giovedì 3 aprile 2025

Dazi un freno all'economia, l'eredità di Cavour ci insegna

In un'epoca in cui il dibattito sui dazi doganali torna prepotentemente alla ribalta, è fondamentale ripercorrere le lezioni della storia. Camillo Benso conte di Cavour, statista lungimirante e padre dell'Italia moderna, comprese l'importanza del libero scambio per la crescita economica. La sua visione, basata sull'abolizione delle barriere commerciali, si rivela oggi più attuale che mai.

I dazi, lungi dal proteggere le economie nazionali, si traducono in un freno allo sviluppo. Aumentando il costo delle importazioni, riducono il potere d'acquisto dei consumatori e limitano la competitività delle imprese. L'esempio di Cavour, che promosse accordi commerciali con le principali potenze europee, dimostra come l'apertura dei mercati favorisca la specializzazione produttiva, l'innovazione e la crescita del benessere collettivo.

L'imposizione di dazi genera inevitabilmente ritorsioni da parte degli altri paesi, innescando guerre commerciali che danneggiano tutti i soggetti coinvolti. Le imprese, private dell'accesso a materie prime e componenti a prezzi competitivi, vedono ridursi i propri margini di profitto e sono costrette a trasferire i maggiori costi sui consumatori.

In un mondo globalizzato, in cui le catene del valore sono interconnesse, i dazi rappresentano un anacronismo. L'esperienza di Cavour ci insegna che la prosperità economica si costruisce attraverso la cooperazione e l'integrazione, non attraverso l'isolamento e il protezionismo.

L'Italia, paese esportatore per vocazione, ha tutto da guadagnare dall'apertura dei mercati. Le nostre imprese, eccellenze nel settore manifatturiero e agroalimentare, necessitano di un accesso agevolato ai mercati internazionali per competere con successo. I dazi, al contrario, minacciano di compromettere la nostra competitività e di frenare la nostra crescita economica.

In un momento storico in cui le sfide globali richiedono soluzioni condivise, l'Europa deve riaffermare il proprio impegno a favore del libero scambio. L'esempio di Cavour, precursore dell'integrazione europea, ci ricorda che la prosperità si costruisce attraverso l'apertura, non attraverso la chiusura.

I ragazzi di Patanè vincono a Isola e vanno al quarto posto

 

Partita per cuori forti a Isola d’Asti, è un derby, i ragazzi si conoscono bene ed è una partita molto maschia in cui nulla viene lasciato al caso. Un primo tempo in cui le due squadre si affrontano a viso aperto e in cui non mancano le occasioni da una parte e dall’altra. Un equilibrio che viene spezzato da Borgnetto abile a trovarsi al posto giusto e a mettere in rete un passaggio sotto porta, per il resto Amico e Lai i due estremi difensori controllano le incursioni dei rispettivi avversari. La ripresa inizia con una magistrale azione di Merlo che tira fuori dal cilindro una conclusione a effetto che da il doppio vantaggio. Ma la partita non è in discesa Piazza accorcia e poi subito dopo Montauro trova il pertugio giusto per il momentaneo 3 a 1. Quando l’arbitro fischia un rigore per l’Orange e Angelino va sul dischetto la partita sembra ai titoli di coda. Invece Luca tira alto e sul rovesciamento di fronte Scavino accorcia. Poi Corsini d’esperienza trova il pareggio che rimette tutto in discussione. Ci vuole una magia di Ibra per trovare nuovamente il vantaggio. Tabbia si affida al portiere di movimento ma Vitellaro prima e poi Francalanci trovano il pertugio giusto e chiudono la contesa nell’ultimo minuto. Un successo che ha il sapore dei play off e una ritrovata grinta di un gruppo che ha saputo crescere e molto in questa stagione


Isola vs Orange 3 - 6 (0 - 1 pt)

Marcatori

Corsini, Piazza Scavino (isola) Montauro, Borgnetto, Francalanci, Merlo, Ibra e Borgnetto (Orange)

giovedì 20 marzo 2025

Rush finale con vista play off


 

80 minuti alla fine del campionato ma la classifica sorride ai ragazzi di Patanè una stagione di lottà con partite combattute e che premiano probabilmente con un post season Ibra e compagni. I 4 punti di vantaggio depongono a favore dei play off anche se ci sono due partite da disputare contro Isola e Aosta. La partita contro l’Alto vicentino è stata una summa di emozioni. Un primo tempo in cui il portiere Ninic dei veneti è intervenuto parecchie volte per salvare la propria porta mentre su due contropiedi Lino Caique ne ha finalizzato uno. Quando la porta sembrava stregata ci ha pensato di forza Ibra a undici secondi dalla sirena dell’intervallo a impattare. Al rientro in campo è tutta un altra musica la difesa veneta si apre e in rapida successione Curallo e due volte Montauro dilatano il vantaggio. L’allenatore dei veneti è costretto a mettere il portiere di movimento e ritorna sul 4 a 3, stessa mossa di Patanè e Merlo e Angelino rimettono le cose a posto. L’ennesima segnatura di Lino sigilla il match sul 6 a 4. una settimana tosta tra finale under 19 e campionato ora una settimana di riposo e poi il rush finale


