In un sabato scoppiettante di
sport, l’ultimo di queste olimpiadi 2012, è tutto uno zapping di informazioni
sportive e di grandi emozioni, dai ghepardi giamaicani (a quando gli autovelox
in pista ?) alle fatiche dei grandi lottatori italiani in tutte le discipline,
ai moderni superman del pentathlon e perché no al calcio si passa dai soliti
noti, il ritorno della banda bassotti italiana, i trenta sul campo diventati
improvvisamente sedici squadra e arbitri compresi, scandalosa la gestione della
partita da parte della quinterna arbitrale e solita gaffe della federazione che
oramai ha una credibilità pari a zero. Dai patteggiamenti alle tre stelle, per
finire al mancato ingresso in campo per le premiazioni finali della Supercoppa,
nessuno rispetta la Federazione in balia della paturnie dei Presidenti di
calcio. Poi sempre nello zapping globale scopri che il Brasile dei miliardari
pelotari perde con merito contro i messicani, e in serata il PSG dei mega
acquisti riesce a strappare in casa propria un punto al modestissimo Lorient,
quindi un minimo di giustizia, Pechino a parte esiste. Ma per chi si diletta
dei colori rossoneri la notizia che fa più presa è il presunto acquisto di una casa
vicino a Como di Guardiola. Comincia sempre più a prendere corpo un ipotesi
affascinante la costruzione di un Barca Milan, altro che top player e quindi
Allegri.
sabato 11 agosto 2012
giovedì 9 agosto 2012
Schwazer: elegia della sconfitta
La tragedia greca in salsa italica ha tempestato le pagine dei social network, dei siti e della tranquilla vita comune, la battute sull’ovetto kinder si sono sprecate e un campione che dovrebbe essere freddo come un ghiacciolo, vuoi anche per le sue origini, si è sciolto come neve al sole. Tutto ciò facendo intravedere la tristezza e la povertà di un anima, non candida certo, ma distrutta da un virus, quella di dover dimostrare a tutti la sua perfezione: bello e vincente. In questa storia tutti hanno sbagliato, prima di tutti una federazione, sempre in prima linea quando ci sono da raccogliere allori, ma incapace, forse, di aiutare i propri affiliati nel momento del bisogno. Toccante l’autocensura del padre dell’atleta che ha perso di vista il bene più prezioso, la salute del figlio. Ma allora una domanda dobbiamo porcela tutti. Perché non si affronta la vita con più serenità, perché non si accettano i propri limiti, perché gli organi di informazione non celebrano meglio gli sconfitti (che sconfitta può esserci arrivare quarto al mondo ???) e infondono parole di speranza che in fondo la vita deve essere vissuta prima di tutto in pace con se stessi, che non tutti possiamo arrivare al primo posto, ma si può sopravvivere vivendo dignitosamente anche solo partecipando. Si viene ricordati solo se si vince ? si ottengono favori e onori solo tagliando il traguardo al primo posto ? Il proclama della federazione per un evento che dovrebbe essere vissuto come onore alla partecipazione era quante medaglie vinceremo !!!!. Quanto di più sbagliato. La vittoria uno dovrebbe trovarla dentro di sé, vivendo in pace coltivando le proprie passioni e le proprie idee. Certo utopia forse in questa società che fa dell’immagine sparata la propria icona, ma abbiamo il dovere di insegnare alle giovani generazioni l’onestà di riconoscere sempre i propri limiti e di vivere in serenità soprattutto sotto i riflettori. E ora la Federazione aiuti il suo atleta, sotto l’aspetto psicologico e morale, questo è il primo dovere, dopo averne goduti i benefici in passato.
La manita di Dio (il vero milanista)
Son passati dieci anni circa dal precedente con il Real ad agosto ma il risultato non cambia 5 pere a far sentire la differenza tra un progetto e un pericoloso club che magari affoga nei debiti ma che non lesina in contratti principeschi, con il solo contratto di Ronaldo lo spread spagnolo scenderebbe assai. Partita senza storia quella giocata negli Stati Uniti durata un tempo per noi, impreziosita da una bella rete d’esterno di Robi, poi il nulla. Sarà che sono avanti nella preparazione, sarà che hanno più campioni di noi, sarà che il nostro gioco quest’anno privilegerà il patrio suolo e non certo i prati europei. Londra in finale la vedranno soltanto Pato e i suoi compagni verdeoro, per noi la primavera 2013 non sarà consumata sul verde prato della Perfida Albione. Certo al 31 agosto mancano ancora tre settimane ma è difficile pensare a un gande campione che possa risollevare le nostri sorti. Le politiche aziendali hanno dettato un altro corso, quello del 2012/2013 sarà un anno di costruzione bisogna portare pazienza e ingoiare anche qualche rospo, anche quello di vedere il Real rifilarci cinque goal. Insomma dobbiamo stare in guardiola e aspettare tempi migliori e far maturare nuovi campioni. Sarà difficile restare Allegri ma ci proveremo.
