mercoledì 25 aprile 2012

Una Biella molle e tranquilla cade a Sassari senza farsi male (www.torino.repubblica.it)

Sconfitta indolore per l'Angelico sul parquet della Dinamo al termine di una gara gradevole e ricca di canestri: 104-97

di GIUSEPPE RASOLO
Una Pallacanestro Biella decisamente tranquilla affronta il difficile parquet di Sassari con la serenità di un traguardo raggiunto con cinque turni di anticipo e lo si vede dal modo con cui gioca la partita. Una difesa a volte un po' molle, ma con accelerazioni in attacco e tiri a ripetizione che permettono a molti giocatori di provare soluzioni diverse. I giovani mettono poi minuti importanti per fare esperienza e questo di fatto è l'obiettivo che ha l'Angelico in queste ultime partite. Sassari, già sicura di partecipare ai playoff, gioca per ottenere una buona posizione nella griglia della post season, per evitare di incrociare subito una squadra impossibile.

La partita non è stata mai in discussione, tranne solo nei primi minuti, ma Biella ha avuto il merito di non mollare mai, anche quando lo svantaggio era in doppia cifra. Preoccupa invece l'infortunio subito dal capitano Teo Soragna, visto in panchina con un il braccio fasciato per una probabile lussazione alla spalla: domani se ne saprà di più difficile ipotizzare un suo recupero per la sfida infuocata - quasi un derby - contro Cantù domenica sera.

La cronaca. Cancellieri schiera il quintetto del campionato mentre Meo Sacchetti si affida a Plisnic, Easley, Hosley e ai cugini Diener, Travis e Drake. Parte forte Pullen con una tripla e Biella rimane avanti fino all'8-7, quando in un contrasto in attacco si fa male Soragna soccorso subito dal medico di Sassari e portato negli spogliatoi per capire l'entità dell'infortunio.
Sassari ne approfitta per piazzare un parziale di 8-0 con Hosley e Easley sia dall'arco che da sotto il tabellone. Cancellieri chiama il time out per spezzare il ritmo. E' una partita veloce, gradevole, senza falli. Coleman e un Pullen insolitamente ispirato riescono a tenere a galla Biella che chiude la prima frazione sotto di sette.

Sassari al rientro continua il bombardamento da tre con Drake Diener. Biella arriva a -1 con Jurak, ma i cugini Diener ricacciano l'Angelico nelle retrovie, quando segna anche Pinton da tre Biella è sotto di otto (42-34 al 15'). La libertà al tiro si intuisce vedendo Miralles mettere a referto una tripla, ma non c'è un agonismo sfrenato; il solo Cancellieri continua a sbracciarsi. Un tiro dal perimetro di Drake Diener chiude la contesa alla sirena di metà partita sul 56-44. Le difese hanno commesso solo sei falli in venti minuti, e questo la dice lunga sull'intensità della partita.

Al rientro si cerca di chiudere meglio le maglie della difesa, Cancellieri concede minuti e spazio ai giovani Laganà e Lombardi, Sassari cerca di prendere il largo andando anche sul +15 ma Coleman ruba palloni in continuazione segnando in penetrazione. Easley e Hosley continuano a colpire sia la zona che la difesa a uomo, anche i rincalzi Metreveli, Sacchetti e Pinton danno il loro contributo. Il finale del quarto è di segno biellese, con l'Angelico che arriva a -8 con due triple consecutive, quelle del Drago e di un sorprendente Marco Laganà ottimamente servito da Pullen.

Ultimi dieci minuti "firmati" dal figlio di Sacchetti: 7 punti in un minuto che riportano avanti decisamente Sassari e poi le squadre si equivalgono sia negli errori, sia nel tiro, sia nei falli. Minuti in cui si arricchisce il tabellino, il duo americano Pullen/Coleman porta a casa 45 punti anche se il migliore dei biellesi è senz'altro Dragicevic con 22 punti e un 29 di valutazione. Mentre tra i sardi Travis Diener con 30 di valutazione frutto di 17 punti (con un brillante 4/7 al tiro da tre) e di ben 12 assist è l'MVP della partita. Il risultato finale dice 104-97. Non c'è tempo però di distrarsi per i biellesi, domenica sera al Forum alle 18.15 c'è Cantù e la squadra sa quanto i tifosi tengano a questa partita.

