa sorte toccò ad altri membri del gruppo.

La propaganda del regime cercò di minimizzare l’episodio, sostenendo che, in un tempo di guerra totale, giovani come loro avrebbero comunque potuto trovare la morte al fronte. Era un modo per ridurre la portata politica e morale del loro gesto. In realtà, non morirono in guerra. Furono messi a morte per aver espresso un dissenso, per aver richiamato i propri concittadini a una responsabilità etica.

La Rosa Bianca rimane uno dei simboli più significativi della resistenza civile al nazismo: una testimonianza di come, anche nei contesti più oppressivi, la scelta individuale possa affermare la dignità della coscienza contro la violenza del potere.

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