martedì 7 agosto 2012
Uber alles
Incredibile il capo del governo
dopo aver scontentato gli italiani, prospettando lacrime e sangue e
naturalmente mantenendo le promesse, in un sol colpo è riuscito a far incazzare
anche i tedeschi. Dura la vita di un tecnico che si improvvisa politico e
sbaglia clamorosamente tempi uscite e posizionamenti. L’Italia c’è la farà da
sola, ma con i suoi sacrifici, si presenta come tifoso di calcio, ahimè del Milan,
e la nazionale soccombe contro gli iberici, si lascia andare a commenti sui
tedeschi e manca poco che scateni l’ira della Germania intera. Insomma non
molto fortunato, con la data di scadenza a due tempi, autunno o primavera
prossima, si muove a tentoni e non sempre la imbrocca. Preoccupa invece
l’atteggiamento tedesco troppo
accentrato sulla propria smisurata autostima, considera gli altri stati alla
stregua di sudditi o peggio ancora di umili servi da redimere. Insomma siamo
alla macchietta della serie fantozziana, italiano dici cosa fare altra, ma
purtroppo per l’Europa questa considerazione si estende a quasi tutti gli altri
stati, ma se tutti sbagliano non è che forse è qualcun altro a essere fuori
dagli schemi ??
Bongiorno Conte
Continuano i colpi di scena nel
sistema difensivo del grande processo di fine estate. Il vice di Conte si
dimette dal suo ruolo operativo alla Juventus mentre l’allenatore dei Campioni
d’Italia cambia il suo pool di difensori aggiungendo tra gli altri uno degli
avvocati più di grido in Italia. Anche l’atteggiamento del club di Torino
cambia e cominciano i distinguo in breve siamo passati dai sistemi dittatoriali
alle comprensioni. Per la Juve si addensano nubi abbastanza nere, il sistema su
cui aveva puntato si sta disgregando Bonucci Pepe e lo stesso Conte rischiano
di guardare le prossime gare dalla tribuna e per molto tempo. Hai voglia a dire
che Carrera sarà il buon sostituto, l’incombente trasferta pechinese, che tante
tossine ha messo in corpo a Milan e Inter la scorsa stagione, questa volta potrebbe essere indigesta a
Madama, così come l’ingresso nel final tournament della Champions. Pirlo questa
volta sarà all’altezza basterà la sua esperienza europea. Problemi loro verrebbe
da dire, quest’anno più che la spending review bisognerà stare attenti alla
partenza dell’inter e alla Roma di Zeman. Madama con ogni probabilità si
leccherà le ferite. Forse un atteggiamento più prudente della società torinese
e una limitazione del vittimismo avrebbe creato meno conflittualità. I trenta
sul campo e tutta la letteratura consumata in questi ultimi mesi hanno portato
a livelli impensati la contrapposizione tra tifosi. Sarebbe bello che si
chiudesse una volta per tutte qualsiasi querelle, che i tesserati venissero
giudicati per quello che effettivamente hanno commesso sulla base di dati
concreti, e che veramente l’unico giudice sia il campo e la qualità degli
atleti
sabato 4 agosto 2012
John Keegan: tutta un'altra storia
Un cognome impegnativo per uno
studioso, più legato al calcio, l’indimenticato Keegan attaccante della metà
degli anni settanta, ma una passione smisurata
per la storia. Si è spento due giorni fa uno scrittore ma meglio dire un
culture della storia militare, il Von Clausewitz, degli analisti storici di
fatti bellici. Non erano trattati pedanti i suoi erano analisi lucide e
profonde, capace di spiegare in modo semplice fatti complicati, non aveva mai
visto la guerra ma la sapeva raccontare e analizzare come nessun altro. Me lo
ricordo con le sue analisi storico tattiche in calce alle guerre del golfo, mai
banale, mai un accenno sopra le righe. Se la storia militare ha avuto un
sussulto e una popolarità la deve anche a lui, la guerra dal punto di vista del
soldato, l’analisi dei generali, argomenti scelti con cura insomma un maestro e
un esempio a cui molti, che si professano storici, anche locali nostri,
dovrebbero tendere. La storia è così analisi stretta sui fatti, inconfutabile
enumerazione dei dati e una descrizione precisa e puntuale di ciò che è stato,
di quello che avrebbe potuto essere, con un tono narrativo pulito e scevro dalle
molte interpretazioni. Storia in cui sono maestri gli inglesi e a cui dovremmo
tendere anche noi
venerdì 3 agosto 2012
Il vero milanista
MILANO.

