La bandiera neonazista appesa nella cameretta
del milite (per il momento ancora ignoto) ha come si poteva pensare scatenato i
pro e i contro. C’è persino chi disquisisce sul fatto che trattasi non di croce
uncinata, ma di bandiera del secondo reich. Verissimo, però questo è il simbolo
utilizzato diventato da tempo icona ineludibile dei vari movimenti neonazisti
dell’Europa. Un richiamo a un passato di cui francamente non si sente la
nostalgia, ma notiamo come crassa sia ancora l’ignoranza in materia sia da
parte di chi critica sia da parte di chi difende. Ancora una volta uno studio
anche solo superficiale della storia non guasterebbe. Una domanda però sorge
spontanea ma perché le estreme destre vogliono circondarsi di icone perdenti
(nazismo, fascismo ecc.) cosa sperano di dimostrare, il presunto ordine di cui
parlano non ha portato altro che disordine e povertà. Ha mandato a morire
centinaia di migliaia di persone in nome di cosa ?? un ideale ?? quale? la
sopraffazione? Di una cosa bisogna aver paura, non bisogna sottovalutare il
peso di questi gesti teatrali sono il frutto di una crassa ignoranza che deve
essere combattuta solo con la cultura. Quanto al milite lo si costringa a
studiare e a informarsi, se poi invece di attaccare poster inutili, appende la
copertina di play boy, forse è meglio.
domenica 3 dicembre 2017
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