Banco Sardegna Sassari-Angelico Biella 104-97 (27-20; 56-44; 81-73)

Banco Sardegna Sassari : N. Metreveli 4, T. Binetti n. e. , Q. Hosley 11, G. Devecchi n. e. , T. Diener 17, B. Sacchetti 13, V. Plisnic 16, D. Diener 17, M. Vannuzzo 6, M. Pinton 10, T, Easly 16.

Angelico Biella: G. Jurak 16, N. Minessi n. e., A. Coleman 25 , T. Soragna 5, J. Pullen 20, M. Laganà 3, A. Miralles 9, E. Lombardi 0, W. Magarity n. e., M. Chessa 2, T. Dragicevic 22, N. De Vico n. e

martedì 24 aprile 2012

Onestà e coraggio il futuro del XXV aprile

Sig. Sindaco di Trivero, sig Sindaco di Soprana,  autorità civili, militari e religiose, associazioni combattentistiche e d’arma  cari ragazzi delle scuole di Trivero e Soprana, amici dell’Anpi eccoci qui a ricordare  e a celebrare questo atto fondativo dell’Italia repubblicana. Un Italia nata anche in queste valli. Una data e una ricorrenza lontana 67 anni, ma che deve essere sempre viva nei nostri cuori, nelle nostre memorie individuali e collettive; un periodo in cui si lottava per la sopravvivenza, un periodo in cui si lottava contro l’oppressione, contro la coercizione, un periodo in cui non si vedeva la luce in fondo al tunnel di una guerra e di una miseria che spingevano l’Italia e gli italiani nel baratro.
Gli uomini e le donne che hanno fatto la resistenza, che si sono battuti in quel periodo, sacrificando spesso e volentieri le loro giovani vite, ci hanno consegnato la democrazia e la libertà, ma a guardare le cronache di oggi ci viene da chiedere se il loro sacrificio sia valso.
Un presente in cui prevale il furbo sull’onesto, in cui si nega persino l’evidenza di certi comportamenti e si giustifica l’esigenza del singolo sugli interessi della collettività. Oggi quando chi ci guida, non importa il colore del suo schieramento, spesso e volentieri non tiene fede al suo giuramento di guardare e di gestire onoratamente la res pubblica, la domanda che sorge spontanea è: dove abbiamo sbagliato ?? Troppa ricchezza ? troppa opulenza ? troppi interessi ?? e i bisogni del prossimo ? abbiamo perso di vista le cose semplici probabilmente.
Nel leggere la repubblica che riporta le testimonianze degli ultimi ragazzi che fecero la resistenza mi sono rinfrancato, il xxv aprile deve sopravvivere alla retorica e anche a anni di rilettura di discorsi in cui non sembra più tanto chiaro un principio cardine e cioè che la democrazia e la costituzione sono figli degli uomini e delle donne che hanno combattuto contro l’occupazione nazista e contro il fascismo che l’appoggiava. La libertà è faticosa e non vuol dire fare quello che ti pare, come ricorda un signora di novanta anni. Un elementare spirito di riscatto umano era secondo Calvino a spingere i nostri avi nell’urgenza di quei giorni e ancora preme nei nostri di giorni, lontanissimi e diversi, ma riconducibili alla stessa semplicità con un preciso impegno: essere sempre e comunque contro ogni forma di oppressione di fascismo di discriminazione e di violenza. I nostri nonni hanno saputo cogliere l’essenza di quel periodo guardando oltre le macerie che si erano addensate sull’Italia per ridare un senso alle cose, un senso alla vita.
Lasciatemi citare uno dei Presidenti della Repubblica più amati della nostra storia, Sandro Pertini che parlando ai giovani pronunciò queste parole: “Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste? Un appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato. Di difendere la Repubblica e la Democrazia. E oggi ci vogliono due qualità, cari ragazzi: l’onestà e il coraggio”.
Quanto sono vere e attuali queste parole. Onestà e coraggio. Impegno e convinzione. Dobbiamo pensare ai giovani. Ma la domanda che dobbiamo porci è sempre la stessa: che cosa stiamo lasciando ai giovani? Quale nazione e quale futuro ci stiamo impegnando a lasciar loro?
queste sono le riflessioni ancora più vive in questa giornata. In questo 25 aprile che è il simbolo della liberazione, il momento in cui la nostra nazione ha rialzato la testa. Il momento in cui è iniziata la ricostruzione, non solo economica e concreta, ma una ricostruzione di democrazia e di libertà.
