domenica 1 aprile 2012

Lettera aperta al Direttore di Tuttosport

Chi le scrive è prima di tutto un tifoso e poi anche un giornalista che sa quanto sia difficile il ruolo di chi deve documentare la verità e le notizie di cui vieni subissato minuto dopo minuto. Le nuove tecnologie oramai consentono di avere riscontri immediati e oggettivi dopodiché la tua scelta è quella di presentare le notizie per quello che sono e dare poi un tuo commento. La scelta oggi del suo giornale di presentare il goal non goal (anche se è evidente che lo era, mentre oggettivamente era più difficile scorgerlo al momento) da dietro con il corpo del difensore del Catania che di fatto oscura sia il pallone che il fatto la dice lunga sull’obiettività del suo quotidiano. D’accordo viene stampato a Torino, ha il suo core business nello sport piemontese, ma la notizia rimane tale, mi sarei aspettato un titolo della serie juve crediamoci ma non un futile e indisponente : dite se questo era goal. Veramente penoso oggigiorno nemmeno i giornali di partito riescono ad essere così marchianamente di parte. Tutto ciò non fa che esaltare un risentimento e un acredine che può diventare pericoloso e fomentare curve e fazioni e allora limitiamoci ai fatti. Difficilmente in passato si è assistito a un coacervo di episodi così scandalosi dal punto di visto sportivo il pallone di Muntari e quello di robinho di ieri sono momenti che avrebbero potuto indirizzare le partite giocate in ben altro modo. Noi chiediamo che ci sia più attenzione, giudice di porta, arbitro collegato a una televisione che guardi quello che possono vedere le moviole per evitare che uno scudetto possa essere assegnato a una squadra che anche se ha fatto tanto non lo merita. Se dovesse essere la Juve ad aggiudicarselo con meno di tre punti di vantaggio non sarebbe un campionato regolare – al lordo di tutti gli episodi dubbi verificatisi in area e fuori dai sedici metri – e quindi un titolo, come abbiamo già scritto, non deve essere dato come risarcimento per Calciopoli altrimenti riapriremo la porta ad altri demoni del passato.

sabato 31 marzo 2012

La pressione

Dopo averci provocato sotto l’aspetto tattico, dopo averci sanzionato con quello sportivo, arbitraggi e gioco sporco, dopo averci punzecchiato quotidianamente da giornali filo juventini – vedi tutto sport- ecco pronti a giocarci contro le ultime cartucce quella dell’ansia pre partita. Sono bastate due buone partite contro squadre profondamente mediocri e in crisi (Fiorentina e Inter) per far suonare le trombe in Via Marconi e nel crocevia tra Venaria e Vinovo. Scudetto si scudetto no, tifiamo il Milan in Europa, oggi tutti catanesi, Io ci credo firmato Marchisio, Caceres l’uruguagio venuto da lontano e chi più ne ha più ne metta. Insomma un bombardamento da far impallidire anche il Colonnello Cannoniere, quando si dice nomen omen, incaricato delle batterie che dovevano far fuoco contro gli austroungarici a Caporetto. Noi veniamo da una settimana che dire faticosissima è dire poco, due incontri con i migliori d’Europa e in mezzo il Cibali in uno scontro che potrebbe avere il dolce gusto dello scudetto se mantenessimo inalterata la differenza di punti. C’è un vento nuovo a livello giornalistico e mediatico che preme per chiudere calciopoli con il ritorno al successo di Madama, quasi che il lavacro di quella parentesi, possa essere placato, solo ed esclusivamente, ripagando i torinesi con un titolo a sigillo di un pax clamantis da tutti invocata. Mi auguro di no e credo che questo titolo, se arriverà, sarà ancora più bello e se vogliamo dirla tutta più allegro del precedente, perché ora più che mai, anche con quelli che possono sembrare i giusti rimbrotti del Presidente, sarebbe un successo firmato dal nostro allenatore. Allegri capace di condurre la barra della sua nave dai pericoli dell’assuefazione della prima fase, a quelli  ben più roventi degli innumerevoli infortuni per arrivare comunque a giocarsi tutto in poche partite. Non ho la palla di cristallo, ma seguendo il merito, direi che la nostra squadra e il nostro mister hanno tutti i crismi per perseguire questi trofei, alla faccia dei gufi e di tutte le sirene di Venaria e di Vinovo

