I migliori sono i primi ad
andarsene verrebbe da dire, mi ha molto colpito l’intervista di Elkann in cui,
di fatto il padrone di una società sportiva sbeffeggia un'altra al culmine di
una lite che nemmeno all’oratorio si vedeva più. In Italia non manca la cultura
della sconfitta o della vittoria, manca una vera e propria cultura di carattere
generale e sempre più sovvengono le parole del vecchio Wiston Churchill che gli
italiani affrontano la guerra come fosse un partita di calcio e una partita di
calcio come fosse un guerra. Non c’è proprio il senso della misura, non si
percepisce che a volte, chi comanda, chi dà l’esempio dovrebbe trarre qualche
insegnamento da questi temi ed evitare di attizzare fuochi e polemiche che sono
decisamente stucchevoli. Lontani i tempi di Nereo Rocco, e anche dell’Avv.
Peppino Prisco e per citare i seguaci di Venaria dell’Avv. Agnelli, atteso per
una battuta che diventava un epigramma immortale. Nell’età dei webeti e dei
leoni da tastiera purtroppo anche coloro che dovrebbero dare l’esempio si
trascinano nell’aura mediocritas generale. E allora si vien voglia di dire che
da noi manca una cultura, ne avremmo bisogno
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