Abbiamo saputo rialzare la testa da uno dei momenti più bui e più brutti della nostra storia. E oggi non sappiamo più ritrovare il senso di quei valori? Non sappiamo più avere uno slancio profondo e convinto verso un senso della libertà e della democrazia che sappia tradursi nella voglia di essere protagonisti della ricostruzione di un nuovo futuro? Stiamo vivendo un momento molto delicato e difficile, sia per il contesto internazionale che quello nazionale. Siamo di fronte ad un momento che passerà di certo alla storia e che lascerà un segno profondo.
I rischi di una forte tensione sociale, di contrapposizioni, di un crescente malessere sono segnali che non possiamo trascurare. E allora proviamo a dare un senso ulteriore a queste ricorrenze, che siano il rivivere parte della storia del nostro Paese e che siano, soprattutto, il ritrovare, il riscoprire, il raffermare i valori che ci hanno permesso di vivere un tempo di pace.
Ricordiamo quanto è costato restituire alla democrazia il nostro Paese. Ricordiamo quanto ci è voluto l’impegno e la determinazione, ricordiamo che non è stato tutto facile, che non è stato semplice e che la strada è stata dura, impegnativa. Questa libertà, che oggi diamo per scontata, che oggi diamo per certa ed acquisita. Questa libertà che non è stata sempre tale. E allora, ricordiamoci che per vivere in democrazia e in pace serve impegno.
Non basta stare a guardare ed aspettare che il mondo migliori.
Siamo noi il mondo
Calamandrei, diceva “Era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini”. Ecco il senso profondo di questo 25 aprile. Caricare su di sé la volontà di portare avanti valori di giustizia, libertà e democrazia. In quegli anni si è dovuto combattere il nazi fascismo, l’intolleranza, il razzismo, le cose più cruente e orrende che la mente umana possa immaginare. Ma non possiamo credere che quanto è stato fatto sia dato per sempre. Partiamo da questo 25 aprile, da questa Liberazione per rinnovare il grande impegno che servirà nei prossimi mesi per servire il nostro paese. Ma affrontiamoli con la profonda convinzione che da qui possiamo ripartire, che da qui dovranno scaturire valori importanti di convivenza civile.
L’ex Presidente Ciampi, in un intervento di qualche anno fa, disse: “In quei mesi scoprimmo che la patria era un insieme di valori di libertà che dovevamo non solo riconquistare ma porre a fondamento di una costruzione solida fatta per durare nelle generazioni. La costituzione della repubblica è il frutto di un miracolo, delle lungimiranza di un’intera classe dirigente divisa su tante questioni anche fondamentali che si trovò unita da valori morali, senso dello stato, amor di patria.”
Siamo reduci da un anno, il 2011, che ha visto rifiorire un grande amore per la nostra Patria. Questi 150 anni di Italia unita hanno restituito un forte senso di appartenenza, un forte attaccamento alla nostra nazione. Ci siamo sentiti uniti, abbiamo riempito di tricolori le nostre vie  e le nostre piazze. E non sono stati gesti casuali. E allora ripartiamo da qui. Da questo grande attaccamento alla nostra Patria, a questa ITALIA capace di grandi miracoli. Siamo capaci di essere all’altezza di cambiamenti storici ? Affrontiamoli con unità, con compattezza, con la voglia di costruire un futuro migliore, insieme. In un anno che ha visto la scomparsa di grandi uomini e donne della resistenza come Giorgio Bocca Miriam Mafai onoriamoli con il nostro impegno
Mi sia permesso di chiudere citando un partigiano:  Aldo Sodero di Chieri nome di battaglia Nano
(..) Le storie sono quelle, c’era la miseria, si andava a scavare le patate, che crescevano selvatiche nei prati la notte. Si riusciva a trovare un pezzo di pane bianco.
Era un sogno per noi. Si portava in famiglia e si divideva tra tutti, nove persone per una pagnotta.
Si facevano i chilometri in bicicletta per trovare qualcosa da mangiare, lo si metteva nei barattoli di vetro. Il momento era quello. L’ho raccontato a mia figlia, ai miei nipotini appena hanno avuto le orecchie per sentire.
Lo racconto a voi pur sapendo che certe cose non si possono capire. Erano tempi di scelte. Io ho scelto la parte giusta.

