Al cinema si sta proiettando il film Kingsman the origin, una
pellicola che di fatto relaziona sulla prima guerra mondiale riportando fatti
reali e altri puramente immaginari, però è godibile, scorre veloce e presenta
una sfaccettatura storica non didascalica, ma potente sul fronte della
narrazione. Venaria per un giorno, quelle delle riprese, si trasforma in
Sarajevo di inizio secolo per diventare la tomba delle speranze di una
generazione di giovani che si vanno a schiantare sulle trincee della guerra
mondiale. In tutto ciò compare la figura di Horatio Kitchener, il generale
organizzatore inglese e, di fatto, il traghettatore dell’esercito britannico dai
professionisti delle guerre coloniali all’esercito organizzato pronto a battagliere
nelle Fiandre e sulle Somme. Un uomo ottocentesco, con grandi baffi, che
campeggiavano sui volantini di arruolamento. L’uomo che sconfisse il Madhi a
Ondurmann, l’eroe coloniale in Egitto e negli altri teatri di guerra e poi l’esecutore
di un esercito addestrato e di coscritti. Fu anche purtroppo l’inventore dei
campi di concentramento contro i Boeri nella guerra per il possesso del
Sudafrica e il patrocinatore dell’utilizzo indiscriminato delle mitragliatrici.
Ma non morì sul campo, bensì in mezzo al mare, quando la sua nave fu colpita da
una mina tedesca. Sicuramente una figura istrionica che tutti temevano
sabato 8 gennaio 2022
Horatio Kitchener, il padre dell'esercito britannico moderno
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