La passione il colore è sempre
quello, troppi ricordi belli, troppe partite viste nella Scala del calcio per
mollare anche dopo 8 anni di poche soddisfazioni. Non si è mollato nemmeno sull’orlo
della doppia retrocessione 80 e 82 in un momento in cui dire che eri rossonero rappresentava
una sorta di sfiga perenne. E poi l’apoteosi, le vittorie in Europa nel mondo nel
campionato. E ora dopo un oblio durato qualche anno ancora qui a sperare di
tornare laddove ci compete. E’ finito il ciclo di Silvio, la Cina non ha mai
fatto per noi e ora la serietà, per dirla alla Diego, dei commercialisti e dei
fondi, ma si guarda sempre ai due colori. Andrà bene o andrà male non importa.
Su una cosa però mi sento di spendermi: San Siro, per chi lo ha visto, per chi
lo ha vissuto è un icona da non abbattere ne prestare. Quella è casa nostra, e
le case, si sa, a volte hanno bisogno di restyling ma non si cedono ne si
abbattono. Quella è la nostra casa, quello è il nostro tempio
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