W l’Italia unita. W l’Anpi W la Resistenza

lunedì 23 aprile 2012

A tu per tu con Luca Bechi - esclusiva basketinside

Erano calde le giornate di maggio 2009 non solo per un anticipo d’estate ma anche perché a Biella si respirava un profumo nuovo e inedito. Biella  terra di amanti del basket che in quella stagione dopo un brillante campionato portò allo scontro con Milano per disputarsi il posto in finale contro Siena, quello era il vero scontro scudetto aggiudicarsi il posto in finale a fare da sparring partner contro i toscani voleva dire vincere scudetto. Dentro il nuovo Palazzetto da poco inaugurato si respirava un aria positiva e la sensazione era quella di far parte di un sogno, un sogno targato Biella, un sogno portato avanti da Luca Bechi, da Valerio Spinelli ,da Greg Brunner e da tanti altri ma il condottiero che di fatto aveva schiuso le porte dell’Europa era lui, toscano ma biellese d’adozione, grinta e carattere da vendere, me lo ricordo dopo una partita persa contro Siena in casa tutto contrito e con una gran rabbia in corpo. Ma poi sapeva essere lucido e concreto, sia con i giornalisti, che con la stessa squadra. Dopo Biella ha cercato di ripetere il miracolo con Brindisi e per poco non gli sarebbe riuscito se non avesse preso in mano quella squadra troppo tardi (ho ancora i brividi nella schiena per quella partita in casa contro di noi). L’Italia ha perso un coach giovane, completo e preparato, ma noi siamo sicuri che quello estero sia solo una sorta di apprendistato perché tornerà più agguerrito e preparato di prima capace di portare a casa titoli e trofei.

Ai nostri taccuini si racconta


Prima tutto Luca com'è l'esperienza in terra straniera ?
Di primo acchito rispondo ricca di emozioni e stimolante. Molto complessa perche é per me un mondo tutto nuovo specie fuori dal campo. Devi essere molto flessibile e 'open minded' dato che hanno una mentalità completamente diversa dalla nostra specie nell'approccio al basket. Qui é tutto molto più estremizzato. Sia nella vittoria che nella sconfitta.

Presentaci la tua attuale squadra ambizioni e traguardi da raggiungere ?
Azovmash é un club molto ambizioso. Campione dell’Ucraina per diversi anni di seguito, insegue questo titolo da 2 anni ormai.  L'obiettivo é la vittoria del campionato.
Non esiste nessun altra parola.

Cosa ti ha spinto ad accettare un incarico all'estero ?
Come dicevo in precedenza la ricerca di nuovi stimoli, il desiderio di vedere un mondo nuovo, sia dal punto cestistico che non. Credo che per un allenatore ancora nella prima parte della sua carriera come il sottoscritto sia fondamentale passare I confini italiani per confrontarsi e mettersi alla prova in contesti articolati e stimolanti come I campionati esteri.

Delle tue due precedenti esperienze a Biella e a Brindisi cosa ti rimarrà più impresso
Biella la considero la mia seconda patria, dopo Livorno. Li sono cresciuto come uomo e come allenatore. Rimarrà sempre un club e un posto dove mi sento come a casa.  Brindisi é stata un esperienza molto formativa. La città e I brindisini, il loro calore, mi sono rimasti nel cuore. Purtroppo quando sono arrivato a Gennaio la situazione era già compromessa e erano stati commessi degli errori in precedenza nella costruzione della squadra difficili da rimediare.  Sento però che qualcosa é rimasto incompiuto. E prima o poi tornerò.

Un giudizio esterno sul campionato italiano oltre alla solita Siena sembra più livellato verso l'alto ci saranno sorprese ?
Sembra di si. I playoff sono belli per questo. Perche tutto può cambiare. Perché sono un nuovo campionato dentro un campionato. Sono certo che Cantú e Milano lanceranno la sfida a Siena e saranno per quest'ultima un osso duro. E secondo me anche Pesaro sarà competitiva. Sarà un playoff molto interessante a mio parere.

Il giocatore che hai allenato e di cui sentiremo parlare parecchio in futuro (anche quelli della tua attuale squadra)?
Beh due giocatori che ho allenato  nel recente passato sono già campioni affermati. Jonas Jerebko é ormai un campione NBA e Pietro Aradori é il futuro del basket italiano.
In un passato un po’ più lontano a Livorno ho aiutato a crescere sia Jacopo Giachetti che Massimo Bulleri allenati entrambi nella parte centrale della loro adolescenza.
Devo dire che é sempre una soddisfazione per me vedere un ragazzo di belle speranze che capisce qual'é la chiave per diventare un giocatore affermato e si dedica al raggiungimento di questo obiettivo.