venerdì 30 marzo 2012

Leadership e cultura vincente: Angelico e Ranstad

Angelico Biella e Ranstad binomio vincente 
Leadership e cultura vincente questo il brillante incipit di una session lavorativa organizzata da Angelico Pallacanestro Biella con Ranstad, una tra le agenzie di lavoro più qualificate in Italia che hanno fatto del brand risorsa umana un successo aziendale. Nella cornice della sala stampa del Lauretana Forum, sotto la brillante regia del giornalista Sky, Luca Corsolini, si sono alternati al microfono in un workshop dedicato alla comunicazione d'impresa sportiva, business man e uomini di comunicazione.
Per nulla banale e scontato è stato un confronto serrato utile per comprendere le potenzialità dello sport e della gestione sportiva applicata al mondo del business. Una selezionata platea ascoltava divertita e attenta le performance dei relatori. Marco Atripaldi, GM Angelico ha ricostruito il sogno del basket biellese, come solo lui sa fare, con l'emozione e la passione di un attento e scrupoloso uono di comunicazione. La palla è poi passata a Marco Ceresa, ceo di Ranstad Italia che ha impostato il parallelismo tra sport e azienda, prendendo a spunto il mondo dello sport e della competizione per parafrasarlo con quello aziendale. Ma la sorpresa è venuta dal teramano, come ama definirsi, Massimo Cancellieri, che si è districato con inconsueta abilità tra comunicazione verbale e paraverbale, spiegando anche concetti astrusi ai più ma di grande impatto. Il nostro allenatore ha dimostrato ancora una volta di più le sue qualità, che unite a quelle del capitano Soragna hanno fatto percepire alla platea quello che è il miracolo Angelico, dentro e fuori dal campo. Teo ha parlato da vero e proprio leader in campo per lo spogliatoio no: c'è Minessi. La chiusura è toccata a Savio spina dorsale della Pallacanestro Biella, che ha toccato le corde della passione e della partecipazione.
Chi era presente, fosse, giornalista, opinionista o anche imprenditore e business man, ha capito che le storie di successo, per essere tali, hanno bisogno di uomini e di formazione, quelli che possono fornire sia Pallacanestro Biella sia Ranstad

giovedì 29 marzo 2012

Comunque allegri: non siamo messi male (il vero milanista.it)

C’è chi ne dice male, partita soporifera noia estrema, c’è chi prova invidia, ma tanto ve ne rifilano sei al ritorno, c’è chi tira un sospiro di sollievo, importante era non prenderne uno, c’è chi c’era e ha visto e vissuto uno spettacolo nello spettacolo. Comunque vada a finire sarà un impresa si era detto e così è stato. Personalmente non provavo più la tensione di ieri sera dalla semifinali del 2002/2003 sulle spine per tutta la partita in attesa di un dettaglio che potesse trasformarla in un disastro o in a goduria. Certo dovevo sorbirmi la telecronaca di Gasperini e quasi quasi ho cominciato a capire perché stesse sulla balle a Moratti. In ogni caso è stata partita maschia da parte di una squadra tecnicamente più elevata, il barca, e un'altra che ha dovuto fare di necessità virtù. Partita tattica non bella forse dal punto di vista delle conclusioni ma molto combattuta. Forse al nostro presidente, esteta del bel calcio,  non sarà piaciuta ma il tifoso più grezzo, categoria alla quale appartengo, ha apprezzato la grinta e la cattiveria degli Antonini dei Bonera e degli Abbiati, e si sa la classe operaia va sempre in paradiso. Irriguardoso il paragone con Mou altra tattica quella della semifinale del 2010 e forse anche altro Barca. Diamo i meriti al nostro allenatore che nelle tre sfide fin qui disputate ha dimostrato di non soccombere contro i marziani azulgrana. Due considerazioni però il rigore poteva fischiarlo, certo però che il tuffo di Sanchez carpiato con allungo della gamba ha destato più diun sospetto ma quello che non mi è piaciuto è l’impunità degli spagnoli. Non proprio lo stesso metro di giudizio mancano un paio di ammonizioni al Barca per falli identici fatti dai nostri e invece sanzionati. E adesso tutto può succedere anche che la squadra migliore al mondo sbagli la partita, per vincere devono segnarne due e uno noi forse lo possiamo fare, se sarà così sarà un impresa altrimenti ne abbiamo già realizzata una ieri sera,  avrei voluto vedere altre squadre italiche in campo e forse avremmo raccolto ben altri scalpi. E quindi allegri ragazzi tutto sommato non siamo messi male.