domenica 16 marzo 2025

Una partita con infinite emozioni. Grazie ragazzi


 La coccarda tricolore alla fine prende la via di Roma ma ai ragazzi va fatto un grandissimo applauso per aver giocato ad armi pari una partita tenuta in piedi fino all’ultimo secondo. E stato un match tra due filosofie diverse più di forza quella della squadra della capitale, più leggere e veloce quella astigiana. Ne è nata una partita in cui i continui capovolgimenti di fronte hanno fatto palpitare i cuori di tutti i tifosi di futsal. Asti che parte meglio e con Alves va in vantaggio e poi il pari di Roma che chiude il primo tempo. Una ripresa che si apre in modo tremendo per gli uomini di Patanè al doppio svantaggio e la capacità di Merlo e compagni di riprenderla e di ritagliarsi anche lo spazio per un paio di occasioni in cui chiuderla (mancava veramente pochissimo) Nell’extra time il pivot romano si inventa la rete che decide il match. Ai capitolini l’alloro, il secondo consecutivo, agli astigiani il premio per il miglior giocatore, Alessandro Merlo e il miglior portiere Cesari. Ai ragazzi e allo staff il ringraziamento per averci fatto passare un weekend di emozioni per gli allori potremo riprovarci, d’altronde la squadra fino ad oggi non aveva mai perso (e oggi ha pareggiato al 40’)

Alle 16.30 la finale contro Roma. Ragazzi regalatevi un sogno

 

Una battaglia sportiva che alla fine apre alle porte di una finale conquistata con le unghie e con i denti, un cinque a zero che può sembrare rotondo ma che è il frutto di una caparbietà incredibile. Merlo e compagni volevano questa finale e l’hanno ottenuta. Una partenza forte com’è nello stile dell’Under ma un portiere insuperabile, Fionchetti, che sventa fior di minacce. In queste partite basta un episodio per cambiare l’inerzia del match e può essere a 12 secondi dalla fine del primo tempo per un retropassaggio oppure una doppia ammonizione a inizio ripresa che lascia la squadra con un uomo in meno, Ma in nessuna di queste occasioni la squadra si scompone anzi, ragiona e agisce di conseguenza. Quando dopo una serie di batti e ribatti si trova il pertugio allora il match va in discesa per l’Orange. Merlo prima abbatte una ragnatela al sette poi, Caracciolo, mentre il Pomezia usa il power play, trova un missile balistico da quindici metri, Angelino e ancora Merlo sigillano il match e ora la finale. Alle 1630 contro Roma contro una squadra plurivincitrice non si parte battuti e i ragazzi la giocheranno con la giusta grinta. Mancherà Cavallo ma siamo sicuri che sarà, con la sua voce, il primo tifoso così come tutti quei cori Orange che eccheggiavano al Palasalvelli. Forza ragazzi regalatevi un sogno


giovedì 6 marzo 2025

Orange direzione Porto San Giorgio per le Final Four di Coppa Italia under 19


 L’Orange stacca il biglietto per le Final Four di Coppa Italia under 19 e lo fa con la furia della squadra mai sazia che vuole arrivare fino in fondo. Il Cornedo alza le barricate e regge come può ma sotto la regia di un ispirato Alessandro Merlo i ragazzi terribili di Patanè attaccano fin dal primo secondo. Nei primi cinque minuti si contano almeno una ventina di tiri e tre reti realizzate che indirizzano la gara. La fame in questi casi aumenta l’adrenalina e il primo tempo si chiude con un perentorio 7 a 0 che la dice lunga sulla prestazione con un Cesari mai seriamente impegnato. Accademia nel secondo tempo con ancora diverse marcature Orange e con una attenzione che non scema mai del tutto e che permette anche alla formazione vicentina di trovare il pertugio per il goal della bandiera. L 11 a 1 finale certifica la voglia della squadra di casa di prendersi le Final Four per un gruppo che due anni fa ha sfiorato l’impresa nelle finali scudetto.

mercoledì 5 marzo 2025

Io e Bruno. Mandi


 

Non era ancora il periodo dei cellulari ma se volevi avere un collegamento con il mondo anche se eri all’università distante da casa dovevi mettere il telefono. E così in via Sottocorno 7 a Milano buon retiro universitario a due passi dalla Statale, passando davanti al Tribunale con Brosio perennemente acquartierato sul marciapiede, installammo una linea telefonica. La Sip mi diede così un numero che era già stato usato e lo scoprii subito perché la prima telefonata ricevuta (un po’ basito direi) fu quella di Bruno Pizzul. Già, the voice, che col suo tono caldo e da telecronaca, mi chiese gentilmente se potevo passargli Valberto Migliani. Il fatto comico che scoprii quel giorno è che mi avevano affibbiato il numero di telefono della sede dell’Inter. A me ? Milanista doc. E così ironicamente mi misi a conversare con Pizzul della storia e di calcio, non fu scocciato anzi parlammo per qualche minuto ridendo e pontificando di tattiche. La seconda volta lo vidi a Chieri, a un torneo dedicato a babyface Rosato e lui si prestò tantissimo alle interviste comprese a quelle del sottoscritto facendoci incidere anche un colorito “inzaghiiiiii non va”. Nel panorama dei telecronisti un signore e per inciso anche un grande letterato, in alcuni casi il suo interloquire davanti al microfono era un ripercorrere anche i classici (mi resterà in mente il fromboliere Massaro). Da buon veneto non disdegnava un calice di vino e anche qualche smoccolatura certo che il suo commento al pareggio della Turchia nella partita di esordio dell’Europeo rimarrà celeberrimo con rete di Okan che assomigliava più a una contumelia che non alla cronaca. Mandi Bruno

Dazi un freno all'economia, l'eredità di Cavour ci insegna

In un'epoca in cui il dibattito sui dazi doganali torna prepotentemente alla ribalta, è fondamentale ripercorrere le lezioni della stori...