Quest'anno in Italia il basket è in chiaro ma non riesce a sfondare negli ascolti secondo te perché
E' difficile dirlo. Credo che la spinta fondamentale debba venire dall'interno del nostro movimento. Sarebbe importante anzi fondamentale vincere una competizione internazionale, sia come club ma meglio ancora con la nazionale. Sarebbe una grande spinta e ci sarebbe un grande ritorno di popolarità.

Settimane fa si è tenuto un convegno a casale sul futuro del basket stante la crisi e la recessione economica molte società navigano a vista quale secondo te può essere la ricetta per uscire da queste secche ?
Abbassare l'asticella per rialzarla quando ci saranno momenti più  propizi. Usare metodo programmazione e soprattutto coerenza quotidiana. Fare attenzione a non fare il passo più lungo della gamba. Cose semplici ma che troppo spesso vengono dimenticate.

 Un saluto ai nostri lettori  http://www.basketinside.com/ ?
Colgo l'occasione per salutare gli appassionati di basket e in particolare I lettori di basketinside.com con l' augurio di vedere un esaltante playoff i e non dimenticate mai che il basket é un fantastico gioco bello emozionante divertente e stimolante, ma resta pur sempre un gioco. Un buon finale di campionato a tutti.

VAE VICTIS

Guai ai vinti diceva Brenno il capo dei Galli prendendo Roma, conta solo vincere ripete Mou all’infinito perché negli annali rimane solo il nome della squadra vincitrice e così via potremmo andare avanti all’infinito a crogiolarci nelle dichiarazioni e nei ricordi, ma c’è un presente di cui tener conto. Ieri sera la partita delle beffe contro un Bologna non irresistibile non siamo stati in grado di pungere. Nemmeno il forzato riposo ha giovato, il muro felsineo è stato impenetrabile e il nervosismo latente di Ibra, di Clarence e dello stesso Allegri era evidente. A questo punto inutile crogiolarci sulla classifica è bene programmare meglio la prossima annata e riflettere sulle cose andate storte quest’anno. La preparazione anticipata per una supercoppa al 6 agosto, la micidiale sfilza di infortunati e diciamolo anche una campagna non eccelsa in cui due sole sono le stelle a poco prezzo acquisite Nocerino e Muntari. Senza Pato, Boateng, Cassano e da buon ultimo Thiago Silva abbiamo pagato un prezzo troppo alto. La Champions è bella, la musica impareggiabile ma in quel torneo lasci oltre alle emozioni anche un salasso di energie nervose. Poi può capitare che ti dica anche male come il goal non goal di Muntari e mille altre sviste di assistenti e di arbitri, ma vorrei che la società non sfruttasse troppo questo can can mediatico che rovina la concentrazione. Noi  non siamo abituati, come i cugini e come i ragazzi di Venaria e di Vinovo, a fare i piangina, lasciamo a loro questa prerogativa, noi dobbiamo essere forti a prescindere da presunti torti e da situazioni anomale. Un dato tecnico: avendo perso contro tutte le squadre nelle prime posizioni (Napoli – Juve – Inter – Lazio) forse era un segno. Vedo inoltre levarsi troppe critiche contro l’allenatore, se abbiamo vinto lo scorso anno è stato un po’ merito suo o no ? se perderemo quest’anno non sarà solo colpa sua, ci può stare un passo falso, io punterei sulla sua voglia di riscatto. E come chiosa finale un fatto, un grande acquisto all’anno, al di là dei saldi di stagione, consente di avere un arma in più Fabregas – Balotelli – Tevez – Van Persie non importa, ma un grande acquisto ci vuole non per i tifosi ma per la squadra. E comunque avanti così:  orgoglio milanista