martedì 27 marzo 2012

Lettera aperta al Ministro Fornero da una Partita Iva

Caro Ministro
se il Governo rispetta le Partite Iva mi aspetto dei segnali confortanti, innanzitutto un rispetto per il ruolo che abbiamo, non siamo degli escamotage per evitare contratti o peggio ancora non pagare le tasse, a quelle dobbiamo provvedere, mentre per  gli emolumenti spesso dobbiamo aspettare. Questa massificazione secondo cui siamo delle scorciatoie non mi piace, la scelta di lavorare in proprio di entrare in un mondo del lavoro difficile e di lottare per avere il proprio spazio in società, dovrebbe essere visto come risorsa e non come opportunismo. Se poi uno lavora per un committente o forse due, magari per due anni di seguito, deve cominciare a preoccuparsi  ? E’ necessario avere per forza un ventaglio di committenti numeroso e differenziato ?  Mettere troppi paletti o peggio ancora vessarci toglierà proprio al nostro paese quel tessuto connettivo fatto di migliaia di persone che lavorano anche più di quello che fanno altri, magari con un contratto a tempo indeterminato. Criminalizzare e perseguire sia gli autonomi che altri lavoratori non è utile, sproni i suoi uffici e i suoi colleghi a trovare soluzioni che portino a un contenimento della spesa pubblica, ad azzerare i mega stipendi dei burocrati di Stato, ci si spinga a un ritocco verso il basso delle aliquote contributive, con quote oggettivamente pagabili, senza costringere gli autonomi a doversi indebitare, a volte, per pagare tasse altissime e si faccia una politica seria di aiuto per chi deve inserirsi nel mondo del lavoro e a chi invece deve ricollocarsi. A forza di parlare di furbi e di furbetti, ci si dimentica che le persone serie che lavorano e che hanno a cuore i destini della propria nazione sono molti di più di quelli che evadono, ma purtroppo non fanno mai notizia
Beppe Rasolo – una partita Iva

lunedì 26 marzo 2012

L'arte è necessaria

Nuovo Rinascimento, l'arte contemporanea per progettare, costruire, ristrutturare

http://www.youtube.com/my_videos_edit?ns=1&video_id=wQYmSsE9IpA

Il Buono il Brutto e il Cattivo

Diciamolo ci avevate mica creduto ??. Sinceramente ci speravo  ma obiettivamente con una squadra come quella nerazzurra era abbastanza difficile,  sperare e prevedere un risultato di parità. Per fortuna il destino è nelle nostre capienti e sapienti mani, quattro punti non  sono un bottino esagerato,  ma sufficiente per portare a casa il trofeo. Mancano 24 punti da fare in nove partite per essere sicuri, anche se non credo che la Giuve vincerà le ultime nove, ne che noi faremo otto vittorie consecutive, prepariamoci quindi a vivere settimana dopo settimana  giornate bollenti con titoli roboanti di Tuttosport e della Gazzetta, con telecronache inusitate di Caressa & C. – a proposito mi confermate che ieri la Juve non ha vinto la finale di Champions vero ?? – in cui un punto in più o in meno metteranno in gioco dettagli, ansie e gioie infinite. Andiamo partita dopo partita, ora c’è il Barca, partita difficile, ma non abbiamo nulla da perdere, in caso di sconfitta, più o meno onorevole potremmo pur sempre dire che avevamo di fronte Messi e soci, mentre altri campioni spinti da italici furori si accomoderanno in salotto a sorseggiare una birra e a gufare su altri infortuni. Per il prossimo anno a proposito chiederei alla società di scritturare il Dottor House – potrebbe risultare utile in questo perenne stillicidio. Due le note internazioni su cui riflettere.  Ieri pomposamente l’Inter ha detto che ha vinto la Champions dei giovani ??????? Quanto di più falso ci possa essere, la società di Moratti ha vinto un torneo a cui è stata invitata e a cui saremo invitati anche noi il prossimo anno, ma l’accesso non è dato dal vincere il torneo primavera o la coppa Italia dei giovani – altrimenti anche la Juve, che ha la squadra più forte tra i ragazzi, potrebbe partecipare. Secondo lo Special One ha di nuovo deliziato la platea dei suoi fan, urlando in uno spagnolo riuscito all’arbitro, (..) lo sai chi era tua madre ?? una grandissima ……. (..). Per chi l’avesse perso è proprio il finale de Il Buono il Brutto e il Cattivo il capolavoro di Sergio Leone, quando  il brutto si rivolge a Clint Eastwood (il buono) dopo aver subito – secondo lui – un torto. Dato per assodato che Mou è il Brutto chi sono il Buono e il Cattivo a voi cari lettori l’ardua risposta.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...