Tra le tante celebrazioni di
questo periodo di uomini che hanno fatto la storia dello sport ce n’è una in
particolare che vale la pena di citare quella di Ricky Albertosi, il portierone
guascone che ha segnato la mia infanzia. Il portiere della stella degli anni
settanta, con quei basettoni unici e quell’aria da schiaffi, autore di paratone
incredibili e di mega papere giganti (Duda 1980, Coppa Campioni) finito poi nel
vortice del calcio scommesse, una sorta di antesignano di Buffon con carriera
all’epilogo al sorgere dei quaranta. Un portiere tutto istinto mai ragionato
che ha fatto da antesignano a una pletora di tanti altri sopra le righe che ha
chiuso la sua carriera con noi dopo aver deliziato le platee di Cagliari e di
Firenze, un irregolare ma con tanti vizi

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