sabato 21 aprile 2012

Biella fa suo il derby e condanna Casale

E la vittoria di Cancellieri, del gruppo, della dirigenza, dei tifosi, dello staff, Biella per un anno ancora rimarrà nella massima serie. I 24 punti richiesti a inizio stagione e necessari per rimanere nella massima serie sono stati raggiunti. Una partita quella di oggi decisiva sia per Biella che per Casale. Ma mentre per Casale era l’ultima spiaggia, Biella poteva avere ancora altre chances. Sugli spalti non c’è stata partita ,la Curva Barlera ha stravinto il derby del tifo con uno striscione a favore del gruppo mentre i ragazzi di Casale se la prendevano con Marco Crespi probabilmente considerato l’artefice di questa annata storta. Solita formazione per Biella mentre Casale si affida Malaventura, Hukic, Shakur, Minard Chiotti. Biella parte a razzo molto concentrata difende e pressa ma Casale risponde punto su punto, dopo cinque minuti si va sul 12 a 10 per Biella, Casale ha il merito a questo punto di portarsi decisamente avanti e di rubare palloni su palloni tanto da mettere un disavanzo di sette punti. Cancellieri è costretto a chiamare il time out a inserire forze fresche, Lombardi. Biella a questo punto non perde più un pallone e grazie a Dragicevic fa un parziale di dieci a zero chiudendo il quarto con una tripla di Chessa . Anche nel secondo quarto la musica non cambia Biella avanti, con un ultimo parziale sforzo di Stevic di Chiotti e di Hukic la banda di Valentini impatta sul 30 pari e poi grazie a una tripla di Hukic mette il naso avanti, ma sarà per l’ultima volta. Pullen comincia far girare meglio la palla e grazie a uno dei suoi tiri impossibili si va all’intervallo sul 41 a 35. Ancora più devastante Biella nel terzo avanti anche di sedici punti grazie a una stratosferica difesa e alla squadra che esegue alla lettera i dettami del coach. Qualche palla persa fa tornare sulle tribune le paure delle partite precedenti e il terzo parziale si chiude con Biella avanti di sette. Gli ultimi dieci minuti si aprono con due triple consecutive di Biella con Soragna e Chessa che di fatto indirizzano la gara. Solo Stevic e Shakur ci credono ma non basta Biella concentrata porta a casa i due punti e la permanenza in serie A

A Cancellieri brillano gli occhi è felice ha raggiunto un obiettivo senza aver mai cambiato squadra e con la penalità del greco mai utilizzato. La Curva impazzisce per i propri beniamini e Coleman si issa sulla curva è la vittoria del gruppo con Soragna che lascia ancora aperta una porta sui Playoff ma oggettivamente sarebbe chiedere troppo. Rassegnazione e delusione per Casale con Coach Valentini a cui dispiace aver perso l’inerzia della partita nel terzo quarto ma la salvezza non è stata buttata a Biella bensì nelle tredici partite perse sul filo di lana







Angelico Biella   Novipiù  Casale 87 - 78

(22- 19;  41  - 35 ;  61 – 54)                    

Angelico Biella: G. Jurak 10, N. Minessi n.e.,  A. Coleman 18 , T. Soragna 11,  J. Pullen 12, M. Laganà n.e., A. Miralles  13, E. Lombardi 0, F. Rossi n.e. , M. Chessa 10,  T.Dragicevic 13, De Vico Niccolò n.e.

Novi Più Casale: M Malaventura 3, S. Gentile 0, J. Hukic 8, S. Pierich 0, N. Martinoni n.e. , D. Chiotti 8, O Stevic 20, M Shakur 23, M Janning 3, R. Minard 13

venerdì 20 aprile 2012

Febbre da derby: Biella - Casale

E’ il derby la madre di tutte le partite, o per lo meno dovrebbe essere così, si tratta del secondo scontro nella massima serie tra le due compagini l’andata sull’onda dell’arrivo di shakur fu vinta agevolmente dalla squadra casalese che mise sotto un angelico stanca  capace tuttavia di rimontare per ben due volte ma grazie a Shakur Malaventura e Stevic Crespi portò a casa la partita. Sembrava l’inizio di una nuova avventura per la Novi più e invece la magia di quello scontro costò per sia per i rossoblu biellese, abulici dopo quel match, e anche per  quelli di Casale. Ora le due squadre ci arrivano dopo serie negative importanti, Biella, dopo essere stata corsara contro Venezia ha inanellato quattro sconfitte consecutivi alcune frutto più della frenesia che di altro. Casale aspetta l’hurrah dopo Avellino. Uomini decisivi potrebbero essere Pullen per Biella se saprà uscire dal suo torpore, o forse anche Miralles e Drago se sapranno limitare le percussioni degli uomini di Valentini. Dall’altra parte ci si aspetta qualcosa in più da Gentile, mentre Chiotti e Shakur devono cominciare a tornare a essere più imprevedibili. Partita che sarà comunque decisiva solo se vince Biella in quel caso per Casale si aprirebbe il baratro della seconda serie. In caso di vittoria di Casale la squadra piemontese sbloccherebbe quota dodici anche se la salvezza è ancora lontana. Da vedere il tifo, all’andata nei minuti finali si consumò una certa sfida carica di sfottò. Ma come sempre sarà la partita a determinare gli umori. Derby in anticipo su la Sette D ma noi saremo li nel catino del Lauretana Forum