Ci sono momenti nella vita di ogni giorno, frenetica e carica di lavoro, in cui ti devi fermare, guardare il tuo percorso, soppesare gli elementi positivi e negativi, tracciare un breve bilancio e poi proseguire sulla strada maestra. Ma è bello però, anche solo per un attimo, sorridere e gioire per un traguardo raggiunto. Per chi da piccolo tifava per la squadra, passare attraverso le gioie del tubo catodico prima e del plasma poi, andare allo stadio, vedere le partite, esultare per i traguardi raggiunti, smoccolare per i risultati indigesti, e arrivare poi a contatto con la società è stata una grande gioia. Grande come il poter raccontare a migliaia di altri tifosi come te l’universo che ha riempito giornate, serate e anche solo istanti della tua vita. Il Vero Milanista non sono io, né gli altri attori/scrittori di questo momento di incontro. Il Vero Milanista siamo tutti noi, gioie, speranze, delusioni e vittorie, una passione a volte insana, ma proprio perché passione, bella, avvolgente e appagante. Oggi Il Vero Milanista diventa ufficialmente una testata giornalistica autorizzata. E’ stato un percorso costruito pezzo dopo pezzo, in cui ognuno ha portato un mattoncino per costruire una grande casa colma di emozioni e di passioni. Da Luca Rosia, che tra le distese tranquille del Biellese orientale sei anni fa ha maturato il progetto, a Marcello Bonetto che ci ha aperto definitivamente i cancelli di Milanello. Un ringraziamento particolare va all’A.C.Milan che ha fatto della comunicazione il suo stile e che ci ha accolto a braccia aperte fin dall’inizio. Un grazie a Pippo Sapienza e a tutta la sua squadra. Questo non è un punto di arrivo, per noi è una nuova partenza. Consapevoli che prima di tutto, noi, siamo e saremo tifosi. Forza Milan!
Giuseppe Rasolo
Direttore Responsabile Il Vero Milanista
Ci sono momenti nella vita di ogni giorno, frenetica e carica di lavoro, in cui ti devi fermare, guardare il tuo percorso, soppesare gli elementi positivi e negativi, tracciare un breve bilancio e poi proseguire sulla strada maestra. Ma è bello però, anche solo per un attimo, sorridere e gioire per un traguardo raggiunto. Per chi da piccolo tifava per la squadra, passare attraverso le gioie del tubo catodico prima e del plasma poi, andare allo stadio, vedere le partite, esultare per i traguardi raggiunti, smoccolare per i risultati indigesti, e arrivare poi a contatto con la società è stata una grande gioia. Grande come il poter raccontare a migliaia di altri tifosi come te l’universo che ha riempito giornate, serate e anche solo istanti della tua vita. Il Vero Milanista non sono io, né gli altri attori/scrittori di questo momento di incontro. Il Vero Milanista siamo tutti noi, gioie, speranze, delusioni e vittorie, una passione a volte insana, ma proprio perché passione, bella, avvolgente e appagante. Oggi Il Vero Milanista diventa ufficialmente una testata giornalistica autorizzata. E’ stato un percorso costruito pezzo dopo pezzo, in cui ognuno ha portato un mattoncino per costruire una grande casa colma di emozioni e di passioni. Da Luca Rosia, che tra le distese tranquille del Biellese orientale sei anni fa ha maturato il progetto, a Marcello Bonetto che ci ha aperto definitivamente i cancelli di Milanello. Un ringraziamento particolare va all’A.C.Milan che ha fatto della comunicazione il suo stile e che ci ha accolto a braccia aperte fin dall’inizio. Un grazie a Pippo Sapienza e a tutta la sua squadra. Questo non è un punto di arrivo, per noi è una nuova partenza. Consapevoli che prima di tutto, noi, siamo e saremo tifosi. Forza Milan!
Giuseppe Rasolo
Direttore Responsabile Il Vero Milanista
Iscriviti a:
Post (Atom)
Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931
I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...
-
(fonte www.arkistudio.eu) TUA MADRE E’ MORTA La parola Collegio ha sempre evocato nelle menti di tutti una connotazione negativ...
-
D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
-
Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...