venerdì 13 febbraio 2026

La non comunicazione odierna


 Rosicare.” “Prenditi il Maloox.” Davvero, siamo arrivati a questo? Ogni discussione online – politica, sportiva, culturale – finisce nello stesso identico modo. Non c’è più destra o sinistra, non c’è più Milan o Inter, non c’è più un’idea contro un’altra idea. C’è solo la scorciatoia.

Se non applaudi, rosichi. Se non ti allinei, sei frustrato. Se provi ad argomentare, ti serve un antiacido. È il trionfo della superficialità. È la resa del pensiero. È l’arte raffinata di non rispondere nel merito. Perché dire “rosichi” è più facile che spiegare perché hai ragione. Dire “Maloox” è più semplice che sostenere un confronto serio. Ma a forza di ridere di tutto, abbiamo smesso di prendere sul serio qualsiasi cosa. Il dissenso è diventato un difetto caratteriale.

La critica una malattia dello stomaco. Sembra davvero di assistere alle dinamiche di un asilo: chi non gioca come me viene preso in giro. E invece no. Un confronto vero richiede spessore. Richiede ascolto. Richiede la fatica di argomentare. La democrazia – anche quella digitale – non è un meme Non è uno slogan. Non è una presa in giro ripetuta in loop.

Si può anche essere duri, si può essere appassionati, si può essere in disaccordo totale. Ma ridurre tutto a “rosichi” è la sconfitta di chi non ha altro da dire. E sì, possiamo dirlo chiaramente: ha stancato. Se questo è il livello del dibattito, non è l’altro che deve prendere il Maloox. È il confronto pubblico che ha bisogno di una cura.



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