Oggi
è il 29 di giugno e giusto 74 anni fa i militi della divisione Hermann Goring
massacrano più di 200 civili a Civitella, quella della divisione sopracitata è
una delle storie più brutte di massacri della seconda guerra mondiale perpetrati
ai danni dei civili. La divisione operò principalmente in Tunisia nel 1943 e
poi contrastò l’avanzata degli angloamericani in Sicilia. Combattimenti furiosi
al limite dell’annientamento, lasciò una serie di crimini striscianti in tutta
la penisola da Napoli, cacciata dai residenti dopo le quattro giornate, fino in Toscana (più di mille vittime). A Civitella una delle ultime nefandezze prima di essere mandata sul
fronte orientale contro i russi e si arrese nei dintorni di Dresda il 7 maggio .
Il 18 giugno 1944 una pattuglia della divisione si scontrò con i partigiani
toscani e subì tre morti in un conflitto a fuoco. La rappresaglia fu tremenda
ma scoppiò solo alcuni giorni dopo, in modo subdolo i tedeschi attesero che la
popolazione tornasse nelle proprie case e poi sferrò la rappresaglia:
Civitella, Cornia e San Pancrazio 244 civili inermi furono passati per le armi,
spesso con un solo colpo alla testa. Ci fu persino un processo che condanno all’ergastolo
i sopravvissuti e una condanna alla Germania per questi crimini ma la Corte
Internazionale di Giustizia annullò questa ultima condanna, il diritto
internazionale tutelava lo Stato Nazionale.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Il culto del capo Nicola Bombacci
Il culto del capo è il filo rosso che attraversa le grandi derive del Novecento, a destra come a sinistra. È il momento in cui la politica...
-
D. La tua storia è quella di un ragazzo cresciuto in questo territorio, che ha calcato parquet diversi ma che è tornato all’origine. Che si...
-
Pascolati , un presidente con un grande aplomb, british style, ma mosso da una grande passione che lo morde e lo lacera dentro. Immancabi...
-
(fonte www.arkistudio.eu) TUA MADRE E’ MORTA La parola Collegio ha sempre evocato nelle menti di tutti una connotazione negativ...

Nessun commento:
Posta un commento