La
situazione era la stessa del periodo del gladiatore di Ridely Scott, imperatore
Marco Aurelio, la generazione dei comandanti che diventano imperatori non per
successione dinastica, situazione poi modificata da Commodo, assassinato dai
suoi pretoriani, vera e propria casta al servizio del potente di turno. E poi
lui Pertinace, piemontese di Alba, figlio di schiavi affrancati prima insegnante
e poi avviato alla carriera militare. Dal punto di vista militare molteplici furono
gli interventi di Pertinace anche apprezzati e produttivi come quando governatore
della Britannia represse una rivolta. L’assassinio di Commodo lo riporto in
auge e divenne di fatto imperatore il suo fu un regno cortissimo dal 31 dicembre
192 al 28 marzo 193, meno di cento giorni, in cui il periodo di incertezza, la
montante corruzione, la violenza strisciante e gli stessi pretoriani, veri
padroni della capitale. Cercò di redistribuire i fondi e di acquietare con
distribuzioni di terre e di ailenti ma fu tutto vano. La morte violenta pose
fine al suo breve regno. Proprio vero che i piemontesi a capo dello Stato non
durano molto, un vicino conterraneo, Giovanni Goria, durò pochi mesi nel 1988 (almeno lui non fu assassinato).
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