giovedì 19 aprile 2012

Piemonte Notizie questa settimana

Il 1° FESTIVAL NAZIONALE DEL RISOTTO ITALIANO
Il festival che si terrà a Biella dal 28 di aprile si propone di valorizzare uno dei grandi elementi che legano i territori vercellesi, novaresi e biellesi e cioè la produzione risicola: per estensione la più grande d'Europa, per varietà e qualità la prima al mondo. 40 preparazioni a base di riso previste nel corso della rassegna,  predisposte da maestri risottieri che saranno offerte in degustazione al pubblico dei visitatori. Alla conferenza stampa evento di presentazione  a Novara abbiamo intervistato gli organizzatori tra cui un preparatissimo Edoardo Raspelli


Made in Asti: cultura a 360 gradi
Questa settimana siamo andati a scoprire alcune particolarità cominciando dalla mostra dedicata agli etruschi ci tuffiamo così nella grande storia che è passata anche per la cittadina piemontese, per poi passare a costumi particolari della Fondazione Guglielminetti con dei bei bozzetti esposti al pubblico ricordo di un mondo del cinema passato ma sempre affascinante, e poi si chiude in una bottega di calzolaio da Enzo per tuffarci in un mondo dedicato al jazz – ne sentiremo veramente si tutti i colori. Insomma un mondo quello astigiano ricco di sorprese


Vival tutti in forma a Pinerolo
Si terrà a Pinerolo dal 27 al 29 aprile VIVAL, il primo evento in Piemonte in tema di vivere bene e benessere a 360°. Cinque saranno i settori tematici che verranno presentati durante la manifestazione: si va dal wellness, con prevenzione, discipline tradizionali, olistiche e alternative, cure termali e trattamenti curativi, al beauty con cosmesi naturale, cosmeceutica, trattamenti estetici specifici, soggiorni nelle Spa. Non mancheranno i settori foodie, con cibi biologici, certificati e naturali, tracciabilità e filiera corta e qualità dei prodotti, e green economy, con proposte di energie rinnovabili ed alternative, eco-house, bioedilizia, combustibili e mobilità ibrida. VIVAL è la prima e unica manifestazione a carattere regionale sul tema del vivere bene, dove benessere e qualità di vita vengono visti come valori che coinvolgono tutti gli aspetti del nostro quotidiano, a 360 gradi

Bi come basket con Teo Soragna
Nel viaggio alla scoperta del basket piemontese non poteva mancare l’incontro con uno dei protagonisti della storia della Pallacanestro Biella: il capitano Teo Soragna ricordi e aspirazioni di una colonna della pallacanestro italiana


I diritti delle donne con l’Avv. Patrizia Polliotto
Prosegue la rubrica di successo dedicata alle donne e ai loro diritti

Passaggi televisivi: Domenica 22 aprile alle ore 19.30 su GRP1, alle 23.30 su TELECUPOLE e alle 23.45 su GRP3, lunedì 23 aprile alle ore 14.30 in replica su TELECUPOLE, mercoledì 25 aprile alle 13.30 su VIDEO NOVARA e alle 21 su Viva l’Italia Channel (SKY 879), giovedì 26 aprile alle 18.30 su TELERITMO e alle 20.45 su GRP1, venerdì 27 aprile alle ore 16.30 in replica su Viva l’Italia Channel, alle 22.15 su GRP1 e alle 23.15 su GRP3, sabato 28 aprile alle 13 su TELECITY.

Quando i referendum non mobilitano gli elettori: il caso della Prussia del 1931

  I referendum sono uno degli strumenti più importanti della democrazia diretta, ma la loro efficacia dipende soprattutto dalla partecipazi...